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Paure e timori dei nostri bambini per la ripresa della scuola: scopriamo come sostenerli

bambina che studia

Settembre è il mese in cui ricomincia la scuola e con essa anche il tran-tran delle frenetiche abitudini familiari.

Sì, perché l’inizio delle lezioni non coinvolge soltanto i bambini, che tornano sui banchi di scuola, ma anche le loro famiglie, che devono riadattare di conseguenza la propria organizzazione: la sveglia al mattino, i compiti nel weekend e tutte quelle attività extra-scolastiche che sempre più caratterizzano la vita e le abitudini dei nostri figli. 

Per quanto riguarda i bambini, l’inizio della scuola non è mai scontato. Se da una parte possono provare emozione e gioia al pensiero di rivedere i compagni di classe o il proprio insegnante preferito, al contempo possono rivivere anche ansie e paure, legate alla prestazione scolastica, ad un insegnante che incute timore, ad un compagno che fa i dispetti. 

Questa ansia è ancora più accentuata per quei bambini che iniziano un nuovo ciclo scolastico e che passano, ad esempio, dalla scuola materna alla primaria. Forse a volte fatichiamo a renderci conto di cosa significhi un simile passaggio per un bambino di 5/6 anni che si ritrova a dover cambiare scuola, compagni di classe ed insegnanti: è come se ad un adulto di 40 anni venisse richiesto di cambiare lavoro, casa e città nel giro di una settimana! Vi immagine che panico?! 

Cominciare una nuova esperienza è sempre emozionante e sono tante le sorprese e le cose da scoprire, ma cerchiamo di metterci per un attimo nei panni di nostro figlio e chiediamoci: deve essere per forza sereno? Le sue preoccupazioni sono infondate? I suoi timori non contano nulla? Possono sembrare cose da poco, a noi grandi, ma per un bambino il rientro a scuola significa compiere un passo importante nella crescita e nella strada verso l’autonomia. 

Come possiamo facilitare i bambini in questo grande viaggio?

1. Non giudicare le loro paure (“Sei proprio un fifone!”), ma capire i loro timori (“Eh lo so, sai che anch’io il primo giorno di scuola avevo un po’ di paura?”);

2. Rincuorarli e farli sentire accettati, che non significa sminuire (“Cosa vuoi che sia!”) né tanto meno ridicolizzare (“Ma come, alla tua età, non avrai mica paura!”) ciò che provano, ma rassicurarli sul fatto che anche gli altri bambini hanno gli stessi timori e che si possono superare;

3. Coinvolgerli nelle attività che precedono l’inizio della scuola: procurare la lista del materiale necessario, preparare lo zaino, visitare la scuola, ecc.

4. Per i bambini più piccoli: creare un rituale es. ascoltare una canzone in macchina, nel tragitto da casa a scuola, canticchiando insieme;

5. Organizzare i ritmi familiari in maniera compatibile con la scuola: cenare con cibi leggeri, anticipare l’ora della nanna in modo che arrivino a scuola riposati;

6. Invogliarli alla scoperta del nuovo come opportunità e come arricchimento (di nuove esperienze, di nuove amicizie, ecc.) e non solo come perdita (niente più dormite al mattino, niente più giochi all’aria aperta, ecc.);

7. Essere sinceramente curiosi per quello che fanno, che non significa fare il terzo grado sui compiti o su quello che hanno mangiato in mensa, quanto piuttosto invitarli a raccontare le cose che vorranno condividere con noi, nei modi e tempi che li contraddistinguono. 

Da un aneddoto apparentemente insignificante potremo raccogliere molti più elementi che da un “interrogatorio”, ed invogliare i nostri bimbi ad aprirsi e a parlare con noi, perché a quel punto sapranno che quello che provano e che hanno da dirci, anche per noi “grandi”, è importante.•

cura dott.ssa Camilla Targher
formatrice, pedagogista e mediatrice familiare


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