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 Oggi su Girotondo parliamo di:

sperimentala scuola regala una valigia piena di conoscenza !

bambino_idea.jpgLa vita ci dà alcune semplicissime regole per poterla vivere al meglio e penso che i miei genitori siano riusciti a darmi gli strumenti per comprenderne almeno alcune. Voltaire

La scuola, nel suo ruolo di agenzia educativa, ha da sempre contribuito alla diffusione della cultura, intesa sia come strumento di formazione che di trasmissione dei “Saperi”.

Nella società attuale, caratterizzata dai fenomeni di globalizzazione, digitalizzazione e velocità informativa, tale compito assume un valore ancora più forte, in quanto le aule scolastiche rimangono il luogo privilegiato dove “fare” cultura e comprendere il significato profondo che tale parola porta nel suo percorso etimologico: dal latino cultus, “ciò di cui si ha cura, ciò che si coltiva”.

L’analogia con il mondo vegetale è inevitabile, la cultura è come un seme da coltivare, cresce con le sue forze e le sue particolarità, ma ha bisogno di cure per raggiungere una bellezza sempre più pura e per non indietreggiare rispetto a ciò che si è conquistato con dedizione e volontà.

La scuola aziona e sostiene lo sviluppo cognitivo del fanciullo mediante lo studio delle discipline, i cui contenuti stimolano l’interesse, la curiosità, la voglia di imparare, il desiderio di affacciarsi su panorami ancora inesplorati con lo sguardo e soprattutto con il cuore. Tale processo deve essere accompagnato da metodologie didattiche in grado di “illuminare” la bellezza del mondo della conoscenza.

La cultura vera resta, soprattutto dopo il termine degli studi; ciò che è stato appreso assume le caratteristiche di una sfera, senza inizio e senza fine, all’interno della quale ritrovare i contenuti necessari. Basta una passeggiata in montagna e sentire il profumo della ginestra, per riportare la mente a Leopardi, oppure la macchina in autostrada per “rispolverare” la definizione di rette parallele, o ancora la bellezza stilistica di un libro per ricordare le Lezioni americane di Calvino. Occorre però averne cura, ravvivare il fuoco della conoscenza attraverso pensieri e azioni che stimolino la curiosità verso l’immensità e la varietà del mondo.

Nella società attuale, in cui il termine “competenza” definisce le capacità di un individuo, la cultura riveste un ruolo centrale, in quanto determina l’abilità di utilizzare ciò che si è appreso in contesti non ancora conosciuti e sperimentati. Le direttive europee sull’educazione, e non solo, richiamano con forza l’importanza delle Key competences for Lifelong Learning (le otto competenze chiave, v. Recommendation on Key competences for Lifelong Learning 2006/962/EC), l’apprendimento è un processo che dura tutta la vita e che è influenzato profondamente dal percorso scolastico.

Tutto ciò conduce ad una riflessione fondamentale: la cultura non è statica e datata, bensì flessibile, dinamica, sempre pronta a dimostrare la sua essenzialità nelle vicende quotidiane e nella lettura della “contemporaneità”, è un “background” che guarda al futuro.

La Scuola deve essere un luogo colto, uno spazio fisico, temporale ed esistenziale in cui “prendersi cura” di tutto ciò. La crescita culturale di un bambino è come un viaggio: si parte con una valigia vuota, da riempire, prima con l’immaginazione e poi con la realtà.

La cultura è il quadro mai terminato dell’evoluzione umana nel corso dei secoli; l’arte, la letteratura, la storia e le scienze sono il simbolo di un percorso formativo che contraddistingue l’essere umano. La cultura è bellezza, e come scrisse Dostoevskij, la bellezza salverà il mondo.

a cura dott. ssa Sara Innocenti

insegnante specializzata in pedagogia steineriana

Polyphonic voices: l’eccellenza per la scuola

ragazza_musica.jpgLa città di Palestrina è da sempre in prima linea per la tutela e la diffusione del patrimonio musicale del “Princeps Musicae”. La scuola secondaria di primo grado dell’I.C. “G. Pierluigi” vanta all’interno del piano triennale dell’offerta formativa un doppio corso ad indirizzo musicale, che permette agli alunni iscritti di studiare gratuitamente nel corso triennio uno strumento musicale tra quelli disponibili in organico: flauto traverso, violino, chitarra classica e pianoforte.

