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Collaborare é la cultura per apprendere meglio

bambini_gioco_06.jpgI bambini apprendono meglio grazie al “ fare” e alla collaborazione fra loro: la cultura della collaborazione a scuola dá sempre ottimi frutti, predispone al lavoro di gruppo e previene atti futuri di bullismo.

A scuola si va per imparare, questo é ovvio. Ciò che ancora ci si chiede è invece quale sia il metodo migliore per apprendere. La mente dei bambini è come una spugna, Maria Montessori la definisce una «mente assorbente» perché è caratterizzata da una grandissima plasticità neuronale che le consente di assorbire ciò che riceve dall’ambiente circostante.

I bambini non sono ancora in grado di attivare, nei confronti di ciò che imparano le forme di resistenza del pensiero logico-razionale che arriva con la pre-adolescenza, quindi, se il primo requisito per l’apprendimento è un ambiente favorevole e stimolante, il secondo è lasciare che il bambino faccia esperienza attraverso l’esplorazione pratica.

Per imparare, infatti, il bambino ha la necessità fisiologica di avvicinarsi all’acquisizione di una competenza mettendo in gioco le proprie risorse.

Il processo di apprendimento è dunque un processo necessariamente lento e diverso per ogni bambino: può accadere che un alunno provi e riprovi, sbagli e, improvvisamente, capisca. Questi passaggi sono fondamentali e, sostanzialmente, è proprio sbagliando e riprovando che si impara.

Inoltre i bambini, più che dagli adulti, imparano dai coetanei: è quello una competenza leggermente superiore che attiva l’imitazione permettendo al bambino stesso di riconoscersi nel proprio potenziale di sviluppo: osservo un compagno che è in grado di disegnare un elefante e riconosco nella sua competenza anche un mio potenziale. Ci provo, faccio pratica, magari sbaglio, ma alla fine ci riesco. Apprendere in gruppo, stimolare e attivare processi di interazione reciproca, anche conflittuale, consente lo sviluppo di dinamiche relazionali e sociali importantissime sul piano motivazionale, che favoriscono il successo didattico.

Il modello nord europeo è uno dei più studiati al mondo. Questo modello pedagogico prevede un approccio multidisciplinare sostituendo le “materie” scolastiche con aree tematiche o “argomenti” all’interno dei quali si affronta in modo trasversale lo studio di tutti gli aspetti che quel determinato tema coinvolge.

La scuola efficace è quella che sa trasformare la classe in un laboratorio di interazione continua e sistematica fra i bambini, che lavorano, insieme, in funzione di un’esperienza concreta e condivisa.

Una classe in grado di sostenere tutti i suoi alunni e di perseguire quello che dovrebbe essere il vero obiettivo della scuola, cioè l’apprendimento di tutti, quindi è importantissimo nei primi giorni di scuola costruire l’appartenenza al gruppo classe attraverso attività di carattere socio-affettivo che permettano agli alunni di riconoscersi tra loro, di costruire una coesione, un senso di appartenenza a una comune esperienza di apprendimento. In tal senso sono particolarmente utili le attività di ritualizzazione: all’inizio della giornata scolastica è importante dedicare un momento per ritrovarsi come gruppo; mantenere uno spazio per la gestione dei conflitti; scandire l’anno scolastico con momenti significativi e comuni (come la gita, lo spettacolo, la festa) in cui i bambini siano coinvolti in prima persona.

Esistono poi molti altri accorgimenti, come disporre i banchi in modo che prevalga la possibilità per gli alunni di lavorare insieme, di comunicare, di confrontarsi.

Quindi per concludere, meglio non cercare la scuola dove far vincere i nostri figli. Cerchiamo la scuola dove gli alunni collaborano per imparare assieme.

La cultura della collaborazione che impareranno da piccoli a scuola renderá i nostri figli piú capaci di affrontare le sfide che il futuro gli riserva. Un futuro che sará sempre piú votato a un lavoro “in team” e alla capacitá di ogni individuo di poter collaborare con gli altri per arrivare ad un obiettivo comune. E’ questa la vera risorsa, “skill” che aumenterá in maneira esponenziale la possibilita per i nostri figli di lavorare in realtá di alto profilo.

Gli studenti nord-europei vengono organizzati in piccoli gruppi, affrontano problemi di diversa natura lavorando insieme e facendo esperienza diretta dei propri apprendimenti.

a cura della Redazione

in collaborazione con i propri esperti dell’infanzia

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