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come disegnano i bambini la figura umana?

Inviate lo scarabocchio o il disegno del vostro bambino (in formato JPEG - max 4 disegni) indicando il nome e l’età dell’autore e, se l’età lo permette, chiedete al vostro piccolo artista di dare un titolo al suo disegno! Li aspetto per spiegare cosa significano su: redazione@rivistagirotondo.it

 

Fino all’età di circa 12 anni può essere uno strumento utile nella valutazione dello sviluppo mentale del bambino. L’interpretazione e l’analisi del disegno della figura umana, deve essere utilizzato solo da studiosi che hanno un bagaglio teorico-scientifico approfondito e consistente, e che comunque partono dal presupposto che ogni test, per essere utilizzato nel modo più adeguato, è solo uno strumento che ha bisogno di essere avvalorato da un’indagine molto complessa e articolata.

 

A 3/4 anni il bambino rappresenta “la persona”. In un unico schema rappresenta chiunque. CERCHIO (la testa molto grande) da cui si dipartono le braccia e le gambe. L’omino “cefalopode” universale per tutte le razze del mondo. Ben presto all’interno del cerchio compaiono due occhi grandi. Successivamente compaiono la bocca e il naso.

 

A 4 anni e mezzo arriva il primo abbozzo di tronco, a cui spesso è aggiunto l’ombelico che affascina molto i bambini. A volte lo posizionano al di fuori della figura.

 

A 5 anni l’omino è riconoscibile, le braccia e le gambe sono collocate in modo corretto al tronco. Compaiono le orecchie spesso di dimensioni eccessive. L’occhio acquista un contorno più preciso, nel centro compare la pupilla (che rimarrà anche nelle figure di profilo). Il tronco si allunga e si allarga e diventa più grande della testa. Braccia e gambe sono bidimensionali e a volte compaiono accenni di vestiario. L’omino è posto sempre in verticale.

 

A 6 anni l’omino è proporzionato, compare il collo, le braccia “acquistano” le mani. Ci vuole un po’ più di tempo affinché le braccia diventino una prosecuzione delle spalle e la testa si sollevi sul collo. L’omino è inserito in un contesto e personalizzato. Il cammino per arrivare alla figura completa di organi e abiti in corretti atteggiamenti di quiete e di moto dura almeno 10 anni e in alcuni casi non si conclude mai.

 

Ecco ora la mia interpretazione dei disegni arrivati in redazione:

 

disegno_bambini17.jpg1) Franco, 8 anni e 8 mesi: il bambino vive dinamiche comportamentali in contraddizione tra loro. Il sole che rappresenta il padre (senza raggi- senza autorità) è in alto nel cielo ben delineato e colorato. Vicino una nuvola scura (la figura femminile). L’insieme delinea amore per la natura. Una casa con un comignolo solido ma con due tipologie di fumo, la casa è collocata su un pendio (stabilità precaria). Figure solo maschili statiche predominano la scena. Il mare (rappresenta la madre), è sormontato da uno strano natante con al timone un figura maschile che esce dal contesto.

 

 

 

disegno_bambini18.jpg2) Silvia, 5 anni e 8 mesi: è sulla sommità della collina, per indicare che è protetta e coccolata. I genitori sono ben delineati e ciò fa percepire una famiglia serena (i cuoricini che attorniano le figure).

 

 

 

 

 

 

disegno_bambini19.jpg3) Rosa. 6 anni: commenta “mia nonna ha raccontato una favole e così ho disegnato”. L’autrice si è divertita al racconto, ma ha scaricato anche molta ansia nel disegno.

 

 

 

 

 

 

 

disegno_bambini20.jpg4) Titti, 5 anni: è un disegno forse non completato, al centro una torre municipio (educazione con regole precise), il sole (padre) splende nel cielo, quattro figurine sorridenti si tengono per mano. C’è armonia e serenità.

 

 

 

 

 

 

disegno_bambini21.jpg5) Kara, 6 anni: è da poco in Italia con i genitori e la gemellina. Si disegna tra i genitori come richiesta di protezione. Però si è collocata in alto, indica che si sente matura.

 

 

 

 

 

 

 

disegno_bambini22.jpg6) Elisa, 4 anni e mezzo: nel disegno c’è umorismo, senso artistico, creatività e anche gioia. Le espressioni dei gattini sono allegre e questo denota che la bambina vive con allegria insieme a tanti parenti che l’attorniano con affetto.

 

 

 

 

 

 

a cura di Anna Maria Casadei

esperta nella lettura del disegno infantile e dello scarabocchio

 

 

nei disegni dei bambini, la casa che significa?

Inviate lo scarabocchio o il disegno del vostro bambino (in formato JPEG - max 4 disegni) indicando il

nome e l’età dell’autore e, se l’età lo permette, chiedete al vostro piccolo artista di dare un titolo al suo disegno! Li aspetto per spiegare cosa significano su: redazione@rivistagirotondo.it.

La casa è uno dei temi più rappresentati dai bambini: simboleggia il rifugio, il calore familiare, il nucleo originario amato o sofferto. Può essere accogliente ma anche respingente, reale o immaginaria ed esprime un importante contenuto emotivo del bambino dove egli proietta se stesso. A 4/5 anni il disegno della casa presenta tratti semplici, dai 5 ai 6 anni si arricchisce di particolari e verso i 7 anni la casa è inserita in un ambiente ricco di altri elementi: sole, alberi, strade, prati, fiori, nuvole, etc.

Quando la casa disegnata è grande, con finestre aperte e/o tendine colorate, un comignolo con il fumo o una strada lineare, un sole non oscurato da nuvole, alberi o altri elementi distanti dalla casa; denota un bambino aperto, spontaneo, estroverso, curioso, sicuro dei suoi rapporti affettivi. I bambini introversi, timidi, sensibili, tendono a disegnare una casa piccola, sulla base inferiore del foglio, con meno elementi, colori più tenui e tratto più leggero; ma in entrambi i casi la casa è accogliente.

I segni che invece possono denotare situazioni problematiche sono: finestre assenti o sbarrate/chiuse, porte assenti/sbarrate con chiavistelli; 2 porte; tetto non proporzionato al resto della casa; comignolo assente o senza fumo; strada tortuosa che s’interrompe bruscamente o che si biforca; sole coperto da nuvole; mancanza di co- lori; recinti e/o palizzate oppure una casa disegnata in lontananza in un paesaggio molto vasto... sono tutti segnali di una casa respingente.

