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come comportarsi con i nostri amici cuccioli?

bambina_cucciolo.jpgNon molto tempo fa mi è capitato di partecipare ad un incontro con una classe di quarta elementare. Mi sono trovata di fronte a ragazzi svegli, tecnologici e maturi, molto più di quanto ricordo di essere stata io alla loro età.

I ragazzi partecipavano attivamente alla discussione e sono emerse realtà differenti in merito alla loro conoscenza di approccio e gestione del piccolo animale domestico. Un bambino raccontava di come il suo cane, vissuto per molto tempo solo in bagno perché sporcava, era stato affidato ad un’altra famiglia. Altri si lamentavano del fatto che i loro gatti graffiavano nonostante lo “scodinzolare” della coda ignorando quello che il felino comunica muovendola: non disturbarmi!

Quello che è emerso è una fotografia di giovanissimi confusi in merito al comportamento degli animali domestici il che può diventare pericoloso in certe situazioni. A differenza di 50 anni fa quando gli animali vivevano al margine della famiglia, oggi gli animali domestici mangiano vicino a noi, dormono con noi. Spesso si arriva ad umanizzare il cane e il gatto fino a trattarlo come un figlio.

Si è in parte perso il concetto di animale riconoscendolo come individuo diverso, appartenente a una specie precisa con fabbisogni e necessità. Internet non aiuta: ogni giorno sono pubblicati video in cui si ride quando un bambino abbraccia affettuosamente il molosso che ringhia: questo è solo il primo avvertimento che ignorato evocherà il morso magari non le prime dieci volte, ma succederà. Per cui cani che agli occhi appannati di genitori ineducati sono sempre stati buonissimi potrebbero “improvvisamente” ribellarsi e attaccare il disturbatore.

Se riguardo al mondo canino c’è confusione e contradizione, il mondo felino è conosciuto alla maggior parte dei proprietari in modo approssimativo. Ogni giorno parlo con famiglie alla prima esperienza di convivenza con gatti che graffiano il divano, urinano al di fuori della lettiera, rovesciano oggetti creando danni e disturbo. Perché accade? Il più delle volte sono proprietari convinti che siano gatti dispettosi e maleducati, ma in realtà manifestano un grave disagio che necessita di essere capito e corretto. Le incomprensioni che nascono dal non saper comunicare con gli animali fanno sì che spesso questi vengano abbandonati o rinunciati...

Fortunatamente esistono figure professionali che aiutano nella gestione come veterinari comportamentalisti, esperti in fenilità ed educatori cinofili.

Riconoscere il problema e i propri limiti è il primo passo per una serena e duratura convivenza che vedrà uomo e animale vivere insieme nel rispetto reciproco.

a cura dott.ssa Roberta Sabattini
medico veterinario

animali, famiglie e adozioni... gattili & co.

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Sempre più famiglie ormai convivono con animali domestici e questo è sicuramente un bene per la nostra società oltre che per l’umore di piccoli e grandi umani.

Adottare un cane o un gatto (ma anche conigli e maiali) offre la possibilità di aiutare noi stessi e l’animale in difficoltà regalandoci una vita più ricca. È evidente come non solo l’aspetto psicologico delle persone migliori, ma anche lo stato psico-fisico degli animali si trasformi, e in meglio! Purtroppo però non è sempre facile la convivenza. Perché una adozione vada a buon fine è necessaria la consapevolezza di tutto il nucleo famigliare, animali già presenti inclusi. Affidarsi all’esperienza dei veterinari e dei gestori dei rifugi permette di effettuare una scelta adeguata, basata sul tipo di carattere e non solo sull’aspetto estetico del cane o del gatto. Non sempre vale la regola che un cucciolo o un gattino siano la scelta migliore: pensiamo ad esempio a famiglie in cui vivono animali maturi che mal sopporterebbero l’introduzione di un giovane in casa. O a famiglie costituite da persone singole e anziane che non sarebbero in grado fisicamente e psicologicamente di sostenere i fabbisogni di un cucciolo o di sopportare l’esuberanza che li contraddistingue nella giovane età.

Canili e gattili aprono le porte diversi giorni a settimana per permettere alle persone di recarsi all’interno degli spazi alla ricerca di un compagno per la vita. L’aiuto dei VOLONTARI presenti è fondamentale e di estrema importanza: sono gli occhi e il cuore di ogni anima presente all’interno. Essere un volontario significa non solo amare gli animali, ma dedicare una parte del proprio tempo libero al prossimo. Significa crescere, imparare e apprendere il linguaggio di un’altra specie arricchendo la nostra.

Adottare gli animali da strutture comunali consente di avere la certezza che, dal punto di vista sanitario, gli animali siano seguiti. Similmente a quello che avviene acquistando cani e gatti da allevamenti certificati piuttosto che da annunci vaganti su internet. Recentemente il comune di San Lazzaro ha realizzato il Nuovo Gattile in collaborazione con l’associazione di volontariato la Compagnia degli animali, per tutelare gli animali randagi, malati e feriti sul territorio. La struttura ospita i gatti durante la degenza pre-post operatoria, accoglie i cuccioli abbandonati e i gatti rinunciati dai proprietari.

Per chi volesse aiutare, ma non può adottare esistono le adozioni a distanza o “del cuore”: partecipando economicamente al sostentamento di un animale con un passato difficile o con una condizione sanitaria tale da impedirne l’adozione. Frequentare i rifugi come volontari o come privati offre l’opportunità di conoscere i tanti ospiti presenti all’interno e arricchisce il vostro cuore di un’esperienza positiva e indimenticabile sia per voi che per i vostri bambini, davvero irrinunciabile.

a cura dott.ssa Roberta Sabattini veterinario

Come preparare al Capodanno i nostri amati amici a quattro zampe?

fuochi_artificiali.jpgArrivano passo dopo passo le vacanze di Natale e con queste i festeggiamenti di fine anno.

Magari sotto il nostro albero abbiamo ricevuto un bel cucciolo di cane e non conosciamo ancora il suo carattere, ma di certo non vogliamo farlo crescere con la paura dei ‘botti’ di Capodanno. Un cucciolo regalato a Natale solitamente ha tra le otto e le dieci settimane e si trova quindi nel cosiddetto periodo “dell’impronta alla paura”. Durante questa fase dello sviluppo è molto facile creargli delle fobie, ad esempio nei confronti dei rumori forti, se non si seguono alcune accortezze.

Infatti ci sono alcuni accorgimenti utili per far crescere un cucciolo senza paure o di rendere tranquillo un soggetto che già soffre di tale stress.

Non lasciate un cucciolo con un cane fobico perché potrebbe trasmettergli questo stato d’ansia; lasciatelo a digiuno 12h prima della mezzanotte di capodanno; tutti i cani anche quelli abituati a stare fuori dovrebbero essere tenuti dentro casa per evitare che fuggano presi dal terrore; in casa sarebbe meglio tenerlo dentro un trasportino sia per limitare i danni alla casa che per creargli una sorta di tana dove stare tranquillo.

Se invece non è abituato a stare nel trasportino metterlo in una stanza, magari quella che frequenta di più, chiudere porte e finestre e rimuovere tutto ciò che può rompere preso dall’agitazione; se qualcuno rimane a casa, cercare di non rinforzare lo stato d’ansia con eccessive coccole ma cercare di avere un atteggiamento normale e neutro; accendere la televisione a volume alto evitando canali dove si festeggia il Capodanno ma preferendo CD con un film per famiglie; lasciate la luce accesa cosicché i riflessi dei fuochi d’artificio non lo mettano a disagio.

Esistono dei metodi per preparare il nostro amico a quattro zampe al capodanno:

Desensibilizzazione progressiva: si basa sul far sentire al cane dei rumori registrati inizialmente a volume molto basso e poi, molto gradualmente, a volume sempre più forte, fino ad arrivare a quello reale o quasi. Il segreto sta nell’abbinare sempre al rumore qualcosa di positivo e gratificante per il cane mantenendo noi un atteggiamento tranquillo e non di allarme. Possiamo far sentire il rumore e poi dargli la pappa; oppure fargli sentire il rumore e subito dopo giocare con lui.

Diffusore di feromoni appaganti: solitamente sotto forma di diffusore ma esiste anche come spray o come collare. E’ a base di feromoni appaganti, quelli secreti dalla cagna nel corso dell’allattamento, che hanno la funzione di rassicurare e rasserenare la cucciolata. Il loro effetto non è immediato va acceso (o spruzzato, o fatto indossare nel caso del collare) almeno una settimana prima di Capodanno, meglio ancora se dieci giorni prima.

