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Il cuore indurito dei bulli: una scelta estrema per i figli... campanello d’allarme per genitori

bullismo_03.jpgSe v’è per l’umanità una speranza di salvezza e di aiuto, questo aiuto non potrà che venire dal bambino, perché in lui si costruisce l’uomo, e di conseguenza la società”.

Maria Montessori Maria Montessori più di cento anni fa aveva osservato e scoperto la ricchezza e le potenzialità del bambino nella costruzione di un mondo nuovo, allora afflitto dai dolori della seconda guerra mondiale. Ancora oggi “purtroppo” queste parole sono di grande attualità e verità. Viviamo, a livello micro e macro sociale, piccole e grandi guerre: una di queste è il bullismo, ferita che colpisce bambini e ragazzi e che si consuma quotidianamente spesso sotto l’indifferenza di molti.

Quando sentiamo parlare di bullismo, pensiamo sempre a qualcosa lontano da noi, che non ci riguarda; il bullismo, in realtà, è più diffuso di quanto si possa immaginare, si consuma nelle aule di scuola già a partire dall’infanzia, non necessariamente porta ad atti estremi, ma la presa in giro, il dispetto ripetuto, la menzogna, sono ugualmente dolorosi per chi ne è vittima e per le famiglie coinvolte.

Chi è il “bullo”?

È un bambino dolce e tenero, il problema è che qualcuno gli ha spezzato il cuore. Si sente così ferito da arrivare alla conclusione che amare gli altri è troppo doloroso e così decide di costruire un muro intorno al suo cuore.

Il muro, se da un lato lo protegge, dall’altro lo allontana dagli altri. Il comportamento duro e scorbutico, quindi, lo fa sentire al sicuro e, nello stesso tempo, lo rende terribilmente solo e incapace di chiedere aiuto.

I bambini trasformano la sofferenza d’amore in odio e rabbia, prima di tutto perché alcune emozioni sono talmente minacciose da dover subito essere sostituite con altre più semplici. La rabbia è uno di quei sentimenti: può far sentire forti, tutti di un pezzo, mentre rimanere aperti al dolore può far sentire impotenti, senza speranza. Il problema è che più si è arrabbiati e più diminuisce da parte degli altri la possibilità di una risposta compassionevole.

I bambini devono essere aiutati affinché comprendano che lasciarsi andare alle emozioni richiede molto più coraggio e forza che difendersi da esse.

Come? È importante consigliare ai bambini di non avventurarsi da soli sulla piccola barca su cui stanno navigando, ma sempre in compagnia di chi può e sa aiutarli a comprendere e contenere l’intensità della tempesta emotiva che stanno vivendo (Sunderland). Nello stesso tempo, ai bambini va spiegata l’importanza di una giusta difesa per proteggere il loro cuore.

Per un bambino la scelta di indurire il proprio cuore è una scelta estrema, dettata da una situazione di emergenza, perché il livello di stress psicologico da sopportare è troppo alto.

Sostenere un bambino che fa il bullo può non essere facile e, se ne sentono la necessità, i genitori possono rivolgersi a uno specialista per avere tutte le indicazioni e il supporto necessario. In generale, avvicinare bambini e ragazzi, bulli e non, al mondo dell’arte può essere di grande aiuto: la danza, la musica, la recitazione, le arti grafiche sono strumenti potenti e immediati nel canalizzare il mare tempestoso delle nostre emozioni, anche quelle più forti e sconvolgenti rendendole indietro con una carica emotiva ridotta, più facilmente gestibile per un bambino o un ragazzo. Perché, come sosteneva Williamson, la resa non è debolezza... è una potente non–resistenza.

i bambini scelgono di proteggersi in questo modo:

Dopo svariati e invani tentativi di trovare nei genitori una presenza affidabile, affettuosa, gentile nei modi e nei toni...

Dopo aver perso una persona di riferimento importante...

Perché la maggior parte delle relazioni che sperimentano a casa e a scuola sono basate sul potere e sul controllo anziché sull’affetto. A prevalere sono comandi e critiche.

In un ambiente del genere non ci si può sentire sicuri ad esprimere sentimenti teneri e dolci...

Perché sono stati umiliati, picchiati, o hanno assistito a scene di violenza tra i genitori...

a cura dott.ssa Silvia Schiano di Tunnariello
pedagogista, counselor relazionale, coordinatrice scuola bilingue da 0 a 6 anni d’ispirazione Montessoriana


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