Ha disegnato un castello? Denota grande fantasia e creatività del bambino, anche in questo caso ciò che importa osservare è il messaggio emotivo del disegno. Può essere il “rifugio ideale”, oppure una “prigione”. Secondo Ribaud, i bambini allevati in orfanotrofio quando disegnano una casa tendono a riempire il foglio di tantissimi oggetti: per loro la casa non è un rifugio emotivo. I bambini adottati che hanno vissuto in istituto solitamente disegnano due case e due strade: le case inoltre, tendono a avere poche e piccole aperture verso l’esterno.

Ecco ora la mia interpretazione dei disegni arrivati in redazione:

disegno-032018_1.jpg01) Olivia, anni 4 e 8 mesi. In questo momento la piccola è attenta ai cambiamenti che avvengono in famiglia e percepisce che non può comunicare con nessuno. È triste.

 

 

 

 

 

 

disegno-032018_2.jpg02) Chicco, anni 4 e 10 mesi, afferma di aver ascoltato una favola e questo è il risultato. Si nota un sole (che suggerisce la figura paterna) al centro della scena, sorridente, ma .... con un colore che ricorda l’acqua. Due possibilità, Chicco era senza colore giallo oppure si è divertito, quindi è uno spirito burlone e simpatico.

 

 

 

 

 

 

disegno-032018_3.jpg03) Maira, 6 anni e 3 mesi: è un momento di grande serenità per l’autrice. Spicca il sole allegro, arancione, indice di genitore molto coccolone. Le figure hanno sguardi felici e braccia pronte ad abbracciare.

 

 

 

 

 

 

disegno-032018_4.jpg04) Alessandra, 5 anni e mezzo: ha ben delineato i suoi affetti più veri. Nello sfondo a sinistra un cielo giallo ben definito inquadra un genitore sereno, come è il sole (padre) che si intravvede timidamente. La casa è armoniosa, il comignolo ha un fumo arricciato indicatore di giovialità famigliare.

 

 

 

 

 

 

disegni_gatti.jpgbambini siete tutti invitati a disegnare un gatto!

il mio gatto, quello del nonno, del mio amichetto, io amo i gatti e così lo vedo. Piccolo, ricciuto, a pelo liscio, con occhi grandi, con un occhio chiaro e uno scuro, è il gatto che fa le fusa e con la coda dritta mi indica dove andare con lui. Si chiama... e viene subito quando lo voglio vicino. Io lo vedo così, grazie alla mia fantasia!

Con i pennarelli colorati, una matita nera o colorata, con del collage disegna il gatto: i disegni che ci inviate saranno pubblicati nella rivista... Correte a disegnarli!

L’albero è l’io della piccola, ben saldo al terreno (fermezza) con una chioma ricciuta, suggerisce bambina che ama dialogare. L’albero di Natale è armonia nell’insieme famigliare e Bobo è la sua coperta di Linus.

 

a cura dott. ssa Anna Maria Casadei

esperta di psicologia del disegno infantile e dello scarabocchio 

 



Nei disegni e negli scarabocchi dei bambini che significato hanno la famiglia e gli alberi?

Inviate lo scarabocchio o il disegno del vostro bambino (in formato JPEG - max 4 disegni) indicando il nome e l’età dell’autore e, se l’età lo permette, chiedete al vostro piccolo artista di dare un titolo al suo disegno! Li aspetto per spiegare cosa significano su: redazione@rivistagirotondo.it

 

Con il disegno della famiglia, reale o immaginaria, il bambino/ragazzo, esprime le dinamiche relazionali intrafamiliari. Ogni bambino ha un particolare modo di vivere i rapporti con gli altri membri della famiglia che dipende, oltre che dal suo temperamento anche dal sesso e dalla posizione che occupa nella gerarchia familiare.

Nel disegno della famiglia è fondamentale conoscere la realtà socioculturale e economica del bambino che l’ha disegnata.

Come sempre, quando si studia un disegno, è importante osservare la forza, il ritmo, l’ampiezza del tracciato, la zona del foglio occupata dal disegno, la direzione della strutturazione del disegno. Nel disegno della famiglia queste voci rivestono un’importanza interpretativa molto forte.

Altri fattori importanti da considerare sono: il grado di perfezione del disegno (livello di quantità e qualità dei particolari disegnati), struttura formale dei personaggi disegnati (prevalenza di forme tondeggianti – quadrate-spigolose), postura dei personaggi, differenziazione di sesso e di ruolo, grado di dinamicità e d’interazione, presenza o meno di un’ambientazione, vicinanza (intimità realmente vissuta o desiderata), lontananza (distacco emotivo, isolamento, separazione effettiva, gelosia edipica, competizione tra fratelli), valorizzazione di un personaggio (disegnato per primo, più particolareggiato, dimensioni maggiori, posizione centralizzata), svalorizzazione di un personaggio (disegnato per ultimo, lontano dal gruppo, con pochi particolari, dimensione più piccola), omissioni (personaggio non disegnato, rimosso, disegnato e poi cancellato, parti del corpo non disegnate e/o eliminate), personaggi immaginari aggiunti (animale, mostro, bambino, uomo, donna).

Il disegno dell’albero Il disegno dell’albero è considerato un valido aiuto per comprendere gli aspetti più autentici ma nascosti, della personalità. In termini psicanalitici, l’albero è il simbolo del Sé, cioè di quell’energia che investe l’intera persona e ne rivela la vera essenza.

La simbologia dell’albero è molto interessante e affascinante, infatti il suo ciclo naturale ricorda l’evoluzione di un essere vivente. La nascita e lo sviluppo della vita all’interno di un nucleo protetto (radici); la crescita e l’evoluzione con tutti i “pericoli” e le problematiche a esse legate, la carica energetica entusiasmante e vitale necessaria alla crescita; la maturazione e il lento degrado (il tronco e la chioma).

La vita dell’albero, legata al ciclo delle stagioni, simbolicamente rappresenta la vita dell’essere umano, che in base a situazioni naturali e/o esistenziali, “impara” a dosare e utilizzare al meglio le proprie risorse e potenzialità.

Come nell’albero, il ciclo periodicamente si ripete.

Ecco allora la mia interpretazione dei disegni arrivati in redazione:

disegno-052017_07.jpg1) Barbara 4 anni: ha scelto uno spazio limitato, Barbara è timida ha cambiato più volte l’asilo per ragioni forse, famigliari. Il giallo, scelto per rappresentare il sole; il padre - è alla base, come desiderio di essere sorretta dalla figura maschile.

