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“perchè non vuoi prendere la tua medicina?”

bambino_triste.jpgQuante volte noi genitori ci troviamo a rincorrere i nostri bambini cercando di far prendere loro un farmaco? Dare un semplice sciroppo può diventare davvero difficile.

In farmacia gli aneddoti su come far prendere le medicine ai propri bambini non mancano: spesso siamo alle prese con genitori preoccupati che ci fanno domande preventive per sapere che sapore ha il farmaco o se sarà possibile sostituirlo.

Non va molto meglio con l’apparecchio per aerosol che, se pur scelto silenzioso e veloce, difficilmente viene accettato dai bambini. 

Sappiamo che possono innescarsi i meccanismi più disparati: si inizia con le migliori intenzioni, fatte di spiegazioni razionali e diplomazia, fino a sfociare in rincorse disperate, capricci, promesse di ricompense straordinarie, ricatti, somministrazioni forzate.

Questa problematica “farmaceutica” non è altro che una variazione sul tema del rispetto: quello che esigiamo noi adulti dai bambini, e il rispetto che meritano i più piccoli in quanto individui. 

Da qui l’importanza di trovare strategie efficaci che mantengano inalterati gli equilibri tra genitori e figli. 

Il rispetto della “compliance”:

Compliance è un termine inglese che, in medicina, definisce l’osservanza alle prescrizioni, ed è un elemento fondamentale di ogni terapia, che perde di efficacia se non viene effettuata con precisione.

La terapia indicata dal pediatra va garantita, e non possiamo permetterci di cedere ai capricci rischiando di somministrare dosaggi impropri.

I bambini del resto non sono “piccoli adulti” ma sono una classe speciale di pazienti che richiede un approccio specifico. 

I consigli del farmacista

- Non temete di chiedere: è importante che l’adulto abbia ben chiara la terapia e la tempistica. Il Farmacista può fornire dei promemoria e delle ulteriori spiegazioni.

- Alcuni farmaci sono dotati di siringa dosatrice che è sempre bene usare perché garantisce il dosaggio preciso. Altrimenti si può usare una siringa senza ago e spruzzare in bocca magari in due o tre intervalli.

- Il pediatra o il farmacista può dirci se si tratta di un farmaco che si può mescolare ad una bevanda o a un cibo senza alterarne assorbimento ed efficacia. In tal caso possiamo diluirlo leggermente in bevande gradite come un succo di frutta. Le gocce amare se miscelate ad un po’ di miele, zucchero o cioccolato diventano più accettabili.

- Per i bambini più grandi che devono assumere delle pasticche, se il farmacista conferma che si possono triturare, si possono proporre mescolate ad un cibo morbido come lo yogurt o il formaggio con un cucchiaio.

-Le papille gustative si trovano sulla lingua, somministrare il farmaco sulla guancia può diminuirne la sgradevolezza

- Stabilite una routine, mantenendo gli orari stabiliti magari anticipandoli ad un programma, film o ad una attività piacevole.

- Se il bambino non è troppo piccolo, bere un sorso di acqua molto fredda prima del farmaco riduce il sapore sgradevole.

- I bambini spesso collaborano di più quando hanno la possibilità di scegliere. Ad esempio, si può chiedere loro se preferiscono assumere il farmaco con il succo di arancia piuttosto che con il cioccolato, oppure se vogliono prenderlo sul divano o sulle nostre ginocchia.

- È preferibile che sia solo una persona a persuaderli, perché quando troppi componenti del nucleo familiare si uniscono al coro “prendi la tua medicina!” si rischia di aumentare lo stato di ansia.

Ci saranno giorni in cui nessuna di queste strategie funzionerà, ma non bisogna perdere la calma e trascendere in atteggiamenti irrispettosi, piuttosto è meglio fare una piccola pausa per ritrovare calma e serenità. Ci vuole fermezza e poi ... una dose straordinaria di coccole.

a cura dott.ssa Claudia Brattini
farmacista

 


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