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DSA: come evolve in adolescenza ed in etá adulta?

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Del disturbo specifico di apprendimento (DSA) si sente spesso parlare, e proprio per questo è importante comprenderne la natura e la diagnosi, sia da parte dei genitori che dei pazienti interessati.

La diagnosi di DSA in adolescenza e negli adulti viene richiesta in particolare per studenti degli ultimi anni della scuola secondaria di secondo grado, universitari senza diagnosi pregressa o con diagnosi elaborata da più di tre anni, genitori o altri familiari di ragazzi con DSA, persone che devono affrontare esami, ad esempio l’esame per patente guida, selezione per concorsi, assunzioni, perché proprio nel momento in cui è richiesta un’applicazione e concentrazione massima sorge il sospetto che sia presente questa problematica.

Il percorso diagnostico prevede un’intervista anamnestica guidata, la somministrazione di test neuropsicologici, scale e questionari di valutazione degli aspetti emotivo-comportamentali, e l’elaborazione di un referto secondo le specifiche indicazioni della consensus conference (PARCC 2011) e conferenza stato-regioni.

I protocolli diagnostici prevedono la valutazione del livello cognitivo del soggetto, della lettura in termini di decodifica e di comprensione del testo, della scrittura negli aspetti grafici ed ortografici, dell’area del calcolo. Nei casi più complessi è previsto che vengano effettuati ulteriori approfondimenti di valutazione per l’area del linguaggio, memoria di lavoro ed a lungo termine, attenzione ed efficienza delle funzioni esecutive e visuo-spaziali.

L’evoluzione del DSA in età adolescenziale ed adulta può essere influenzata da diversi fattori quali la gravità iniziale del disturbo, la tempestività ed adeguatezza degli interventi, il livello cognitivo e meta cognitivo del soggetto, l’associazione di difficoltà in due o più aree - lettura, scrittura, calcolo -  e la coesistenza di altre patologie. 

Tendenzialmente in età adolescenziale e adulta nei casi DSA si osserva, rispetto a quanto si rileva durante la scuola primaria, una lettura più fluente con meno errori che migliora con la scolarità e un’ortografia più corretta, ma rimangono le difficoltà di produzione del testo. Con la crescita migliora la capacità di esprimersi verbalmente, e questo consente al soggetto con disturbo DSA di sentirsi più a proprio agio nelle relazioni con coetanei e famigliari.

Uno dei sintomi tipici è la lentezza: i soggetti affetti da DSA necessitano di tempi più lunghi per compiti di lettura e scrittura. 

È importante evidenziare che non c’è sempre correlazione tra il livello di gravità e i risultati ottenuti dal soggetto quando deve sostenere un esame o una prova, specialmente a livello accademico. 

La diagnosi di DSA non va affrontata negativamente dal paziente e dalla famiglia, ma come un’occasione di crescita. La diagnosi può essere utile alla persona e può favorirne l’empowerment, cioè la piena consapevolezza di sé e del controllo sulle proprie scelte, decisioni e azioni, sia nell’ambito delle relazioni personali che in quello della vita sociale. Obiettivo di una corretta diagnosi e trattamento di DSA è quello di favorire al meglio la crescita e lo sviluppo emotivo e cognitivo di tutti i pazienti.

Bibliografia: 1 G. Stella e E. Ghidoni – la Diagnosi dei DSA in adolescenti ed adulti 2018.

Gli aspetti correlati alla memoria, alla velocità di elaborazione e ai processi di automatizzazione tendenzialmente rimangono compromessi. 

a cura dott.ssa Mariangela Pinci
neuropsichiatra infantile


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