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“Aiuta la barca del fratello ad attraversare, e anche la tua arriverà alla riva”

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Parlare di famiglia significa anche parlare di fratelli. Le professioni educative in aiuto alla persona si affacciano costantemente sui grandi interrogativi legati al mondo della fratellanza... (Proverbio indù)

«Mio figlio vorrebbe tanto un fratellino ma non so se sono ancora in tempo a darglielo, l’orologio biologico va in fretta..» o ancora: «Fa la pipì a letto, sarà per la nascita della sorellina?”.

Sono tante le dinamiche familiari a ruotare intorno all’argomento e veicolano attraverso dubbi, timori e perplessità la reale essenza della famiglia, nella sua unicità. La presenza di un fratello, reale o anche solo pensato, all’interno del nucleo familiare, dà voce all’espressione profonda di ciascun componente, portando alla luce uno spazio espositivo in cui raccontare se stessi attraverso l’altro.

E così, attraverso il desiderare un fratellino, il bambino rivolge richieste indirette a mamma e papà, attraverso i capricci, o nel non voler andare più a scuola esprime uno stato di malessere, una richiesta di aiuto nei confronti dei genitori, e la presenza del piccolo disturbatore appena entrato in famiglia è funzionale all’espressione di sé del fratellino o della sorellina maggiore.

Ancora prima di essere realtà, un fratello o una sorella vengono pensati; è il momento in cui la coppia coniugale coincide con la coppia genitoriale in una sorta dieclissi emozionale: se la convergenza di obiettivi non si crea, il desiderio di un altro figlio può far emergere la mancanza di allineamento nella coppia e portare alla scoperta di un disagio sotterraneo che ha radici profonde e che esce allo scoperto grazie alle sollecitazioni emotive legate al desiderio di ampliare la famiglia.

Insomma: i fratelli e le sorelle sono figure importanti, tanto importanti da essere una caratteristica intrinseca, qualcosa che portiamo sempre con noi nel corso della vita, anche quando sono una presenza “assente”; questo spiega il perché dell’esistenza della definizione di “figlio unico “e della necessità di doverla condividere come stato (non a caso è uno degli elementi informativi familiari che le insegnanti acquisiscono all’inizio di un percorso didattico): la fratellanza è la prima espressione di socialità tra pari, tanto da dover essere quasi segnalata, se mancante.

La fratria è una risorsa immensa per la famiglia e per la persona, ma i nodi che si creano all’inizio della costituzione del rapporto tra fratelli e sorelle possono essere la sorgente di condizionamenti evolutivi nella capacità di stabilire correttamente i rapporti sociali.

Le competenze educative genitoriali rappresentano un diritto e un dovere fondamentale nell’aiutare i figli nella comprensione e nell’accoglienza di un nuovo nato all’interno del nucleo familiare.

I genitori hanno il compito di decifrare le richieste del bambino e di coglierne l’essenza, devono saper rispondere alle sue domande con autenticità e per poterlo fare devono essere in grado di rispondere a se stessi, prima che ai figli.

Illuminando con sincerità le esigenze di ogni elemento familiare fin dalle origini si potranno gettare le basi per un legame fraterno funzionale che durerà per sempre, riconoscendo e apprezzando le caratteristiche dei nostri figli, evitando le comparazioni gratuite, le sollecitazioni competitive e soprattutto riconoscendo e accettando con serenità e reciprocità gli aspetti fallibili del ruolo di genitore e di figlio, senza rinunciare mai ad esprimere la volontà di progredire insieme verso mete sempre più soddisfacenti.

a cura dott..ssa Antonella Gazzellone
medico chirurgo, pedagogista clinico, esperta in scienze criminologico forensi


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