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che esempio diamo ai nostri bambini a tavola?

bambino_genitori6.jpg“Nostro figlio non sta fermo a tavola, si alza in continuazione”, “Il mio mangia solo se riusciamo a distrarlo con qualche gioco”, “La nostra mangia solo guardando i cartoni animati sul tablet”.

Queste frasi descrivono alcuni degli scenari più comuni quando arriva il momento della pappa, che può essere causa di allarme fra molti genitori che si trovano ad affrontare quotidianamente queste situazioni di difficoltà.

Sono tanti gli interrogativi che i genitori si pongono su come educare proprio figlio a tavola. Le tentate soluzioni vanno dalle sgridate alle distrazioni con giochi e filastrocche, fino ad arrivare all’uso costante di tv e tablet: mani e sguardo fissi sulla tastiera, e bocca che si apre quando arriva il cucchiaio. Le distrazioni rappresentano una soluzione “tampone” in grado di arginare momentaneamente la situazione, ma a livello educativo e genitoriale è necessario chiedersi se, a lungo termine, siano risolutive.

Esiste una modalità perfetta per stare a tavola? C’è un modo giusto per rapportarsi al cibo? Tutti i genitori hanno in mente uno scenario ideale, ma in realtà molto dipende da vari fattori come le caratteristiche del bambino (età, presenza di fratelli e sorelle, temperamento, ecc.) e da altri fattori come le abitudini e l’esempio avuto in casa. 

Quali sono le abitudini dei genitori? Quando gli adulti si alzano spesso da tavola, mangiano snack fuori pasto, non amano le verdure (i famosi spinaci) e cenano incollati al cellulare o alla tv, come potrebbe un bambino avere abitudini diverse? Dice il famoso proverbio: “l’esempio vale più di mille parole”. 

I cambiamenti richiedono tempo e, affinché vengano compresi e rispettati dai bambini, gli adulti per primi dovrebbero avere un’idea della strada da intraprendere, consapevoli che i cambiamenti saranno necessariamente graduali: se ad esempio un bambino è abituato ad alzarsi spesso da tavola, difficilmente comincerà a stare seduto a lungo da un giorno all’altro; se negli ultimi tre mesi ha mangiato solamente davanti ai cartoni animati, non farà salti di gioia quando si deciderà di spegnere la tv.

Per modificare le abitudini di un figlio è necessario chiedersi innanzitutto quali siano le proprie e se queste favoriscano, oppure ostacolino, l’acquisizione di sane abitudini da parte dei piccoli di casa. Si può cominciare definendo l’obiettivo desiderato e procedere per step, un passo alla volta, ricordando che anche un piccolo cambiamento è un traguardo importante.

a cura dott.ssa Camilla Targher
formatrice, pedagogista e mediatrice familiare


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