Loading color scheme

“Devi dare il buon esempio!“

bambini_gioco_20.jpg

E’ una delle frasi che un fratello maggiore sente pronunciare maggiormente da mamma e papà...

Da un figlio più grande, infatti, ci si aspetta che si comporti bene, che presti volentieri i giochi e che non faccia i capricci, mentre invece tutto questo è generalmente concesso al “cucciolo” di casa, per il semplice fatto di essere il più piccolino.

Per quanto possa essere comprensibile che un genitore, stanco dell’ennesimo bisticcio, cerchi di rimettere un po’ di ordine richiamando il figlio maggiore alla responsabilità delle proprie azioni, quale effetto può avere un simile atteggiamento sui bambini?

Il più grande vivrà con maggiore gelosia la presenza del piccolo (e questo non aiuterà la relazione fra fratelli) e penserà che i genitori abbiano delle preferenze per il fratellino/sorellina. Si troverà inoltre a fare delle rinunce (come ad esempio a prestare sempre i propri giochi) che considererà ingiuste.

Il piccolo, invece, tarderà ad introiettare alcune regole, come ad esempio aspettare il proprio turno o rispettare i giochi altrui, perché saprà di averla sempre vinta su tutto.

Spesso siamo tentati di dare ragione al più piccolo per il semplice fatto che ci sembra più indifeso o meno forte dal punto di vista fisico… ma i “giochi di potere”, anche fra fratelli, non si misurano solo sulla forza fisica.

Inoltre dobbiamo renderci conto di come spesso lo scarto di età sia davvero minimo:

siamo sicuri che la differenza fra un bimbo di tre anni e uno di cinque sia così grande? O forse, invece, entrambi hanno ancora tanto bisogno di giocare e tanta voglia di mamma e papà?

Perché il rischio, altrimenti, è che vengano considerati “grandi” bimbi anche molto piccoli per il semplice fatto di avere un fratellino ancora più piccolo, e, al contrario, che il secondogenito continui ad essere considerato “piccolo” anche a 20 anni!

Per controbilanciare la situazione, possiamo adottare qualche accorgimento:

i figli sono figli, a prescindere che siano il grande o il piccolo di casa;

hanno età ed esigenze diverse, ma ugualmente importanti;

è fondamentale che anche i piccoli imparino gradualmente a rispettare le regole e che ai grandi venga concesso di essere bambini;

modificare la comunicazione, ad esempio facendo notare il comportamento inappropriato (tipo strappare un gioco di mano) ma evitare di giudicare solo in base principio del “…perché sei grande!”;

favorire il gioco in comune, senza dimenticare di ritagliarsi del tempo da dedicare singolarmente a ciascun figlio.

a cura dott. ssa Camilla Targher
formatrice, pedagogista e mediatrice familiare


Girotondo
 riceve
i Patrocini dei Comuni
per le sue finalità socio/educative
a sostegno della Comunità

Esce a Marzo - Maggio
Settembre - Dicembre

In ogni numero informa 
sul mondo dei bambini
per aiutare i genitori
a comprenderli meglio

Il Comitato Etico Scientifico 
supervisiona tutti gli articoli,
a garanzia della tutela all’infanzia
e di una genitorialità consapevole,
valori a cui Girotondo si riferisce
come Associazione