 

 

 

 

 

disegno-052017_08.jpg2) Annalisa anni 4 e 3 mesi: libera la sua fantasia collocando figure filiformi, una vicina all’altra.

 

 

 

 

 

 

disegno-052017_09.jpg3) Jacopo 5 anni: nel disegno spiega di una aggressività latente, il piacere di muovere le mani anziché parlare. Dedicare più tempo a chiacchierare con il piccolo in modo più concreto.

 

 

 

 

 

 

disegno-052017_11.jpg4) Serena anni 5: l’autore del disegno vive con ritmi frenetici il suo tempo. Ancora non formalizza l’idea della figura umana, necessita di calma famigliare.

 

 

 

 

 

 

disegno-052017_12.jpg5) Monica 4 anni: ama scrivere dei lunghi racconti a tutti coloro che l’attorniano. Il rosso è la storia che racconta a papà. Il blu è per il fratellino appena nato. Nei tratti si intravvedono elementi a volte spigolosi. E’ utile abituarla a socializzare di più.

 

 

 

 

 

 

a cura dott. ssa Anna Maria Casadei
esperta di psicologia del disegno infantile e dello scarabocchio

 

Una finestra nella simbologia dei colori nei disegni e negli scarabocchi dei nostri bambini

Inviate lo scarabocchio o il disegno del vostro bambino (in formato JPEG - max 4 disegni) indicando il nome e l’età dell’autore e, se l’età lo permette, chiedete al vostro piccolo artista di dare un titolo al suo disegno! Li aspetto per spiegare cosa significano su: redazione@rivistagirotondo.it.

Secondo la teoria cromatica di Kandinsky (1940) il colore possiede particolari aratteristiche di sonorità e di movimento. Per es. un cerchio colorato di giallo dà l’impressione che il giallo si espanda all’infuori e si “avvicini” a chi guarda, mentre un cerchio colorato di blu sviluppa un movimento centripeto, allontanandosi: l’occhio è colpito dal giallo e affonda nel blu.

Per Kandinsky il giallo guardato direttamente, soprattutto inglobato in una forma eometrica, rende inquieti, punge, eccita in modo esasperante. E’ il colore della follia e del delirio. Il blu tanto più diventa profondo, tanto più invita l’uomo verso l’infinito, e ciò può destare nostalgia. Il verde assoluto è il colore più tranquillo, non ha movimento, nè risonanze emotive; se prevalgono tonalità di giallo prende vita, viceversa se prevale il blu diventa riflessivo. Il rosso è vivace, possiede energia e determinazione. Rappresenta la vita ma anche la morte.

L’arancione (rosso - giallo) ha in sé il movimento del giallo e la forza del rosso, esprime gioia e allegria. Il marrone (rosso - nero) esprime inibizione e carenza di energia. Il violetto (rosso - blu) esprime un senso di lontananza, di tristezza e di solitudine.

Il bianco è la somma dei colori, è un non suono, un silenzio che nasconde in sé infinite possibilità. Il bianco è il simbolo della giovinezza, della purezza, della pace.

Il nero è “un nulla” senza possibilità, senza avvenire, né speranza. Musicalmente è la fine del suono. Sul nero qualsiasi colore risalta e si precisa, mentre sul bianco i colori si offuscano e s’indeboliscono. L’equilibrio tra nero e bianco dà origine al grigio che non ha né sonorità, né movimento. Questa mancanza di movimento è inconsolabile ed è diversa da quella del verde che nasce da colori vivi.

Va tenuto in considerazione che la simbologia dei colori assume significati diversi nella storia dei popoli... per es. in Cina il bianco è il colore del lutto; in alcune tribù dell’Africa Orientale il nero è il colore della gioia; per i giapponesi, i tibetani, e anche per diversi occidentali il rosso è il simbolo.

Nella nostra cultura, è interessante sapere che nell’inconscio dei bambini, i colori caldi come il rosso, il giallo e l’arancione esprimono, suscitano, provocano, ispirano attività, eccitazione, serenità, gioia, impulsività (positiva/negativa). I colori freddi come il verde, il blu e il violetto esprimono, suscitano, provocano, ispirano passività, calma, inerzia, tristezza, malinconia, riflessione.

Ecco allora la mia interpretazione dei disegni arrivati in redazione:

 

desegno_set2017_1.jpgdesegno_set2017_2.jpg1-2) Elisa: i disegni, fatti sa Elisa in tre età diverse, evidenziano nel tempo la costante radiosità e armonia della famiglia che traspare da tutti i disegni. Gli spazi in ogni disegno sono ben congeniati, la piccola è intuitiva ed estroversa. Linee pulite, segni incisivi, anche le farfalle sorridono. Nel 1° disegno, fatto da Elisa quando aveva circa 3 anni, sono rappresentati due “soli” (che indicano il padre) ed è tratteggiato timido, forse nel tempo il padre è cambiato come genitore.

 

Nel 2° disegno, fatto da Elisa quando aveva 6 anni, il sole è pieno, forte e deciso.

 

Elisa è felice. C’è un amore, c’è rispetto, c’è armonia che traspare in ogni segno. Elisa sarà una bambina che saprà superare bene gli incerti della vita perché viene attorniata dalla sicurezza educativa genitoriale nel momento giusto. E’ nell’infanzia che si buttano le basi per il futuro...

 

desegno_set2017_3.jpg3) Isabella, 5 anni e 6 mesi: disegno armonioso, la piccola svela un’alta capacità visiva nell’aver allineato in forma crescente i fiori. A volte quando le dita delle figure sono superiori al reale è una chiara e alta manifestazione affettiva nei confronti dei genitori.

 

 

desegno_set2017_4.jpg4) Simone, 2 anni e 6 mesi: lo scarabocchio del piccolo autore è diviso in due cerchi: nel primo si intravvedono i tentativi di elaborare un volto. Nel secondo è tutto concentrato in segni, dolci e sinuosi. Lo spazio è ben distribuito. Il piccolo ha usato solo due colori, aveva la possibilità di scegliere tutta la gamma? E’ bene mettere a disposizione dei bambini sempre tutti i colori..

