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Vero amico, vero tesoro... a tutte le etá !!!

bambini_inverno.jpgOltre a offrire compagnia e divertimento, l’amicizia permette la conoscenza di sé, dell’altro e del mondo circostante. L’amicizia è fondamentale.

Quella fra bambini, compare già in tenera età, dagli 8 – 10 mesi. Seppur diversa dai bambini piu’ grandicelli, si basa anch’essa su interazioni reciproche con possibilità di inversione di ruoli, perché fra coetanei si appartiene allo stesso livello evolutivo.

Nell’amicizia si sperimentano affetto, affiatamento e condivisione, ma anche rivalità, gelosie e prevaricazioni.
E’ una vera e propria palestra delle relazioni sociali e svolge funzioni fondamentali per una crescita sana ed armoniosa.
Nei rapporti con i compagni si vivono in prima persona alcuni principi morali come il senso di giustizia, la solidarietà e la lealtà. Si allenano, infatti, le competenze sociali, che accompagneranno l’individuo per tutta la vita.

Con l’amicizia, i piccoli sperimentano e gestiscono l’intimità, imparando ad autoregolarsi. L’amicizia tra bambini, inoltre, soprattutto nell’età scolare, assume un ruolo centrale per sviluppare il senso di appartenenza. Il gruppo dei pari diventa il contesto privilegiato con cui costruire la propria identità fino a ricoprire un ruolo fondamentale durante l’adolescenza.

A volte, ad esempio, può capitare che noi genitori siamo preoccupati perché i nostri bambini prediligono relazionarsi con gli adulti, preferendoli ai coetanei. Dall’altra parte, ci sono bambini che amano circondarsi di tanti amichetti, ma senza stringere rapporti preferenziali. Ci sono situazioni in cui si vorrebbe che i bambini stringessero amicizie con alcuni bambini, ma sembra non esserci verso e non si capisce perché. Ci si chiede, allora, se insistere o meno. Noi adulti, dunque, fatichiamo a trovare il giusto equilibrio tra l’intrometterci troppo e il sorvolare su situazioni che, magari, possono preoccupare.

Per noi genitori può essere difficile capire quale posizione tenere per favorire la socialita’. Da una parte si vorrebbero favorire certi rapporti. Dall’altra il timore di intromettersi troppo...

Quale è il nostro ruolo allora? E’ opportuno non forzare i nostri bimbi a fare amicizia. Occorre rispettare gusti e preferenze personali. E anche i tempi. Ogni bambino, infatti, ha i propri tempi per conoscere l’altro.

Non solo: anche i modi con cui si concepisce l’amicizia sono diversi. Quello che possiamo fare è aiutare i bimbi nell’esplorazione nei rapporti interpersonali, trasmettendo loro il senso di curiosità a conoscere l’altro e il desiderio di condivisione. Come sempre, l’esempio ha un ruolo cruciale. Se noi genitori coltiviamo rapporti amicali sani e costruttivi, i bambini avranno un buon modello a cui far riferimento. E’ difficile, ma bisogna cercare di non intromettersi troppo nell’amicizia tra bambini.
Allo stesso tempo, però, è importante sviluppare un occhio attento per comprendere la qualità delle relazioni. Si tratta di educazione all’amicizia e alla bontà dei rapporti che devono sempre essere equilibrati e sani. Per questo meglio essere empatici di fronte alle sofferenze causate da litigi e scontri con gli amici, anche se all’apparenza possono sembrare facilmente risolvibili.

Questo non vuole dire sostituirsi ai bambini e dire loro cosa fare. E’ più importante, invece, far sentire il bambino compreso e accettato. Condividere alcune situazioni e capire insieme come farvi fronte sarà molto importante per la sua autostima e per la creazione di relazioni positive.
Sperimentare ed esplorare: le 2 parole chiave nell’amicizia. Sperimentare anche il conflitto, lo scontro e i litigi tipici delle amicizie è una palestra di vita. Aiutano ad affinare competenze utili per imparare a costruire e mantenere amicizie belle e costruttive.
Litigare è sano e costruttivo, se fatto nella maniera corretta. Una vera amicizia è fatta anche di questo. E anche qui i bambini possiamo imparare tanto dai bambini. Cerchiamo quindi di non intervenire anche se questo vuol dire vederli soffrire un po’…
E come possiamo trasmettere ai nostri bambini il valore dell’amicizia?
Per prima cosa meglio non confrontare mai nostro figlio con gli altri bambini: non tutti i bimbi sviluppano allo stesso ritmo. Dategli tempo e pazienza, e non fatelo mai sentire “asociale” se non ancora disposto alla condivisione.

Motiviamolo e congratuliamoci dei suoi piccoli successi: quando lascia toccare i suoi giocattoli ad altri bimbi, facciamogli i complimenti, dicendogli che sa essere un vero amico. Stimoliamolo inoltre a incoraggiare un amico che è triste o che sta male.
Invitiamo i suoi amici e i suoi compagni a giocare a casa il più possibile: un’occasione perfetta per “allenarsi” in tema di condivisione e incoraggiamolo a partecipare ai giochi di gruppo: oltre che a condividere, imparerà a collaborare e svilupperà le sue abilità sociali.
Approfittiamo delle situazioni che richiedono la condivisione per insegnarla anche a nostro figlio. Un buon momento può essere a tavola. E’ rimasto solo un pezzo di torta? Non resta altro che condividerla. Chiedete al bambino di aiutarvi a farlo, ne sarà sicuramente stimolato e si sentirà importante, passando un pezzettino a ognuno di voi.
Ricordiamoci però che non si può costringere un bambino a condividere: il piccolo deve essere preparato e il modo migliore per iniziare a farlo è l’esempio.

Lasciamo che nostro figlio veda con i suoi occhi come ci comportiamo con gli amici, l’affetto che proviamo per loro e come condividiamo...
imparerá in un batter d’occhio!

a cura della Redazione
in collaborazione con i propri esperti dell’infanzia

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