Bendaggi T-Touch e gilet antistress: è un lavoro metodico e piuttosto lungo, però molte persone ne hanno trovato i benefici. In particolare funzionano i bendaggi, che hanno un effetto rilassante e riequilibrante dello stato emozionale del cane. Più o meno lo stesso criterio sta alla base del “gilet antistress”, la cosiddetta “Thundershirt”. Il principio è quello secondo cui la pressione sarebbe in grado di alleviare gli stati d’ansia (in effetti si utilizzano camicie e gilet che premono su punti particolari per aiutare la concentrazione e indurre il rilassamento nei bambini con problemi comportamentali: la pressione è utilizzata anche per alleviare l’ansia nelle persone affette da autismo).

D – Farmaci: è fondamentale, però, ricordare che vanno utilizzati esclusivamente su indicazione del veterinario.

a cura dott. ssa Licia Scacco
medico veterinario

Bambini e animali: una complicità innata che fa bene a entrambi

bambina_cucciolo.jpgOsservando il comportamento dell’animale il bambino scopre il rito della toletta, il gioco, gli atteggiamenti e le posizioni del corpo, e in tutta dolcezza percepisce il funzionamento del proprio corpo attraverso la mediazione dell’immagine rinviata dal suo compagno a quattro zampe. Il bambino comunica con l’animale attraverso il contatto, l’odore, i sensi e i ritmi... Si ritiene che questa propensione a comprendere l’animale sia innata nel bambino.

La ricerca studia essenzialmente i meccanismi di comunicazione che si instaurano tra l’uomo e l’animale domestico, nonché gli effetti fisiologici e psicologici di questa relazione. La comunicazione rappresenta uno dei maggiori problemi sociali dell’umanità, a partire dal mito della Torre di Babele.

La comunicazione spesso viene intesa unicamente nella sua dimensione verbale, dimenticando così che esistono altri modi di comunicare, soprattutto gestuali.

In campo affettivo le inibizioni restringono il vocabolario e portano a restrizioni limitanti: l’animale, invece, favorisce una maggiore ricchezza espressiva poiché si posiziona al di là delle inibizioni sociali; può quindi accadere che un bambino in apparenza anaffettivo dimostri una grande tenerezza per il suo cane, manifestandola con parole, carezze e abbracci.

Il bimbo e il suo cagnolino raggiungono un livello perfetto di comunicazione, perché il bambino decifra facilmente i segnali (come la mimica, i guaiti, le posture, gli sguardi eloquenti) dell’animale, e viceversa. Il bambino che fa fatica a confidarsi può sussurrare lunghi monologhi all’orecchio dell’amico a quattro zampe. L’animale, anche se non ne comprende i contenuti, è in grado di percepirne la tristezza o la gioia e riesce ad adattarvisi perfettamente. Bimbi e animali: lo sviluppo sensoriale Il bisogno di coccolare i cuccioli sembra innato nell’uomo: anche l’individuo più egoista, meno sensibile e più grezzo sarà sempre commosso da un cagnolino o un gattino smarrito. Il contatto fisico è essenziale: il primo tocco, furtivo e breve, aiuta il bambino a costruirsi l’immagine di un altro essere vivente, e in seguito gli scambi tattili progrediscono dolcemente e agli approcci esplorativi fanno seguito le carezze affettuose.

Crescendo, il bambino ricerca più spesso l’animale che gli procura un duplice sentimento di amore e di protezione, soprattutto in un momento complesso come quello dello svezzamento: la separazione dalla mamma è alleviata dal conforto discreto fornito dall’animale, e in un momento in cui il piccolo teme di perdere, insieme al latte materno, anche la propria mamma, le paure del bambino diminuiscono, ma il gatto o il cane a volte esprimono meno la loro tenerezza quando vengono infastiditi dai contatti esplorativi del bambino, che in questo modo sviluppa gradualmente la percezione di un altro essere vivente e l’esistenza della personalità. Durante il periodo preoperatorio (dai 2 ai 6-7 anni secondo Piaget), l’animale vero non è più percepito come un orsetto di peluche, ma come un essere autonomo e dotato di reazioni. Il 40 % dei bambini di età compresa tra uno e quattro anni, il 16 % di quelli tra i cinque e gli otto il 9 % di quelli tra i nove e i dodici fanno spesso sogni popolati di animali, in maniera tanto più marcata quanto più il bambino è piccolo. L’affettività è fondamentale nella relazione tra animale e bambino, e il rapporto tattile con l’animale trasmette affetto e sicurezza.

a cura dott. Michele Tommasino
direttore sanitario clinica veterinaria

 

L’igiene dei nostri amici pelosi: il primo passo è la cura del mantello...

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Come compagni di gioco per i bambini, per colmare la solitudine di una persona anziana, per scelta (e a volte per moda), gli animali entrano nelle nostre case e con loro instauriamo uno stretto rapporto di convivenza.

È importante che tale rapporto, specialmente quando si svolge entro le mura domestiche, sia concepito ed impostato correttamente. Per chi vive con un animale è buona norma accudirlo nel modo migliore e mantenerlo in salute. In questo modo si scongiura anche il pericolo di trasmissione di alcune malattie dagli animali all’uomo.

Queste malattie, chiamate nel loro complesso zoonosi, sono molte, ma fortunatamente per la maggior parte di esse il rischio infettivo per l’uomo è molto basso. Alcune sono confinate in prevalenza a limitate aree geografiche o interessano determinate categorie di persone (ad esempio rabbia e leptospirosi), altre hanno una diffusione più ampia e interessano anche l’ambito domestico (toxoplasmosi, parassitosi). In alcuni soggetti predisposti, poi, la presenza di un animale in casa può essere causa di allergie respiratorie.

Conoscere i rischi potenziali non deve né allarmare né dissuadere chi desidera avere un cane o un gatto, né tanto meno spingere ‘’a disfarsene’’ se lo sia ha già. È utile, invece, perché stimola a mettere in pratica semplici norme igienico-sanitarie che, di solito, bastano da sole a salvaguardare la salute di chi convive con l’animale e del resto della popolazione.

Ecco alcuni consigli.

Le orecchie e il contorno occhi, salvo diverse indicazioni del veterinario o specifiche necessità del soggetto o della razza, vanno puliti una volta alla settimana. La frequenza delle operazioni di spazzolatura è variabile.

I cani a pelo corto, ad esempio, hanno bisogno di meno cure rispetto ai loro cugini a pelo lungo, che dovrebbero essere spazzolati con cura dopo ogni passeggiata per accertarci che nel mantello non rimangano impigliati pezzetti di sporcizia o le pericolose spighe, che possono penetrare nella cute, nelle orecchie e nelle vie respiratorie del nostro amico facendo grossi danni. A volte è difficile sbrogliare i nodi e per questo può essere d’aiuto un prodotto districante, da applicare prima delle operazioni di spazzolatura quotidiana, oppure un apposito tagliando reperibile nei negozi specializzati..

I bagni vanno fatti almeno ogni cambio di stagione e tutte le volte che sia necessario, la vecchia credenza che i cani o gatti non possano essere lavati non ha nessun fondamento scientifico. Bisogna però utilizzare prodotti specifici e di buona qualità che non siano lesivi sul film lipidico che protegge la cute dei nostri amici pelosi. Il bagno deve essere sempre seguito da una corretta asciugatura del manto, utile a prevenire malattie da raffreddamento e ad avere un pelo che non puzzi di cane bagnato.

L’igiene dei denti è un argomento complesso. Soprattutto con l’avanzare dell’età, placca e tartaro possono accumularsi sui denti provocando infiammazioni e fastidio. Se il nostro amico è un cagnolone vorace e aperto alle novità possiamo proporgli degli stick specifici per l’igiene orale, che, mentre vengono masticati, svolgono un’azione meccanica di pulizia dei denti e spesso hanno anche un benefico effetto antibatterico.

Attenzione alla scelta di questi prodotti perché in commercio ce ne sono tanti, ma pochi svolgono il ruolo di prevenzione a regola d’arte; prima di acquistare è sempre meglio sentire il parere del veterinario.

Per i gatti, che non hanno l’attitudine a “sgranocchiare” oggetti, l’unica soluzione è la pulizia con gel dentifricio e spazzolino, oppure l’utilizzo di prodotti enzimatici che mantengono sotto controllo la proliferazione batterica che sta alla base del tartaro.

a cura dott. Michele Tommasino
direttore sanitario clinica veterinaria

 

Amica televisione, amici animali...

bambina_gatto.jpgNoi, bambini degli anni 70-80 siamo cresciuti con i pomeriggi di Bim Bum Bam e una qualità di vita sana e varia che prevedeva (almeno per me) le gite fuori porta domenicali i pomeriggi a giocare con il pallone in cortile e le passeggiate in bicicletta con gli amici o con papà.