 

 

 

 

 

a cura dott. ssa Anna Maria Casadei

esperta di psicologia del disegno infantile e dello scarabocchio

 

Le forme realizzate dai bambini nei loro disegni ci danno indicazioni su bisogni, richieste e interessi

Inviate lo scarabocchio o il disegno del vostro bambino (in formato JPEG - max 4 disegni) indicando il nome e l’età dell’autore e... se l’età lo permette chiedete al vostro piccolo artista di dare un titolo al suo disegno! Li aspetto per spiegare cosa significano su:redazione@rivistagirotondo.it.

La grammatica del disegno infantile risiede in gran parte negli “errori” che il bambino compie. Comprendere il significato di tali “errori” è importante per conoscere quali sono i bisogni, le richieste e gli interessi del bambino.

In questo contesto s’inseriscono:

La trasparenza (il bambino al di la di ciò che è possibile, disegna quello che per lui è significativo e che gli suscita reazioni emotive).

Il ribaltamento (il bambino si colloca all’interno delle situazioni che va a rappresentare e se ne lascia coinvolgere).

I rapporti di grandezza (il bambino tende a enfatizzare, aumentando le dimensioni di ciò che per lui ha un significato affettivo importante).

La collocazione spaziale (il bambino tende a posizionare nel centro del foglio ciò che per lui riveste maggior importanza. Il centro è il filo conduttore del disegno).

Il processo di differenziazione

L’attenzione è centrata sulle differenze che oggetti e situazioni percepite presentano rispetto a oggetti e situazioni note. Verso i 10 anni i bambini tendono a tenere sempre piu’ conto delle proporzioni metriche degli oggetti e della loro disposizione secondo un piano d’insieme. Il bambino rinuncia a rappresentare ciò che sa a vantaggio di ciò che vede. Si entra nella fase del realismo visivo, in contrapposizione al realismo intellettivo dell’eta’ precedente.

Dai 10 ai 14 anni, il ragazzo consolida questa modalita’ d’espressione, perfezionando la sua tecnica grafica. La prossima volta parleremo della simbologia dei colori nei disegni dei bambini.

Ecco una breve sintesi dei disegni arrivati in redazione nei mesi scorsi:

disegno-052017_07.jpg1) Barbara, 4 anni. Ha scelto uno spazio limitato, Barbara è timida ha cambiato più volte l’asilo per ragioni famigliari. Il giallo, scelto per rappresentare il sole il padre - è alla base, come desiderio di essere sorretta dalla figura maschile.

 

 

 

 

 

disegno-052017_08.jpg2) Annalisa, 4 anni e 3 mesi. Libera la sua fantasia collocando figure filiformi, una vicina all’altra.

 

 

 

 

 

 

disegno-052017_09.jpg3) Jacopo, 5 anni. Nel disegno spiega di una aggressività latente, il piacere di muovere le mani anziché parlare.

Dedicare più tempo a chiacchierare con il piccolo in modo più concreto.

 

 

 

 

disegno-052017_10.jpg4) Samuele, 4 anni e mezzo – titolo: Macchine che succhiano tutto.

Il piccolo è allegro ed irruento, portato a una certa aggressività. Occorre offrirgli giochi di pazienza.

 

 

 

 

disegno-052017_11.jpg5) Monica, 4 anni. Ama scrivere dei lunghi racconti a tutti coloro che l’attorniano. Il rosso è la storia che racconta a papà. Il blu è per il fratellino appena nato. Nei tratti si intravvedono elementi a volte spigolosi. E’ utile abituarla a socializzare di più.

 

 

 

 

 

disegno-052017_12.jpg6) Serena, 5 anni. L’autore del disegno vive con ritmi frenetici il suo tempo. Ancora non formalizza l’idea della figura umana, necessita di calma famigliare.

 

 

 

 

 

 

a cura dott.ssa Anna Maria Casadei
esperta di psicologia del disegno infantile e dello scarabocchio

I colori usati dai bambini nei loro disegni ci danno indicazioni su personalità e stato psicofisico

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Oggi voglio mettere l’accento sull’uso dei colori nei disegni dei vostri bambini poichè i colori rappresentano il mondo emotivo del bambino e come si relaziona con la realtà. Colorare può attivare un processo di benessere che stimola la fantasia e la fiducia in se stessi e verso gli altri. Ad esempio, un bimbo che usa colori vivaci, caldi, con i quali ricopre tutto il foglio, esprime un carattere estroverso e bisognoso di spazi. Userà tutti i colori e i pastelli necessari per comunicare la sua creatività, mentre un bimbo sofferente o triste utilizzerà pochi colori, probabilmente delicati e stesi sulla carta con leggerezza.

Molti bambini che non sono stati abituati a colorare, usano con molta parsimonia e timore i colori, specialmente gli acquarelli e le tempere, perché ciò che prevale è la paura di sporcare e di sbagliare. Ciò potrebbe far perdere interesse e motivazione nei confronti di quello che è nuovo e diverso dal solito.

Esiste poi un parallelismo tra enfasi del colore e emotività. I bambini tra i 3 e i 6 anni, hanno per il colore un forte interesse che precede l’interesse per la forma. Le tonalità sono tanto più forti quanto più il bambino è piccolo, poi con la crescita subentrano le sfumature e i toni si fanno meno netti e violenti. L’assenza del colore in un disegno infantile può indirizzare verso l’idea di un vuoto affettivo e a volte una tendenza antisociale, anche se non è sempre così.

Solo con la crescita un bambino utilizza colori adeguati agli oggetti disegnati perchè fino agli otto anni il bambino usa il colore sotto la spinta delle sue emozioni: oggetto e colore che piacciono hanno la stessa risonanza emotiva. In media i bambini bene adattati utilizzano almeno cinque colori nei loro disegni e quelli particolarmente insicuri e/o con problemi relazionali ne usano in media due.

E adesso, ecco una breve sintesi dei disegni arrivati in redazione nei mesi scorsi:

disegno_bambini10.jpg1) Lorenzo, 5 anni.

Disegno molto evanescente-sfumato. Si percepisce una vitalità assai accentuata nel disegnatore. Sente importante il ruolo della famiglia.

 

 

 

 

disegno_bambini11.jpg2) Lorenzo, 6 anni e mezzo. E’ molto spiritoso nel disegno, emerge curiosità e precisione. Ama farsi raccontare storie.

 

 

 

 

 

 

disegno_bambini12.jpg3) Lorenzo, 6 anni e 10 mesi. Nel disegno il padre è visto come amico, pare che ci sia un’educazione a volte rigida che rende forse il figlio irrequieto.