Per l’anno scolastico 2018/2019 l’Istituto Comprensivo “Giovanni Pierluigi” sarà, in qualità di istituto capofila, in rete con gli Istituti Comprensivi di San Cesareo e di Zagarolo per la realizzazione di un progetto sulla polifonia rinascimentale e sulla rilettura in chiave moderna di alcuni selezionati brani del Palestrina, appositamente arrangiati per gli alunni dai docenti di Musica e di Strumento Musicale del team.

Il progetto “Polyphonic Voices” fa parte di un piano nazionale triennale per la diffusione della cultura umanistica e delle arti, è stato premiato e finanziato da una apposita commissione del MIURUSR Lazio per il suo alto potenziale formativo e prevede due importanti manifestazioni musicali a dicembre 2018 e giugno 2019. Importante il sostegno all’iniziativa da parte della Fondazione “Giovanni Pierluigi da Palestrina”, il cui presidente Marco Angelini ha mantenuto nel tempo un dialogo aperto e disponibile con le istituzioni formative del territorio.

Questo progetto darà la possibilità ai docenti ed agli alunni di approfondire l’esecuzione musicale di un importante autore che fa parte della storia del proprio territorio, nonché di liberare la propria creatività attraverso specifici laboratori linguistico-musicalcreativi.

L’elemento innovativo dal punto di vista didattico è proprio l’indirizzo alla composizione musicale degli alunni attraverso il riutilizzo di materiali noti appartenenti alla tradizione colta, e la collaborazione tra docenti di diverse aree disciplinari (area linguistica ed area musicalecoreutica), che porterà sicuramente un arricchimento per i giovani cantori e strumentisti, che si troveranno ad essere esecutori e/o cantautori di meravigliose armonie.

L’educazione alle arti, in particolare alla musica pratica, riveste un ruolo centrale nella formazione dell’individuo, con contributi nell’ambito delle competenze musicali, cognitivometodologiche e sociali.

L’augurio è che questo progetto innovativo possa essere condiviso con tutte le istituzioni del territorio, per un cammino verso una società più sensibile alla Bellezza che ci circonda.

a cura di Ester Corsi

tenured flute teacher

 

il metodo di studio e la gestione del tempo nei compiti a casa

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Metodo di studio? Di cosa si tratta? È un insieme di meccanismi che permettono di svolgere un compito efficacemente con un dispendio minimo di energie. Per raggiungere questo obiettivo è necessario una pianificazione del lavoro pomeridiano.

Cosa devo fare? Quali materie? Quali tipi di esercizi mi sono richiesti? Quali tempi sono necessari? Fondamentale è un analisi preliminare di ciò che bisogna fare non solo superficialmente, guardando il diario, ma anche analizzando il tipo di esercizio. Spesso la quantità non rispecchia la qualità, ci sono materie che richiedono di svolgere dieci esercizi ma in realtà sono, ad esempio, crocette su concetti già studiati, un ripasso, oppure materie con tre esercizi che però richiedono di mettere in campo un numero di abilità molto più ampie, ad esempio un riassunto, un tema, una ricerca. Questo lavoro non solo permette ai ragazzi di analizzare il proprio operato, ma di conoscere strada facendo come meglio apprendono e le strategie personali.

