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“io dal dentista non ci voglio proprio andare !!!”

bambina_denti_09.jpgSe dal dentista non c’è mai andato, probabilmente ne ha sentito parlare negativamente: è possibile che sia successo in casa?

O magari ha visto o letto qualcosa che gli ha svegliato questo timore? Se possibile, proviamo a indagare queste possibilità.

Se il rifiuto inizia durante o dopo l’esperienza dallo specialista, i motivi possono essere vari: al bambino non piace essere toccato in certo modo? Il genitore stesso è agitato, e quindi il bimbo lo percepisce e si agita a sua volta? Il bimbo è nervoso per un altro motivo? O magari sente dolore? 

Queste possono essere solo alcune delle possibilità e una volta compreso - o ipotizzato - il motivo, è fondamentale concentrarsi sul fatto che indipendentemente da esso il bimbo deve sottoporsi alla visita o all’intervento dal dentista. Se il controllo dentistico è da fare, non c’è difficoltà o capriccio che tenga: il controllo va fatto.

Se c’è da fare un intervento per assicurare al bambino la risoluzione di un problema, a maggior ragione: l’intervento va fatto. Nessun capriccio o difficoltà del bimbo dovrebbe far cambiare idea a noi genitori su quanto sia fondamentale procedere e mantenere il rapporto con lo specialista del caso.

Se il bambino è molto oppositivo, piange o si dimena esprimendo il suo disappunto, la prima cosa che il genitore può provare a fare è rassicurarlo verbalmente, senza promesse mitologiche o ricatti tipo “se non ti fai visitare allora non farai ...” o “allora non ti compro ...”. Semplicemente, diciamo a nostro figlio che mamma e papà non lo porterebbero mai in un posto dove gli viene fatto del male, e se siamo lì è perché è la cosa migliore per lui. 

Il genitore dovrebbe fidarsi del dentista, e lasciarlo lavorare: dopo aver rassicurato nostro figlio, potrebbe essere utile uscire dalla stanza. 

Il confine tra paura e capricci può essere molto labile: per questo è importante che lo specialista instauri un rapporto personale con il piccolo paziente, in modo da costruire una dinamica di sicurezza e interazione sana che assicurerà una buona riuscita della terapia nel presente e anche nel futuro.

Se l’intervento non è particolarmente urgente, il dentista può valutare di farne solo una parte e dividerlo in due appuntamenti, riconoscendo al bimbo la bravura e l’impegno che metterà nell’appuntamento successivo. 

E se il bimbo si dimena molto? In questi casi, il genitore può provare a prenderlo in braccio mentre il dentista lavora. Se l’intervento richiede l’utilizzo di macchinari, ed è particolarmente urgente, si può provare a fare in sedazione cosciente con il perossido di azoto: ma questa è proprio l’ultima spiaggia, da concordare con molta attenzione. 

Perché, in questi casi, il vero rispetto dei nostri bambini è ascoltarli nelle loro paure, senza andare dietro ai loro capricci!

Rispettare i nostri figli significa anche rispettare le loro difficoltà, e allo stesso tempo contenere i capricci: scopriamo insieme come fare del nostro meglio per affrontare i momenti più duri dal dentista. Anzitutto, se il bambino ha un atteggiamento oppositivo nei confronti del dentista, proviamo a chiederci perché. 

A quanti genitori è capitato di dover far fronte, magari inaspettatamente, a un pianto disperato dal dentista? 

E quanti di noi hanno dovuto prendere rapidamente decisioni per arginare al meglio la situazione?

a cura dott.sse Valeria Peronace - Agnese Sadotti
                     dentista                pedodontista


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