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il rispetto è un valore da cantare insieme

antoniano.jpg“Prova a cambiare il tuo dritto punto di vista. E così capirai, che in fondo. L’unico tu non sei, nel mondo. Che il tuo dritto punto di vista. È per noi un punto di vista. Strambo.”

Come si può “cantare” il rispetto attraverso le canzoni dello Zecchino d’Oro? Le parole di Un punto di vista strambo, giocano sul modo in cui i pipistrelli guardano il mondo, e aprono la strada a un concetto chiave delle relazioni sane, sia tra adulti che tra bambini: la comprensione della diversità, l’accettazione della complessità. Se parliamo di rispetto, parliamo innanzitutto della possibilità di riconoscere nell’Altro da noi un interlocutore portatore di valori, di sentimenti, di uno sguardo sul mondo: rispettarlo significa dunque guardarlo, farlo entrare nella nostra sfera emotiva con la sua individualità. 

Il primo vero banco di prova nell’educazione al rispetto risiede nel confronto: uno scambio attivo e partecipato, pur su posizioni contrastanti, diventa l’occasione per crescere e soprattutto per de-costruire le nostre certezze e convinzioni. E qual è il luogo ideale nel quale poter sperimentare la cooperazione e il rispetto degli altri? La scuola, ogni giorno, a piccoli passi: 

“Io a scuola vado volentieri, ed intanto nel comportamento molte cose impari tu. A trattare tutti con rispetto.
Dato che la vita non è fatta per pensare solo a sé.

Chi lo dice che mette al centro il ruolo fondamentale della scuola come luogo privilegiato per scardinare stereotipi e pregiudizi, ma anche per segnare limiti e stabilire delle regole chiare, senza le quali sarebbe impossibile avviare un dialogo realmente arricchente. Il rispetto non è una prerogativa degli adulti. 

Credere che valori alti come questo non possano essere trasmessi ai più piccoli sarebbe un errore: partiamo da un linguaggio che stimoli ugualmente una riflessione o realizziamo attività giocate a misura di bambino e bambina.
La comprensione della diversità si pone oggi come una sfida, che passa inevitabilmente dal superamento di episodi di prepotenza e prevaricazione, di bullismo. Alcune canzoni dello Zecchino hanno cercato di affrontare il tema con delicatezza e metafore divertenti e leggere: Il bullo citrullo e la più recente Quel bulletto del carciofo ci raccontano i dispetti di qualche bulletto arrogante ai danni degli elementi più insicuri del gruppo, quelli guardati con la paura di chi non riesce a comprendere la differenza. Entrambe le storie ci consegnano però un messaggio comune: è l’unione, il dialogo, l’inclusione anche del prepotente a spezzare la spirale di cattiverie e incomprensione. 

Valorizziamo l’unicità. Rispettiamo la diversità.

a cura di Marina Calivi
redazione Antoniano


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