Loading color scheme

se hai ricevuto rispetto, sei in grado di rispettare

Parsi_MariaRita.jpgParsi, che considera Girotondo «un buon punto di riferimento per le famiglie perché, come ricorda un proverbio africano, per educare un bambino ci vuole un intero villaggio», parte da un semplice assunto: «Solo chi ha ricevuto rispetto, è in grado di rispettare se stesso e il resto del mondo».

Continua il confronto con Maria Rita Parsi, una delle psicoterapeute più apprezzate ed empatiche di Italia. Volgiamo lo sguardo sul valore della parola “rispetto”: rispetto per l’ambiente, per le persone, tra adulti e bambini. Dentro e fuori dalle mura di casa.

Professoressa, dove nasce il rispetto? «Dal rispetto ricevuto e percepito. Chi è stato trattato con amore, sarà in grado di donarlo a se stesso e agli altri. Non essere ascoltati o non essere oggetto di sufficienti attenzioni produce non solo il non rispetto per gli altri, ma anche la sottovalutazione di se stessi. 

Proprio per questo, molto spesso, le esigenze altrui diventano talmente preponderanti e funzionali all’ottenimento di un consenso socialmente riconosciuto che, alla fine, si finisce per mettersi al servizio delle priorità altrui e ci si dimentica del proprio sé. La dipendenza è l’esatto contrario del rispetto».

Cosa succede se un bambino non riceve abbastanza cura e attenzione? «Certe volte i bambini ritardano i loro tempi per provare a stabilire una rottura, richiamando lo sguardo su se stessi. L’educazione è soprattutto accorgersi dell’altro, rispettare i suoi tempi. Non solo nutrire i figli quando hanno fame o coccolarli quando piangono, ma anche avere la capacità di lasciarli andare quando sono pronti a fare da sé. Solo se vieni rispettato, sin dai primi momenti della tua vita, comprenderai che bisogna rispettare te stesso e gli altri. 

Chi si sente invisibile può instaurare prima una lotta fatta di blocchi e rifiuti, poi manifestare disagio sia a livello individuale che sociale. Il non rispetto, alla lunga, crea catastrofi».

E se a mancare è il rispetto fra mamma e papà? «Se in una coppia genitoriale c’è un componente che non rispetta i tempi, le scelte, le parole e i gusti dell’altro genera una risposta uguale o contraria nell’altro. La coppia di riferimento diventa l’esempio del non rispetto costante. Soprattutto se esiste uno sbilanciamento e c’è uno dei due che subisce. Purtroppo, quel modello potrà essere replicato dal bambino una volta cresciuto. Per fortuna, nella vita, non esiste solo la famiglia»...

Qual è il ruolo della scuola e del mondo esterno? «La scuola è un altro dei luoghi fondamentali per imparare le regole della convivenza. Famiglie a parte, che possono essere rispettose o meno, educanti o meno, è necessario che la società, quindi la scuola, le associazioni culturali, sportive e tutti i luoghi di aggregazione creino reti in cui la cultura del dialogo sia la base imprescindibile della partecipazione. 

La partecipazione ha bisogno di una organizzazione, con ruoli assegnati con precisione, e di un codice etico da rispettare. Se manca il diritto alla conoscenza, diventa molto difficile applicare il rispetto anche come dovere».

Sul rispetto dei diritti, quelli delle donne o delle minoranze per esempio, stiamo tornando indietro? «Non c’è mai stato un vero rispetto per le differenze. Ma se il riferimento è il passato, e anche grazie alle tante battaglie portate avanti, oggi viviamo nel migliore dei mondi possibili. Storicamente, c’è sempre qualcuno che prova a rimettere in discussione i diritti acquisiti con fatica. Sta a noi difenderli e non permettere che siano calpestati».

Professoressa, i genitori come possono trasmettere il valore del rispetto ai propri figli? «La famiglia è il luogo principe in cui imparare le regole della convivenza e il riguardo per gli altri e per il mondo esterno. Il primo rispetto è quello che si riceve dall’ambiente circostante, quando ancora si è nel ventre materno: le cure, le attenzioni, l’ascolto. I genitori hanno il dovere di mettersi al servizio dei tempi del bambino». 

a cura di Alessandra Testa
giornalista, direttrice responsabile Girotondo


Girotondo
 riceve
i Patrocini dei Comuni
per le sue finalità socio/educative
a sostegno della Comunità

Esce a Marzo - Maggio
Settembre - Dicembre

In ogni numero informa 
sul mondo dei bambini
per aiutare i genitori
a comprenderli meglio

Il Comitato Etico Scientifico 
supervisiona tutti gli articoli,
a garanzia della tutela all’infanzia
e di una genitorialità consapevole,
valori a cui Girotondo si riferisce
come Associazione