Loading color scheme

Prendersi cura della natura amica, un sentimento che nasce con l’esercizio

bambini_natura_03.jpgMi piacerebbe oggi porre l’attenzione sulla lezione di modernità della maestra delle maestre, Maria Montessori riguardo l’ambiente, il rispetto della natura e i bambini.

Nella Scoperta del Bambino la scienziata ci fa notare come già nel secolo scorso i bambini vivevano lontani dalla natura, avendo poche occasioni per entrarvi in contatto, e che il concetto di vivere la natura è un’acquisizione relativamente recente. Per molti anni si è cercato di sviluppare nel bambino speciali sentimenti legati agli elementi naturali: i fiori, le piante, gli animali, i paesaggi; poi la tendenza è stata quella di portare l’attività del bambino verso la natura con la costituzione di orti e giardini scolastici. Come sosteneva la grande educatrice, però, il bambino ha bisogno non solo di conoscere la natura, ma di vivere naturalmente. E gli esempi rubati alla nostra quotidianità lo dimostrano. Se portiamo un bambino a passeggio in città, dopo pochi minuti sarà stanco e non vorrà proseguire. La sua stanchezza non è mancanza di forza o di desiderio di stare all’aperto, la sua stanchezza nasce dal fatto che è spesso costretto in un abbigliamento non adatto o perché l’ambiente artificiale della città risulta poco interessante ai suoi occhi. In verità, le energie di un bambino sono di gran lunga superiori alle nostre aspettative. E a rivelarcelo può essere solo quella che l’educatrice chiamava la “libera natura”.

I nostri figli sono capaci di chilometri di cammino anche sotto il sole, i genitori devono solo avere la pazienza di rispettare il loro ritmo e di fermarsi quando troveranno qualcosa d’interessante da osservare: un fiore, un filo d’erba, un animaletto. Il sentimento della natura, come ogni altra cosa, cresce con l’esercizio. Il bambino, che è uno dei più grandi osservatori della natura, deve poter agire su di essa, la via principale sono le cure premurose, il prendersi cura a casa e a scuola di animali domestici, piante e fiori. Una delle attività che i bambini apprezzano di più è il raccolto, ed è proprio il raccolto ad accrescere l’interesse per la semina. Più si raccoglie e più si rafforza il fascino “occulto” per la semina. Raccogliere le foglie secche, estirpare erbacce da un vaso, potare rami secchi o pulire le aiuole sono solo alcune delle scoperte che amerà fare.

Ma di quanta natura dovrebbe disporre un bambino? Ancora una volta la risposta arriva da Montessori: «Egli deve poter sorvegliare tante piante quante ne entrano nella sua coscienza, quante se ne fissano nella sua memoria. In modo che gli siano conosciute». Anche per noi adulti un giardino con troppe piante è un luogo pieno di sconosciuti che affollano il nostro animo, mentre una piccola aiuola non riesce a soddisfare i nostri bisogni.

Esistono, dunque, dei limiti: «i limiti del giardino nostro dove ogni pianta ci è cara, e ci dà il suo aiuto sensibile a sorreggere il nostro io intimo».

a cura dott.ssa Silvia Schiano di Tunnariello
pedagogista, counselor relazionale, coordinatrice scuola a indirizzo Montessoriano


Girotondo
 riceve
i Patrocini dei Comuni
per le sue finalità socio/educative
a sostegno della Comunità

Esce a Marzo - Maggio
Settembre - Dicembre

In ogni numero informa 
sul mondo dei bambini
per aiutare i genitori
a comprenderli meglio

Il Comitato Etico Scientifico 
supervisiona tutti gli articoli,
a garanzia della tutela all’infanzia
e di una genitorialità consapevole,
valori a cui Girotondo si riferisce
come Associazione