 

 

 

 

 

disegno_bambini13.jpg4) Lorenzo, 7 anni. E' un disegno molto comunicativo: Lorenzo ha parenti che partecipano ai suoi giochi, però ogni tanto c’è qualcuno che lo intimorisce e teme questi incontri. Si notano nel tempo che i disegni di Lorenzo mostrano maturità acquisita. E’ più controllato.

 

 

 

 

 

disegno_bambini15.jpg5) Giorgia, 5 anni e un mese. Rivela l’attaccamento che ha con la sorella più grande. Come ci riferisce. Ama i giochi all’aria aperta e rappresenta lo scivolo e l’altalena.

 

 

 

 

 

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6) Daniele, 4 anni e mezzo. Ha disegnato un centauro. Commenta – lo ha spiegato papà com’è. È un bambino osservatore e brillante.

 

 

 

 

 

disegno_bambini16.jpg7) Barbara 4 anni. Ha scelto uno spazio limitato, Barbara è timida ha cambiato più volte l’asilo per ragioni famigliari. Il giallo, scelto per rappresentare il sole il padre - è alla base, come desiderio di essere sorretta dalla figura maschile.

 

 

 

 

 

a cura dott.ssa Anna Maria Casadei
esperta di psicologia del disegno infantile e dello scarabocchio

 

Il disegno è espressione di chi lo esegue

Il disegno è espressione di chi lo esegue:se un bambino ti mostra il suo, ti sta rivelando parte di se stesso!

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Lo scarabocchio è l’origine della scrittura, dell’esistere come essere separato dall’altro, come atto primitivo universale simile in tutte le culture, presso ogni razza e a tutte le latitudini. La mano libera del bimbo, percorrendo il foglio in lungo e in largo, lascia una traccia, un’espressione che codifica e rappresenta gli avvenimenti vissuti. I bambini che sono messi in condizione di disegnare saranno meno impacciati nei movimenti e avranno maggiore facilita’ a esprimersi.

Nell’attivita’ rappresentativa il bambino trae grande piacere dalla triade “occhio , cervello, mano”. Due processi fondamentali stanno alla base della maturazione percettiva: identificazione e differenziazione.

Nel processo d’identificazione l’attenzione del bambino è attratta verso cio’ che di comune c’e’ tra l’oggetto stimolo e i suoi schemi mentali (le esperienze di vita vissute). Questo processo è molto usato dal bambino piccolo che senza alcun problema, “sistema” il nuovo stimolo tra i propri schemi mentali, senza preoccuparsi se coesistono differenze rilevanti. Al bambino non interessano le corrispondenze, ma si accontenta delle somiglianze e delle analogie.

I tratti che rappresentano l’oggetto sono pochi ed essenziali. Il bambino vede solo gli aspetti della realta’ che hanno qualche attinenza con i suoi bisogni e le sue correnti affettive. Fin verso i 10 anni il bambino non disegna quello che “vede”, ma quello che “sa” delle cose. Il disegno non riproduce la realta’, ma esprime una definizione di significati. La grammatica del disegno infantile risiede in gran parte negli “errori” che il bambino compie.

Comprendere il significato di tali “errori” è importante per conoscere quali sono i bisogni, le richieste e gli interessi del bambino. Ecco una breve sintesi dei disegni arrivati in redazione nei mesi scorsi:

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1) Olivia, anni 4 e 8 mesi. In questo momento la piccola è attenta ai cambiamenti che avvengono in famiglia e percepisce che non può comunicare con nessuno. E’ triste.

 

 

 

 

 

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2) Nina, 5 anni e 1 mese. Emerge uno spazio concentrato sugli alberi con notevoli particolari. Forse ha voluto rappresentare l’autunno, con l’albero di dx. che perde le foglie. C’è immobilismo, come se fosse spesso sola.

 

 

 

 

 

disegno_dic16_3.jpgdisegno_dic16_4.jpgdisegno_dic16_5.jpg

Disegni 3, 4, 5: Sebastian: New York è per il piccolo di 4 anni e 5 mesi affascinante. Emerge precisione e attenzione ai particolari, come l’antenna alla sommità del grattacielo. Nell’anitra oltre alla particolarità del buon volume disegnato dell’animale, deciso è il segno del becco e le zampette (Sebastian sa essere convincente nell’ottenere ciò che desidera). - Sebastian al campeggio si diverte con tutta la famiglia e trova spiritoso disegnare le varie tende vicino. Buon senso estetico e del colore. Le macchine superveloci sono per Sebastian la sua passione, e se chiedono cosa vorrai fare da grande – potrebbe affermare – andare sulla auto da corsa. Tende ad essere autonomo in tutto. 

a cura dott.ssa Anna Maria Casadei
esperta di psicologia del disegno infantile e dello scarabocchio

 

 

 

 

I disegni dei nostri bambini ci parlano del loro mondo e delle loro emozioni - 4

Inviate lo scarabocchio o il disegno del vostro bambino (in formato JPEG - max 4 disegni) indicando il nome e l’età dell’autore e... se l’età lo permette chiedete al vostro piccolo artista di dare un titolo al suo disegno! Li aspetto per spiegare cosa significano su: redazione@rivistagirotondo.it

Ogni disegno è espressione della persona che lo esegue. Quando un bambino ci mostra un foglio scarabocchiato, ci sta rivelando parte del suo mondo e di se stesso. Lo scarabocchio è l’origine della scrittura, dell’esistere come essere separato dall’altro, come atto primitivo universale simile in tutte le culture, presso ogni razza e a tutte le latitudini. La mano libera del bimbo, percorrendo il foglio in lungo e in largo, lascia una traccia, un’espressione che codifica e rappresenta gli avvenimenti vissuti... i bambini che sono messi in condizione di scarabocchiare e di disegnare saranno anche meno impacciati nei movimenti e avranno maggiore facilità a esprimersi. Ecco una breve sintesi dei disegni arrivati in redazione i mesi scorsi:

 

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1 - Carla, 4 anni e 6 mesi. È una bambina molto osservatrice, nel treno racchiude la sua giornata, le sue affettività. È serena ma un poco sola.

 

 

 

 

 

 

 

 

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2 - Flora, 6 anni. Nel disegno Flora rappresenta la vita insieme agli animali che ama di più. È metodica e molto precisa.

