Loading color scheme

ho un amico, ...sono grande!!!

bambini_fratelli.jpg

I bambini sono gli adulti di domani e hanno il potere di ricondurci a quello che in origine eravamo anche noi,

quando non ancora le convenzioni sociali si erano profondamente radicate in noi condizionando la rappresentazione di noi stessi al mondo. Un ottimo contesto di osservazione e di apprendimento di questo processo di trasformazione è la scuola.

La classe, in particolare nella scuola primaria, offre all’osservatore, meno coinvolto dell’insegnante già concentrato sulla necessità di veicolare agli alunni gli apprendimenti di contenuti culturali ed educativi, la possibilità di entrare in un microcosmo perfettamente rappresentativo di una piccola comunità. Analogamente a quanto avviene in una collettività di “grandi”, in ogni classe si possono incontrare manifestazioni caratteriali differenti che trovano sempre il modo di formare un incastro perfetto, come se ciascun componente fosse una tessera di un puzzle che sa dove collocarsi in ragione di un disegno, di un orientamento prestabilito. Come se fosse presente una sorta di coscienza collettiva e al tempo stesso individuale in grado di guidare ogni bambino verso l’assunzione di un ruolo congeniale alla proprio essere e all’insieme di cui fa parte. 

L’amicizia rappresenta una spinta motivazionale intensa  nel bambino che socializzando tra pari apprende gradualmente come emanciparsi dall’attaccamento primario all’adulto di riferimento (nella fase in cui si frequenta la scuola dell’ infanzia), per evolvere verso la costruzione del legame affettivo amicale, in cui sperimentare l’autonomia di scelta in base alle affinità emotive e comportamentali, e la coscienza di sé e del proprio sentire. L’insegnante ha un ruolo importante nella direzione orchestrale delle sonorità di ogni allievo, ma la materia prima, i protagonisti insostituibili sono loro, i bambini. Loro creano l’armonia. E se in corso di osservazione emergono con chiarezza alcune stonature, il quadro non si compone, l’immagine non ha un senso. 

È il momento in cui è importante che il consulente specialista in aiuto alla scuola sappia individuare quale strumento necessiti di accordatura, o meglio quale elemento manifesti un disagio nell’inserimento in classe, e la finalità non vuole in alcun caso essere evocativa di attribuzione di colpevolezza nel piccolo. 

Lo specialista che mette a fuoco maieuticamente il cono d’ombra aiuta la collettività  infantile ad emergere verso la luce della comprensione di sé attraverso la comprensione dell’altro, in una situazione libera dal giudizio morale, in cui la crescita armonica diventa un percorso che ogni bambino ha diritto di sperimentare.

a cura dott.ssa Antonella Gazzellone
medico chirurgo, pedagogista clinico, esperta in scienze criminologico forensi


Girotondo
 riceve
i Patrocini dei Comuni
per le sue finalità socio/educative
a sostegno della Comunità

Esce a Marzo - Maggio
Settembre - Dicembre

In ogni numero informa 
sul mondo dei bambini
per aiutare i genitori
a comprenderli meglio

Il Comitato Etico Scientifico 
supervisiona tutti gli articoli,
a garanzia della tutela all’infanzia
e di una genitorialità consapevole,
valori a cui Girotondo si riferisce
come Associazione