Loading color scheme

l’amico grande e l’amico piccolo...

bimbo_gioca_05.jpg

In un sano e leale rapporto tra adulto e minore, il filo conduttore che lega il confronto è quello della verità: proprio come in ogni relazione, è prioritario porsi in piena trasparenza, perché è con un confronto aperto ed incondizionato che si pongono le basi per una sana amicizia. 

La domanda che ci poniamo oggi è: un adulto può essere amico del bambino e viceversa? È giusto porre dei limiti ad un rapporto di tal genere, oppure un rapporto di amicizia con grande differenza di età è limitato - e limitante - per sua natura?  

La mia opinione è che non si può prescindere dal concetto di relazione educativa, sempre cercando di individuare un “compromesso amichevole” tra adulto e bambino. L’adulto si deve quindi sempre porre come educatore del bambino, non al pari del bambino stesso.  Il porsi come guida, da parte dell’adulto, ha sempre l’obiettivo di favorire la crescita morale del piccolo soggetto. 

L’adulto che confonde il suo ruolo e assume atteggiamenti non adeguati si espone a interpretare una parte ridicola e non adeguata, così come la persona adulta che si pone troppo al di sopra del giovane rischia di creare un’asimmetria relazionale. È quindi sempre necessario trovare il giusto equilibrio. L’adulto ha la responsabilità di porsi sulla stessa linea comunicativa per creare un legame significativo e duraturo. 

Cosa cerchiamo nell’amicizia? Perché è importante? Un amico è una semplice presenza o qualcosa di più? Certamente le amicizie posso essere diverse. Si può essere amici per il semplice fatto di trovarsi a proprio agio con quella persona in particolare, si può essere amici perché si condividono obiettivi. Due amici coetanei rinforzano il loro legame grazie alla reciproca stima, alla comunanza di interessi, alla simile visione della vita.

Nella relazione di amicizia tra grandi e piccoli si parte dal presupposto che è diverso il modo di interpretare la vita: lo sforzo maggiore si richiede sempre all’adulto, che dovrà cogliere bisogni, emozioni e aspirazioni del giovane e dovrà sempre canalizzarle nella direzione più adeguata, per permettere al talento e alle potenzialità del giovane di esprimersi al massimo. Quante volte un insegnante si trova davanti ad alunni difficili ai quali risultano indigesto lo studio e le regole? Il bravo educatore è colui che riesce a trasformare le difficoltà in risorse: in questo caso l’insegnante dovrà essere capace di cogliere nei ragazzi le predisposizioni che non necessariamente hanno a che fare con la carriera scolastica. “L’amico grande” è colui che “coglie la bellezza dell’amico piccolo laddove apparentemente sembra non esserci”. 

a cura dott. dott. Raffaele Focaroli
Giudice del Tribunale per i Minorenni di Roma


Girotondo
 riceve
i Patrocini dei Comuni
per le sue finalità socio/educative
a sostegno della Comunità

Esce a Marzo - Maggio
Settembre - Dicembre

In ogni numero informa 
sul mondo dei bambini
per aiutare i genitori
a comprenderli meglio

Il Comitato Etico Scientifico 
supervisiona tutti gli articoli,
a garanzia della tutela all’infanzia
e di una genitorialità consapevole,
valori a cui Girotondo si riferisce
come Associazione