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il gioco di squadra s’impara da piccoli!

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La capacità di fare squadra e di collaborare per il bene comune non riguarda solo le attività sociali, sportive o il mondo del lavoro; è qualcosa che ci accompagna nella vita di tutti i giorni e che si può imparare fin da piccoli.

Come impararlo? Nel modo più semplice e naturale per i bambini: giocando! Abitare sotto lo stesso tetto presuppone una suddivisione dei ruoli, che però spesso non è bilanciata: a volte è un adulto che si occupa della maggior parte delle faccende, altre volte sono i genitori a fare tutto, anche quello che potrebbero fare i figli, come ad esempio riordinare la propria stanza o preparare lo zaino per la scuola.

Naturalmente tutto deve essere rapportato all’età dei bambini coinvolti, oltre che al tipo di situazione, ma ciò non vuol dire rinunciare a farlo, anche perché coinvolgerli in certe attività utili alla famiglia insegna loro qualcosa di importante: che il contributo di tutti conta e che ciascuno può fare qualcosa per gli altri. Un genitore, ad esempio, potrebbe aiutare il bimbo a riordinare i giochi: in questo modo il bambino percepisce la vicinanza con il genitore, capisce che mettere in ordine può essere visto come un’attività piacevole e farlo insieme valorizza il contributo di entrambi. Apparecchiare la tavola o riporre il proprio piatto nel lavandino a fine pasto non sostituiscono il lavoro dell’adulto, ma lo affiancano e fanno capire al bambino che nel preparare un pasto ciascuno può contribuire in modo diverso: cucinando, apparecchiando, sparecchiando, lavando i piatti. Si possono accompagnare i genitori a fare la spesa (esistono carrelli per i più piccoli), dare una mano a lavare la macchina, aiutare un nonno ad innaffiare le piante o la nonna a preparare una torta.

Queste attività di aiuto reciproco fanno bene anche al rapporto fra fratelli e favoriscono lo scambio e la collaborazione, oltre a sviluppare nel tempo un senso di responsabilità anche nei confronti di persone esterne alla famiglia, come ad esempio aiutare un compagno di classe o relazionarsi positivamente con i compagni di squadra, sviluppando una base solida che rimarrà come insegnamento anche in età adulta, magari nel rapporto con un vicino di casa, con un collega di lavoro o, più in generale, nei confronti della comunità.

Sono proprio queste le basi educative che, se poste fin dall’infanzia, aiuteranno il bambino – l’adulto di domani – a relazionarsi in maniera più empatica e più capace di lavorare in gruppo. In una società come quella attuale, dove le relazioni sono sempre più virtuali, la propensione all’aiuto, alla collaborazione e la capacità di fare la propria parte possono portare alla soddisfazione di contribuire, in prima persona, nel fare qualcosa di utile e di concreto per un bene comune.

a cura dott.ssa Camilla Targher
formatrice, pedagogista e mediatrice familiare 


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