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Girotondino e la merenda scomparsa

La prossima storia di Girotondino potrebbe essere inventata da te: metti le ali alla tua fantasia e fai vivere a Girotondino avventure fantastiche e mirabolanti! Noi le aspettiamo in redazione e il nostro bravissimo illustratore fumettista Carlo Carota si metterà subito all’opera per disegnare e dare vita alla tua storia di Girotondino a fumetti!

Invia il tuo lavoro in formato WORD (o JPEG con risoluzione 300 dpi) alla nostra redazione via e-mail a questo indirizzo: redazione@rivistagirotondo.it Lo aspettiamo al più presto!


 fumetto Girotondino 10

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Girotondino e la partita del cuore

La storia di questa 3° puntata è stata inventata da Federico, 11 anni di Zagarolo. La prossima potrebbe essere la  tua: metti le ali alla tua fantasia e inventa la nuova puntata di Girotondino... fagli vivere avventure fantastiche e mirabolanti, noi le aspettiamo in redazione e il nostro bravissimo illustratore fumettista Carlo Carota si metterà subito all’opera per disegnare e dare vita alla tua storia di Girotondino a fumetti!

Invia il tuo lavoro in formato WORD (o JPEG con risoluzione 300 dpi) alla nostra redazione via e-mail a questo indirizzo: redazione@rivistagirotondo.it Lo aspettiamo al più presto!

girotondino 07

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Girotondino e la festa di Carnevale

La storia di questa 2° puntata è stata inventata da Jacopo 8 anni, Jari 5 anni e Francesco, 3 anni. La prossima potrebbe essere la  tua: metti le ali alla tua fantasia e inventa la nuova puntata di Girotondino... fagli vivere avventure fantastiche e mirabolanti, noi le aspettiamo in redazione e il nostro bravissimo illustratore fumettista Carlo Carota si metterà subito all’opera per disegnare e dare vita alla tua storia di Girotondino a fumetti!

Invia il tuo lavoro in formato WORD (o JPEG con risoluzione 300 dpi) alla nostra redazione via e-mail a questo indirizzo: redazione@rivistagirotondo.it Lo aspettiamo al più presto!

Girotondino 04

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Girotondino e la stella magica...

Questa è la storia prima avventura di Girotondino, anzi no! Di Giorgino: un bimbo come tanti che un freddo giorno di Dicembre incontra...  scopri come Giorgino è diventato un super-eroe di tutti i giorni!

 

girotondino 01

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amici - animali d'acqua

animali di acqua1.jpgGiochiamo insieme? Abbiamo bisogno delle vostre dita per prendere vita...

Spegni la TV e divertirti a costruirci! Fotocopiaci o cercaci in altre copie di Girotondo: trovi animali diversi ad ogni uscita... allora, sei pronto per la caccia? Buon divertimento!

 

noi siamo gli animali d'acqua: GIROPescio-Lino, Ran-Occhio & i Polipetti

 

Ciao siamo Pescio-Lino, Ran-Occhio e i Polipetti... siamo tanti simpatici amici da ritagliare e costruire: divertiti con noi infilandoci nelle tue dita, prenderemo vita nelle storie che vuoi inventare!

 

Ora ti raccontiamo qualcosa di noi: l’ACQUA è l’elemento degli animali che sanno nuotare! Noi animali che abitiamo nell’ACQUA siamo bravissimi a tuffarci, saltare e scivolare fra le onde, nasconderci fra le ninfee, e giocare con le stelle marine! Nell’ACQUA troviamo da mangiare, dormiamo e facciamo amicizia. Alcuni di noi respirano solo sott’ACQUA perchè hanno le branchie, altri hanno bisogno di respirare anche un po’ d’aria fuori dall’acqua!”

 

Nei prossimi numeri di Girotondo troverai gli animaletti degli altri elementi. E ricorda loro sono sempre contenti di giocare con te!

 

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coniglietto pasquale di peluche

conigli.jpgTempo di primavera, tempo di Pasqua e allora perché non realizzare dei regali per i nostri amici? Il coniglio rappresenta il rinnovamento e la rinascita, valori che corrispondono alla Pasqua così come alla rinascita della natura in primavera. 

