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Arrampicarsi sugli alberi è un’avventura che fa bene!

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Una volta crescere all’aria aperta era la cosa più naturale del mondo: si correva, si giocava a palla e… ci si arrampicava sugli alberi!

Certo, a volte si cadeva e capitava di graffiarsi con un ramo o sbucciarsi un gomito, ma era tutto normale.

Oggi invece non è più così… quanti bambini vedete arrampicarsi sugli alberi? E quante mamme si sentirebbero tranquille nel permettere ai propri figli di farlo?

Viviamo in un’epoca votata all’iper- protezione, che si basa plausibilmente sul principio di evitare che i bambini si facciano male, ma che impedisce loro di sperimentare, di mettersi alla prova, di imparare a contare sulle proprie forze… in una parola: di crescere!

Incontriamo bambini muniti di casco, paragomiti e paraginocchi, come se cadere da una bicicletta fosse la cosa più rischiosa del mondo, invece è proprio quella caduta che insegna a risollevarsi e a provarci di nuovo, è quel ginocchio sbucciato che porta a stringere i denti, è quella voglia di farcela che fa superare la delusione di non aver ancora imparato a stare in equilibrio.

Sono infatti le sconfitte che, pur creando frustrazione momentanea, ci spronano ad andare avanti e questo insegnamento nella vita è fondamentale.

Se invece non diamo mai loro la possibilità di provare, di cadere, di sbagliare, ma li proteggiamo da tutto e da tutti e al primo graffietto corriamo con disinfettante, cerottino e una scorta di baci come se non ci fosse un domani, in che modo li aiutiamo a diventare autonomi e ad affrontare le difficoltà?

Un conto è indirizzare all’autonomia, un altro è impedire che vivano qualsivoglia esperienza. Ovvio, dobbiamo garantirne la sicurezza, ma possiamo benissimo farlo rimanendo nei paraggi quando si arrampicano, monitorando la situazione “a distanza”, senza stare ad un centimetro ripetendo ad ogni istante: “Attento a non farti male!!”, perché altrimenti il risultato sapete qual è? Che al pronto soccorso arrivano più bambini per cadute dal letto che dagli alberi… della serie: agilità zero.

Il movimento e la natura sono stati sostituiti dall’iperstimolazione di tablet, videogiochi e televisione, che inchiodano i nostri figli al divano.

Una regolare attività fisica all’aperto, invece, migliora il benessere psicofisico e anche l’umore. Arrampicarsi sugli alberi, oltre ad essere un ottimo allenamento per il corpo, favorisce la coordinazione, l’equilibrio, il problem solving, la concentrazione e la fiducia nelle proprie capacità. Io personalmente non conosco videogiochi altrettanto utili!

a cura dott.ssa Camilla Targher
formatrice, pedagogista e mediatrice familiare

 


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