 

 

 

 

 

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3 - Nadia, 4 anni e 9 mesi. Nadia indica la sua serenità coinvolgendo animali, farfalle, palloncini, fiori e un padre, sorridente e allegro, collocato in alto nel cielo.

 

 

 

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4 - Nika 5 anni e un mese. Disegna un momento doloroso – proviene da un paese in guerra – una persona che viene ferita e cade. Da notare le braccia, senza mani, come richiesta di aiuto.

 

 

 

 

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5 - Jacopo 5 anni. Disegna la mamma al centro che tende le braccia per abbracciarlo e lui, sulla destra, corre volando da lei. È un momento idilliaco.

 

 

 

 

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6 - Mimma 4 anni. Ha disegnato un insieme di linee e segni mentre
ascoltava della musica. Le chiedo: “E tutti questi colori?” “Sono le persone che ascoltano”.

 

 

 

 

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7- Adele anni 4 e sei mesi. Disegna la mamma enorme con in pancia un fratellino ma con la faccia triste che forse riflette il fatto che Adele è triste e ancora non ha accettato il fratellino...

 

 

 

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8- Pietro, 7 anni. Pietro si fa forte e vuole vincere la paura disegnando uno scheletro... proprio ciò che lo spaventa.

 

 

 

 

a cura dott.ssa Anna Maria Casadei
esperta di psicologia del disegno infantile e dello scarabocchio

I disegni dei nostri bambini ci parlano del loro mondo e delle loro emozioni - 3

Inviate lo scarabocchio o il disegno del vostro bambino (in formato JPEG - max 4 disegni) indicando il nome e l’età dell’autore e... se l’età lo permette chiedete al vostro piccolo artista di dare un titolo al suo disegno! Li aspetto per spiegare cosa significano su: redazione@rivistagirotondo.it

Ogni disegno è espressione della persona che lo esegue. Quando un bambino ci mostra un foglio scarabocchiato, ci sta rivelando parte del suo mondo e di se stesso. Lo scarabocchio è l’origine della scrittura, dell’esistere come essere separato dall’altro, come atto primitivo universale simile in tutte le culture, presso ogni razza e a tutte le latitudini. La mano libera del bimbo, percorrendo il foglio in lungo e in largo, lascia una traccia, un’espressione che codifica e rappresenta gli avvenimenti vissuti... i bambini che sono messi in condizione di scarabocchiare e di disegnare saranno anche meno impacciati nei movimenti e avranno maggiore facilità a esprimersi. Ecco una breve sintesi dei disegni arrivati in redazione i mesi scorsi:

1disegno_05-2016.jpg1) Lorenzo 7 anni “spade laser”: in casa o a scuola, incominciano ad esserci delle regole e Lorenzo ne è insofferente.

 

 

 

 

 

 

2disegno_05-2016.jpg2) Ginevra 4 anni e mezzo: il fiore occupa tutto lo spazio e l’autrice è ben felice di essere al centro dell’attenzione famigliare. Ama chiacchierare e colorare tutto.

 

 

 

 

 

3disegno_05-2016.jpg3) Lorenzo 7 anni “vulcano arcobaleno”: è un disegno molto particolare, Lorenzo unisce il vulcano con l’arcobaleno. Probabile che in casa ci siano comportamenti degli adulti in contrasto tra loro.

 

 

 

 

 

4disegno_05-2016.jpg4) Lorenzo 7 anni “lo squalo”: è un momento di tensione per Lorenzo, vorrebbe inglobare qualcuno, forse è nato un fratellino ed è geloso.

 

 

 

 

 

5disegno_05-2016.jpg5) Matilde 3 anni: incomincia a capire il concetto degli spazi e probabilmente averla ascoltata ad ogni punto di colore posto sul foglio ha dato una spiegazione. E’ probabile che abbia voluto scrivere – una lettera – a qualcuno.

 

 

 

 

 

6disegno_05-2016.jpg6) Manuela anni 5: ha posizionato al centro con spazi equidistanti
la figura della mamma. Ciò indica che il rapporto è di complicità. Però questa mamma è irruenta, a volte irritata con il mondo ed EManuela stempera ciò ponendo un bel fiore tra la folta chioma.

 

 

 

 

 

7disegno_05-2016.jpg7) Giada 4 anni: vive un momento complicato in seno alla famiglia: a sinistra movimenti circolari, aggraziati e armoniosi. A destra forme rigide con colori scuri. Ciò che crea unione è dato dal sole al centro (padre) il quale cerca di portare serenità a Giada.

 

 

 

 

 

8disegno_05-2016.jpg8) Enrico 6 anni: è suggestionato dalle favole, racconti o immagini televisive (meno ore davanti allo schermo!) in questa storia ci sono solo immagini divertenti ed Enrico ne trae soddisfazione e placa l’ansia.

 

 

 

 

 

a cura dott.ssa Anna Maria Casadei
esperta di psicologia del disegno infantile e dello scarabocchio

I disegni dei nostri bambini ci parlano del loro mondo e delle loro emozioni - 2

Inviate lo scarabocchio o il disegno del vostro bambino (in formato JPEG - max 4 disegni) indicando il nome e l’età dell’autore e... se l’età lo permette chiedete al vostro piccolo artista di dare un titolo al suo disegno! Li aspetto per spiegare cosa significano su: redazione@rivistagirotondo.it

Ogni disegno è espressione della persona che lo esegue. Quando un bambino ci mostra un foglio scarabocchiato, ci sta rivelando parte del suo mondo e di se stesso. Lo scarabocchio è l’origine della scrittura, dell’esistere come essere separato dall’altro, come atto primitivo universale simile in tutte le culture, presso ogni razza e a tutte le latitudini. La mano libera del bimbo, percorrendo il foglio in lungo e in largo, lascia una traccia, un’espressione che codifica e rappresenta gli avvenimenti vissuti... i bambini che sono messi in condizione di scarabocchiare e di disegnare saranno anche meno impacciati nei movimenti e avranno maggiore facilità a esprimersi. Ecco una breve sintesi dei disegni arrivati in redazione i mesi scorsi:

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1) Elisa 5 anni e tre mesi: Elisa è concreta, la sua conquista è delimitare lo spazio alla base con fuscelli d’erba equidistanti e la chiusura con il cielo azzurro. Vicino il sole (padre) che ruota attorno a lei (i raggi sono rappresentanti come gravitanti). C’è serenità e soddisfazione e soprattutto conquista l’idea del sorriso.

