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Adolescenti in difficoltà con la scuola ...

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Dispersione scolastica: il Comune di Bologna “aggancia” gli adolescenti in difficoltà con il nuovo servizio che consente di alternare la frequenza della scuola ai laboratori extrascolastici.

Il Comune di Bologna insieme all’Università e a soggetti del terzo settore sta sperimentando da alcuni anni progetti rivolti agli studenti che faticano a stare a scuola. È in crescita, infatti, il numero di ragazzi che superano i giorni di assenze consentiti, che hanno difficoltà a rispettare le regole e a costruire relazioni significative con coetanei e insegnanti.

Nell’area metropolitana circa il 7% degli studenti della scuola secondaria di secondo grado interrompe ogni anno gli studi. È un dato inferiore alla media nazionale, ma l’abbandono è comunque un grave problema che coinvolge lo studente, la famiglia, interessando anche la loro rete di relazioni. È un fenomeno insidioso che si caratterizza per la mancanza di opportunità di apprendere, sperimentare, sviluppare e far fiorire capacità relazionali, talenti e aspirazioni e che non ha a che fare necessariamente con la povertà materiale.

Spesso i genitori ci consegnano una solitudine esistenziale attraverso racconti d’impotenza e rassegnazione, così come la sensazione di non riuscire a trovare fuori e dentro la famiglia soluzioni efficaci per aiutare i figli ad affrontare i problemi.

In questo scenario i Servizi Educativi Territoriali del Comune di Bologna programmano e realizzano interventi per sviluppare azioni integrate tra il territorio e la scuola che ogni giorno è chiamata ad affrontare il disagio dei nostri ragazzi. Azioni che si rivolgono a ciascuno studente in difficoltà e costruiscono percorsi educativi individualizzati condivisi con la famiglia, gli insegnanti, gli educatori e lo studente che diviene attore del suo cambiamento.

Il progetto, denominato SAS (Servizio d’aggancio scolastico), è attivo in quattro punti della città e si rivolge a ragazzi tra i 13 e i 16 anni ad alto rischio di dispersione e consente loro di alternare la frequenza della scuola con attività laboratoriali extrascolastiche.

Attraverso questa riprogrammazione dell’esperienza scolastica si cerca di aiutare il ragazzo ad acquisire maggiore fiducia in se stesso e nelle persone, ad aumentare la conoscenza delle proprie attitudini e potenzialità, a migliorare la consapevolezza e la gestione delle proprie emozioni e ad agevolare il faticoso esercizio d’assunzione di responsabilità. 

Pensiamo sia utile per ridare fiducia ai ragazzi e alle loro famiglie, facendo sentire loro che non sono lasciati soli ad affrontare questa difficoltà.

Tutti i progetti messi in campo per i ragazzi hanno l’obiettivo di rimanere in costante ascolto della complessità che ci restituiscono, ma anche di offrire sostegno agli adulti, genitori e insegnanti, che si trovano a camminare al loro fianco.

Quest’anno grazie al contributo della Fondazione del Monte abbiamo attivato sei esperienze formative rivolte ai genitori e agli insegnanti in diverse scuole del territorio. 

Sono argomenti interessanti trattati da esperti, che speriamo contribuiranno ad arricchire quel bagaglio di competenze che ormai i genitori devono possedere per attraversare con maggiore consapevolezza fasi delicate nella crescita dei figli come la preadolescenza e l’adolescenza.

All’interno di questo contesto, vorrei parlarvi di un nuovo progetto che stiamo sperimentando in stretta relazione con i Quartieri e con le scuole per aiutare i ragazzi che vivono un momento di difficoltà a rientrare e a permanere nel contesto scolastico. 

a cura dott.ssa Marilena Pillati
vicesindaco e assessora educazione, scuola, adolescenti e giovani, politiche per la famiglia del Comune di Bologna

 


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