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Bambini e televisione: giusto o sbagliato?

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Sono sempre più numerose le situazioni di nondialogo all’interno dell’ambito comunicativo per eccellenza: la famiglia.

Il luogo delle relazioni, della crescita e del confronto fra generazioni finisce spesso per sottrarsi ad uno dei suoi compiti principali.

Un esempio su tutti? La quantità di tempo che i nostri figli passano davanti alla TV. In Italia emerge un dato che fa pensare: i bambini in età prescolare (quelli che frequentano la suola dell’infanzia) guardano la televisione in media due ore e mezzo al giorno, con punte massime che arrivano fino a cinque ore! Come se ciò non bastasse, la guardano principalmente da soli, cioè senza che un adulto verifichi cosa vedano, quanto a lungo e come lo interpretino.

In molte famiglie, in cui durante il giorno si è impegnati fra scuola-lavoro e attività extrascolastiche, ci si vede solo la sera a cena: il momento del pasto, però, non viene vissuto come un’occasione di ritrovo e di ascolto reciproco, ma come un luogo silenzioso dove a “parlare” sono il telegiornale o la trasmissione di turno. Famiglie dove anche dopo cena l’attività principale rimane guardare la TV e dove magari i bambini si addormentano con il cartone preferito, con la conseguenza che attività semplici ma fondamentali quali la capacità di dialogare, di raccontare il proprio vissuto e di ascoltare quello altrui, non vengono mai opportunamente stimolate.

Parlare e ascoltare sono abilità che si possono allenare, ma non possiamo pretendere che i bambini e i ragazzi sappiano instaurare con facilità relazioni edificanti se non li abituiamo a farlo. Il dialogo e l’ascolto si imparano e prima si comincia meglio è, perché le abilità che si acquisiscono da piccoli entrano con facilità nel nostro bagaglio di conoscenze e ci accompagnano poi per tutta la vita.

Alcuni suggerimenti da attuare in famiglia:

- la sera a cena spegnere la TV (e il cellulare) e raccontare a turno come è andata la giornata;

- quando si guarda la TV, scegliere programmi adatti all’età dei propri figli, possibilmente guardarli insieme a loro e stabilire un limite di tempo;

- evitare di tenere la TV in camera da letto, di usarla per addormentarsi, di guardarla durante i pasti o mentre si fanno i compiti;

- organizzare delle attività alternative da fare insieme (leggere un libro, fare un collage, giocare a pallone, ecc.) appropriate alla loro età.

Brontoleranno un po’ all’inizio, ma se riusciremo a coinvolgerli, sarà salutare e stimolante per tutta la famiglia, genitori compresi!

a cura dott.ssa Camilla Targher
formatrice, pedagogista e mediatrice familiare

 

 


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