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I bambini hanno bisogno di regole? Quando un “no” può aiutare a crescere...

mamma bimbo

Se dico “regole”, quale è la prima cosa che vi viene in mente? Provate a scriverlo prima di proseguire a leggere... 

Provo ad immaginare le possibili risposte. Forse qualcuno di voi avrà associato alle regole un tipo di educazione autoritaria che limita la libertà del bambino, obbliga e costringe; altri possono aver associato alle “regole” sicurezza, protezione, guida ed equilibrio; altri ancora la totale inutilità delle regole e l'assoluta necessità di lasciar libero il bambino di sperimentare da sé. Queste risposte corrispondono a tre diversi “stili educativi”.

Stile autoritario: le regole e i desideri dei genitori sono prestabiliti e devono essere realizzati così, senza mai spiegazioni. Il non adempiere a queste norme implica rimproveri severi, questo stile riduce l'iniziativa e la creatività del bambino e fa si che obbedisca per la paura del rimprovero.

Stile autorevole: promuove il rispetto dell'autorità e delle regole. I genitori utilizzano il loro autoritarismo e la permissività nei giusti modi e nella giusta proporzione. Promuove la sicurezza, la creatività, l'indipendenza, l'adattamento sociale nei bambini. I rimproveri, nello stile autorevole, sono efficaci nella misura in cui al bambino viene offerta una spiegazione adeguata e abbia la possibilità di capire dove ha sbagliato.

Stile permissivo: i genitori abbandonano i figli al loro libero arbitrio, qualunque comportamento del bambino viene accettato passivamente. Questo stile crea insicurezza nei bambini verso le norme esistenti al di fuori del nucleo familiare oltre che problemi comportamentali a diversi livelli.

Probabilmente vi sarete riconosciuti in uno degli stili educativi sopraelencati e avrete riscontrato anche difficoltà nel comunicare e far rispettare la regole al vostro bambino. Provate a riflettere aiutati dalle domande seguenti perchè possono essere un valido strumento per fare chiarezza dentro di voi...

• Consideri  importanti le regole nell'educazione del tuo bambino?
• Come ti senti all'idea di dover dire di “NO” al tuo bambino?
• Come reagisce il tuo bambino di fronte a un tuo “NO”?

Appare evidente che lo stile da preferire sia quello autorevole e affinché risulti efficace è fondamentale essere coerenti per non confondere il bambino, una volta stabilita una regola bisogna farla rispettare, anche se ciò può costare fatica; troppi “strappi” alla regola finirebbero con confondere il bambino e vanificare gli sforzi dei genitori. Inoltre i genitori devono essere solidali: i no della mamma devono esserlo anche per il papà, in caso di disaccordo ciò confonderebbe il bambino e lo renderebbe poco disponibile a rispettare la regola.

Non è sempre facile imporre regole ai propri bambini, si fa fatica a dire di “no” per paura di essere troppo severi, per i sensi di colpa o per l'incapacità di resistere di fronte ai lacrimoni del proprio piccolo, ma cedere sempre significa molto spesso perdere il controllo della situazione!

Dunque, è importante sapere che porre dei limiti è un modo per aiutarli a crescere più forti e sicuri, far accettare loro un “no” è importante perché lo si abitua a risolvere un problema in modo creativo. Il bambino con i “no” di mamma e papà scende a patti con la realtà, elemento questo fondamentale per la costruzione della sua identità. E' possibile che di fronte a un “NO” vostro figlio esprima il suo disappunto con tutta la forza che ha. Non vi scoraggiate: se sarete costanti nel tempo otterrete i risultati sperati! Crescendo il bambino dovrà imparare a chiedere, a non pretendere, e ad avere pazienza. Quindi sì alle regole, ovviamente bisogna trovare il giusto equilibrio, cioè individuare e stabilire quelle che definisco le “regole d'oro” quelle irrinunciabili, e soprattutto valorizzare i comportamenti postivi dei bambini! Procediamo con il nostro lavoro sulle regole:

a. Stabilite e definite le “3 regole d'oro”, quelle che ritenete irrinunciabili.

b. Ora assicuratevi la totale attenzione del vostro bambino, comunicate la regola in modo chiaro e comprensibile per lui, motivandola (senza esagerare nelle spiegazioni, rischiereste di confondere il vostro bambino).

c. Siate coerenti e costanti, non scoraggiatevi se da subito non otterrete il risultato sperato, ci vorrà del tempo, e ricordatevi di valorizzare e premiare tutti i comportamenti positivi del vostro bambino. •

a cura dott.ssa Silvia Schiano di Tunnariello
pedagogista, counselor relazionale, coordinatrice asilo “L’isola che non C’è”  

 


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