Oggi la vita frenetica dei genitori che si districano tra lavoro, i conti a fine mese, la stanchezza fisica e mentale fanno sì che purtroppo si utilizzi sempre più la televisione come pausa per avere quella mezz’ora di tempo necessaria ad organizzare la cena, riordinare le idee e la casa e un mezzo minuto per sedersi.

Il problema fondamentale è che il palinsesto mediatico televisivo non offre un’ampia scelta di programmi culturalmente interessanti e intellettualmente stimolanti.

Disponendo del satellite si ha a disposizione una maggiore gamma di canali, ma spesso non si trovano approfondimenti adatti al pubblico infantile. Con i cartoni animati diventano quotidiane le discussioni riguardo quello piuttosto che l’altro, i contenuti, le storie, i disegni e le canzoni; il rischio poi è che bambini anche molto piccoli si fossilizzino davanti al piccolo schermo diventando automi di puntate in serie e ripetitive. Per deformazione professionale insegno ai bambini contatto con la natura e con gli animali, non perdo occasioni per portarli al parco anche quando è freddo e favorire incontri con esseri viventi di diverse specie: dalla formica al lombrico, dal cane al cavallo. Capita alle volte che mia figlia, due anni appena compiuti, venga con me in visite che svolgo a domicilio e mi stupisco sempre dell’atteggiamento che assume davanti a cani anche molto grandi e “spaventosi”: appare sempre accorta e interessata. A casa convive con i nostri due gatti: il loro rapporto è speciale e ogni giorno scoprono nuovi modi per comunicare e interagire.

Vederla crescere in questo contesto mi permette di imparare molto su entrambi: ora è lei che li nutre la mattina e la sera, lei si preoccupa della ciotola dell’acqua e costantemente cerca la loro attenzione rispettando gli spazi e i limiti che i due fratelli a quattro zampe hanno delineato. Avere un animale domestico in casa offre sicuramente un’alternativa ai pomeriggi davanti al televisore, insegna ai nostri figli il concetto di responsabilità, attenzione e cura verso gli altri.

Le malattie a cui i bambini possono venire esposti sono molto rare, perlopiù si tratta di forme parassitarie (vermi, funghi) e per questo è bene tenere controllato il vostro pet. Per i morsi e i graffi invece l’attenzione deve essere sempre alta: i bambini sono irruenti per natura e gli animali, per natura, si difendono. Insegniamo ai nostri figli il rispetto e la comunicazione, e ci accorgeremo che la tv sarà solo un raro passatempo.

a cura dott. ssa Roberta Sabattini
medico veterinario

 

E se quest’anno Babbo Natale...

Natale2014-bambino02.jpgE se quest’anno Babbo Natale vi portasse un amico animale? Bambini, animali e prevenzione...

Il contatto con gli animali infonde ai bambini un maggiore senso di responsabilità, aumenta l’empatia e insegna loro il ciclo della vita. Un animale domestico ha infatti grandi benefici sullo sviluppo del bambino.

Il contatto con gli animali arricchisce noi e i nostri figli, ma dobbiamo educare noi stessi e loro al rispetto del loro essere animali, non snaturandoli cercando di renderli simili a noi, perché se ci pensate li amiamo tanto proprio perché sono diversi da noi, privi delle architetture mentali che ci contraddistinguono.

Diversi studi dimostrano che i bambini che hanno animali domestici hanno un’intelligenza emotiva (IE) più sviluppata. L’intelligenza emotiva è la capacità di comprendere, gestire ed esprimere in modo efficace i propri sentimenti e interpretare quelli delle altre persone ed è considerata una chiave determinante per una migliore e più ricca qualità della vita. A differenza del quoziente d’intelligenza (QI), che la maggior parte degli esperti considera immutabile, l’intelligenza emotiva può migliorare nel tempo con la pratica e gli animali possono aiutare i bambini a farlo.

Ogni giorno con i nostri bambini, adottiamo tecniche e meccanismi di prevenzione, in ambito sanitario cosi come in quello scolastico ed anche a casa ci preoccupiamo di cosa mangiano e con cosa vengono a contatto, confrontandoci con altri genitori, con il Pediatra, con gli educatori; cerchiamo di evitare di nuocere ai nostri figli.

Per gli amici animali questo non sempre succede, si sceglie un cane o un gatto o un coniglio o altro spesso sull’onda di uno slancio emotivo, per moda, per un capriccio e questo porta a un approccio errato, poco consapevole di avere a che fare con un essere vivente capace di amare, ma anche di soffrire.

Rispettare un essere vivente significa non nuocergli, significa tenerlo in salute, e farlo al meglio oggi, significa prevenire.

Da sempre sentiamo la frase prevenire è meglio che curare, Primum non nocere è una locuzione latina che significa “per prima cosa, non nuocere”.

Solitamente è uno dei principi che si insegna per primo nelle facoltà di medicina, soprattutto in relazione agli effetti collaterali o complicanze dovute a farmaci o a trattamenti medici errati, anche se è chiaramente una massima applicabile quotidianamente in ogni circostanza di vita.

Ciò significa che, nella scelta di una terapia, bisogna innanzitutto non arrecare danno al paziente e per questo, tra i trattamenti possibili, va sempre privilegiato quello che ha meno controindicazioni.

Questa visione delle cose, vale anche per la scelta di prendere un animale da compagnia, specie con l’avvicinarsi delle feste, bisognerebbe pensarci bene prima di nuocere ad un essere vivente con un’eventuale gestione errata.

In medicina Veterinaria la prevenzione viene spesso identificata con il fare le vaccinazioni o le profilassi, ma oggi con l’aumento di tante patologie metaboliche, neoplastiche, infettive, la prevenzione assume un valore enorme in termini economici, quindi fare prevenzione in modo corretto è anche molto più economico.

Senza trascurare l’investimento emotivo che i nostri figli hanno nei confronti di un animale domestico, “da compagnia” appunto che, in caso di poca prevenzione, potrebbe portare il nostro bambino a perdite relazionali non indifferenti.

a cura dott. Michele Tommasino
direttore sanitario clinica veterinaria

 

Famiglie con cani, bambini e tanti sport da fare per divertirsi e tenersi in forma tutti insieme

bimbo_cane2.jpgUnire l’amore per la salute e la forma fisica a quello per il proprio amico a quattro zampe e trasmettere questi valori ai propri bambini è una forma di soddisfazione molto appagante.

Fare fitness insieme al proprio cane e al proprio figlio, non solo è un bene per tutti e due, ma anche per noi e rafforzerà la nostra intesa con entrambi.

Tutti abbiamo bisogno di esercizio fisico, e il nostro cane non fa eccezione: la sedentarietà, rappresenta un fattore di rischio per l’insorgenza di malattie metaboliche come il diabete e i disturbi circolatori. Uno dei modi migliori per mantenere il vostro cane mentalmente e fisicamente attivo è quello di coinvolgerlo in uno sport che lo aiuti a sviluppare la maggior parte dei suoi istinti naturali, in queste discipline coinvolgere bambini e ragazzi nelle fasi di allenamento, di addestramento nonché li dove possibile permettergli di condurre direttamente il cane in gara, è estremamente formativo per i nostri figli, che sviluppano capacità di leadership, autostima e rispetto dei limiti altrui.

Sport divertenti? Ecco alcuni esempi!

1. Agility Dog: In questo sport i cani sono giudicati in base alla loro velocità e precisione nello svolgere un percorso ad ostacoli. I percorsi sono molto eterogenei, senza limiti di taglia o razza.

2. Flyball: la gara prevede una staffetta tra due squadre di cani che devono affrontare una serie di quattro salti prima di arrivare ad una macchina che lancia una pallina. Il cane deve poi affrontare nuovamente i quattro ostacoli nel senso opposto prima di portare la pallina al padrone. Appena un cane recupera la palla e la riporta al punto di lancio, viene rilasciato il secondo cane e così via.

3. Dock Diving: è un emozionante sport acquatico perfetto per la bella stagione dove i cani competono nel saltare il più lontano possibile in una piscina d’acqua partendo da una piattaforma elevata detta “dock”.

