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imparare l’inglese senza traduzione si puó, anzi si deve!

bambino_disegno1.jpgGirando per le scuole e insegnando l’inglese a bambini e ragazzi mi sono trovata di nuovo a riflettere sull’uso della traduzione come metodo di insegnamento linguistico ancora molto in voga in ambito scolastico.

Ragazzi che hanno avuto come compito per le vacanze quello di tradurre brani per ripassare quanto appreso durante l’anno… Ma può essere vero??

Siamo troppo legati a schemi educativi passati, antichi, e ci ostiniamo ancora molto a considerare la traduzione un mezzo necessario per apprendere una lingua straniera. Ancora consideriamo l’inglese o il francese una materia di studio come tutte le altre e non come uno strumento comunicativo. Nonostante gli studi neurologici degli ultimi trent’anni abbiano messo in evidenza le modalità di funzionamento del cervello quando apprende una lingua, non riusciamo ancora a fare un passo avanti per superare vecchie e deleterie metodologie di insegnamento. Se il sistema scolastico non cambia, possiamo cominciare a farlo noi insegnanti nel nostro piccolo, studiando e riflettendo…

E allora, quale potrebbe essere l’alternativa alla traduzione? Sta diventando di gran moda l’attività teatrale nelle scuole, anche come progetto esterno o extra curricolare, perché in una società incentrata sull’immagine, l’esibizione e il protagonismo dominano a ogni età! L’attività teatrale non è lo spettacolo finale o a recita di fine anno ma è un percorso esperienziale, è fare esperienza.

Allora perché non riportarla all’insegnamento della lingua? L’alternativa alla traduzione è proprio l’attività teatrale, perché ci permette di fare esperienza di ciò che raccontiamo. E se ci pensiamo bene, per veicolare la nostra lingua madre, il canale comunicativo che usiamo con i bambini, soprattutto i piccoli, è proprio la gestualità e la mimica. I metodi di insegnamento linguistico più evoluti ed efficaci si basano proprio sulla teatralità per insegnare a parlare prima di tutto: usano dunque attività mimico-gestuali col fine di insegnare a comunicare, a farsi comprendere. Come avviene per la lingua madre, imparare a scrivere e imparare la grammatica sono lo step successivo all’abilità comunicativa! Se non sai parlare come fai a capire la regola grammaticale alla base di una frase? Se non sai parlare come fai a capire il gioco in lingua e le regole del gioco.

Questo aspetto si lega a uno dei più famosi slogan di corsi in lingua che cercano di attrarre noi genitori: “Impariamo l’inglese giocando”!

Che il bambino impara giocando è un assunto vero solo in parte. Il gioco è una situazione che mette il bambino a proprio agio, è una situazione ideale per il bambino, una condizione in cui sta bene, gioiosa, che trasmette benessere.

Non è attraverso proposte di giochi fatti in un’altra lingua che un bambino impara quella lingua. Non è il gioco in sé a trasmettere il sapere.

Nel gioco però c’è un aspetto fondamentale che non può essere trascurato ed è la relazione.

E’ la relazione che si crea nel gioco a fare la differenza e a creare le condizioni per l’apprendimento.

E l’attività teatrale, mimico-gestuale crea la relazione, mette in relazione, soprattutto se fatta in gruppo, in cerchio, dove tutti possono guardarsi, e tutti posso liberamente interpretare tutti i personaggi della storia che si racconta e si mette in scena!

Siccome la nostra mente impara narrando, usiamo l’attività mimico gestuale per narrare una storia in lingua, usiamo il teatro e abbandoniamo la traduzione! Funziona! E’ solo il metodo che fa la differenza!

a cura di di Cristiana Chiapparelli
esperta in glottodidattica infantile, Magic Teacher Hocus&Lotus