Loading color scheme

Il gioco euristico con gli oggetti: quell’affascinante mondo delle cianfrusaglie!

bambino che gioca

"… L’adulto deve aiutare il bambino a fare da sé tutto quanto gli è possibile fare. Così invece di vestirlo, gli insegnerà a vestirsi, invece che lavarlo, gli insegnerà a lavarsi, invece di imboccarlo gli farà apprendere a mangiare da solo …

Quando l’adulto non si sostituisce al bambino, ma è il bambino stesso che agisce, si presenta la necessità di preparargli un ambiente proporzionato .. L’orgoglio della nuova maestra diventa perciò quello di aver aiutato il bambino a fare senza di lei …” 

dal “Manuale di pedagogia scientifica” M.Montessori 1914

Quante volte vi sarà capitato di vedere i vostri bambini, in particolar modo intorno ai due anni di età, lasciare nella loro cameretta bambole, macchinine, costruzioni, trenini, ecc.. e dirigersi con passo sicuro, curioso, e sguardo da esploratore, verso cassetti e sportelli della vostra cucina? 

Proprio lì, si apre per loro un mondo affascinante tutto osservare, toccare, battere, rotolare, incastrare, impilare .. è il mondo delle pentole, padelle, contenitori, coperchi, tappi, palette di legno, cucchiai, ecc … Oltre alla cucina, ambienti degni di attenzione ed interesse da parte dei nostri cuccioli sono tutti quei contenitori, armadi, cassetti, bauli dove di solito riponiamo oggetti di vari natura, che non usiamo più o molto poco e che solitamente classifichiamo “cianfrusaglie”!

 Di “cianfrusaglie” parlano nel 1895 le sorelle Agazzi, due importanti pedagogiste italiane, il gioco con le cianfrusaglie, è un gioco che si serve di oggetti semplici (cianfrusaglie), di uso comune e non strutturato; ma con un elevato valore affettivo ed emotivo, capace di sollecitare apprendimento, fantasia,  creatività, socievolezza e cooperazione. 

In tempi più recenti, grazie ai lavori della  Goldschmied, conosciamo il gioco euristico con gli oggetti, il termine euristico deriva dal verbo greco  “eurisko” , “riuscire a scoprire”; il gioco euristico è un gioco di scoperta attraverso gli oggetti: consiste nel dare ad un gruppo di bambini, per un periodo di tempo definito, in un ambiente controllato, una grande quantità di oggetti diversi, contenitori di diversa natura con i quali possono giocare liberamente, senza l’intervento dell’adulto.

I bambini nel loro secondo anno di età hanno un forte bisogno di esplorare, di scoprire da soli come si comportano gli oggetti nello spazio, a seconda di come vengono utilizzati. Il bambino per attuare i suoi esperimenti ha bisogno di una grande quantità di oggetti, sempre nuovi e interessanti e che difficilmente si trovano al negozio dei giocattoli. Il gioco euristico, dunque, è un tipo di gioco che sviluppa molto anche la fantasia dell’adulto, infatti gli adulti anche se durante lo svolgimento del gioco non possono intervenire direttamente, hanno l’importante compito di ricerca e selezione del materiale, ricerca che sarà guidata dalla propria fantasia! Naturalmente , andranno esclusi tutti gli oggetti pericolosi (appuntiti, taglienti, troppi piccoli, ecc..).

Il gioco euristico, oltre a stimolare l’apprendimento, la ricerca, la scoperta, ha una funzione molto importante, favorisce nei bambini il piacere della concentrazione, durante il g.e. si interrompo tutte le altre attività, ci si concentra sugli oggetti, i bambini hanno il tempo per riflettere, osservare, studiare, sperimentare; quando il gioco funziona bene, si respira un’atmosfera silenziosa quasi da biblioteca.

Una fase importante del gioco è quella del riordino, che oltre ad avere una funzione pratica, rendere l’ambiente pronto per una nuova attività, ha anche una funzione logica, riordinare è un’operazione di classificazione, aiuta quindi anche a riordinare la mente. Il riordino, conclude l’esperienza, è un rito e in quanto tale  è rassicurante.

Questo tipo di gioco sposta l’attenzione dal prodotto, dal risultato finale,  al processo; pone gli adulti, genitori ed educatori, di fronte ad un nuovo compito quello di “creatori di contesti”, “facilitatori di apprendimento”, a tal proposito ricordiamo le parole di Maria Montessori, scritte quasi un secolo fa, ma di grande attualità!•

a cura dott.ssa Silvia Schiano di Tunnariello
pedagogista, counselor relazionale, coordinatrice asilo “L’isola che non C’è” 


Girotondo
 riceve
i Patrocini dei Comuni
per le sue finalità socio/educative
a sostegno della Comunità

Esce a Marzo - Maggio
Settembre - Dicembre

In ogni numero informa 
sul mondo dei bambini
per aiutare i genitori
a comprenderli meglio

Il Comitato Etico Scientifico 
supervisiona tutti gli articoli,
a garanzia della tutela all’infanzia
e di una genitorialità consapevole,
valori a cui Girotondo si riferisce
come Associazione