4. Sheepdog Trials: Per cani da pastore non c’è sfida migliore della gestione e dello spostamento di un piccolo gregge di pecore attraverso una corsa ad ostacoli. Tra le diverse varianti di questa attività, la più complessa e completa è lo “Shedding”, ovvero la “separazione di un gregge”

5. Disc Dog: prevede gare che vedono come protagonisti i cani insieme ai loro padroni con l’obiettivo di essere i migliori nel lanciare e prendere dischi. Le sfide sono generalmente divise in gare di “lancio e recupero “ e “freestyle”. Nella categoria freestyle, il padrone e il cane lavorano insieme, spesso con un sottofondo musicale, per creare una coreografia dove agilità, stile e velocità rappresentano gli elementi essenziali che rendono la sfida uno spettacolo emozionante.

I ‘Bimbi Games’ sono un’altra possibilità: dei divertenti giochi che vedono come protagonisti i bambini e i loro cani.

Questi giochi possono avere una finalità esclusivamente ludica e praticati quindi all’interno

del centro cinofilo, oppure aprire ai bambini le porte dell’agonismo. Dato che sono giochi di squadra, i ‘Bimbi Games’ hanno una duplice funzione: insegnano al bambino il corretto rapporto con il proprio cane e il corretto rapporto con i suoi coetanei. Lavorare in squadra, per raggiungere un obiettivo comune, stimola nei bambini la collaborazione, l’autonomia, la concentrazione e la pazienza. Per informazioni bisogna contattare la Federazione Italiana Sport Cinofili.

a cura dott. Michele Tommasino
direttore sanitario clinica veterinaria

La natura entra in classe: la parola al veterinario!

cane_bimba.jpgViviamo in un mondo in cui se non stai al passo con la tecnologia sei fuori. Questo vale sempre di più per i bambini che ormai sono dotti di ipad, smartphone e-studiano sui libri digitali.

Cosa possiamo fare per evitare che i nostri piccoli geni diventino sempre più robot e meno bambini? Per quanti se lo stessero chiedendo, sono nati asili e scuole nel bosco dove i nostri figli passano tutta la giornata all’aperto, lezioni, pasti e pisolini compresi che sia bel tempo o che piova. Scuole in cui NON è vietato arrampicarsi e giocare con il fango. D’altra parte, come diceva Fred Rogers, noto pedagogista americano, giocare è il lavoro dell’infanzia!

Nelle scuole tradizionali si incentiva lo stare al passo con il Mondo, si fanno ricerche computerizzate, e l’uso di internet è indispensabile per conoscere e apprendere. I ragazzi delle medie sono digitali provetti, i bambini più piccoli sfogliano fotografie da tablet e telefonini e usano giochi elettronici molto meglio di noi adulti.

La comunità pedagogica-scientifica però parla chiaro: ai bambini di età compresa tra i 3 e i 6 anni deve essere concessa solo mezz’ora di videoschermi al giorno e l’uso di internet deve essere vietato.

In un’epoca digitale, i ragazzi più grandi trovano lavoro inventando App di successo, scrivendo blog e pubblicando libri su Amazon. La tecnologia riesce ad offrire moltissime opportunità di sviluppo, ma questo a discapito di un vero contatto con la natura e con quello che è la vita reale, la vita che si può toccare, annusare e osservare!

Recentemente sono entrata a far parte di un gruppo di studio che ha lo scopo di portare nelle scuole primarie un momento di incontro con la natura. I bambini vengono catapultati nel mondo animale per approfondire le abitudini di alimentazione, gioco e interazione tra le diverse specie. Si tratta di lezioni che presentano agli alunni informazioni attraverso materiale dimostrativo, e attività didattiche che vedono la partecipazione globale e interpretativa dei singoli bambini e dell’intera classe. Lo scopo è aumentare le conoscenze dei giovani divertendosi attraverso l’interazione con l’animale considerato come portatore di un valore specifico di relazione.

Non possiamo impedire alla tecnologia di entrare in classe, ma possiamo invitare la natura a sedersi tra i banchi. Il progetto potrebbe partire il prossimo anno scolastico in seguito all’approvazione della direzione didattica e dei genitori.

a cura dott.ssa Roberta Sabattini
medico veterinario

 

Correre insieme all’aria aperta...

bambina_cane.jpgSiamo ormai entrati a pieno nella stagione primaverile e la voglia di trascorrere il tempo libero all’aria aperta è sempre più grande, così anche i nostri bambini non vedono l’ora di trascorrere i pomeriggi al parco magari con i loro amici a quattro zampe dopo un inverno trascorso in casa.

Fortunatamente sono molti i bambini che possono godere della compagnia di un amico peloso e proprio la relazione con un animale da compagnia rappresenta uno stimolo educativo potente. Spesso noi genitori accontentiamo il desiderio dei nostri figli di adottare un cane con la loro promessa di prendersene cura. Accade purtroppo che dopo i primi entusiasmi per la novità, i bambini se ne disinteressino e finiamo noi per occuparci del nuovo arrivato. Questo accade perché probabilmente manca qualcosa che li stimoli all’interazione con il cane.

E’ quindi importante ricercare un’attività che possa motivare i bambini alla relazione con il cane, sviluppare importanti capacità psicomotorie e giovare alla salute mentale e fisica canina. Si è sempre pensato che educare un cane sia “roba da grandi”, in realtà i concorsi cinofili sono sempre più popolati da bambini che mostrano avere un feeling enorme con il loro cane tanto da eccellere in discipline come l’agility e il rally obedience nella categoria juniores. Non si tratta di fuoriclasse ma di bambini normali che hanno imparato a comunicare con un’altra specie con cui praticare uno sport cinofilo.

All’età di 6-7 anni infatti è già possibile per un bambino prendere lezioni di educazione di base. In questa fase si impara la lingua del cane, come rispettarlo e farsi ascoltare. Attraverso i primi comandi “seduto” “terra” “resta” ecc… si costruiscono le fondamenta per la collaborazione bambino-cane, che risultano fondamentali nella vita in famiglia e non solo. Avere un cane che riconosce un affidabile capo branco nel proprio padroncino è fondamentale. In questo modo il bambino acquisirà la coscienza di un nuovo ruolo e potrà sviluppare la responsabilità del leader rispettoso e attento verso il proprio gregario. La fase successiva sarà quella di imparare a condurre il cane lungo un percorso a ostacoli come quelli dell’agility o nell’esecuzione di specifici movimenti nello spazio come nelle gare di rally obedience. Esistono poi altre discipline come il disc dog (il gioco del fresbee col cane) e lo sheep dog (il lavoro di riunione del gregge) sempre da praticare all’aria aperta.

Quella che rappresenta una buona attività fisica e mentale per il cane diventa una palestra-gioco per il bambino che migliorerà nella coordinazione e nella concentrazione. L’attività all’aria aperta non sarà solo rappresentata da corse all’impazzata dietro a un pallone ma un importante momento di crescita e condivisione con il migliore amico dell’uomo o meglio del bambino. 

a cura dott.ssa Ilaria Arena
medico veterinario

 

Aiuto, mio figlio ha... i vermi!!!

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Convivere con un animale domestico offre ai bambini un’esperienza di apprendimento impareggiabile, anche se non si può negare che gli animali possono trasmettere alcune malattie, di cui le più frequenti, pur sempre nella rarità, sono quelle parassitarie: i vermi!

Il parassita più diffuso nei bambini tra 2-12 anni è l’OSSIURO. Un piccolo vermetto delle dimensioni di pochi millimetri, che depone uova nella mucosa anale del bambino creando prurito al culetto. La diagnosi si esegue mediante uno scotch test: nastro adesivo sulla mucosa anale per evidenziare la presenza delle uova. La terapia prevede un farmaco che uccida i vermi adulti.

Dalle dimensioni che vanno dai 10 ai 20 centimetri gli ASCARIDI vivono nell’intestino del cane o del gatto, dove producono uova che l’ospite elimina con le feci. Il cane, il gatto e talvolta i bambini si infestano ingerendo le uova dal suolo. Divenute larve attraverso la circolazione sanguigna, raggiungono il fegato, il tratto respiratorio e l’occhio. Il rischio è la compromissione della vista in modo permanente. In Inghilterra si è evidenziata una positività del 2-3% tra bambini di età scolare.

