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Babbo Natale esiste davvero!

Babbo Natale

no, Virginia, i tuoi piccoli amici hanno torto. Sono stati contagiati dallo scetticismo di quest'epoca scettica. Credono solo a quello che vedono.

Pensano che una cosa non esista, se non la possono abbracciare con la loro piccola mente. Babbo Natale non esiste? ... niente Babbo Natale!
Grazie al cielo, Babbo Natale esiste, ed esisterà per sempre. Di qui a mille anni continuerà ad allietare il cuore dell'infanzia."
Francis Pharcellus Church, in the New York sun, 21 settembre 1897


Babbo Natale esiste davvero... Ecco ciò che rende magico il Natale nel pensiero del bambino! Barba bianca, giubba rossa, lavora tutto l'anno al Polo Nord per preparare i regali da portare ai bambini buoni, vola sulle nostre case la notte di Natale, su una slitta trainata da speciali renne, si cala nella cappa del camino, provoca un pizzico di batticuore, lascia i doni e vola via... quante volte ci è stata raccontata questa antica leggenda e quante volte l'abbiamo raccontata ai nostri bambini?


Ma Babbo Natale esiste davvero? Babbo Natale è quell'elemento di finzione che rende magico il Natale, lo rende una festa accessibile a tutti i bambini; incarna lo spirito del dare senza ricevere nulla in cambio, ci spinge a credere in un universo benevolo. Una benevolenza che non può essere garantita soltanto dai regali, ma dalla disponibilità dei genitori a creare per il loro bambino, una volta l'anno, un mondo che è in armonia con i suoi desideri più profondi, con il suo pensiero magico.

Il pensiero magico del bambino
Secondo Bruno Bettelelheim la  bellezza del Natale sta proprio in questa fusione di finzione e realtà, perché il bambino lo possa vivere in tutta la sua pienezza, bisogna che realtà e fantasia vi entrino in ugual misura. Piaget è stato uno dei primi studiosi del pensiero magico, questi definisce "magia" l'uso che l'individuo fa dei rapporti di partecipazione tra due esseri o fenomeni non in relazione tra loro, per poter modificare la realtà; in virtù di ciò il bambino tende a dare spiegazioni magiche e soggettive alle cose del reale che non riesce a spiegarsi. Per padroneggiare la realtà il bambino ha bisogno del pensiero magico e di credere a una dimensione magica. Quindi, in pratica, per un bambino il fatto che sia Babbo Natale a portare i regali è  "logico", cioè coerente con la sua visione del mondo e accessibile alle sue capacità cognitive.

Il bambino può capire bene che Babbo Natale non può portare dieci regali tutti a lui perché non c'entrano sulla slitta, e non trova questa spiegazione contraddittoria col fatto che una sola slitta possa però contenere i regali per tutti i bambini del mondo. Invece, una spiegazione più "adulta", del tipo che mamma e papà hanno bisogno di risparmiare per pagare il mutuo, suonerebbe al bambino un po' come una lingua straniera. I bambini amano le storie di fantasia a prescindere dal fatto che le ritengano vere!

I bambini cominciano ad imparare la differenza tra fantasia e realtà molto presto, come dimostrano con la capacità di fare "come se" richiesta dal gioco simbolico; ma  al tempo stesso mantengono una grande capacità di attraversare questa linea di confine tra realtà e fantasia, cosa assai più difficile, per tante ragioni, per noi adulti. Babbo Natale, dunque,  ci offre la  possibilità di incontrare i bambini in questo "regno di mezzo".

Accompagnare al disvelamento
Se vi state domandando quale sia l'età giusta per raccontare la verità sulla storia di Babbo Natale, la risposta è che non esiste un momento giusto in assoluto, verrà da sé, forse sarà proprio il vostro bambino a chiedervi se esiste davvero Babbo Natale. Durante gli anni della scuola primaria, dai sei anni in poi, l'uso del pensiero magico si riduce, mano a  mano che si amplia l'esperienza del bambino viene meno la fede nella dimensione magica, la realtà prende il sopravvento e il bambino inizia a gestirla sempre  meglio. Sarà, allora, molto bello accompagnare il vostro bambino al disvelamento della verità senza strappi, senza eccessi di spiegazioni razionalistiche, semplice-mente affidando la storia di Babbo Natale al mondo della fantasia, delle favole, mondo che i bambini ora hanno imparato a conosce-re, riconoscere e distinguere dal mondo reale. Si avvierà allora il bambino alla com-prensione dei riti del Natale come di un gioco fantastico, in cui è lecito e bello credere che Babbo Natale esista e che pensi proprio a lui!

Arriverà così il giorno in cui il vostro bambino non vorrà più credere alla storia di Babbo Natale, anche se forse continuerà a fingere di crederci, come parte di un gioco di complicità con voi genitori, in cui viene ricreato temporaneamente il mondo fantastico dell'infanzia, con il piacere di entrambi!

a cura dott.ssa Silvia Schiano di Tunnariello
pedagogista


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