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la famiglia nel suo complesso: un bene prezioso e risorsa irrinunciabile a cui attingere

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La famiglia è una materia in continua evoluzione, la trasformazione è iniziata negli anni Sessanta e non si è mai fermata.

La famiglia rappresenta un bisogno primario ed irrinunciabile dell’essere umano. Nucleo vibrante della famiglia sono la coppia genitoriale e i figli.

Agli inizi del Novecento, ed esattamente nel 1923, Maria Montessori tenne a Bruxelles una serie di conferenze sul tema dell’educazione “moderna” e sulla necessità di una scuola per i genitori affinché fossero accompagnati in questo arduo compito: la crescita e l’educazione dei figli. Montessori anche sotto questo punto di vista continua a mostrarsi molto moderna e lungimirante! Quante volte di fronte ad un comportamento incomprensibile, un pianto, un capriccio dei nostri figli avremmo voluto avere un “libretto delle istruzioni”!

Montessori sosteneva che l’educazione moderna doveva interessare anche la famiglia così da creare nuovi padri, nuove madri e naturalmente nuovi bambini.

Infinite sono le responsabilità dei genitori, la più grande di tutte è quella di essere costantemente in funzione di esempio nella vita dei propri figli.

Montessori enuncia tre principi di riferimento che possono fungere da guida per tutti i genitori. 1. Rispettare tutte le forme di attività ragionevole del bambino e cercare di intenderle. Il bambino possiede un’energia vitale innata che lo spinge ad agire in tutti i campi, che noi adulti ignoriamo completamente. I genitori devono prepararsi ad accogliere questa energia vitale solo così riusciranno ad apprezzare il proprio bambino a comprenderne le reali sue necessità. Rispettare il bambino significa aiutarlo nei suoi sforzi per crescere. Sin dai primi istanti di vita il bambino apprezzerà gli adulti che lo aiuteranno a “perfezionare il suo spirito”.

2. Bisogna assecondare quanto più è possibile il desiderio di attività del bambino; non servirlo ma educarlo all’indipendenza. La crescita del bambino avviene secondo natura, seguendo uno schema preordinato, ma affinché ciò si realizzi ha bisogno di fare molto esercizio, senza il quale “l’intelligenza rimane ad un gradino inferiore”. Basti pensare al bambino che inizia a mangiare da solo, le prime volte sporcherà molto, col progredire dello sviluppo e con l’esercizio non si sporcherà più.

I bambini vogliono fare da soli e ancor prima di parlare manifestano il loro bisogno, bloccando tutti i nostri tentativi di intervento e di aiuto. Un bambino educato in questo modo già ad un anno riesce a mangiare da solo. Affinché l’intelligenza possa svilupparsi è necessario lasciare libero il bambino di fare esercizio ed intervenire solo se necessario.

3. Poiché il bambino è assai sensibile, più di quanto si creda, alle influenze esteriori, dobbiamo essere guardinghi nei nostri rapporti con lui. Spesso ci accorgiamo di non aver soddisfatto questo bisogno di fronte alle lacrime del bambino, molti genitori non intervengono, lasciano che il bambino si consoli da solo per paura di viziarlo, in realtà tutte le lacrime nascono da un disagio interiore più o meno profondo e la cosa più giusta da fare è accogliere il disagio e confortare il bambino. Una parola tenera e affettuosa è l’unica risposta che valga a consolare.

In conclusione, non è la perfezione l’obiettivo cui devono tendere i genitori, al contrario sarà molto più sano riconoscere i nostri difetti ed accettare le osservazioni dei bambini, scusarsi quando necessario. Nostro dovere sarà «seguire tutte le espressioni dell’anima infantile, rendere il bambino libero in modo che possa manifestare i suoi bisogni e garantirgli tutti i mezzi esteriori occorrenti per il suo progresso».

a cura dott. ssa Silvia Schiano di Tunnariello
pedagogista, counselor relazionale, coordinatrice scuola a indirizzo montessoriano

 

 


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