L’uomo è l’ospite definitivo della TENIA, mentre bovini e suini fungono da ospiti intermedio. Il verme adulto può misurare diversi metri di lunghezza. Nell’intestino dell’uomo, i parassiti adulti emettono segmenti del corpo del verme (proglottide) gravido che fuoriescono nell’ambiente mediante la defecazione. Capita che i bambini si infestino con alimenti e acque contaminate. Le uova ingerite liberano larve che attraverso il sangue raggiungono muscoli, cuore, occhio e cervello e assumono la forma di cisticerchi (fase dormiente delle larve). I sintomi possono essere molto gravi. Il ciclo biologico si completa quando l’uomo ingerisce carni crude o poco cotte contenenti cisticerchi. Il verme più pericoloso è l’ECHINOCOCCO, molto diffuso in aree con allevamenti ovini. L’ospite definitivo è il cane, ma tutti i mammiferi possono infettarsi con le uova emesse nell’ambiente. La malattia idatidosi o echinoccosi è estremamente pericolosa in quanto l’unica risoluzione è chirurgica. Il cane emette proglottidi che giunte nel suolo permangono fino ad un anno dando modo agli erbivori e all’uomo di assumerle attraverso verdure poco lavate.

A questo punto tutti starete pensando a come prevenire il problema, di sicuro non liberandovi del vostro amico a 4 zampe! Bastano alcuni accorgimenti, come buone norme igieniche e buon senso: lavare bene le verdure, evitare carni poco cotte e lavarsi spesso le mani, soprattutto quelle dei bambini. Il ruolo degli animali domestici è indispensabile per il compimento del ciclo biologico dei vermi, per questo motivo è IMPORTANTISSIMO assicurarsi che le deiezioni vengano raccolte dal suolo e che gli animali siano seguiti dal veterinario.

 

a cura dott.ssa Roberta Sabattini
medico veterinario

 

Bambini e animali: una relazione importante

Fare crescere un bambino con un animale domestico è una scelta che va ponderata bene da parte dei genitori. La presenza di un animale in una società come la nostra, sempre più basata sulla tecnologia, permette di mantenere un contatto diretto con la natura e la sua diversità, ma è anche una responsabilità a livello educativo, sia nei confronti dell'animale stesso che nei confronti del proprio figlio.

Prima di tutto la scelta dell'animale spetta all'adulto e non deve dipendere unicamente dalla richiesta del bambino, non ancora in grado di capire pienamente tutte le implicazioni di un'adozione (accudimento e cure costanti dell'animale). Non stiamo parlando di un giocattolo che può essere messo via quando ci siamo stancati di lui ma di un essere vivente, pensante e sensibile. Il genitore deve valutare in tutta onestà se ci sono i presupposti per adottare: quanto tempo può dedicare all'animale, se ci sono le condizioni materiali per farlo, se è disposto ad occuparsi di un altro essere per un certo numero di anni, ecc... Di solito si pensa

al cane ma è un animale con parecchie esigenze e quindi si può benissimo optare per un animale meno impegnativo (uccellino, piccolo roditore ad esempio).

Se ci sono invece le condizioni per adottare un cane la parola chiave è il rispetto. Il cane andrà scelto in base alle sue caratteristiche personali (indole, taglia, bisogni affettivi) per permettere un migliore inserimento nella famiglia. Il genitore dovrà inoltre spiegare alcune regole fondamentali per garantire la sicurezza di entrambi. Il cane va lasciato in pace se dorme o se mangia, non va toccato sulla testa, non si tirano orecchie o coda, ecc... E' bene sapere che fino a quando il bambino non è in grado di controllare i suoi movimenti ed è più maturo a livello emozionale conviene essere presente, cioè fino ai 10 anni circa. 

Un rapporto rispettoso tra bambino e cane sarà ricco di sviluppi positivi. Migliora la comunicazione e la comprensione del comportamento dell'altro, aumenta la capacità empatica, responsabilizza il bambino facendolo partecipare alle cure basilari dell'animale (dare da mangiare, portare a spasso, giocare, pettinarlo, ecc...). Permette anche al bambino di seguire direttamente il ciclo della vita (nascita, vita, morte), tematiche delicate che un genitore si trova a dovere affrontare prima o poi. Inoltre sembra che la presenza di un animale sano in casa, cioè regolarmente vaccinato e seguito dal veterinario, stimoli il

sistema immunitario del bambino e limiti l'insorgere di eventuali episodi di asma o allergie. Decidere consapevolmente di adottare un animale, un cane in particolare, è quindi il miglior modo di condividere tutti insieme un'esperienza educativa unica.  

Catherine Guidi, educatrice cinofila

Pet terapy: curiamoci con i nostri amici animali

bambina_gatto_01Le persone hanno un rapporto profondo e complesso con gli animali, che provoca diverse reazioni emotive. Che si tratti di un cane, un gatto, un coniglio o addirittura un elefante poco importa!

La cura di alcune malattie tramite un animale da compagnia è una tecnica coterapica che si sta sviluppando sempre più e che affianca le cure tradizionali.
Chi ne può beneficiare? La pet therapy si rivolge a bambini con particolari problemi di disabilità fisica o psichica, ad alcune categorie di malati ed agli anziani. Lo scopo delle terapie con gli animali è quello di soddisfare certi bisogni come l’affetto, la sicurezza e l’interazione con gli altri. Avere accanto un animale non solo tira su di morale, ma può avere benefici anche a livello fisico. Infatti diversi studi hanno dimostrato che accarezzare un animale riduce la pressione arteriosa e contribuisce a regolarizzare la frequenza cardiaca per chi soffre di problemi di cuore e di pressione alta. Insomma una buona prevenzione per l’infarto!
L’ippoterapia. La riabilitazione equestre è usata nel trattamento di diverse patologie, ma soprattutto nelle malattie invalidanti e nelle psicosi infantili. La particolare andatura del cavallo rinforza l’apparato muscolare per chi non può camminare. La postura in sella migliora l’apparato scheletrico e l’equilibrio mentre la conduzione del cavallo costringe il disabile a rimanere attento e concentrarsi sui movimenti imprevedibili dell’animale. I miglioramenti non sono solamente a livello fisico, infatti, il piccolo paziente scopre delle nuove doti di se stesso migliorando la propria autostima. La cura del cavallo è parte integrante della terapia, il rapporto tra animale e bambino si rafforza e quest’ultimo si riappropria del proprio schema corporeo.
La delfino terapia è indicata per quei pazienti con problemi di apprendimento e di linguaggio e viene usata soprattutto con i bambini affetti da sindrome di Down e autistici. La capacità cognitiva dei delfini è molto simile a quella umana, inoltre hanno una capacità di apprendimento velocissima, tali da renderli un supporto terapeutico insostituibile. La delfino terapia si è dimostrata così efficace anche grazie all’ambiente in cui è svolta.
L’acqua riduce lo stress e la tensione, stimolando la voglia di apprendere
Allora perchè non accogliere un cucciolo di cane nella nostra famiglia?
Tra le caratteristiche dei cani, che rendono questi animali così utili per la realizzazione di una terapia, troviamo la loro socievolezza, la loro capacità di dare amore incondizionatamente, la disponibilità ad essere accarezzati, toccati; proprio attraverso il contatto corporeo, sono in grado di infondere calma e sicurezza, favorendo una buona gestione dell’ansia.

a cura dott.ssa Manuela Crasta
Medico veterinario, specialista nella cura

L’alimentazione giusta per i nostri cuccioli nei primi due mesi di vita

Cuccioli caneLa corretta alimentazione dei nostri piccoli amici è importantissima nei primi 2 mesi di vita, perché devono ricevere tutte le sostanze di cui hanno bisogno per una crescita sana ed equilibrata.

Nelle prime ore di vita i neonati assumono dalla loro mamma il colostro che contiene in particolare un alto tenore di proteine, grasso e immunoglobuline. Quest’ultime vengono assorbite facilmente dall’intestino nelle prime 12 ore di vita fornendo così le difese immunitarie capaci di proteggerli da pericolose infezioni.

E’ necessario controllare che ciascun cucciolo riceva una quantità sufficiente di latte materno: i campanelli d’allarme saranno un pianto continuo, agitazione o estrema inattività e una mancata crescita corporea. L’integrazione del latte materno con latte artificiale, in questo particolare periodo, può rendersi necessaria solo in caso di cucciolate particolarmente numerose.

A partire dalla 3°- 4° settimana di vita, l’apparato digerente dei cuccioli diventa meno adatto a digerire il latte e invece pronto ad accettare nuovi alimenti; il contemporaneo aumento del loro fabbisogno giornaliero determina l’inizio dello svezzamento. 

