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 Oggi su Girotondo parliamo di:

e se guarda solo a destra? Il torcicollo nel neonato...

bambino_massaggio.jpgL’ultimo mese di gravidanza e il parto sono momenti intensi per il neonato che si trova in un ambiente sempre più piccolo...

Egli sottopone la sua struttura fisica a forze compressive dovute agli organi della mamma e alla muscolatura che lo circonda.

Durante il parto, poi, il neonato è sottoposto ad un “accomodamento” delle ossa craniche, che in maniera fisiologica scivolano una sull’altra per permettere alla testa di passare attraverso il canale vaginale, a una rotazione per liberare le spalle e ad un’ipertensione al momento dell’uscita.

Queste forze e queste sollecitazioni restano impresse nel neonato e spesso si trovano bimbi di pochi giorni che fanno molta fatica a girare la testa da uno dei due lati.

In questi casi è un grosso errore liquidare la situazione come una fase “passeggera”, perché con il passare del tempo, il punto di appoggio della testa inizierà a diventare piatto, instaurando una plagiocefalia.

Per questo motivo è opportuno rivolgersi ad un professionista che liberi le strutture fasciali e muscolari del neonato e fornisca i giusti consigli ai genitori per stimolare la rotazione della testa anche dall’altro lato.

Questo avviene a partire dallo sguardo, attirare l’attenzione del neonato ponendo tutti gli oggetti e noi stessi quando ci prendiamo cura di lui, dal lato dove non riesce a girare la testa lo aiuterà a correggersi, in questo modo i genitori e chi si prende cura del bambino stimolano, preparano e riprogrammano una muscolatura che non è stata o è stata poco utilizzata per posture errate.

L’ovetto che protegge il bambino nei viaggi in auto va limitato agli spostamenti in auto, in questa struttura il bambino è costretto in una posizione ripiegata e spesso la testa pende da un lato. Lo stesso schema si ripresenta nell’uso della “sdraietta”.

Il neonato sotto osservazione può essere messo supino, sui due fianchi e anche in posizione prona, in questo caso va costantemente monitorato. Durante la notte deve dormire supino, ma può essere adottato un cuscino ergonomico con uno scavo al centro che eviti la compressione sempre nello stesso punto.

È importante non trascurare la fatica fisica e emotiva che anche il neonato subisce al momento della sua nascita. È fisiologico che il neonato pianga, è il suo modo per comunicarvi i suoi bisogni, a volte però il pianto è frequente e il bimbo sembra sempre infastidito, fa fatica ad attaccarsi ad uno dei due seni o prende il biberon solo se lo coricate da un lato. In questo caso chiedetevi se non sia una tensione che gli impedisce determinati movimenti.

a cura dott.ssa Federica Cevenini
fisioterapista neonatale e pediatrica

come ascoltare il proprio corpo in crescita

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Non c’è un’età giusta per iniziare ad avere piena coscienza del proprio corpo. Anzi, non è mai troppo presto per averne cura ed essere consapevoli della propria postura.

Nei bambini e nei ragazzi, come spesso nell’adulto, si tratta di un meccanismo inconscio che ci spinge a cercare la postura che ci provoca meno affaticamento e meno dolore.

Di conseguenza lentamente una postura cosiddetta “a risparmio”, sacrifica determinati muscoli fonda- mentali per la protezione e la crescita corretta della schiena, come gli addominali e accorcia altri che fanno parte della catena posteriore - muscoli posteriori della coscia e della gamba (ischio-crurali e polpaccio), collegati alla pianta del piede. Da qui, in particolare nei ragazzi in giovane età, nascono quei piccoli o grandi dolori alle ginocchia o alla schiena, che portano ad una postura scorretta dunque spesso ad una crescita scompensata.

Durante la pratica dello sport, una mancata o scarsa mobilità articolare di certi distretti e una muscolatura che non sia abbastanza elastica, portano a infortuni e alla comparsa di dolori durante quella che dovrebbe essere un’attività piacevole e benefica per corpo e mente. Alcuni dolori muscolari nei ragazzi, soprattutto in pubertà, sono dovuti ad una repentina crescita ossea, a cui non corrisponde ancora un allungamento muscolare adeguato. Ai ragazzi che praticano sport, anche solo a livello amatoriale, si consiglia di fare stretching prima e dopo l’allenamento, in modo da non sovraccaricare i muscoli creando situazioni che, se protratte, diventino dolorose.

Nel caso che i genitori notino deformazioni particolari a carico della colonna vertebrale o degli arti inferiori, o che semplicemente il bambino lamenti dolori muscolo-articolari, è opportuna una valutazione posturale. Si tratta dell’osservazione dell’atteggiamento e della postura da parte di un fisioterapista che consiglierà eventuali strategie o esercizi di allungamento mirati a riequilibrare la zona interessata.

Nel nostro studio, quando si tratta di ragazzi giovani, ci piace parlare di educazione posturale e non di rieducazione, dal momento che insegniamo ai ragazzi a mantenere una postura naturale ed equilibrata anche in fase di crescita, dove maggiore è il rischio di atteggiamenti viziati.

