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sorrisiamo...

dottori_clown.jpgC’era scritto “sorrisiamo” sul braccialetto che mi regalarono i colleghi Clowns Dottori la prima volta che ci incontrammo nel reparto di Pediatria che dirigevo...

Quel “sorrisiamo” bastò per decidere di iniziare insieme un percorso che è durato molti anni e che ci ha dato molte soddisfazioni.

Quel braccialetto lo indossavo tutte le mattine insieme al camice e quando ho lasciato il servizio in ospedale l’ho portato a casa con me per averlo sempre a disposizione... in caso di necessità! Mi ha aiutato moltissimo a tenere sempre a mente uno degli insegnamenti principali che i miei allegri colleghi mi hanno trasmesso: l’importanza del sorriso in ogni momento della vita e soprattutto quando si hanno di fronte bambini sofferenti e genitori angosciati.

Sembra poco, ma quanto è difficile per noi medici-seri affrontare il quotidiano con il sorriso sempre sulle labbra? Portiamo sulle spalle il peso di turni impossibili, di notti insonni, di responsabilità gravosissime e non sempre il rapporto con i genitori dei nostri piccoli pazienti è facile dato che pretendono da noi in ogni occasione parole di conforto assieme a guarigioni miracolosamente immediate e pronto intervento anche quando si tratta di banali raffreddori. Insieme ai Dottori Clowns nel nostro reparto venivano spesso anche i “Volontari del Sorriso”, ragazzi bravissimi che, rinunciando al cinema del sabato o all’uscita con gli amici, venivano a fabbricare animaletti colorati con i palloncini, a raccontare fiabe divertenti, ad esibirsi in spettacolini che a volte coinvolgevano anche i medici e gli infermieri del reparto per la gioia ed il divertimento dei piccoli ricoverati che aspettavano il loro arrivo sempre con ansia ed anche gli adulti si distraevano per un poco dalle loro preoccupazioni.

Fra questi giovani volontari, a dimostrazione del fatto che l’allegria e l’impegno che donavano tornavano poi a loro con altrettanta intensità, ricordo la presenza di un ragazzo down, era sempre il più gioioso, il più affettuoso ed affabile, quello che inventava i giochi più divertenti e si dedicava ai piccoli pazienti con la serietà di un vero terapeuta.

A lui e a tutti coloro che, dimenticando i propri problemi quotidiani e gli impegni di lavoro e familiari, indossano un grande naso rosso ed immediatamente sanno cosa fare per far nascere un sorriso sulle labbra di un bambino ammalato o di una mamma preoccupata, va il ringraziamento più sincero da parte di noi medici- medici che non dobbiamo mai dimenticare che un sorriso serve forse più di un’iniezione, che una carezza e un abbraccio sono spesso più utili di paroloni roboanti e diagnosi elaborate e che un bambino malato ha bisogno di tanto affetto, allegria e... pochi farmaci mirati!

Grazie ancora cari colleghi e non stancatevi mai di questo stupendo lavoro e tutti insieme “sorrisiamo” il più a lungo possibile.

a cura dott.ssa Marina Ciampoli ex responsabile unità pediatrica-nido Ospedale Palestrina (RM)

 


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