 

 

 

 

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2) Elisa 6 anni e 2 mesi: l’insieme è molto giocoso. Il padre (sole) splende e Elisa lo percepisce solo per sé. Raro esempio di personalità meticolosa e ordinata: ogni fiore è rappresentato tra un filo d’erba. L’aspetto visivo della bambina è molto accentuato.

 

 

 

 

 

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3) Carolina 7 anni, “la mia mamma”: I disegni di Carolina delineano una personalità precisa. In questo disegno la mamma è sentita e percepita come la regina della casa. In più è affettuosa e coccolona. La bambina è molto visiva e attenta ai particolari.

 

 

 

 

 

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4) Carolina 10 anni, “la mia famiglia”: In questo secondo disegno fatto dopo 3 anni, i genitori sono rappresentati ai lati del foglio, ciò individua che tutti i figli sono amati e accolti nella stessa maniera. La bimba ha una particolare predilezione per Isacco. Fantasia e senso del colore assai elevato.

 

 

 

 

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5) Aurora, 5 anni, “ l’arcobaleno”: Aurora è una bimba sveglia per la sua età, si potrebbe aiutarla ad essere meno in balia della sua emotività.
In questo disegno si evidenzia che i genitori la stanno allarmando... è utile che essi le dicano “A volte noi grandi bisticciamo, ma ci vogliamo bene”.

 

 

 

 

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6) Aurora, 5 anni “l’albero”: Aurora vuole parlare tanto e chiede all’albero di ascoltarla. Forse qualcuno ha una casa in campagna e lei è abituata a stare all’ombra di un albero?

 

 

 

 

 

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7) Aurora, 5 anni “le mie amiche”: la bimba chiede conforto e appoggio alle amiche. Sente i genitori affiatati.

 

 

 

 

 

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8) Aurora, 5 anni “mamma e papà”: Il papà potrebbe essere, a volte, una figura debole per Aurora, parla poco con lei o comunque non degli argomenti che lei desidera.

 

 

 

 

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9) Diego, 8 anni: Diego è un bambino irruento, dinamico (stare attenti a ciò che è in casa alla sua portata), è bene munirlo di carta pennarelli, colori affinché si diverta senza fare danni a sé stesso e giochi di ragionamento. E’ un poco spigoloso, si arrabbia facilmente. E’ bene abituarlo a dire NO a certi comportamenti, o richieste, altrimenti penserà che tutto gli sia dovuto. Dare delle regole, far capire la differenza fra il bene dal male, con discorsi alla sua portata. E’ particolarmente simpatico e umoristico! Esce con delle battute!! Genitori: perchè non tenete un diario sul suo comportamento? Un giorno sarà molto utile nel senso che vi racconterete ciò che Diego faceva e le serate saranno allegre!!

 

a cura dott.ssa Anna Maria Casadei
esperta di psicologia del disegno infantile e dello scarabocchio

A cosa servono gli scarabocchi?

scarabocchi.jpgA cosa servono gli scarabocchi? Quale interesse rivestono per i bambini? Vari esperti si sono negli anni interessati a quest’argomento...

Una delle prime studiose, Marthe Bernson, psicologa, in un’opera di parecchi anni fa ma ancora attuale,“Dallo scarabocchio al disegno”(Armando Editore, 1968), sostiene che gli scarabocchi dei bambini in età prescolare hanno un’importante funzione, fanno si che essi prendano coscienza di sé e inizino a formare la propria individualità.
I bambini che non scarabocchiano possono diventare crescendo bambini anche con un buon profitto a scuola, ma che faticano a creare e ad esprimere la propria personalità. Attraverso lo scarabocchio, nei primi anni di vita, l’io del bambino si definisce e si consolida.
All’inizio i primi tratti sono espressione della voglia di muoversi e di lasciare una traccia (stadio vegetativo-motorio dello scarabocchio), poi nel corso del terzo anno di vita, quando il bambino ha accumulato numerose esperienze sensoriali e conosce meglio il mondo attorno a lui, così come le ripercussioni che le esperienze hanno avuto dentro di sé, compaiono le prime forme chiuse (stadio rappresentativo). Questo stadio indica che il bambino ha iniziato a percepirsi come individuo separato dal mondo esterno, con un “dentro” distinto da un “fuori”. A queste forme di tipo circolare il bambino attaccherà poi alcune linee più o meno rette che possono rappresentare gli arti e il desiderio di contatto con ciò che lo circonda. Il bambino comincia a produrre figure che assomigliano a facce, soli, omini. E’ da questo secondo stadio, particolarmente importante, che si svilupperanno i disegni veri e propri.
Nel terzo stadio (detto comunicativo-sociale), il bambino, attorno ai quattro anni, seguendo l’esempio degli adulti attorno a lui, vuole provare a scrivere. E’ questo lo stadio che precede la maturazione intellettuale e in cui i disegni dei bambini ricordano la scrittura degli adulti.
I tre stadi dello scarabocchio sono quindi espressione dello sviluppo psico-motorio del bambino. Fare scarabocchiare i bambini, mettendo a loro disposizione abbondanti fogli e colori, senza limitarli per paura che sprechino carta o si sporchino, li aiuta nel percorso di crescita. Occorre lasciare loro molta libertà nella scelta dei colori, della mano con cui scrivere, nel posizionamento del foglio. Occorre far si che i bambini si abbandonino con piacere allo scarabocchio, ascoltando quello che raccontano mentre sono impegnati nell’attività, senza esprimere giudizi, proprio come quando giocano.
Lo scarabocchio, come il gioco, aiuta la crescita.

a cura di Silvia Laffi ed Erika Cavina
psicomotricista, arte-terapeuta Associazione Lo Specchio Magico

I disegni dei nostri bambini ci parlano del loro mondo e delle loro emozioni - 1

Inviate lo scarabocchio o il disegno del vostro bambino
(in JPEG, max 4 disegni) indicando il nome e
l’età dell’autore e... se l’età lo permette chiedete al
vostro piccolo artista di dare un titolo al suo disegno!
Li aspetto per spiegare cosa significano su: redazione@
rivistagirotondo.it.

