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vuoi essere il mio grande amico?

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L’amicizia e la conoscenza degli altri in ogni periodo della vita.

Tutti sanno che la vita non è vita senza amicizia, se, almeno in parte, si vuole vivere da uomini liberi”.
Scriveva Cicerone.

Nulla è cambiato abbiamo ancora bisogno dei nostri simili per vivere.

Nel nostro percorso di vita sperimentiamo ed evolviamo attraverso le relazioni di amicizia, sia che siano relazioni profonde e intime, puri “incontri dell’anima” o anche solo rapporti di conoscenza quindi “incontri di personalità”.

Le relazioni d’amicizia sono molteplici: la condivisione di interessi e di informazioni, i compagni di scuola, i compagni di viaggio, gli amici del bar, le conoscenze temporanea, gli amici dell’estate, i compagni del pallone…  

Tuttavia quante sono effettivamente le persone che sentiamo amiche con la A maiuscola?

La risorsa amicizia porta con se un grande insegnamento e valore etico e ogni relazione ha valore nella misura in cui ci porta benessere, conoscenza e soddisfazione.

Alcune frequentazioni permettono di riempire il tempo o le scegliamo per convenienza: “questo contatto mi permette di realizzare quella cosa”, “questo amico mi fa ridere”,...  queste sono le “relazioni di personalità”.  Tuttavia quando si incontra una persona affine, per cui si percepisce un feeling inspiegabile, un sentimento sottile, allora avviene qualcosa di diverso. Più o meno in modo consapevole, si fa una scelta e quella persona può diventare un riferimento per uno scambio intimo della nostra vita esterna ed interiore, questa è una “relazione d’anima”.  

Guardando come un bambino si inserisce in un gruppo si possono raccogliere informazioni interessanti sui diversi approcci e temperamenti. Un bambino riconosce la persona a lui affine e l’avvicinamento è diretto: “posso giocare con te?” 

Un altro riconosce il capobranco e attiva una strategia per richiamare la sua attenzione al fine di essere ricercato piuttosto che chiedere. Uno più timido o in difficoltà viene accolto dal più sensibile che lo riceve e lo introduce nel gruppo.

Fino a quando il paragone con l’altro, il bisogno di identificazione e le sovrastrutture sociali sono relativamente basse l’apertura verso l’altro è più spontanea e le relazioni si attivano con maggiore naturalezza. 

I cambiamenti dell’adolescenza inducono a cercare nuove modalità, a seconda del temperamento e del vissuto personale si sarà più propensi o meno all’estroversione e al gruppo. In questa fase della crescita quasi sempre gli amici diventano più importanti dei genitori e quando si ha bisogno di qualcuno per sfogarsi, parlare di un problema, fare i compiti o divertirsi, il primo pensiero va proprio all’amico del cuore, al quale si può dire qualsiasi cosa. Con il tempo e le esperienze si comincia a distinguere chi è bene seguire e chi è meglio evitare come amico. 

Nella fase adulta della vita l’amicizia diventa importante su più livelli, sia per uno scambio di leggerezza nell’avere qualcuno con cui condividere un caffè o fare quattro chiacchere, sia per una relazione consolidata che perdura nel tempo.

La differenza di genere spesso porta a sfumature di amicizia diverse. Le donne tra amiche creano solidarietà e sorellanza condividendo in modo personale: emozioni, problemi, sentimenti. 

Gli uomini tra amici si avvicinano con più facilità per condividere fatti, interessi e passioni comuni e semplicemente passando del tempo insieme hanno il loro sostegno reciproco. 

Poi il cerchio si chiude e da anziani, soprattutto se nella vita si è mantenuta la capacità di essere aperti, si torna all’amico come un compagno di giochi, come nell’infanzia. 

La qualità percepita nella relazione con l’amico del cuore rimane un riferimento da cui prendere l’ispirazione per migliorare il nostro comportamento e indirizzare il nostro stato d’animo anche quando viviamo una relazione meno fluida o proprio difficile.

Con l’amico del cuore ci riconosciamo il diritto di essere come siamo, stimiamo e apprezziamo le sue caratteristiche, proteggiamo la sua sensibilità, rispettiamo le sue differenze, abbiamo il coraggio di essere leali e reciprocamente ci sosteniamo nei momenti di difficoltà.

Da bambino si dice: “sei il mio amico del cuore”. I bambini considerano gli amici dei compagni di gioco ed è molto facile per loro stringere nuove amicizie. 

Come diceva Cicerone l’amicizia permette di essere liberi. Nell’Amicizia si può sbagliare, si ha il coraggio di riconoscerlo e il piacere di perdonare.

 

a cura di Silvia Pelle
counselor relazionale


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