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l’alimentazione sana oggi nasce dalla consapevolezza

cibo_02.jpgChe percezione abbiamo dei processi di allevamento e trasformazione dei cibi che compriamo? E della loro genuinità o meno? E con le scelte che mettiamo in tavola tutti i giorni, cosa trasmettiamo ai figli?

Quando si tratta di scegliere cosa mettere in tavola per i nostri bambini, vogliamo il meglio. La conoscenza di noi genitori negli ultimi anni è cresciuta, grazie anche a una cultura globale in merito. 

Oggi c’è moltissima informazione riguardo all’alimentazione per i bambini, e c’è anche tanta scelta alimentare in più. Chi vuole sbizzarrirsi ai fornelli, sperimentare ricette, esplorare nuove combinazioni ha solo l’imbarazzo della scelta. La creatività in cucina però non basta: ciò che può fare davvero la differenza nella quotidianità, è la consapevolezza di ciò che mangiamo, e questo vale sia per noi genitori che per i nostri bambini. 

Per arrivare ad una vera consapevolezza del cibo, occorre tornare a quella antica saggezza dei nostri nonni che considerava il cibo cura, amore, vita... in una parola: genuinità. Attraverso il cibo esprimiamo tradizioni e costruiamo ricordi. E scegliendo ciò che mangiamo, prendiamo una posizione attiva nella società, determinando e riscrivendo le leggi di mercato: giorno dopo giorno, pasto dopo pasto, ciò che mettiamo in tavola contribuisce a costruire il futuro dei nostri figli. 

Siamo proprio noi, con la spesa che facciamo tutti i giorni che facciamo la differenza, perché è questo che determina il mercato. Quindi perché non partire proprio da qui per riconquistare la genuinità nel futuro dei nostri figli? 

Coinvolgiamoli nella spesa, che sia al supermercato o nella bottega sotto casa, per raccontare loro da dove vengono i cibi che compriamo. Non è necessario entrare nei dettagli, è sufficiente ampliare un po’ il loro immaginario, e quindi anche il nostro… si può giocare a leggere le etichette insieme: cosa vuol dire “carboidrati”? E qual è la differenza tra “glucosio” e “fruttosio”? Perché alcuni alimenti sono senza “lattosio”, e cosa vuol dire “apporto nutrizionale”? E perché le galline allevate “a terra” sono più felici? 

E come fare quando dobbiamo fronteggiare gusti e disgusti, desideri e capricci verso il cibo che possono essere all’ordine del giorno? Le motivazioni che portano a un capriccio o al rifiuto di un determinato cibo possono essere le più disparate: certamente non bisogna affannarsi, e monitorando la situazione nel tempo potremo comprendere se è necessario chiedere il parere di un esperto oppure lasciare che il bambino cresca, che il suo approccio si modifichi e che la curiosità verso tutto ciò che lo circonda gli faccia riconsiderare alcuni cibi. 

E ogni tanto, concedere eccezioni, soprattutto con alcune golosità, è importante per non far vivere al nostro bambino il senso del proibito… durante le feste di compleanno, o al cinema, o in vacanza, o a casa di amici, le regole relative ai cibi concessi e proibiti a casa possono subire variazioni senza che i piccoli si facciano strane idee. Le eccezioni, del resto, confermano sempre la regola! 

Un’ottima occasione per far sperimentare a tutta la famiglia nuovi sapori e una cucina diversa dal solito è poi il viaggio: dovunque viaggiamo il territorio propone tipicità, curiosità e piatti che per i bambini sono sicuramente adatti. Perché non provarne qualcuno? Il cibo è anche cultura, e provare un nuovo gusto può essere l’occasione per raccontare un’usanza o un’attività del luogo in cui ci troviamo. 

Restando sempre in tema viaggi e tempo libero, ci sono moltissimi musei interessanti a tema cibo e alimentazione, che sono occasione sia di apprendimento che di divertimento, e aiutano i bambini ad entrare dentro i processi di nascita e produzione del cibo giocando e sperimentando. Visitarli con tutta la famiglia potrebbe essere un’ottima occasione!

E quando siamo a corto idee, e ci sembra di aver già proposto e riproposto gli stessi piatti centinaia di volte? Basa un click e il web ci fornisce tantissime idee interessanti, veloci e sane. 

Tuttavia, la routine non è dannosa, anzi: il bambino che mangia periodicamente le stesse cose preparate dalla mamma le identifica come parte della routine di casa e di famiglia, e coltiva così ricordi di gusti e profumi che lo accompagneranno per sempre

Non dimentichiamo poi l’importanza della semplicità: apprezzare ciò che è composto da pochi ingredienti permette di valorizzare davvero il gusto e la genuinitá. 

Un buon obiettivo da porsi nel quotidiano potrebbe essere proprio quello di scegliere alimenti composti da non più di cinque ingredienti, perché genuinità fa rima con semplicità!

Sviluppare la nostra consapevolezza verso il cibo è il primo passo per un’alimentazione sana. Essere consapevoli permette di avere un giusto interesse, che non deve essere nè troppo nè poco, di concedersi le giuste eccezioni, di sperimentare sapori e idee. 

Ricordiamoci sempre che nutrirsi è un atto naturale, e proprio per questo è bello che la tavola dei bambini sia fatta di quella stessa tradizione che li accompagnerà anche da grandi, quando - come è successo a tutti noi - si ricorderanno di quel mix di ingredienti, di quella ricetta scritta a mano dalla mamma, da papà o da una nonna, e la prepareranno da grandi nella loro cucina, dovunque saranno, perché dentro quel profumo e quei sapori ci sarà sempre casa. 

Cucinare insieme è poi un’occasione che può presentarsi quotidianamente per coinvolgere i più piccoli nel processo che porta il cibo dalla terra al negozio fino alla tavola: il bambino percepisce ogni azione come parte di un processo più ampio, e la sua consapevolezza del cibo si evolve positivamente. 

a cura della Redazione
in collaborazione con i propri esperti dell’infanzia


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