Catturare l’essenza creativa del bambino sin dalla giovane età, è dare la
possibilità ai genitori di “capire in maniera approfondita il proprio bambino”.
Il bambino nello scarabocchiare esprime il concetto del proprio “sé”
per comunicarlo ai grandi, disegna e crea la sua essenzialità emotiva. Egli
sa molto bene che ogni persona identifica nel suo scarabocchio
l’affetto che li lega a loro. E così uno scarabocchio è il tutto di ogni
persona che ama. Potete capire meglio di cosa sto parlando dalla breve
interpretazione dei disegni arrivati in redazione...

disegno_bambini1 

1) Francesco, 4 anni e 9 mesi “la mia scuola”: a sinistra l’albero è l’autore del disegno, ben modellato e ben piantato a terra, indica personalità prorompente e chiara. La ciminiera forse è un punto dolente, inquina e se ne parla negativamente. La casa è trasparente e chi vi abita, quattro persone, sono socievoli, si amano ma ogni tanto qualcuno si sottrae all’ambiente. L’autore è un acuto osservatore. Da notare il nome “Francesco” in alto a destra che l’autore ha scritto “a specchio”. Anche se la scrittura a specchio non si manifesta in tutti i bambini e neppure in maniera sistematica, si può affermare che si tratta di una fase normale per la quale passano alcuni bambini quando apprendono a scrivere.

 disegno_bambini2 

2) Francesco 5 anni e 3 mesi “La casa con le ruote”: una casa viaggiante con 4 persone a bordo... l’andamento ondulatorio del fumo del comignolo indica affetto e armonia. Anche qui a destra c’è la presenza dell’albero (l’autore del disegno), ben modellato e ben piantato a terra, indica personalità prorompente e chiara.

 

 

 

 

 

 

disegno_bambini3

3) Francesco 6 anni e 4 mesi “Il drago sputafuoco”: la sua fantasia è
espressa allegramente... il corpo del drago diventa un percorso stradale e la testa piatta, diventa una casa su cui il particolare comignolo, fa uscire un fumo arricciato (affetto e coccole a profusione). L’insieme è molto creativo e la personalità cerca con armonia di capire un nuovo ambiente (forse quello della prima elementare...).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

disegno_bambini4

4) Maria, 4 anni circa: questa esecuzione è molto affettiva. L’idea del cuore prima colorato (cementato) poi alleggerito da una linea infinita di contorno, sottolinea affetto, simpatia, creatività e senso estetico elevato.

 

 

 

 

 

 

disegno_bambini5

5) Maria, 6 anni e 5 mesi: Nel disegno l’autore identifica la sua origine orientale, ma la testa è collocata su di un albero, il suo Io pensa al passato (curiosa l’esecuzione). Personalità estrosa educata in maniera austera.

 

 

 

 

 

 

 

 

disegno_bambini6

6) Chiara 4 anni e 9 mesi: L’elaborato di Chiara è essenziale: le coccinelle alla base (carattere deciso), ogni singola coccinella esprime giocosità (allegria). L’entusiasmo nel disegnare è espresso al massimo grado.

 

 

 

 

 

 

disegno_bambini7

7) Chiara anni 5 e 6 mesi: L’autrice esprime in modo esemplare il suo entusiasmo. Notare come le mani sono fiori.

 

 

 

 

 

 

 

 

disegno_bambini8

8) Sara 4 anni e 8 mesi: La bimba rappresenta la famiglia ideale: braccia aperte (accoglienza), è il periodo in cui le mani o sono dei fiori o un accenno di palla, giusto a questa età. Forse viene rammentata una giornata in cui si è mangiato all’aperto.

 

 

 

 

 

disegno_bambini9

9) Sara 5 anni e 8 mesi: nel disegno c’è la conquista dello spazio. Sara esprime con dovizia di particolari (maturità) l’idea del giorno e della notte.
Particolare creativo: la casa si regge (animata) su basi e le braccia hanno una funzione prensile.

 

 

 

 

 

 

a cura dott.ssa Anna Maria Casadei
esperta di psicologia del disegno infantile e dello scarabocchio

E il foglio si copre di emozioni: i disegni dei nostri bambini ci parlano

scarabocchi e disegniTutti i bambini del mondo scarabocchiano. Tutti i bambini del mondo disegnano. Cosa? La loro vita reale. In un periodo in cui per i bambini è difficile esprimere i sentimenti a parole, essi scarabocchiano.

Per   esempio:  un  bambino  con uno scarabocchio va da papà e dice: “è l’auto”. Poi va dalla mamma e indica: “è il panino”. Poi dal nonno: “è il micio”, alla nonna esclama: “è la palla”. Il bambino sa molto bene che ogni perso- na identifica nel suo scarabocchio l’affetto che li lega a loro. E così uno scarabocchio è il tutto di ogni persona che ama. Credo con  questo esempio di aver  ben esplicitato come il bambino nello scarabocchiare esprime il concetto del proprio “sé” per comunicarlo ai grandi. Come spiego nei miei libri, il bambino disegna e crea  la sua essenzialità emotiva. Da oggi cercherò, attraverso i disegni che saranno inviati alla redazione  di Girotondo e pubblicati sulle prossime  uscite,  di spiegare cosa significano agli adulti.

Catturare   l’essenza  creativa   del bambino fin dalla giovane età, è dare la possibilità ai genitori di “capire  in maniera  approfondita il proprio bambino”... quindi genitori, inviate lo scarabocchio o il disegno del vostro bambino (in formato JPEG - massimo 4 disegni), così come ha fatto la mamma di Chiara da Bologna, indicando l’età del disegnatore (ad esempio: 4 anni e 6 mesi), il suo nome e... se l’età lo permette chiedete al vostro piccolo artista di dare  un titolo al suo  disegno! Li aspetto su: redazione@rivistagirotondo.it

Ecco una breve sintesi delle opere di Chiara arrivate in redazione:

1) 3 anni e 8 mesi: lo scarabocchio conquista lo spazio ed è ben posizionato insieme agli altri elementi colorati. Il titolo del disegno “Un mostro con tanti musi” indica che Chiara assimila precocemente tutto, sapendo giocare (fantasia), con ciò che descrive.

2) 4 anni e 4 mesi: una figura con palloncini laterali. La figura allungata da gambe sottili indicano  desiderio  di crescere velocemente. Base  con elementi uniformi: raro esempio di bambina ordinata.

3) 5 anni e 11 mesi: Chiara per l’età comprende molto bene la dinamica del monte  e colloca  le figure in maniera  armoniosa rappresentando le figure con personalità dinamica:  acume visivo. Particolare: la farfalla con la coccinella  indica già associazione d’idee ben congeniate tra loro.

a cura dott.ssa Anna Maria Casadei
esperta di psicologia del disegno infantile


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