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fiducia e rispetto: i due fondamenti dei rapporti umani

bambino_natura_02.jpgIl bambino, come l’adulto, ha bisogno di essere trattato con rispetto. Maria Montessori, colei che ha fatto del rispetto per il bambino la sua ragione di vita,

e’ stata la prima donna a laurearsi in medicina in Italia dedicando i suoi oltre 50 anni di lavoro in osservazioni su bambini di tutto il mondo che le hanno consentito di esplorare lo sviluppo del bambino nella sua globalità, restituendo ai bambini il rispetto e la dignita’ che è a loro dovuta.

La scienziata Montessori sostiene che il bambino piccolo, dotato com’è di un forte senso di dignità personale e di una profonda sensibilità ha bisogno di essere trattato con rispetto, ha bisogno che gli adulti che lo circondano gli diano ascolto e di vedere che i suoi sentimenti e le sue idee sono importanti e degni di considerazione. 

Ciascun bambino possiede un potenziale psichico ed intellettivo unico ed irripetibile e per questo, nel rispetto del proprio sviluppo, deve essere accompagnato nella crescita in modo da potersi esprimere liberamente. 

Il bambino è al centro e l’adulto diventa un aiuto alla vita, un aiuto allo sviluppo, alla costruzione dell’autostima e della fiducia in se stessi. 

Maria Montessori scrive nel suo libro Educare alla libertà “Sarebbe un errore voler giudicare, prima di farne l’esperienza, la capacità dei bambini secondo l’età, e di escluderne alcuni perchè si suppone che possano dare nessun aiuto… L’importanza del lavoro non preoccupa i bambini: essi sono soddisfatti quando hanno dato il massimo di cui sono capaci e non si vedono esclusi dalle possibilità che offre l’ambiente per esercitarsi.’

Quest’ultima frase fa comprendere come il bambino abbia bisogno di rispetto, di essere incoraggiato nel suo fare senza timori. Non è importante l’azione in sé, che serve all’atto pratico nell’esercizio della mano, dei movimenti e della coordinazione, ma all’atto psichico che racchiude al suo interno. 

Se rispetto significa non ledere i diritti altrui, molto spesso, il bambino si sente ledere nel suo diritto di esplorare e vivere l’ambiente, magari perchè si teme che possa rompere una tazzina del servizio buono. Questo deve farci riflettere moltissimo, perchè di fronte ad un ospite adulto, il servizio buono non esiteremmo a metterlo sul tavolo e se quello stesso adulto dovesse romperlo ci affretteremmo a dire che “non ha importanza, è solo una tazzina”. Ma se fosse il bambino a farlo, saremmo subito pronti a riempirlo di critiche e rimproveri. Forse è proprio il rispetto per il bambino che viene a mancare.  

Un bambino che può liberamente maneggiare le ceramiche di casa sarà più attento, più fiducioso in se stesso e nelle proprie capacità, nonchè si sentirà investito di rispetto e degno di fiducia da parte dei genitori. Ciascun bambino difatti compie un suo percorso formativo personale, fatto di modi e tempi peculiari, costellato da blocchi e progressioni. 

L’apprendimento non è una linea dritta ma un percorso casuale e personale, dove gli elementi che incidono non sono sempre evidenti, anzi sono più spesso sotterranei, nascosti. L’errore o il successo sono il frutto dell’azione del bambino, non un giudizio elaborato dall’adulto: il bambino si rende conto di aver sbagliato e prova a correggere l’errore sulla base dell’esperienza. 

L’alimentazione dell’autostima e di questi valori (fiducia e rispetto) porterà il bambino ad applicarli in tutti i rami della crescita come un processo naturale, come la respirazione. E questa è l’anteprima della preparazione per un mondo migliore. 

Fiducia - dal dizionario: ”Senso di affidamento e di sicurezza che viene da speranza o stima fondata su qualcuno o qualcosa”
Rispetto: “Sentimento che ci trattiene dall’offendere gli altri, ledere i loro diritti o menomare i loro beni.”

a cura di Ilaria Zamboni
counselor relazionale a indirizzo Voice Dialogue


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