Come possiamo affrontare lo svezzamento?

a 3 settimane d’età ( 4 settimane nelle razze di cane di taglia molto piccola) deve cominciare il graduale passaggio dal latte materno al cibo solido per prepararli così allo svezzamento vero e proprio;

convincete cagnolini e gattini a compiere questo passo creando una miscela di cibo per cuccioli (esistono appositi prodotti in commercio sia secchi che umidi) con l’aggiunta di acqua o latte artificiale tiepidi che gli offrirete in aggiunta alle poppate;

utilizzate una ciotola poco profonda per aiutarli nella prensione dell’alimento, permettendo l'accesso al cibo fresco più volte al giorno (circa 6 volte al dì );

se sembrano poco convinti potete strofinare un po’ di cibo sulle labbra per far loro sentire che la nuova pappa non è poi così male;

quando questa miscela semisolida viene accettata dovrete ridurre gradualmente la componente liquida fino a somministrargli solo cibo solido eliminando così le poppate e ridurre i pasti a 4 volte al giorno.

Siamo così arrivati alla 7°-8° settimana d’età, in cui lo svezzamento deve essere completo e il nostro piccolo amico è totalmente autosufficiente dal punto di vista alimentare!

Ai cagnolini svezzati è bene dare il cibo 3 volte al giorno a intervalli regolari e a orari fissi mentre ai gattini è preferibile offrire tutto il cibo che sono in grado di consumare e lasciarlo a disposizione poiché, essendo per natura meno voraci del cane, tendono a fare piccoli pasti più volte al giorno. Ricordate inoltre che, a differenza dei bambini, i cuccioli di cane sono di taglie diverse e crescono con ritmi e tempi diversi, questo è da considerare quando deciderete il menù del vostro amico a quattro zampe che sta crescendo con voi! L'alimento per cuccioli svezzati, quindi, deve essere scelto con cura per essere adatto alle loro esigenze: da questo momento in poi i nostri amici hanno bisogno di tanta energia per correre e giocare, ma anche delle giuste sostanze per crescere in modo adeguato ed armonioso e diventare cani e gatti adulti sani e robusti.

 

Come alimentare un cucciolo orfano?

Se i piccoli sono MOLTO piccoli (da 0 a 3 settimane di vita) è necessario gestirli con cura come farebbe la loro mamma. La fase più delicata è infatti il periodo pre-svezzamento, poiché hanno bisogno di sostanze nutritive adeguate per la crescita e per il rafforzamento del loro sistema immunitario.

La prima cosa da fare è nutrire artificialmente i cagnolini o i gattini con un latte appositamente realizzato per soddisfare i loro fabbisogni. Esistono fortunatamente delle formulazioni in commercio (solitamente in polvere da ricostituire) che sono simili al latte materno e possono essere somministrate dalla nascita fino a 3-4 settimane d'età.

Per le prime 3 settimane di vita la formulazione deve essere riscaldata prima di ciascun pasto, cominciando da 8 volte al giorno, ogni 3 ore circa, per poi diradarli andando avanti con le settimane fino ad arrivare allo svezzamento che sarà uguale a quello di cuccioli cresciuti con la mamma.

Consigli utili per l'utilizzo del “latte ricostituito”:

preparare ogni volta solo la quantità sufficiente per il pasto;

scaldare il latte prima della somministrazione ed utilizzare un biberon per piccoli animali;

posizionare il cucciolo in posizione prona cioè appoggiato sulla pancia, nella stessa posizione che assumerebbe se succhiasse il latte dalle mammelle della mamma. La testa deve essere eretta ed il collo steso.

Ovviamente cuccioli e gattini orfani, oltre alla nutrizione adeguata, necessitano di molte altre cure, bisogna quindi informarsi bene per diventare una buona balia! •

a cura dott. ssa Giulia Colaneri
veterinario

L’incantevole “canto” degli uccelli

uccellinoIl canto degli uccelli è comunicazione. Diversi animali anche molto distanti tra di loro possono così scambiarsi informazioni. 

Ogni specie ha per così dire una "voce" specifica che è quella che ce li fa riconoscere e ci fa dire: "questo è il canto di un cardellino!" oppure "questo è di un'anatra" anche senza vederli.
La melodia è spesso molto gradita all'orecchio umano tanto ché da secoli alleviamo in cattività molte specie per le loro virtù canore.

Di solito il canto, che può essere più o meno melodioso, è quello prodotto per richiamo sessuale o per motivazioni territoriali. Infatti l'individuo maschio di alcune specie raggiunge un punto in alto come un antenna, un cornicione, un filo elettrico o l'apice di un albero e comincia a cantare. In questa maniera il suo canto raggiunge distanze maggiori e consente ad esempio ad un pettirosso di evitare di introdursi pericolosamente nel territorio di un altro. Questo scongiura la possibilità di liti che sono sempre molto pericolose sia per l'aggressore che per l'aggredito; a volte infatti basta distrarsi o perdere qualche penna per cadere preda di un gatto. Di solito l'estensione del territorio di un uccello è l'area raggiunta dal suo canto. 
Cantando da un punto in alto più femmine possono sentire il canto e si avvicinano al maschio. Lo scricciolo con il suo canto attira in questa maniera la femmina vicino a diversi nidi che ha già preparato e glieli offre; se lei ne trova uno di suo gradimento vi entra e comincia così una storia d'amore. 

Inoltre gli uccelli possono emettere richiami o allarmi esattamente per motivazioni opposte. Tutti notano lo strano modo di cantare di un gallo che trova del cibo e che serve a richiamare le galline. E' altrettanto facile percepire i richiami ripetuti ed acuti dei piccoli di rondine che chiedono il cibo ai genitori da dentro un nido. Spesso però, anche se non ce ne accorgiamo, gli uccelli "dicono" ai loro compagni che c'è un pericolo in agguato e c'è di più: "dicono" loro se è già vicino o ancora lontano. Il merlo emette suoni acuti e ripetuti per comunicare a tutti che c'è un pericolo lontano ma se è ormai vicino emette suoni gravi e sommessi per ottenere lo stesso effetto di allarme ma senza essere individuato dal predatore. Famoso è inoltre l'episodio delle oche del campidoglio che sono state provvidenziali allarmi naturali.

Molti suoni prodotti dagli uccelli sono innati ma a volte possono impararne anche di nuovi. L'esempio classico è quello della gracula religiosa o di molti pappagalli che possono imparare a riprodurre alla perfezione suoni che non farebbero normalmente parte della loro "lingua". Questo discorso però è valido anche per altre specie: se si prende un uovo da un verdone e lo si lascia covare ad un canarino il piccolo "parlerà" la lingua appresa dai genitori putativi ma con caratteristiche tipiche della sua specie di origine.

a cura dott. Gianluca Marchetti
medico veterinario

"Sotto l\u2019albero di Natale ho trovato un bel gattino\u2026 "

bambina con gattinoQuanto è bello ricevere a natale un bel gattino con cui accoccolarsi di fronte al camino, ma quali sono le prime cure che dovete riservargli?

Solitamente il nuovo gattino potrebbe aver già ricevuto la prima vaccinazione ma per avere una copertura immunitaria efficace bisogna fare una seconda vaccinazione intorno alle 12 settimane d’età.

I gattini nei primi mesi dalla nascita sono protetti contro molte malattie infettive grazie al colostro materno che prendono nelle prime ore di vita. Ma questa protezione materna intorno alla settima settimana tende a scemare pertanto si consiglia a questo punto di incominciare il protocollo vaccinale con la prima vaccinazione ( 8-9 settimane) da ripetere dopo 1 mese all’incirca (12 settimane d’età).

Ma che cosa è il vaccino?

Un vaccino è un farmaco che ha lo scopo di promuovere la produzione di specifici anticorpi verso una determinata malattia infettiva batterica o virale. I vaccini vengono prodotti a partire da colture del microrganismo, attraverso una diminuzione della virulenza (vaccini attenuati), oppure uccidendo il virus (vaccino spento e/o adiuvato) o dall’ingegneria genetica.

Per cosa si vaccina?

Il veterinario vi consiglierà il programma vaccinale più adatto allo stile e all’ambiente di vita di ciascun animale. Come per i bambini, molte delle vaccinazioni primarie sono effettuate attraverso una serie di iniezioni successive.

Normalmente il gatto viene vaccinato per Rinotracheite felina (Herpesvirus), Calicivirosi felina (Calicivirus), Panleucopenia felina (Parvovirus). I gatti che vivono o hanno accesso all’ambiente esterno e che quindi possono avere contatti con altri gatti si consiglia l’immunizzazione contro la Leucemia virale felina (FeLV) e la Chlamidiosi (Chlamydiophila felis).

