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i bambini di oggi saranno il mondo di domani...

bambino_01.jpgQuesto è un fatto

Maggiori sono le cure che prestiamo oggi all’infanzia e maggiori sono le possibilità di un mondo migliore domani.

Come possiamo far emergere nel bambino l’essere dell’uomo, con le sue qualità migliori, con la sua dignità, i suoi aneliti ideali, la sua creatività nell’accezione più elevata del termine?

Sempre più spesso leggiamo sui giornali fatti di cronaca che coinvolgono “piccoli” adolescenti. I giovani oggi manifestano un’immensa irrequietezza, tipica dell’età, ma accentuata dalle grandi incertezze rispetto al futuro, che vivono nel mondo attuale.

La nostra generazione risulta incapace di rispondere ai bisogni sociali e, rispetto ai giovani, prospetta soluzioni con riforme della scuola che non sono in grado di incidere nella vita reale pervasa di conflittualità, distruttività, desolazione.

Infatti nella scuola non si guarda più alle necessità profonde dell’uomo, ma alla sua istruzione, a quanto deve sapere. È una prospettiva che si muove esclusivamente da interessi legati al mondo dell’economia, sempre più spesso privata di comportamenti etici, un ambito dove vediamo imperante la legge del profitto e degli approfittatori, della competitività sul piano materiale (avere e non essere), dell’arrivismo, dell’individualismo.

È quella una realtà dove avrebbe invece un grande senso il sentimento ideale della fratellanza.

Da quando nella produzione di beni abbiamo la divisione del lavoro, verifichiamo quanto siamo congiunti gli uni agli altri; non c’è un oggetto di uso quotidiano che non sia passato tra le mani di diversi uomini, materia plasmata e permeata dal lavoro altrui, prima di arrivare a noi.

Le civiltà, per poter progredire, hanno bisogno di evolversi in una società più armonica, meno conflittuale; mentre abbiamo sempre più bisogno di contenuti che possano apportare un nutrimento alla nostra interiorità, alle nostre anime, si amplia invece l’assunzione di psicofarmaci che le anime le addormentano.

Gli ideali della Rivoluzione Francese, libertà, uguaglianza, fratellanza, sono più che mai valori a cui tendere.

Cosa possiamo fare noi genitori per sostenere i nostri figli in questo mondo in cambiamento? Anzitutto

ritrovare le tradizioni. No, non parliamo delle tradizioni dei pranzi di Natale, di Pasqua, di Santa Lucia, di Babbo Natale, della Fatina dei denti o di tutte quelle abitudini (altrettanto importanti) che però arrivano una volta all’anno. Parlare di tradizioni significa anche porre il focus su quei momenti in famiglia ricorrenti, unici, intimi e personali che ogni nucleo crea con il tempo. Ogni famiglia ha i suoi riti, le sue tradizioni, e dovremmo renderci conto della loro importanza per la loro unicità e per il valore che si porteranno dietro.

Osserviamo il bambino nella sua crescita nei primi 3 anni di vita: dapprima impara a ergersi nella verticale e a camminare; questo movimento esteriore diventa poi un movimento all’interno della sua anima e abbiamo il linguaggio; un movimento ancor più sottile in seguito, quando comincia a dire io a se stesso, il movimento dei suoi pensieri.

Ogni mamma e ogni papà ad un certo punto si rende conto che per quanto possano sembrare piccoli i loro figli stanno crescendo. Sono bambini, sì, ma il tempo scorre inesorabile e velocissimo, e in un nonnulla li si ritrova ragazzini, e poi adolescenti, e poi adulti. È in questi momenti che ci si rende conto anche di quanto il tempo passato in famiglia sia importante. Perché potremo anche essere genitori votati all’indipendenza dei figli, ma per quanto consapevoli che un giorno cresceranno e se ne andranno, quel pensiero fa nascere nel cuore un pochino di sana malinconia.

Non solo: è proprio in questi momenti che si ripensa alla propria famiglia con il sorriso, mettendo a fuoco le sue caratteristiche, le sue abitudini e il suo essere in profondità. Questo essere è dato anche da tutti i piccoli momenti che in qualche modo possono rappresentare le tradizioni di quella data famiglia. Non il Natale, appunto, ma quelle attività che si è sempre amato svolgere insieme e che ricorrono puntualmente di tanto in tanto.

Semplicemente è il tempo passato in famiglia che si può definire una tradizione.

Perché ogni famiglia spende quel tempo in maniera differente e personale, ed è questo il bello.

Ciò che non dovremmo dimenticare, però, è di non lasciare cadere queste tradizioni.

E se non ce ne sono di definite, non è difficile crearne di nuove. Anch’esse diventeranno parte delle “nostre” e contribuiranno a creare un nido familiare unico, protetto, sicuro, divertente e piacevole, al quale poi da adulti si ripenserà con il sorriso.

Avere delle tradizioni potrebbe però sembrare ad alcuni una forzatura, un pianificare la spontaneità e il bene. In realtà non è così. Perché sapere che ogni settimana ci sarà quella particolare attività che tutti amano e che si sa che si farà tutti insieme rende il tutto (forse incredibilmente e all’apparenza inspiegabilmente) più spontaneo. Perché diventa naturale, e in questo modo le occasioni aumenteranno, e così aumenteranno le tradizioni, e così i ricordi e le sensazioni di piacevolezza.

ma quali sono queste tradizioni?

La serata dei giochi in scatola, il giardinaggio in estate, la cena in quel ristoranti etnico che piace a tutti, il leggere nel letto, l’inventare le storie intorno al fuoco. Ma anche la cena dai nonni, la sera dedicata ai lavori artistici (mica solo i bambini, anche mamma e papà!), le cene e i pranzi cucinati insieme, l’orto sul balcone da curare con amore, il campeggio almeno una volta a stagione, la serata degli spettacoli davanti al divano, la serata cinema (sul divano con i popcorn oppure al cinema vero: quello che si preferisce!).

Non servono energie extra per costruire solide tradizioni di famiglia.

Primo perché sono attività che si amano; secondo perché sono attività quotidiane rese anche meno faticose grazie alla collaborazione!

E non servono nemmeno risorse finanziarie eccessive, dal momento che non parliamo di vacanze super lusso o di attività che richiedono denaro. Il denaro non c’entra. C’entra l’amore. C’entra il divertimento. C’entra il creare e rafforzare un legame che già è forte di per sé ma che piano piano, inevitabilmente, cambierà, proprio perché i nostri stessi figli cresceranno e cambieranno. E forse ci sarà meno tempo per stare insieme. Ma, almeno, avere tradizioni aiuterà un pochino di più a vedersi spesso (perché tornerà la voglia di stare tutti insieme), e renderà tutto più piacevole grazie al dolce ricordo di quei momenti.

Ma soprattutto crescerà degli adulti che, nutriti nelle proprie necessità umane interiori, sceglieranno con amore come costruire il proprio futuro e quello di un nuovo mondo, un mondo dove ci sarà più “essere” e meno avere.

a cura della Redazione
in collaborazione con i propri esperti dell’infanzia

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