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Il cuore indurito dei bulli: una scelta estrema per i figli, un allarme per i genitori

bambino bullo e prepotente

“La resa non è debolezza… E' una potente non-resistenza”  Williamson, 1992

Spesso si sente parlare di bullismo, quando eventi tragici balzano sulle prime pagine di giornali e telegiornali si pensa a questo fenomeno come qualcosa di lontano, che non ci appartiene, in realtà il bullismo è più diffuso di quanto si possa immaginare, si consuma nelle aule di scuola già a partire dall'infanzia, non necessariamente porta ad atti estremi, la presa in giro, il dispetto ripetuto, la menzogna, sono ugualmente dolorosi per chi ne è vittima e per le famiglie coinvolte. Se si è soliti parlare di chi è vittima di bullismo, assai di rado si parla di chi fa il bullo, ecco allora, una descrizione del bambino bullo e di come la famiglia può aiutarlo. 

“F. è un bambino dolce e tenero, il problema è che qualcuno gli ha spezzato il cuore, si sente così ferito da arrivare alla conclusione che amare gli altri è troppo doloroso e così decide di costruire un muro intorno al suo cuore. Il muro, se da un lato protegge dall'altro allontana dagli altri, quindi se il comportamento duro e scorbutico di F. lo protegge nello stesso tempo lo rende terribilmente solo e incapace di chiedere aiuto.” (Sunderland) 

Per un bambino la scelta di indurire il proprio cuore è una scelta estrema, dettata da una situazione di emergenza, perché il livello di stress psicologico da sopportare è troppo alto.

I bambini trasformano la sofferenza d'amore in odio e rabbia, prima di tutto perché alcune emozioni sono talmente minacciose da dover subito essere sostituite con altre più semplici. La rabbia è uno di quei sentimenti più semplici, può far sentire forti, tutti di un pezzo, mentre rimanere aperti al dolore può far sentire impotenti, senza speranza. Il problema è che più si è arrabbiati e più diminuisce da parte degli altri la possibilità di una risposta compassionevole. I bambini devono essere aiutati affinché comprendano che lasciarsi andare alle emozioni richiede molto più coraggio e forza che difendersi, può essere di aiuto dir loro “Chiunque può essere grande e duro, perché è facile essere grandi e duri... Ci vuole molto coraggio per arrischiarsi di provare emozioni forti, perché alcune di queste possono fare molto male.

E' come azzardarsi a uscire in un mare tempestoso con una piccola barca… è importante dire ai bambini di non avventurarsi soli sulla piccola barca, ma sempre in compagnia di chi può e sa aiutarli a comprendere e contenere l'intensità della tempesta emotiva  (Sunderland)”. 

Nello stesso tempo, ai bambini va spiegata l'importanza di una giusta difesa per proteggere il loro cuore e chiudersi in se stessi di fronte a persone che potrebbero prenderli in giro o che si arrabbierebbero con loro se si mostrassero tristi o addolorati. 

Sostenere un bambino che fa il bullo può non essere facile, i genitori se ne sentono la necessità possono rivolgersi a uno specialista per avere tutte le indicazioni e il supporto necessario.

I bambini scelgono di proteggersi in questo modo: 

  • Dopo svariati tentativi di trovare nei loro genitori un oggetto d'amore affidabile, affettuoso, gentile nei modi e nei toni, il bambino smetterà di avvicinarsi ai genitori in cerca di coccole, giungendo alla conclusione che “amare è da femminucce, io sono grande e non ne ho più bisogno”; 
  • Dopo aver perso una persona di riferimento importante; 
  • Perché la maggior parte delle relazioni che sperimentano a casa e a scuola sono basate sul potere e sul controllo anziché sull'affetto; a prevalere sono comandi e critiche in questo ambiente non ci si può sentire sicuri ad esprimere sentimenti teneri e dolci; 
  • Perché sono stati umiliati, picchiati, o hanno assistito a scene di violenza tra i genitori.

a cura dott.ssa Silvia Schiano di Tunnariello
pedagogista, counselor relazionale, coordinatrice asilo “L’isola che non C’è” 


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