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cominciamo dalle parole per dare e ricevere rispetto

bambino_parole.jpgSpesso parliamo di quanto sia importante dare e ricevere rispetto, e di come il rispetto sia una questione di principio: ma cosa si intende davvero per rispetto?

Potremmo definirlo come la stima che proviamo nei confronti di qualcuno, che ci porta ad avere un atteggiamento leale e rispettoso nei confronti di una persona che riteniamo di valore. 

Il rispetto è ciò che ci aspettiamo dal rapporto fra adulti, ma anche ciò che insegniamo ai bambini spiegando loro, fin da subito, quanto sia importante rispettare il prossimo. Al di là delle parole, dobbiamo però considerare se il rispetto sia davvero ciò che mostriamo loro e se le parole che pronunciamo in loro presenza vadano realmente in quella direzione, se sappiamo ascoltare con attenzione quello che anche loro hanno da dire, nei modi e nei tempi che sono loro propri (e che sono, inevitabilmente, diversi dai nostri).

Vorremmo, ad esempio, che i nostri figli mostrassero rispetto per lo studio e per la scuola, ma come parliamo davanti a loro dei compiti e degli insegnanti? Vorremmo che avessero rispetto per le regole e per gli adulti, ma come parliamo dei nonni, dei colleghi di lavoro o dei compagni di scuola? Come comunichiamo fra genitori e come parliamo dell’altro genitore in sua assenza?

Il rispetto, al di là delle questioni di principio, è fatto di cose semplici, di piccole attenzioni, di gesti quotidiani e di qualità delle relazioni. Il rispetto comincia dalla comunicazione e da come parliamo di qualcosa o di qualcuno, ma anche dalle parole che rivolgiamo agli altri: “Aspetta”, “Non ora”, “Non ho tempo”, “Non interrompere”, “Non capisci” sono frasi che non contribuiscono ad aumentare il rispetto, ma vanno anzi nella direzione contraria. Queste frasi difficilmente servono a dare il buon esempio, in particolare quando ad ascoltare sono dei bambini per i quali le parole che pronunciamo sono importanti.

Ecco perché il rispetto passa attraverso le parole che scegliamo per descrivere episodi e situazioni e per parlare degli altri - conosciuti o sconosciuti, amici, familiari od estranei - senza dimenticare che, quando si parla di comunicazione e di rispetto, l’ascolto è la base fondamentale per riconoscere valore a ciò che gli altri pensano, anche quando la loro idea è diversa dalla nostra.

a cura dott.ssa Camilla Targher
formatrice, pedagogista e mediatrice familiare


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