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le emozioni e i pensieri di Babbo Natale

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Dopo aver portato regali per oltre duemila anni, Babbo Natale si domandò quale fosse il vero significato del suo “portare i doni ai bambini buoni”. 

“Alla fine i bambini non sono tutti un po’ buoni e un po’ cattivi? E se è così, che tipo di doni dovrei portare?” Più ci pensava e più s’ingarbugliava in una ragnatela di pensieri.

Perciò acchiappò il suo computer modello L.D.P. (Lettura dei Pensieri), dono - mai usato -ricevuto dalla Befana, e cominciò a leggere le istruzioni. Era un computer stile Grande Fratello, entrava nelle case e consentiva di osservare la vita di chiunque… Non solo!

Componendo una password segreta, permetteva di leggere i pensieri delle persone!

Babbo Natale regolò meglio l’immagine, digitò alcune formule magiche e sullo schermo apparve… Alessandro. L’occhio del computer entrò in camera sua ma Alessandro non c’era! “Dove diavolo sarà andato?” borbottò Babbo Natale, mentre muoveva nervosamente il mouse per controllare in tutte le stanze… ed ecco apparire sullo schermo il visetto serio di Alessandro fermo sulle scale ad ascoltare le lamentele della vicina di casa, la sig.ra Virna, proprio mentre alla TV c’era il suo cartone preferito. Babbo Natale subito digitò la password per vedere cosa sentissero in quel momento nei loro cuori il bambino e la sig.ra Virna. 

E sullo schermo apparvero i pensieri di Alessandro: “Povero me! Mi sto perdendo tutta la puntata… e mi scappa la pipì ma non riesco mai a dire di no. Cosa c’entro io con la pulizia delle scale?… Ma quando la signora Virna attacca a parlare non ferma piú”.

A questo punto Babbo Natale staccò l’audio dal computer che continuava a mandare sul monitor il bla bla bla ininterrotto della signora Virna… Si ricordava di essere stato un tempo, bilioni e bilioni di anni fa, anche lui un bambino. “Ma guarda che prepotenza questa signora Virna!” sbotto esasperato “E’ proprio vero che certi adulti non si accorgono neanche dei bisogni dei bambini. Parla soltanto per il piacere di ascoltarsi!”

Così dicendo si allontanò dal computer e cominciò a preparare il regalo che avrebbe portato ad Alessandro. “Qui ci vuole un po’ di sana rabbia!” esclamò, e cominciò a preparare il modulatore di voce telematico che, all’occorrenza, poteva dare espressione ai pensieri giusti. Ci lavorò un po’ intorno e finalmente il modulatore fu pronto. Tutto soddisfatto, lo impacchettò e lo infilò nel sacco sulla slitta, con un bigliettino per ricordarsi a chi fosse destinato. “Per Alessandro, affinché impari a usare la voce arrabbiata tutte le volte che bisogna arrabbiarsi”.

Quindi tornò al computer e riprese a lavorare. “Renne!” esclamò “col nuovo millennio si cambia musica! Basta con i soliti giocattoli! Inventerò un regalo speciale per ogni bambino, qualcosa che lo aiuti ad avere il coraggio di essere se stesso. Ahahaha!!!” Rise soddisfatto e poi, tutto elettrizzato, si mise all’opera. “Voglio vedere cosa succede nei pensieri di ogni bambino…” Digitò la password ed ecco che sul monitor apparve il visino sudato di Azzurra. “Coraggio miei prodi” urlava in piedi sul comò “ gliela faremo vedere noi a quel grasso imbecille!” Così dicendo, la piccola si lanciò sul letto come se avesse un paracadute. “Azzurra fermati!!!” urlò la mamma… troppo tardi. Si era già procurata una brutta ferita sulla fronte picchiando contro lo spigolo del comodino. 

“Ma guarda…” commentò Babbo Natale “questa bambina non conosce il pericolo, se continua così, finirà per farsi veramente male. Bisogna che le porti in dono un po’ di sana paura, perché la protegga e l’aiuti a non cacciarsi nei guai”. Sempre più incuriosito, fece andare il computer. Sullo schermo apparve Walter. Se ne stava seduto alla scrivania a fare i compiti. Ma non quelli di oggi o di domani. Faceva quelli delle vacanze di Natale. In quel momento squillò il telefono. “Sono Mattia!” esordì allegramente un suo compagno di classe “Non vieni alla pizzata?” Per un attimo Walter sembrò indeciso, ma poi rispose: “Mi dispiace, non posso. Sto ancora facendo i compiti…”

A quel punto Babbo Natale si stacco dal computer assai perplesso. “Questo bambino ha urgente bisogno di un po’ di sano egoismo.” mormorò tra sé “Cos’è questa storia dei compiti per le vacanze di Natale?!?” continuò Babbo Natale “Voglio che pensi anche a se stesso e che impari a non essere sempre il bambino perfetto per i grandi. Gli adulti dovrebbero ricordarsi che anche loro sono stati bambini. E poi, se i piccoli smettono di giocare chi insegnerà ai più grandi come si gioca?!?”

L’arzillo e instancabile vecchietto digitò un’altra formula e poi un’altra ancora. Sul monitor sfilavano a uno a uno tanti visi di tanti bambini. Ognuno con la sua storia e con i suoi segreti nel cuore. Ognuno col suo desiderio di essere amato e col suo bisogno di amarsi. Ognuno con la paura di essere se stesso e di essere diverso. Ognuno con il terrore di essere deriso e di essere incompreso. Di deludere i genitori o di sentirsi solo al mondo. Di non essere sempre buono o di essere geloso dei giochi degli altri. Di arrabbiarsi proprio il giorno di Natale o di non credere a Babbo Natale.

Babbo Natale si mise ad inventare per ogni bambino un regalo speciale, qualcosa che restituisse a ciascuno l’emozione che aveva perso e con ciò la meraviglia di essere al mondo… Per Alessandro un modulatore che desse voce ai suoi pensieri di rabbia. Per Azzurra la prudenza che nasce dalla paura. Per Walter l’ascolto dei propri bisogni che scaturisce dell’egoismo.

“Luna che con la tua luce illumini i lettini dei bambini, Sole che con il tuo calore riscaldi il loro cuore, Vento che soffi leggero… Aiutate Babbo Natale a leggere ogni più piccolo pensiero.”

E per te? Che regalo vorresti ricevere in dono questo anno a Natale?  Qual è l’emozione che ti neghi e di cui invece avresti bisogno?

a cura dott.ssa Carla Sale Musio
psicologa, counselor relazionale

 


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