E se si vuole andare all’estero, cosa fare?

Per poter andare all’estero la legge prescrive la vaccinazione antirabbica obbligatoria per cani, gatti e furetti, l’inoculazione del microchip e il rilascio del passaporto sanitario. Sarà necessario vaccinare tutti i gatti che si devono recare all’estero almeno 20 giorni prima dell’espatrio. 

Ma è importante ricordare che:

  • Stabilire il corretto protocollo vaccinale del gattino o del gatto adulto è un atto medico che tiene in considerazione numerosi aspetti; sarà necessario stabilire insieme al vostro veterinario quando iniziare le vaccinazioni e quali vaccini utilizzare in base allo stile di vita del vostro amico felino e all’esito di un test su sangue per scongiurare un’eventuale infezione da FeLV;
  • Come per la somministrazione di ogni farmaco, anche per i vaccini è possibile una reazione anafilattica;
  • I vaccini sono stati imputati di causare un tumore nel punto di inoculo (fibrosarcoma), in realtà il problema è legato all’estrema sensibilità/reattività di alcuni gatti all’inoculazione di qualsiasi sostanza. Al fine di ridurre l’incidenza di tali tumori, sono in uso delle linee guida dettate da una società internazionale (WSAVA – World Small Animal Veterinary Association).•

a cura dott.Marco Cipolletti
medico veterinario 

E adesso... tutti a nanna!!!

ghiro letargoE' finita da tempo l'estate, l'autunno è quasi al termine e alcuni animali cercano ripari in cavità di alberi, grotte, escavazioni nel terreno sui pendii collinari o sotto grossi alberi per i periodi invernali. Si chiama letargo o riposo invernale che ha durata diversa a seconda delle specie ed è uno stato in cui i processi metabolici sono estremamente rallentati. 

Sono tanti gli animali che ricorrono alla quiescenza, dalle formiche agli orsi, ma anche le tartaruga di terra ed altri rettili; tutti, però, hanno in comune l'abitare in territori con inverni più freddi. Un esempio? Gli animali della savana non vanno in letargo, ma gli abitanti dei grandi boschi del Nord America sì, ci vanno e per lunghi mesi. 

Gli orsi ad esempio nella stagione invernale, dopo aver accumulato sufficienti riserve di grasso, si rifugiano in grotte dove cadono  in una specie di sonno profondo che dura anche un mese. Durante questa fase di vita rallentata l'orso esce ogni tanto per alimentarsi e le femmine ne approfittano per partorire.

L'ibernazione dell'orso bruno è differente dal letargo ad esempio dei ghiri per il quale il rallentamento metabolico è assai più intenso e il risveglio dipende da un meccanismo fisiologico particolare, infatti l'orso durante il suo letargo può reagire a stimoli, seppure in modo torbido.

La temperatura corporea degli orsi può comunque abbassarsi di 5° raggiungendo i 31°C, il ritmo cardiaco rallenta e il consumo di ossigeno diminuisce della metà. Quando in primavera riprendono la loro piena attività, gli orsi sono dimagriti ma sono sopravvissuti bene al freddo e alla penuria di alimenti. 

Il ghiro, invece, si nasconde dentro un tronco d'albero o in una tana scavata e si addormenta arrotolato su stesso spesso in compagnia di altri congeneri.

Il metabolismo rallenta e la temperatura si abbassa quasi come la temperatura esterna e l'animale trascorre circa sette mesi in questo stato di completo letargo da cui esce soltanto nel mese di maggio. 

Durante i mesi rigidi il sangue non congela nonostante in alcune specie la temperatura corporea può raggiungere i -2°C grazie a varie sostanze, come sali, urea, acido urico ecc... che impediscono all'acqua presente nel plasma sanguigno e nel citoplasma di cristallizzare e di distruggere così le membrane cellulari. 

Quindi mettete il pigiama, prendete il cuscino e trapunta e via…tutti a nanna!!!•

a cura dott.ssa Licia Scacco
medico veterinario 

Il furetto: l’animale da compagnia che ama giocare a nascondino…

bambina con furettoIl furetto è entrato a far parte di molte famiglie italiane come nuovo animale da compagnia, ed è adorato soprattutto dai bambini per il suo carattere socievole e molto affettuoso. In generale passa tre quarti della giornata a sonnecchiare arrotolato su se stesso o a pancia all’aria, ma quando si sveglia ha bisogno di sgranchirsi le zampette e di giocare; il divertimento e l’interazione stimolano il furetto non solo a livello fisico ma anche mentale. E’ importante però tenere a mente che questo simpatico pelosetto non può essere lasciato libero senza la vostra supervisione, sebbene si comporti quasi come un gatto, perché è in grado di cacciarsi in guai, a volte anche seri. Adibirete quindi una stanza a prova di furetto dove lo lascerete giocare senza il rischio di cavi elettrici, spugne e saponette che possa mordere e/o ingerire, lavatrici, frigoriferi, lavastoviglie aperti dove possa nascondersi, ecc..

Fortunatamente al furetto non serve molto per divertirsi, perciò non occorre necessariamente acquistare giochi costosi, ma si può utilizzare ciò che si ha in casa. Anche le stesse coccole e carezze risultano essere un’interazione decisamente positiva, alla quale dedicarsi anche mentre guardate la tv. Considerando poi quanto gli piace nascondersi potete, ad esempio, utilizzare dei vecchi pantaloni dismessi, tagliargli le gambe ed utilizzarle come tunnel. Il vostro animaletto ci si intrufolerà più e più volte, facendo avanti e indietro come un forsennato. Sempre a proposito di tunnel, è possibile costruirne alcuni unendo più rotoli di carta con del nastro adesivo, di quelli che si trovano all’interno della carta da cucina; saranno così apprezzati da essere scelti anche per schiacciare un pisolino ogni tanto.

Siccome il furetto ama giocare a nascondino, oltre ai tunnel, mettete agli angoli della stanza adibita ai suoi giochi dei vecchi panni appallottolati; lo vedrete intrufolarsi e poi dimenarsi come un matto per poi uscire all’improvviso allo scoperto saltellando sulle quattro zampe, incitandovi al gioco.

Un’altra passione del vostro nuovo amichetto sono le palline che rotolano e i giochi che fanno rumore. E’ possibile acquistarne presso negozi specializzati, o usare anche qui un po’ di fantasia e costruirveli da soli. Ad esempio l’interno degli ovetti di cioccolata, preventivamente privati dell’interno, e ovviamente dell’esterno, possono essere proposti al vostro amichetto che impazzirà nel corrergli dietro. Se poi all’interno vi sistemerete anche qualche sua crocchetta, contribuirete ad aumentare il divertimento, soprattutto dei più “forzuti” che riusciranno ad aprirli e a vincere la gustosa ricompensa.

Per stimolare il suo ingegno potete anche utilizzare bicchieri di plastica dura e spessa (non quelli bianchi usa e getta) rovesciati con dei pezzetti di cibo nascosti sotto. In realtà il cibo si può nascondere ovunque: all’interno di scatole di cartone, all’interno dei tunnel, ecc.., stimolando il suo ingegno e curiosità, decisamente innati.

Come avrete capito non ci vuole tanto per stimolare il suo divertimento, basta porre estrema attenzione ai materiali che si utilizzano: devono essere abbastanza resistenti, come palline di plastica dura o di gomma dura, da non essere rotti in piccoli pezzi, che se ingeriti possono arrecare gravi danni e farvi correre dal veterinario, che dovrà essere specializzato in animali da compagnia non convenzionali, se volete che riceva le cure necessarie nel modo più corretto.

Se poi la fantasia non è il vostro forte, non preoccupatevi!! Esistono negozi specializzati e siti online che potranno soddisfare la vivacità e curiosità dei vostri piccoli compagni di giochi. •                                                                

A cura Dott.ssa Stefania Meschini
Medico veterinario

il coniglio: un animale da compagnia

bambina e coniglioIl coniglio è considerato un animale da compagnia da pochi decenni e diventa sempre più la prima scelta per un nuovo amico a quattro zampe da introdurre in casa. 

E'un animale sociale e socievole, in casa ama stare con gli altri componenti della famiglia come un cagnolino, ma la sua gestione è molto semplice, come quella di un gatto. 

