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"Mamma... leggimi tutto, leggimi forte, con la tua voce, che io imparo!"

donna incinta

"Salve a tutti, mi presento, mi chiaman Fagiolina, per gli amici Lina, sono piccola e carina, nella pancia della mamma nuoto, cresco, imparo, ascolto, conosco il mondo, le stelle e il mare

perché così la mia mamma ama raccontare, ora vi devo lasciare, il mio babbo adoro ascoltare quando con la mamma di folletti, fate e streghette si mette a raccontare...”

Le scienze ormai definiscono il bambino prenatale come un essere competente, capace di vedere, sentire, comunicare, relazionarsi con il mondo esterno. Pertanto le interazioni precoci madre-bambino, già durante la gravidanza, rappresentano il primo e fondamentale contesto di stimolazione e di apprendimento. Le interazioni madre-bambino hanno diverse funzioni, favoriscono: 

- lo sviluppo del legame di attaccamento;

- la promozione delle competenze sociali;

- la facilitazione dell'apprendimento del linguaggio;

- la regolazione emotiva.

 Una ricerca molto interessante, condotta in Giappone, ha evidenziato gli effetti della voce materna su un gruppo di 20 neonati. Alle madri veniva chiesto di raccontare una storia fantastica. Prima di registrare il racconto le madri erano istruite a raccontare la storia sia ai loro bambini che agli sperimentatori, il racconto destinato agli sperimentatori presentava un linguaggio asciutto, stringato, con pause molto brevi; il racconto destinato ai bambini invece, presentava una durata maggiore e l'uso di un linguaggio definito “motherese”, si tratta di un linguaggio ricco di pause, vocalizzi, intonazione esagerata, una sintassi molto semplice .

Ai bambini venivano fatte ascoltare ambedue le registrazioni. Durante l'ascolto veniva misurato il flusso cerebrale nell'area frontale. L'ascolto del racconto loro destinato faceva aumentare il flusso vascolare nel cervello orbito frontale (la cui maturazione sembra dipendere dalle esperienze socio-affettive) in misura maggiore rispetto al racconto destinato ai ricercatori.

Si è potuto, dunque, dedurre che: Il linguaggio materno ha un ruolo importante nell'attivare il cervello dei neonati che è capace di processare la qualità delle componenti linguistiche già dall'età più tenera.  

La dott.ssa Stefania Manetti definisce la voce materna come una forma di contenimento, è come tenere in braccio il bambino con le parole, il ritmo lento, l'alternanza di suoni bassi e alti, le pause; come sostiene Stern questo rappresenta un monologo che contiene il bambino e nel farlo la madre costruisce un forte legame con il suo piccolo, e la sua lentezza permette al bambino di farlo proprio e di elaborarlo. 

Bruno Tognolini, famoso autore di testi per bambini, racconta che una madre, in attesa del suo secondo figlio, era solita leggere al primogenito un suo libro di filastrocche, dopo un paio di anni, senza aver più riletto il libro, si accorse che il secondo figlio sapeva a memoria le filastrocche, ascoltate quando era nella pancia della mamma. Gli studi sulle percezioni e la memoria uterina sono ancora in essere, ancora non esiste una risposta univoca e definitiva, in ogni caso non possiamo non meravigliarci di fronte al miracolo della mente umana e prendere un bel libro e iniziare a leggere ai nostri bambini fin da subito!...fin quando sono nella pancia della mamma!!

Ecco qui per voi una bella filastrocca per cominciare a far conoscere il mondo al vostro piccolo cucciolo! •

a cura dott.ssa Silvia Schiano di Tunnariello
pedagogista, counselor relazionale, coordinatrice asilo “L’isola che non C’è” 

 

E.Ecco 

ecco il giorno e la notte

ecco le albe e i tramonti

ecco le stelle a frotte

ecco i mari, ecco i monti

ecco il babbo vicino

ecco il cielo profondo

ecco il mondo, bambino

ecco il bambino, mondo.

(Tratto da Mammalingua, di B.Tognolini e P.Valentis, Editrice il Castoro)

 



 


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