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educazione inclusiva: la cultura della reciprocitá

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Quando si pensa alla crescita, spesso ci concentriamo sul percorso individuale: obiettivi, fatiche, successi.

Tuttavia è importante ricordare che il contesto, la sinergia tra ambiente, relazioni, visione sociale e culturale, ha un impatto evolutivo fondamentale. Noi adulti abbiamo l’opportunità e la responsabilità di creare contesti di crescita sicuri, accoglienti, aperti alle differenti identità che li abitano. Se siamo in grado di fare questo, stiamo costruendo, di fatto, una cultura inclusiva, che rispetta e valorizza nei gruppi le diverse identità e bisogni, le potenzialità creative ed evolutive. Stiamo, anche, trasmettendo un’eredità empatica, cognitiva e pratica: educhiamo, cioè, futuri adulti capaci di intessere relazioni ecologiche ed equilibrate, di agire in modo convergente per il senso civico e la collettività, verso una società in cui trova spazio la pluralità.

L’educazione inclusiva è un modello pedagogico e culturale che propone esperienze di reciprocità, intorno all’accoglienza delle divergenze, alla valorizzazione delle diverse abilità e alla condivisione di contesti non giudicanti e cooperativi. Se sentiamo che questi principi ci corrispondono, che sono importanti, in che modo possiamo trasformarli in azioni concrete? Come essere, ogni giorno, un punto di riferimento educativo, a casa o a scuola?

Poniamoci domande. Riflettere su quanto ci mettiamo in gioco, in prima persona, è un ottimo punto di partenza: io pratico una cultura inclusiva? E come? Quando? Come mi avvicino a chi è diverso da me? Come gestisco divergenze e conflitti?

Diventiamo facilitatori di esperienze inclusive: creiamo opportunità di gioco e comunicazione, tra bambini e bambine con storie e culture differenti.

Come genitore, posso lasciare ai miei figli la libertà di avvicinarsi e conoscere le diversità. Posso aiutarli ad essere aperti, osservando e ponendo domande rispettose. Posso dare il mio esempio per sensibilizzare alla parità di diritti e all’equità.

Come insegnante, posso divenire più consapevole del mio modo di includere: in classe, con le famiglie, con i colleghi. Posso formarmi e inserire nella didattica attività cooperative, creative, espressive. Posso dedicare momenti agli alunni, in cerchio, per comunicare praticando il rispetto e il non-giudizio. Queste azioni sono alla portata di tutti. Agire una cultura inclusiva è possibile, traducendo concetti astratti, diritti, educazione, accessibilità, partecipazione, in gesti che possiamo davvero fare: qui, ora. Fatto questo, il resto può solo migliorare.

a cura dott.ssa Estella Guerrera
psicologa, psicoterapeuta espressiva, arte terapeuta


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