Loading color scheme

Famiglia tecnologica 3.0: ma siamo ancora in grado di parlare fra noi?

bimbo_e_papa_11.jpg

“Il linguaggio opera interamente nell’ambiguità, e la maggior parte del tempo non sapete assolutamente nulla di ciò che dite” Jacques Lacan

La necessità di esprimere le istanze vitali all’ambiente circostante è presente in noi fin dalla vita intrauterina e si associa alla volontà di decifrare i segnali ricevuti. Già nella vita fetale gli scambi comunicativi tra la gestante e il nascituro iniziano a comporre un quadro relazionale ben definito, di cui rimarranno per sempre le tracce. Dopo la nascita, le competenze dichiarative del nuovo nato e la capacità di ascolto della madre si intrecciano ed evolvono insieme in quella meravigliosa esperienza di vita che è la crescita.

Il percorso gestazionale è un’esperienza preparatoria per la madre e per il bambino: imparano ad ascoltarsi, a conoscersi, a comprendersi reciprocamente in una dinamica relazionale privilegiata quale è quella del contatto fisico continuo e ininterrotto. Il loro flusso comunicazionale non si arresta mai, perché i silenzi verbali e motori non sono mai assoluti: mamma e bambino sono in ascolto costante del reciproco battito cardiaco e dei reciproci movimenti respiratori, anche quando non ne sono coscienti.

La loro attenzione è costante, l’uno per l’altra.

Con la nascita, si aprono le danze al resto della famiglia. I protagonisti indiscussi rimangono loro due, madre e figlio, ma è necessario per l’equilibrio psicofisico dell’intero nucleo familiare che si crei un coinvolgimento relazionale che non escluda nessun componente.

Le modalità iniziali di accoglienza del nuovo nato sono determinanti per ciascuno dei membri della famiglia e, come l’esperienza prenatale, sono destinate a lasciare un segno permanente nella storia familiare.

Il pericolo di fraintendimento comunicazionale nell’arco di tempo immediatamente successivo alla nascita può condurre ad una alterazione dell’equilibrio di coppia e può generare nella prole preesistente un senso di insoddisfazione e di esclusione legato alle nuove circostanze. Per evitare che si verifichino queste condizioni, la neomamma può affidarsi all’amplificazione affettiva e percettiva che sperimenta in seguito alla gravidanza e al parto: con l’acquisizione di queste nuove “antenne” sarà perfettamente in grado di cogliere i segnali comunicativi dell’ambiente familiare, e saprà rispondere efficacemente alle richieste.

La neomamma necessita di una valida comunicazione con il papà, il quale riveste un ruolo di contenimento e di protezione della coppia madre-figlio, ed è necessario invitarlo a partecipare attivamente alla cura del più piccolo. Questo consentirà alla donna di recuperare le energie e di dedicarsi agli altri componenti, e favorirà il ritorno all’equilibrio armonico della coppia genitoriale.

Ma come si può facilitare la comunicazione tra i componenti della vita familiare nelle fasi evolutive? Siamo certi di saper dedicare la giusta attenzione all’ascolto e ai contenuti che veicoliamo agli altri senza farci distrarre dalle sollecitazioni telematiche?

Non sono sufficienti le parole per realizzare tutto questo.

Le parole possono generare fraintendimenti nel percorso comunicativo, soprattutto nei momenti di passaggio, caratterizzati da una estrema fragilità; i fraintendimenti possono creare fratture difficili da ricomporre.

Uno sguardo, un tono di voce modulato, un silenzio nel momento opportuno, un gesto appropriato, possono fare molto meglio, e molto di più. E ricordiamo che dedicare attenzione ai social network può essere divertente, se non rappresenta un diversivo pericoloso e distraente da qualcosa di molto più importante. Meglio una foto in meno e una carezza in più.

a cura dott.ssa Antonella Gazzellone
medico chirurgo, pedagogista clinico, esperta in scienze criminologico forensi


Girotondo
 riceve
i Patrocini dei Comuni
per le sue finalità socio/educative
a sostegno della Comunità

Esce a Marzo - Maggio
Settembre - Dicembre

In ogni numero informa 
sul mondo dei bambini
per aiutare i genitori
a comprenderli meglio

Il Comitato Etico Scientifico 
supervisiona tutti gli articoli,
a garanzia della tutela all’infanzia
e di una genitorialità consapevole,
valori a cui Girotondo si riferisce
come Associazione