L'alimentazione è senza dubbio l'aspetto gestionale più importante per assicurargli una vita sana e lunga. Il coniglio è un “ERBIVORO STRETTO”, in natura mangia tanta erba, germogli, radici ,rametti e raramente frutta. Noi non mangiamo erba perché è fibrosa, molto dura, e danneggerebbe i nostri denti; questo al coniglio non succede perché la natura gli ha fornito “un'arma segreta”: ogni giorno i suoi denti si consumano mentre rosicchia erba e ogni giorno i suoi denti crescono un po' come le nostre unghie o i nostri capelli. In questo modo la tavola dentale del nostro peloso amico è sempre pareggiata, cioè i denti sono sempre della stessa lunghezza. Molti pensano che il coniglio abbia solo gli incisivi, che crescono fino a 5 mm a settimana (1 cm al mese!), ma in realtà anche se non ha i canini, ha comunque premolari e molari che crescono fino a 1 cm al mese. Quindi è fondamentale somministrare un'alimentazione che rispecchi il più possibile quella naturale se non vogliamo far ammalare i denti del nostro animaletto. 

Una giusta dieta deve basarsi prima di tutto su erba e/o fieno: sono alimenti poveri per cui il coniglio può e deve averne a disposizione quantità illimitate per poter consumare i denti e sfamarsi.

Possiamo giornalmente somministrare un po' di verdura fresca, considerando però sia la quantità che la qualità: ogni giorno una quantità di verdura pari al volume della testa del vostro coniglietto; non perché di più gli faccia male, ma perché mangerebbe meno fieno e consumerebbe meno i denti! Inoltre offritegli le parti di scarto che di solito buttiamo, invece delle parti tenere che mangiamo: foglie dure ed esterne, gambi, torsoli e rametti di rosmarino, menta , alloro etc...

Infine potete dare uno spicchio di frutta una volta a settimana.

Molti conigli hanno malattie dentali, epatiche e intestinali perché mangiano cibi secchi come pellets, mix di cereali e frutta secca, pane, biscotti e semi. Tutte queste cose piacciono al vostro coniglietto ma gli fanno malissimo, dovete assolutamente evitare di dargliene da mangiare. •

a cura del Dott. Nello Polise, medico veterinario

La toxoplasmosi vista con gli occhi del gatto

donna incinta con gattoLa Toxoplasmosi rappresenta un importante elemento di cui tener conto nell'ambito della salute materno-infantile. E' necessaria una visita con il proprio ginecologo di fiducia per stabilire il reale rischio della donna durante la gravidanza.

“Cara padroncina... sei in dolce attesa e molto presto diventerai mamma. Per questo ti stai chiedendo se io, tuo sincero amico felino, possa rappresentare un pericolo per te e per il tuo bambino! E' ancora diffusa l'idea che io sia il responsabile della maggior parte delle infezioni da toxoplasma nell'uomo e in particolare nella donna. In realtà vivendo sempre dentro casa, mangiando abitualmente cibo industriale (scatolette e/o croccantini) e non avendo mai assaggiato carne cruda, prodotti a base di carne cruda o salumi, ho una possibilità quasi trascurabile di diffondere questa malattia.

Inoltre, quando noi gatti ci infestiamo con il protozoo responsabile della toxoplasmosi eliminiamo le oocisti (che sono le “uova” del parassita) nelle feci. Dopo 1 - 5 giorni dall'emissione delle feci infestate, le oocisti possono trasmettere la malattia all'uomo se ingerite. Quindi cambiando quotidianamente la nostra lettiera il rischio praticamente si annulla.

Altro aspetto molto importante è che nella maggior parte dei casi l'espulsione delle uova avviene per un massimo di 20 giorni consecutivi dopo l'infezione, dopodiché noi gatti acquisiamo immunità per il resto della nostra vita.

Alla luce di questi aspetti risulta quindi chiaro che la possibilità di contrarre l'infezione a causa mia o di qualsiasi altro gatto domestico sia quasi nulla e, in ogni caso, drasticamente inferiore alle altre possibili cause di contagio. 

Si può infatti più facilmente contrarre l'infezione:

•mangiando carne contaminata cruda o non cotta bene;

•mangiando cibi crudi, frutta non lavata o verdure contaminate nell'ambiente.

Quindi ti chiedo solo di non portarmi da amici o parenti durante questa fase della tua vita; non abbando-narmi a un destino che non mi sono meritato durante tutti questi anni passati insieme.

Cara padroncina... voglio solo condividere con te anche questa splendida avventura; seguendo poche regole e con una maggiore collaborazione del padroncino nella pulizia della lettiera non rappresenterò mai una minaccia ma solamente una risorsa per la vostra famiglia.”

Il Gatto

 

Ulteriori informazioni e implicazioni sulla salute umana possono essere reperite sui dati pubblicati dal Ministero della Salute sul sito www.epicentro.iss.it

a cura dott.ri Licia Scacco, Marco Cipolletti
medici veterinari 

 

 

La vera storia della cagnolina Luna

caneQuesta non è una favola né la sceneggiatura di un film ma è la vera storia di Luna. E' una bella cagnetta fulva a pelo lungo e di taglia media, ha vissuto a Palestrina per diversi anni felice e contenta con il suo Padrone... Vivevano in una casetta, loro due e le loro abitudini: tutte le mattine uscivano a fare due passi, si fermavano al bar a fare colazione, poi a comprare il giornale, dal macellaio per un po' di spesa e con gli amici a fare due chiacchiere, infine a casa, sempre così, giorno dopo giorno, godendo l'uno della compagnia dell'altra, uniti da un affetto senza parole. Un brutto giorno però, dopo il solito giro, il Padrone sentì un dolore al petto e, siccome si trovavano a passare davanti all'Ospedale, decise di andare a farsi vedere al Pronto Soccorso; prima di entrare disse a Luna: "Mi raccomando, aspettami qui!" Ma non era un dolore da poco e da quel Pronto Soccorso il Padrone non è più venuto via!

Luna, obbediente, è rimasta ad aspettare lì fuori, un giorno, una settimana, un mese; molti di noi medici e infermieri abbiamo tentato di adottarla portandocela a casa, ma dovunque lei fosse, alla prima occasione, scappava via per tornare davanti a quel Pronto Soccorso, d'altra parte l'ordine del Padrone era stato chiaro!! Così, per fare in modo che potesse un poco ripararsi dalla pioggia e dal freddo le abbiamo messo una piccola cuccia sotto un albero, l'infermiera che le vuole più bene le porta da mangiare tutti i giorni, Luna non ha bisogno d'altro: tutte le mattine si allontana a fare due passi, poi va al bar e lì rimedia sempre qualcosa per colazione, poi passa dal giornalaio e ci sono altre carezze per lei, dal macellaio dove trova sempre un bocconcino speciale, infine torna alla sua nuova casa ad aspettare con pazienza. Per evitare che venga considerata una randagia e portata via in un canile tutti i suoi amici si sono adoperati per farla diventare "cane di quartiere" con l'impegno a vaccinarla e curarla quando serve e ad accudirla quando ce n'è bisogno. Ormai sono passati diversi anni e Luna è sempre al suo posto, è tranquilla, è serena, è fiduciosa come sempre. Se c'è qualche scettico che non crede a questa storia che sembra una favola ma favola non è, può benissimo passare davanti al Pronto Soccorso dell'Ospedale vecchio di Palestrina, lì troverà la nostra Luna, sono sempre bene accette nuove carezze! Questa storia finisce qui... è vita vera e perciò non c'è al momento nessun lieto fine, ma solo un grande insegnamento.

Invito tutti i genitori che possono a regalare ai propri figli un cucciolo, sarà un piacevole compagno di giochi, un amico che lo rassicura dai brutti sogni notturni, un essere che gli insegna quanto l'amore possa essere incondizionato e l'amicizia sia un valore impagabile, qualcuno che gli spieghi cioè tutto ciò che dovremmo insegnargli noi ma che purtroppo per troppa fretta, troppo lavoro, troppa stanchezza ci siamo dimenticati di fare....e pazienza se quando piove ci saranno piccole impronte fangose dappertutto e se la casa sarà sempre piena di peli.... i nostri figli cresceranno più saggi, generosi e sensibili, vi pare poco? •
Gli amici di Luna


Girotondo
 riceve
i Patrocini dei Comuni
per le sue finalità socio/educative
a sostegno della Comunità

Esce a Marzo - Maggio
Settembre - Dicembre

In ogni numero informa 
sul mondo dei bambini
per aiutare i genitori
a comprenderli meglio

Il Comitato Etico Scientifico 
supervisiona tutti gli articoli,
a garanzia della tutela all’infanzia
e di una genitorialità consapevole,
valori a cui Girotondo si riferisce
come Associazione