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 Oggi su Girotondo parliamo di:

Maggio: un mese tutto al femminile

donna_testa.jpgSiamo arrivati alla fine di mggio, uno dei mesi più belli dell’anno: la primavera, i colori, il sole sempre più caldo, la festa della mamma, la rinascita. Sì, il mese di maggio è decisamente speciale!

Ma è speciale anche dal punto di vista della salute: rappresenta un momento di iniziative importanti dedicate alla donna, sottolineando in particolare l’importanza della prevenzione. Che cos’è la prevenzione? È quell’insieme di azioni che mira a ridurre i rischi per la salute. È un momento davvero importante, ma ancora oggi capita di non prenderlo in considerazione, forse solo perché pensiamo che se stiamo bene che necessità c’è di fare controlli? Invece non è così!

Dobbiamo dedicare tempo alla prevenzione, questo è l’unico modo per mantenere il nostro corpo e la nostra mente in uno stato di salute e benessere.

La prevenzione inizia fin da piccoli e continua per tutto l’arco della nostra vita, in particolare nei momenti particolarmente sottoposti a rischi.

Ma cosa significa fare prevenzione? Si parte da azioni semplici mirate agli stili di vita, quali una corretta e ben bilanciata alimentazione, movimento e attività fisica, evitare comportamenti dannosi come alcool e fumo. Ma non solo. Fare prevenzione significa anche attivare una serie di controlli periodici che mirano all’identificazione di particolari malattie nel loro esordio, per poter fare una diagnosi precoce e trattare in tempi molto brevi la patologia.

Il nostro sistema sanitario nazionale ha investito molto in quelli che vengono chiamati test di screening, ovvero dei test per specifiche malattie che vengono offerti a tutta la popolazione, femminile e maschile. I test di screening specifici al femminile sono il pap-test e la mammografia, due esami semplici e banali che possono scoprire patologie in fase precoce e quindi attivare una serie di cure per mirare alla completa guarigione.

I test di screening salvano davvero la vita!

Sono offerti gratuitamente a tutte le donne: il pap test è offerto a tutte le donne tra 25 e 64 anni ogni 3 anni e la mammografia a tutte le donne tra 50 e 69 anni ogni 2 anni. La Asl di riferimento invia una lettera direttamente con un appuntamento, basta solo presentarsi. Ancora oggi però, dopo tanti anni di diffusione di tale pratica, spesso molte donne non rispondono all’invito.

Sono tante quindi le iniziative che cercano di sensibilizzare le donne: il mese di maggio ne è veramente ricco. Da due anni a questa parte è stata istituita anche una giornata nazionale per la salute della donna, il 22 Aprile, giorno della nascita di Rita Levi Montalcini; questa giornata dà il via a tantissimi eventi dedicati alla salute della donna per tutto il mese di maggio. Se non si è risposto agli inviti, questo mese è un’ottima occasione per recuperare. Mese di maggio, mese dei fiori, ma anche mese della prevenzione: mettiamoci in agenda ogni anno tutti gli appuntamenti dedicati alla nostra salute, in particolare al femminile.

a cura dott.ssa Simona Marocchini
ostetrica

 

Tocco gentile, atto d’amore: il massaggio nei bambini

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Il massaggio è sempre stato un’arte antichissima, tramandata di generazione in generazione nelle diverse civiltà e culture.

Negli ultimi tempi si stanno riscoprendo i suoi benefici in campo medico come valido strumento di prevenzione e cura. I benefici non riguardano solo chi viene massaggiato, ma anche chi massaggia, in questo caso il genitore, generando una sensazione di benessere e di gioia; ovviamente ne giova soprattutto il rapporto che piano piano si sta creando tra genitore e figlio.

Il massaggio rappresenta un modo per trasformare il naturale desiderio di contatto reciproco tra genitori e figli, in uno strumento in grado di contribuire positiva mente allo sviluppo del piccolo: lo aiuta a sviluppare la giusta confidenza con se stesso, migliorando la sua capacità di relazionarsi con gli altri, il grado di autostima e di sicurezza futuri.

A livello fisico sono innumerevoli i vantaggi e i benefici del massaggio: stimola il sistema nervoso, favorendo un opportuno sviluppo delle funzioni vitali; rinforza il sistema immunitario; migliora le funzioni digestive; attenua disturbi come stitichezza, insonnia, singhiozzo; migliora le funzioni respiratorie e attenua la tosse; favorisce il corretto sviluppo dell’apparato muscolare e calma il bambino.

Attenzione però! Lo spirito con il quale ci si appresta ad effettuare il massaggio deve essere quello appropriato, cioè con il giusto grado di concentrazione e amore. Non deve mai essere considerato come un dovere o una semplice abitudine. I bambini sono più sensibili degli adulti e percepiscono maggiormente lo stato d’animo di chi li tocca.

Ogni bambino possiede una ricettività diversa nei confronti del massaggio; sarà necessario armarsi di pazienza e cercare, soprattutto le prime volte, di accontentarsi e di eseguire solo piccole parti della sequenza, alternandole in modo da riuscire a massaggiare tutto il corpo. Progressivamente il bambino dovrebbe abituarsi e divenire via via più ricettivo.

Alcuni piccoli accorgimenti: fare in modo che l’ambiente dove massaggerete il vostro bambino sia accogliente e soprattutto a una temperatura adeguata; cercare di avere una luce soffusa e, se si desidera, si può provvedere ad un leggero sottofondo musicale che rilassi il bambino; cercare di sorridere e di mantenere il contatto visivo con il bambino; parlare al bambino con un tono di voce calmo, comunicandogli quello che state per fare, chiedendo il permesso si può utilizzare aromaterapia e cromoterapia per aiutare la fase di rilassamento utilizzare per il massaggio un olio naturale (mandorle, jojoba…).

