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se una voce sola si sente poco...

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Sin dal primo momento in cui un bambino ti lancia una pallina o ti chiede di battere il cinque, è soprattutto una la cosa che sta cercando. Non il semplice gioco, ma la possibilità di condividerlo.

Qualsiasi sia l’età, la condivisione ha un peso fondamentale nella vita di una persona. Che si compia una nuova sensazionale scoperta scientifica, che si viva un’esperienza personale emotivamente potentissima o che si venga semplicemente a conoscenza di una novità inattesa, il primo istinto è sempre lo stesso: dirlo agli altri, raccontarlo. Condividere il momento.

E se avere qualcuno a cui rivolgersi in caso di scoperta dell’ignoto è un costante bisogno per l’essere umano, nel periodo della vita in cui tutto è nuovo e ogni cosa è apprendimento la necessità di esplorare il proprio mondo assieme ad un amico non può che rivestire un’importanza ancora maggiore.

In maniera lieve e spesso giocata, sin dalle prime edizioni, tanti brani dello Zecchino trattano di amicizia: se quella vera è forse Rara come un diamante, Amici per la pelle mostra come gusti diversi e litigi passeggeri non influiscono sul bene che ci si vuole e che anzi il superamento di questi primi momenti di difficoltà porta poi a gettare le basi per un rapporto duraturo. Rapporto che, secondo Per un amico, va difeso anche trovando il coraggio di chiedere scusa per primo.

E se è vero che è ciò che succede durante la crescita a determinare poi chi si diventerà, allora è chiaro anche che la condivisione con i coetanei lascia una traccia ancora più profonda e cambia il modo di percepire il proprio mondo. La comune sete di sapere, i sogni e le speranze delle prime volte consentono non solo di superare con molta più facilità ogni insignificante differenza di cittadinanza, religione o condizione sociale – come spiega Amico nemico, che forse oggi andrebbe fatta riascoltare a più di qualche grande –, ma permettono anche di elevare la condivisione ad un livello superiore e di trasformare, per un bimbo, il proprio amico in qualcosa di più intimo e forte: una certezza, un appoggio costante presente  per sempre  che, oltre a fornire consiglio e riparo, in futuro porterà avanti gli stessi suoi valori. Combattendo così con lui per ciò in cui crede davvero. 

La condivisione è tutto, se ne avverte sempre il bisogno. E quando non c’è, se ne sente la mancanza.
Perché in fondo, che si sia grandi oppure piccoli e nell’amicizia come nella vita, vale sempre ciò che afferma Goccia dopo goccia: se una voce da sola si sente poco, è solo insieme a tante altre che diventa un coro.

E allora che si canti tutti assieme. Non c’è niente come farlo con accanto un amico.

a cura di Raffaele Di Filippo
volontario Antoniano e animatore dello Zecchino d’Oro


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