Studio meglio leggendo ad alta voce? Sottolineando? Facendo schemi e scalette o mappe concettuali? Anche la stima del tempo è importante, molto spesso si incolpa la distrazione quando si vedono i ragazzi studiare fino a tarda sera, in parte potrebbe essere vero, ma dall’altra viene lasciato al caso l’impostazione dei lavori, si inizia dalla materia che risulta più semplice, o quella dove si pensa si debba fare meno, e poi ci si ritrova a fare la materia dove si incontrano maggiori difficoltà, e magari con esercizi più complicati proprio all’ultimo quando anche la stanchezza gioca una ruolo a sfavore. Potremmo quindi creare una tabella dove inserire una stima dei tempi in base al tipo di esercizio svolto e il tempo realmente impiegato, niente paura inizialmente le stime potrebbero non essere corrette ma proprio questo “errore” potrebbe servire da bussola per organizzare al meglio lo studio, sapendo quanto tempo richiede un certo compito.

In conclusione, avviamo i nostri ragazzi alla pianificazione come lavoro di riflessione sul proprio operato e come metodo utile dentro e fuori la scuola, ma non dimentichiamo i momenti di pausa. Sembra un controsenso quando si ha molto lavoro da svolgere, ma pensiamo da adulti quanto una semplice pausa caffè possa aiutare a migliorare le nostre performance!

a cura di Serena Rosa tutor dell’apprendimento/specializzanda in Erickson DSA Homework tutor

La scuola del fare...

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Il segreto della felicità non è di far sempre ciò che si vuole, ma di voler sempre ciò che si fa”. Lev Tolstoj

L’apprendimento scolastico è articolato in tanti momenti importanti che trovano espressione nei vari impegni giornalieri rivolti sia allo studio disciplinare sia alle attività manuali/laboratoriali. Il panorama pedagogico mondiale, da Dewey alla Montessori, ricorda costantemente l’importanza “dell’imparare facendo”, ossia dell’uso dello strumento manuale quale mezzo di educazione privilegiato perché basato sull’esperienza sensoriale e sul rispetto delle qualità animiche del fanciullo.

Nella pedagogia steineriana le attività manuali occupano un posto privilegiato: ogni contenuto disciplinare – soprattutto negli anni della Scuola Primaria – è permeato dall’elemento artistico, pertanto passa attraverso la strada del “fare”, del costruire mediante le forze di immaginazione che il bambino sta maturando e portando a coscienza. Attraverso il racconto di piccole storie o semplici osservazioni, l’insegnante può sottolineare l’importanza e l’esclusività di ciò checontraddistingue l’essere umano da qualsiasi altro essere vivente: le mani. Mediante la loro azione è possibile costruire, continuare il processo di creazione e meravigliarci delle abilità che l’uomo è in grado di sviluppare: nel bambino si risveglia un forte senso di stupore perché da “un nulla”, muovendo le mani, compare “qualcosa”.

Le attività artistiche rendono il fanciullo protagonista di un vero e proprio apprendimento esperienziale (experiential learning), inteso come percorso cognitivo, emotivo e sensoriale: esercitano la motricità fine, educano il sentimento ed affinano le forze di pensiero che stanno maturando. Coinvolgono i diversi campi del Sapere, permettendo agli alunni di ripercorrere le tappe di sviluppo dell’Umanità, consentendo di riconoscere la validità del concetto di filogenesi ed ontogenesi a cui tanti studiosi hanno dedicato riflessioni importanti.

L’acquerello, il disegno di forme, i gessetti colorati, il telaio, il cucito, gli esercizi di “maglia a dito”, i ferri, l’uncinetto, il modellaggio con la creta, la progettazione/costruzione di plastici, sono attività essenziali alla natura infantile e indispensabili per un sano sviluppo dell’essere umano, soprattutto nel momento storico che ci appartiene, caratterizzato dalla costante presenza del mezzo tecnologico e virtuale, assolutamente straordinario nelle sue qualità, ma lontano dal senso di cura, amorevolezza, calma e meraviglia di cui necessita, fisiologicamente ed animicamente, il bambino in età scolare.

a cura dott.ssa Sara Innocenti
insegnante specializzata in pedagogia steineriana

 

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