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rispettiamo le tappe di sviluppo e... giochiamo insieme

bambina_felice02.jpgE noi adulti come dobbiamo rapportarci con il momento del gioco per rispettare al massimo ogni sua fase?  Sicuramente con i piccolini basta la nostra presenza: lasciamoli esplorare, così potranno fare esperienze differenti. 

Quando i bambini iniziano a muoversi, si divertono a esplorare l’ambiente e la cosa migliore è mettere in sicurezza gli spazi ma lasciare loro totale libertà.  In questo modo, crescendo, la loro autonomia sarà maggiore.

Ma ogni fase di sviluppo è caratterizzata da determinati tipi di attività ludiche che maturano con la crescita del bambino, e il nostro compito è conoscerle e rispettarle, una ad una.

È importante conoscere le varie fasi del gioco fin dai primi mesi: in questo modo, con il nostro sguardo “da grandi” possiamo imparare a distinguere che momento stanno attraversando i nostri piccoli.

9-12 mesi: Gioco esplorativo. In questa fase il bambino inizierà a sbattere, collocare oggetti nei contenitori e non emergono prove di utilizzo funzionale di oggetti

(12-14 mesi) Schemi presimbolici.
Il bambino dimostra di conoscere l’uso convenzionale di alcuni oggetti utilizzando un gesto (es: telefono lo porta all’orecchio e poi lo fa cadere…)

(14-16 mesi) Schemi autosimbolici.Il bambino fa finta di dirigere le azioni su se stesso (es: fa finta di bere da una bottiglia vuota, bacia o abbraccia la bambola…)

(16-18 mesi) Schemi singoli. Il bambino gioca estendendo il simbolismo al di là di se stesso ma non si osservano sequenze ordinate (es: fa finta di leggere un giornale, prende il gattino e fa miao…)

(18-20 mesi) Combinazione di schemi singoli. Il bambino utilizza lo stesso schema di finzione con due o più riceventi ma il ricevente dell’azione è passivo (es: dà da mangiare alla bambola e poi a sé / dà da mangiare alla bambola, all’orso e poi a sé)

(19-24 mesi) Combinazioni multischema. Il bambino utilizza due o più schemi diversi e coordinati in una sequenza logica (es: dà alla bambola il bacio della buonanotte e poi la mette a letto / prende il biberon, fa finta di dare da mangiare alla bambola, fa finta di farle fare il ruttino e poi le dà da mangiare di nuovo).

(2-3 anni) Gioco con agente.
Il bambino dà il ruolo di agente ad una bambola o ad un altro oggetto e se ne assume il ruolo.

(4 anni) Scene di gioco più vicine alla realtà. Le modalità di gioco cambiano e si modificano con il passare del tempo e con il consolidamento delle esperienze. 

Man mano che le “piccole pesti” diventeranno “grandi pesti” sarà fondamentale inventare dei giochi per consentire al bambino di fare esperienza delle attività di vita quotidiana (impastare una pizza, apparecchiare la tavola, lavare piccoli oggetti) i quali risulteranno divertentissimi per i bambini e soprattutto molto utili per i genitori!

Tutti gli schemi finora descritti naturalmente sono indicativi, ogni bambino è unico ed è necessario non anticipare i tempi!

Il gioco è la dimensione esistenziale dei bambini: è il loro presente, è la loro realtà. I bambini, attraverso il gioco imparano a vivere: non è solo un’attività che procura piacere, ma è funzionale alla loro crescita. Giocare significa sviluppare importanti abilità, dall’intelligenza creativa e sociale, alla manualità, alla coordinazione motoria. 

“Lasciate che i bambini siano felici a modo loro, non esiste modo migliore”  Dr Johnson

a cura dott.ssa Elena Bolli
Osteopata, terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva (TNPEE)


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