Un’educazione posturale equilibrata dovrebbe essere uno dei pilastri fondamentali nella crescita dei giovani, al fine di evitare problemi articolari e muscolari in età adulta e di insegnare ai ragazzi il rispetto e l’ascolto del proprio corpo.

a cura dott.ssa Federica Cevenini fisioterapista neonatale e pediatrica

pilates della risata: bimbi mettiamoci in gioco... ridendo

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La risata è il fenomeno più sacro che esiste sulla terra, poiché esso è la vetta più alta della consapevolezza” Osho

Lo studio del riso ha un nome specifico: gelotologia, deriva dal greco ghelos, che significa risata. I bambini sono i nostri più abili maestri nel contagiarsi e ridere nei momenti più strampalati. Possiamo imparare a muoverci e ad avere più consapevolezza di noi stessi anche ridendo, sentendo il nostro corpo che vibra mentre ci facciamo una fragorosa risata!

Abbiamo sempre meno tempo da dedicare a noi stessi, e purtroppo anche i bambini hanno sempre meno tempo per essere bambini che si divertono senza programmi e senza impegni. Cosa succede nel nostro organismo quando facciamo una bella risata? Facciamo movimento fisico!

Aumenta la presenza di ossigeno nel sangue; l’aria presente nei polmoni ha la possibilità di essere ricambiata con maggior frequenza; vengono stimolate le endorfine si produce più serotonina; migliorano le nostre difese immunitarie; in nostri organi interni possono essere stimolati da una circolazione sanguigna più attiva perché il diaframma, vibrando li massaggia; i muscoli facciali e la pelle ricevono uno stimolo; la parete addominale si tonifica; le nostre energie vitali e psichiche migliorano; diminuisce lo stato di stress e di ansia; i nostri rapporti sociali e personali si sviluppano.

Ridere fa rilassare il nostro corpo, il cuore accelera i suoi ritmi, la tensione arteriosa scende: Ridere combatte la stitichezza perché provoca una ginnastica addominale che stimola l’apparato digestivo. Ridere calma il dolore perché distrae.

Lo spirito giusto per vedere il mondo da punti di vista diversi.

Il movimento fisico insegnato ai bambini, la capacità di iniziare a sentire il corpo nei suoi aspetti più profondi, più radicati, più nascosti può essere un’occasione per crescere con meno rigidità, con meno ansie da prestazione e più relax anche fermandosi e ridendo per nulla.

La risata scioglie la paura, la tensione e il timore. Sciogliamo la paura aiutando i nostri fanciulli a vivere il movimento e la vita con quella leggerezza che li potrà trasformare in ragazzi capaci di adattarsi ai cambiamenti e a viverli con leggerezza. Sciogliamoci nell’amore per le cose, tutte le cose che facciamo

Utlilizzando il pilates per ridere e e giocare come tecnica non si fa altro che aprire ai bambini una strada nuova che potrebbe metterli in condizione di essere sempre più autonomi e consapevoli. Sapere che la forza anche si può sviluppare senza fare esercizi faticosissimi ma utilizzando concentrazione, respirazione, fluidità e ritmo differente può veramente aprirci un mondo inaspettato e meraviglioso

a cura di Elena Evangelisti counselor, insegnante di Pilates, ginnastica posturale Shiatsu, Thai massage e nuoto 

Raffreddore e otite: un aiuto dalla terapia manuale

bimbo_dottore_04.jpgIl freddo è tornato e, immancabili e indesiderati, ritornano i nasini rossi, che colano, tosse e raffreddore.

Sono mali quasi sempre innocui e comuni, soprattutto tra i piccoli che purtroppo hanno più difficoltà degli adulti a liberare le vie aeree dal muco, questo perché neonati e bambini molto piccoli non sono ancora in grado di eliminarlo soffiando il naso e la tromba di Eustachio, via di drenaggio del muco, che collega il naso con l’orecchio medio, nel bambino è più orizzontale che nell’adulto, quindi il drenaggio diventa più lungo e complesso.

Per questo un raffreddore nel bambino dura di più. La terapia manuale interviene sul terreno di sviluppo di raffreddore, sinusite, otite, evitando il ristagno del muco e seguenti recidive.

Il collegamento strutturale tra naso, occhio e orecchio fa sì che da un banale raffreddore si possa passare a una congiuntivite o a un’otite. La prevenzione è importante, insegnare ai bambini a lavarsi le mani soprattutto prima di mangiare ed effettuare i lavaggi nasali quotidianamente in caso di inizio di raffreddore.

Il passaggio dal canale uterino, cadute o urti di vario genere possono alterare i rapporti strutturali tra le ossa del viso e del cranio, creando zone più compresse dove il drenaggio diventa difficile e la difficoltà ad espellere il muco aumenta.

Così, ad esempio, un bambino con il lato destro che è stato più compresso durante il parto e non si è sistemato, svilupperà più otiti nell’orecchio destro.

In linea generale, gli ambienti chiusi aumentano il rischio di ammalarsi, le stanze vanno arieggiate spesso e i bambini devono giocare all’aperto anche se le giornate sono umide, giocare fuori limita il rischio di contagio del raffreddore e fluidifica i muchi.

La terapia manuale lavora attraverso il drenaggio dei liquidi, quindi dei muchi, sia nelle strutture interessate che a distanza, migliora la pervietà delle vie aeree ed ha effetti benefici sulle patologie respiratorie, grazie al miglioramento del movimento della cassa toracica e all’eliminazione delle tensioni muscolo-fasciali nella regione cervicale e del torace.

L’intervento del fisioterapista pediatrico è delicato e preciso, lavora esattamente sulla zona che comprende naso-faringe, tromba di Eustachio e struttura dell’orecchio interno, sia a contatto con il viso, sia dall’interno del cavo orale per lavorare sul cranio.

È un tipo di intervento adatto anche all’adulto che è spesso congestionato da raffreddore e sinusite.

cura dott.ssa Federica Cevenini
fisioterapista neonatale e pediatrica

 

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