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"mamma, mi stai innervosendo!" Come affrontare le difficoltà di pappa, pianto, nanna: quali regole?

bambina

Per affrontare i momenti della crescita di un bambino che rendono complessa la routine genitoriale, è utile approfondire il concetto della componente energetica dei diversi sé che costituiscono la nostra personalità. 

I sé sono realtà “bio-psichiche” che influenzano la fisiologia, la postura, la voce, lo stato di salute e sono connessi ad un campo energetico che possiamo immaginare come una “bolla” di cui si ha percezione a livello cinestesico. Il concetto di energia deriva dalla tradizione orientale, dallo sciamanesimo, dalle arti marziali e dall’esoterismo. “I primi studi furono effettuati nel 1935 dal dottor Burr, che rivelò la presenza e la forma del campo energetico non solo nelle persone, ma anche nelle piante e negli animali. Egli studiò anche il cambiamento di energia in relazione allo stato di salute della persona, scoprendo che le variazioni di voltaggio potevano avvenire molto prima del riconoscimento clinico di una malattia”. 

Bando agli scetticismi: nonostante diminuisca man mano che si sviluppano altri linguaggi, la capacità di percepire il campo energetico appar- tiene alla nostra esperienza, rappresenta la prima forma di espressione del bambino, che è in grado di  avvertire quello generato dalle persone intorno a lui e reagirvi piangendo o ridendo. Esistono due tipi di campi energetici: l’energia personale e l’energia impersonale. La prima è avvolgente, radiante, la si può visualizzare con un colore arancio ricco di sfumature calde e ci permette di creare un contatto molto forte ed em- patico con l’altro. Ma conduce anche all’incapacità di dire no, di creare confini, di riconoscere i propri bisogni, o a causare una sensazione di so- praffazione e soffocamento nell’interlocutore. L’energia impersonale è più obiettiva, focalizzata, distaccata. Può essere visualizzata con un colore azzurro, bianco, argento. Ci aiuta  a mantenere il contatto con il nostro centro, a pronunciare i giusti no, e ci rende determinati nel raggiungimento di un obiettivo. Anch’essa comporta dei rischi e può causare forti difficoltà di relazione con le persone che ci circondano.

Perché è importante conoscere questi due campi energetici per affrontare i momenti cruciali della relazione genitore-figlio? I bambini sono molto diversi tra loro e l’atteggiamento del genitore è fonda- mentale nel determinare la reazione del figlio:  gestendo la propria energia ed evitando un’eccessiva “mescolanza” energetica con i figli, il genitore lascia loro libertà psichica e non innesca dinamiche di vincolo che alla lunga rendono i rapporti logoranti.

Ecco allora alcune indicazioni per creare sicurezza emotiva: 

• Offrire al bambino il contatto fisico: prenderlo in braccio, tenerlo in grembo, coccolarlo anche quando non è turbato. 

• Offrire al bambino attenzione consapevole: essere disponibili e pre- stargli attenzione esclusiva; lasciar libero il bambino di dar inizio al gioco; non condizionare l’andamento del gioco. I bambini sanno di cosa hanno bisogno per liberarsi dal disagio e lo fanno spontaneamente, se sostenuti dall’attenzione consapevole di un adulto. 

• Ascoltare i bambini quando parlano: non interromperli; ac- cettarli quando parlano dei loro sentimenti senza sminuirli o mi- nimizzarli; non imporre loro quali sentimenti provare. 

• Stare vicino ai bambini e prestare attenzione quando piangono: non cercare di distrarli o di dissuaderli dal piangere. 

• Fornire informazioni precise sul pianto: spiegate al vostro bambino che se un coetaneo piange, lo fa perché è turbato e che questo lo aiuterà a sentirsi meglio.•

cura dott.ssa Silvia Schiano di Tunnariello
pedagogista, counselor relazionale, coordinatrice asilo “L’isola che non C’è”


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