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giocare insieme per crescere bene!

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Durante lo sviluppo del bambino il rapporto con i pari risulta di particolare importanza per arricchire le proprie esperienze e sviluppare nuove abilità.

Ogni bambino sperimenta per prima cosa il proprio corpo, percependo il proprio spazio in relazione all’ambiente e all’altro. Attraverso l’elaborazione di queste esperienze il bambino acquisisce gli strumenti per comunicare, per risolvere problemi e acquisire strategie e per ultimo ma non meno importante socializzare.

Durante il fisiologico sviluppo evolutivo, verso i 24-30 mesi il gioco del bambino è basato sui propri desideri, andando a prevaricare sulle esigenze degli altri, proprio per la naturale consapevolezza delle proprie capacità e sentimento di fiducia e pienezza, che gli permetteranno poi di mettere in atto dei veri e propri giochi di collaborazione, fino ad arrivare al gioco di turno e di regole aumentando sempre più il numero di partecipanti.  

Il gioco con l’altro è molto importante per lo sviluppo del bambino per una vasta gamma di aspetti. A livello emotivo o se vogliamo empatico, un bambino che interagisce con i coetanei mette in gioco le proprie emozioni e impara a modularle in risposta dell’altro, quindi matura le sue competenze affettivo-relazionali, che sono alla base dell’intenzionalità alla condivisione di un gioco/attività e alla cooperazione.

A livello senso motorio, sperimenta le proprie capacità e guardando l’altro che crea o fa qualcosa di nuovo, è motivato ad imparare sempre più, poiché l’imitazione è un precursore della comunicazione e dunque dell’apprendimento.

A livello rappresentativo-simbolico un bambino che mette in atto uno schema di gioco crea un immagine mentale di un oggetto, aumentando via via le sequenze arricchirà il linguaggio, formulando frasi sempre più complesse con nessi e vocaboli nuovi.

Senza dimenticare che,  bambini che giocano insieme stanno utilizzando le proprie abilità cognitive, mantenendo l’attenzione sul gioco per tutta sua la durata, e su come l’altro agisce, programmando e pianificando cosa fare, un vero gioco di squadra! 

Da qui si comprende l’importanza del gioco con l’altro dato che ogni singola competenza è connessa e si integra con le altre.

a cura di Francesca Fontana
terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva


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