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parole magiche per crescere: rispetto, giustizia, pace

mamma_bimbo_23.jpgRispetto, una parola dalle radici lontane: deriva dal verbo latino respìcere, che significa avere riguardo, tenere in considerazione, con una connotazione specifica sul soffermarsi a guardare indietro, ed è infatti una parola composta da re e spìcere. 

Una breve parola composta da brevi fonemi: breve, sì, ma molto importante. 

Nella professione medica il rispetto della persona inizia stabilendo un rigoroso codice di comunicazione corporea con il paziente. Durante la mia attività di formatrice con i Medici di Medicina Generale ho affrontato le difficoltà dei colleghi proprio in questo ambito, e ho ripercorso le mancanze di agio che io stessa ho dovuto vivere nella gestione dei miei pazienti. 

Lo schema corporeo di una persona affetta da un malessere è già alterato, e il medico curante dovrebbe riuscire a comprendere immediatamente come la persona malata sente il proprio sé, per evitare o ridurre al minimo le “invasioni di campo”, ovvero tutte quelle manovre non necessarie nel corso della visita, per favorire la messa a fuoco del quadro clinico. 

Le false percezioni, fisiche e mentali, sia da parte di chi cura che da chi viene curato, esistono e vanno ridotte per migliorare l’esperienza sanitaria di entrambi.

Nell’ambito educativo per eccellenza, la scuola, dove opero come consulente pedagogica, il rispetto è il terreno di scambio delle comunicazioni tra i bambini, le insegnanti, e la famiglia. La mia esperienza clinica in questo settore mi porta ad affermare senza dubbio che ogni incrinatura dei rapporti scolastici ha il suo fondamento in una mancanza del rispetto tra le parti. Questa mancanza può lasciare traccia in maniera non bilanciata tra le persone coinvolte, può essere reale o solo percepita, ma in ogni caso è la negazione di un diritto-dovere ritenuto fondamentale, anche se non sempre consapevolmente: il rispetto. 

Molto spesso la figura del docente è fin dall’inizio delineata con tratti poco decisi, e questo comporta un danno educativo che colpisce l’allievo nella sua capacità di sperimentare la fiducia nell’adulto di riferimento alternativo al genitore, con conseguenze disastrose per un corretto sviluppo armonico.

Infine, sono giudice esperto minorile, e sono delegata all’ascolto - in udienza istruttoria - dei minori e delle famiglie che si trovano in procedimenti di volontaria giurisdizione. 

Assisto a esiti drammatici e impietosi di tante vicende di perdita - o mancanza assoluta - di rispetto da parte degli adulti sui bambini. Bambini che assistono alla violenza tra adulti, o la subiscono direttamente. 

Minori che, molto spesso e sorprendentemente, riescono poi a crescere, ad innalzarsi, ad ospitare gemme, come rami nodosi e intricati che nati da un tronco distrutto e dal buio della terra, scelgono di vivere e di rivolgersi al sole. 

A loro è dedicata l’educazione al rispetto che ogni professionista di aiuto alla persona deve mettere al centro della propria quotidianità.

Il tema del Rispetto è il centro della mia professione e dei miei principi metodologici, ed è anche un mare vasto che non è semplice raccogliere in un bicchiere.

“In definitiva, la pace si riduce al rispetto dei diritti inviolabili dell’uomo -opera di giustizia è la pace- mentre la guerra nasce dalla violazione di questi diritti”  Karol Wojtyla

a cura dott.ssa Antonella Gazzellone

medico chirurgo OM RM52000
esperto in scienze criminologico forensi
pedagogista Clinico ANPEC
giudice onorario del Tribunale per i minorenni di Roma
socio AIMMF Associazione Italiana dei Magistrati 

per i Minorenni e la Famiglia


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