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Giocare all’aperto: perchè è così importante? Ecco come è cambiato il nostro rapporto con la natura...

bimbo che gioca

E' passato molto tempo da quando i nostri antenati vivevano nella natura come gli animali: andando alla ricerca di cibo, cacciando, raccogliendo frutti, cercando un luogo sicuro in cui riposare oppure un posto per difendersi dai pericoli!

Ci siamo evoluti, abbiamo imparato a servirci della natura, i semplici ripari sono diventati capanne e poi case, la ricerca del cibo si è trasformata in agricoltura, mentre la necessità di vivere in gruppo si è mantenuta costante dando vita a villaggi, città e grandi metropoli. Con la natura abbiamo sviluppato, nel corso del tempo, un rapporto ambivalente: ne scriviamo e parliamo in modo romantico, ma nello stesso tempo preferiamo tenerla fuori dalla nostra porta di casa, e così evitiamo la passeggiata nel bosco per paura di essere morsicata da una zecca.

La società moderna a noi occidentali ha dato molto, ma contemporaneamente ha tolto altrettanto! Senza gli ausili moderni, infatti, non ci sentiamo più a casa nella natura! Più noi adulti ci allontaniamo dalla natura, meno i nostri bambini sono inclini a familiarizzare con essa. Per fortuna è rimasta ancora un po' di natura nelle nostre città moderne: i cortili all'aperto dove i bambini possono scoprire la natura in modo autonomo e fantasioso.

Perche' fa bene la natura?
Sono ormai numeri gli studi che hanno dimostrato che giocare all'aperto e a contatto con la natura dona ai bambini equilibrio e benessere fisico.
Il gioco all'aperto offre loro l'opportunità di crescere in armonia con le loro esigenze fisiche: correndo, arrampicando, facendo giochi di forza, giochi con la palla, i bambini imparano a conoscere il proprio corpo, apprendono sia lo sforzo fisico che il riposo ed apprezzano la bellezza di riprendere fiato sdraiati sull'erba!

Per una filosofia della resilenza
La natura contiene in sé anche dei pericoli, con il pericolo arriva la paura e con la paura l'istinto di proteggerci. Nel riconoscere e controllare i pericoli gli adulti rivestono un ruolo importante. Ogni adulto tenderà a tener lontano il proprio bambino da un pericolo incontrollabile per proteggerlo, mentre gli insegnerà come fare per gestire un pericolo controllabile, ad esempio: il pericolo di annegare può essere controllato se ci viene insegnato a nuotare. Purtroppo oggi, siamo diventati molto bravi a riconoscere i pericoli della vita moderna, come per esempio gestire le insidie del traffico stradale, a scapito del vivere a contatto con la natura. Questo fa si che i genitori tengano lontani i propri figli da quei pericoli che essi stessi non sanno come gestire, ciò è quanto avviene per i giochi all'aperto! La mancanza di familiarità e la preoccupazione nei confronti dei pericoli insiti nel gioco all'aperto condiziona gli adulti che educano i bambini.

Proprio per questo gli adulti devono essere aiutati a superare le loro preoccupazioni. La natura offre un'importante opportunità di crescita per i bambini, proprio per questo si pone con una certa urgenza la necessità di:
• adottare una filosofia della resilenza ossia accettare la possibilità che i bambini possano farsi male, possano spaventarsi, ma anche quando ciò accade, qualunque perdita nel breve periodo viene ripagata nel lungo termine. Ciò non significa abbandonare i bambini al loro destino, la storia ci insegna che dare ai bambini la possibilità di imparare dai propri sbagli fa parte di una "buona infanzia";
• creare ambienti per il gioco all'aperto: in virtù di quanto detto sopra, questi luoghi devono coinvolgere e stimolare i bambini, fornire loro sfide e la possibilità di mettersi alla prova attraverso il gioco e nello stesso tempo non devono essere luoghi dove i bambini possano correre rischi di seri infortuni. Bisogna in definitiva cercare di avere un atteggiamento equilibrato!

Per garantire ai bambini il giusto apporto di giochi all'aperto, contatto con la natura e attività fisica sia nei giorni di scuola che nel fine settimana è necessaria una collaborazione tra famiglia, scuola e doposcuola, al fine di promuovere diversi tipi di pratiche:
• incoraggiare attività in cortile
• accompagnare i bambini a scuola a piedi o in bicicletta
• aumentare le ore di educazione fisica
• incoraggiare i genitori affinché assicurino più movimento fuori dalla scuola •

a cura dott.ssa Silvia Schiano di Tunnariello
pedagogista, counselor relazionale, coordinatrice asilo “L’isola che non C’è” 

 

 


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