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“a un bambino regalerei le ali ma lascerei che da solo imparasse a volare” [Gabriel Garcia Marquez]

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Questa frase che ho letto tanti anni fa, a mio avviso sintetizza nel migliore dei modi ciò che noi genitori dovremmo fare per educare al meglio un figlio.

Aggiungerei solo che lo invoglierei a volare lontano, sempre che le ali che gli ho donato siano sufficientemente resistenti! Tutto qui dunque? Basta questo? Certo!

Ma quanto è difficile costruire queste ali soprattutto se non si sa da dove cominciare.

Il mio consiglio è iniziare da ciò che conosciamo meglio: la nostra terra, la nostra cultura, le nostre tradizioni. Bisogna saper travasare in quel contenitore perfetto che è la mente di un bambino ciò che ci ha emozionato quando eravamo piccoli noi.

Io vengo dal Sud e sono praticamente nata nell’Adriatico, i miei genitori fin da piccolissima mi hanno trasmesso l’amore per il mare, per le sue tradizioni, per la sua storia, per i suoi odori e sapori, per le lunghe processioni in barca dietro una Madonna traballante sulle onde, per la fatica dei pescatori di ritorno all’alba, per l’emozione della prima traversata; loro mi hanno insegnato a rispettarlo questo mare, a temerlo a volte. Ecco da dove è nata la mia passione per i viaggi, il mio amore per la natura e quello che ho imparato l’ho poi donato a mia figlia. Visto è stato facile!

Ognuno di noi ha un bagaglio di ricordi, emozioni, sentimenti legati alla nostra terra di origine, alle tradizioni che la nostra famiglia ci ha trasmesso, sta a noi saper trasferire tutto questo nei nostri figli, sarà il bagaglio culturale di base sul quale poi potranno saldamente innestare ogni esperienza futura.

Fatto questo il compito di ogni genitore sarà, secondo me, quello di invogliare i propri ragazzi a conoscere il resto del mondo, a partire, viaggiare, lasciare il porto sicuro della propria casa per aprirsi alle culture degli altri, solo così potranno maturare e diventeranno gli uomini e le donne in grado di gestire il mondo che verrà.

Con questo preciso scopo nacque circa 50 anni fa, ad opera di una lungimirante pedagogista italiana, quel meraviglioso progetto che è l’Erasmus che ha avvicinato e mescolato i ragazzi di tutta Europa in un immenso afflato culturale rendendoli più preparati, più consapevoli, i veri protagonisti del loro e del nostro futuro!

Certo nella mentalità di molte famiglie italiane ancora non è completamente radicata l’idea di far andare via di casa i figli, ce li teniamo stretti, ne facciamo spesso dei “bamboccioni” incapaci di autogestirsi, rimandiamo il momento del distacco il più a lungo possibile, è anche questo un fatto culturale dal quale dobbiamo assolutamente prendere le distanze.

Viaggiate, ragazzi, rivolgete il vostro sguardo al mondo ma partite dalla vostra terra, questo sarà il legame profondo che vi riporterà a casa quando avrete preso saldamente in mano la vostra vita e soprattutto siate sempre fieri del vostro meraviglioso Paese e della sua immensa Storia! Buon viaggio a tutti!!

a cura dott.ssa Marina Ciampoli
ex responsabile unità pediatrica-nido Ospedale Palestrina (RM)

 


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