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la disgrafia: riconoscere i segnali

giochi.jpgLa disgrafia rientra nell’ambito dei Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA): riguarda esclusivamente il grafismo, ovvero i segni e gli aspetti grafici, non l’ortografia né la sintassi, anche se può influire negativamente su di esse.

In particolare nei casi di disgrafia si può osservare un’impugnatura dello strumento grafico immatura per l’età, una ridotta fluidità del movimento della mano, scrittura irregolare e posizioni del corpo non adeguate durante la scrittura. Il bambino mostra difficoltà ad utilizzare lo spazio che ha a disposizione: non ha riferimenti per orientarsi, non riesce a rispettare i margini del foglio, tra i grafemi e/o tra le parole lo spazio può essere mal gestito, fa fatica a seguire la linea di scrittura, che assume un andamento ondulato. Anche la pressione della mano sul foglio non è regolata: si possono osservare casi in cui il tratto è molto forte ed altri in cui è molto debole ciò può essere causato da un’alterazione del tono muscolare della mano. La realizzazione grafica delle figure geometriche e lo sviluppo del disegno spontaneo appaiono immaturi per l’età: i grafemi presentano dimensioni non regolari, si possono alternare nella stessa produzione la presenza di grafemi con micro e macrodimensioni. Inoltre, la scarsa fluidità del gesto condiziona una legatura inadeguata tra le lettere.

Altro fattore da valutare è il ritmo di scrittura, che risulta alterato: si può osservare una velocità eccessiva, o un’estrema lentezza.

La copia di un testo può risultare scorretta perché il bambino disgrafico ha difficoltà a seguire con lo sguardo la propria scrittura, e ancora più complesso è il copiare dalla lavagna, perché il piccolo deve seguire contemporaneamente più compiti.

Il neuropsichiatra infantile deve procedere alla valutazione specialistica per elaborare la diagnosi di disgrafia. 

In particolare bisogna valutare le abilità percettive, l’organizzazione spaziale, temporale, l’integrazione spazio-temporale, le capacità di orientamento destra-sinistra, la coordinazione grosso e fine motoria, la conoscenza e rappresentazione dello schema corporeo, la dominanza laterale nonché le capacità mnesiche ed attentive.

Il bambino disgrafico ha bisogno di un intervento specialistico condotto da operatori qualificati che lavorino in stretta collaborazione con la scuola, e il percorso terapeutico deve essere personalizzato considerando le caratteristiche del bambino.

Da definizione, la disgrafia è caratterizzata dalla difficoltà a riprodurre sia i segni di tipo alfabetico che numerico.

a cura dott.ssa Mariangela Pinci
neuropsichiatra infantile


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