Il massaggio può essere sperimentato fin dalla nascita: più cresce e più il bambino vi manderà i segnali di cosa gli piace di più, finché non sarà lui stesso, da grande, a guidarvi. È una vera esperienza che cresce con lui.

Provare per credere!

a cura dott.ssa Simona Marocchini
ostetrica

 

Realtà contro finzione: chi vince quando arriva un bambino?

coppia_01.jpgCapita molto spesso di accendere la TV e trovare una donna che sta per partorire. “Si sono rotte le acque, sto per partorire!!”, sentiamo spesso dire, vedendo donne urlanti e sangue dappertutto.

Ma è tutto così reale? Spesso le immagini hanno un fortissimo potere sulla mente delle persone e l’idea che passa è quella che le donne partoriscono in quel modo, tra dolori atroci, immerse tra una tortura e l’altra. E quindi una donna che sta davvero per partorire vive l’ansia di dover subire tutto questo.

Il parto non è così! La nascita di un bambino è un momento davvero fantastico, sicuramente faticoso, ma di certo differente rispetto a quello che i film ci vogliono far vedere per aumentare la suspance. Intorno alla nascita c’è amore, dolcezza, tenerezza; spesso luci soffuse, musica rilassante, acqua calda fanno da cornice ad una situazione in cui si rimane a guardare in silenzio, per la paura di disturbare, di rompere quel bellissimo equilibrio che la coppia crea nel viaggio di attesa del loro figlio, nelle ultime ore che li separano dal conoscersi. Questa è la realtà. Ma quel che prevale continua ad essere la finzione televisiva.

E allora le donne, vinte dalla paura, cercano ogni metodo per allontanare il dolore, cesareo o epidurale, dimenticando che sono cose che non aiutano ma limitano e complicano quelle situazioni fisiologiche che la natura ha creato a misura di donna, che non porterebbe mai all’eccesso. E poi? Nasce il bimbo e Tate televisive si adoperano per dirci come allattare i bambini, infilando ciucci e biberon dappertutto, spinti da sponsor di grande calibro, oppure promuovendo strategie anti-fisiologiche che portano a trattare i neonati come dei robottini. Regole sugli orari, regole sulle poppate, regole sul sonno… ben vengano le regole, ma non per i neonati. I neonati hanno esigenze importanti, che non sono vizi o capricci ma sono bisogni fondamentali, che non si limitano solo ai bisogni primari, come mangiare e dormire, ma anche bisogni legati ad esempio al contatto e all’essere contenuti. E invece insinuano l’idea che i neonati possano viziarsi, che l’allattamento a richiesta sia sbagliato e che bisogna abituarli fin da subito alle esigenze dei grandi. Basta rifletterci un pochino per rendersi conto di quanto possa essere assurdo avvalorare queste ipotesi. Però la TV continua a mandarci questi messaggi e i neo-genitori, spesso in confusione per il grande cambiamento, non riescono a tirarsi fuori da questo boom di messaggi francamente errati. Quindi, impariamo a discriminare la realtà dalla finzione: una nascita va vissuta, un bambino conosciuto, una famiglia correttamente supportata e consigliata, dal vivo!

a cura dott.ssa Simona Marocchini
ostetrica

Attività sportiva e gravidanza...

donna_incinta_02.jpgChi è sportiva da sempre, anche nel momento in cui scopre di aspettare un bambino, sente il bisogno di continuare a praticare sport; le sedentarie incallite, invece, si guardano bene dal cominciare a muoversi proprio adesso, credendo che sia più prudente starsene tranquille e a riposo.

E invece la gravidanza non è una malattia, e non ci si deve comportare come se si fosse malate. È vero che in gravidanza è necessario adattare l’allenamento al proprio stato, ma se il ginecologo dà il via libera, praticare un’attività sportiva procura notevoli benefici alla futura mamma e al suo bambino. Tranne che per le gravidanze a rischio (minaccia d’aborto, placenta previa, minaccia di parto pretermine, ritardo di crescita fetale), fare attività fisica nei 9 mesi è raccomandato, perché mantiene il tono muscolare, soprattutto dei muscoli paravertebrali che aiutano la schiena a sostenere il peso del pancione; inoltre favorisce la circolazione sanguigna, prevenendo gonfiori e pesantezza delle gambe.

Non solo: muoversi aiuta a tenere sotto controllo il peso corporeo e stimola il rilascio di ormoni (endorfine) che infondono buonumore a mamma e feto.

Infine avere un fisico allenato consente di andare incontro con più agilità alle fatiche del parto, aumentando anche la tolleranza al dolore.

Inoltre alcune condizioni patologiche legate alla gravidanza, come il diabete e l’ipertensione gestazionale, possono migliorare con l’attività fisica, limitando il ricorso ai farmaci necessari per controllare tali patologie.

Vanno bene tutti gli sport, tranne quelli che hanno un alto rischio di cadute o che implicano contatti corpo a corpo, che potrebbero comportare traumi all’addome molto pericolosi.

Sono sconsigliate anche le attività che prevedono corse o salti, perché possono aumentare la contrattilità uterina.

Quindi care mamme, se la vostra gravidanza è fisiologica ed il ginecologo lo consente, bando alla pigrizia e via libera a nuoto, acquagym, yoga, pilates o semplicemente passeggiate a passo sostenuto. L’esercizio fisico, se praticato con costanza e con le dovute cautele, anche in gravidanza fa bene a voi e al vostro bambino. Quindi non abbandonate le scarpe da ginnastica e buon allenamento!

a cura dott.ssa Claudia Filidi
ginecologa

 

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