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amici - animali di terra

animali di terra1.jpgGiochiamo insieme? Abbiamo bisogno delle vostre dita per prendere vita...

Spegni la TV e divertirti a costruirci! Fotocopiaci o cercaci in altre copie di Girotondo: trovi animali diversi ad ogni uscita... allora, sei pronto per la caccia? Buon divertimento!

Noi siamo gli animali di terra :

topo Lino & sir Pente siamo divertenti animaletti di TERRA!

Ciao! Siamo Topo-Lino e Sir-Pente, e vorremmo diventare tuoi amici... ritagliaci, costruiscici e divertirti a giocare con noi infilandoci nelle tue dita, prenderemo vita nelle storie che vuoi inventare!

Ora ti raccontiamo qualcosa di noi: la TERRA è l’elemento degli animali forti e abili a nascondersi! Gli animali che abitano nella terra a volte strisciano, altre volte si infilano dappertutto e non li vedi più!

Abbiamo spesso un colore che ci permette di mimetizzarci per non farci trovare dai nemici! Alcuni di noi fanno le uova, che servono a proteggere i loro piccoli, e c’è anche chi è ghiotto di formaggio... quindi fai attenzione!!!

Nei prossimi numeri di Girotondo troverai gli altri di noi, quelli che vivono in acqua, in cielo e anche altrove!

E ricorda... noi siamo sempre contenti di giocare con te!

 

 

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animali di terra.jpganimali di terra1.jpg 

Monster & Co... Folletto Serpente

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Hei bambini, giochiamo ai Piccoli Mostri e i loro teneri amici?

 

 

 

Spegnete la TV e divertirvi a costruirli: li potete fotocopiare o cercare in altre copie della rivista Girotondo!!!

 

Questi Piccoli Mostri sono dei cuccioloni e ognuno di loro vi aiuterà con le proprie caratteristiche mostruose, si perchè in ogni numero di Girotondo ne troverete uno diverso con i propri Teneri Amici... allora, siete pronti per la caccia? Buon divertimento!

 

"Ciao! Io sono il Folletto Serpente!

 

Ritagliami e costruiscimi, poi mettimi in camera tua anche se i Folletti-Serpenti come me vivono nelle scuole oltre che nelle camerette… io verifico che i bambini si comportino bene e, come ogni folletto, riferisco a Babbo Natale quali sono quelli buoni. Di cosa mi nutro? Bé, di giochi, di “bambini biricchini” ma anche di coniglietti di polvere.

 

Mi piace anche avere altri Amici Mostri, quindi cerca altri Sorrisi del terrore come me nelle copie della rivista Girotondo oppure fotocopiami, incollami su un cartoncino (come quello della scatola di merendine) e dammi un Amico Mostro!!!

La serie di mostri è quasi arrivata al completo! Ci hai tenuti tutti? I Piccoli Mostri sono: il Folle-Serpente, Tritatossi, il Grande Occhio, Tentacolo bavoso, Verme Affamato, l’Occhio Carnivoro, il Sorriso del terrore e i Teneri Umani. Se vuoi mantenerci in forze devi nutrirci e se c’è una cosa che amiamo è... giocare con te!” 

 

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Monster & Co... Sorriso del terrore

Mostri_n21_dic2016_0.jpg"Ciao! Io sono Sorriso del terrore!

Ritagliami e costruiscimi... io adoro nascondermi in casa, io sono SORRISO DEL TERRORE e sono goloso di dita umane... mi metto dentro ai pensili della cucina sotto i piatti o dietro i bicchieri, pronto a saltare e ad afferrare la mano di chi apre lo sportello.

Ma sono un po cicciotto e lento, quindi non ci riesco mai a sgranocchiare qualche dito e mi consolo rubando caramelle, cioccolatini, ma sono goloso anche di... giochi! Mi piace giocare con te e con i Piccoli Amici, quindi non lasciarmi sempre solo!

Mi piace anche avere altri Amici Mostri, quindi cerca altri Sorrisi del terrore come me nelle copie della rivista Girotondo oppure fotocopiami, incollami su un cartoncino (come quello della scatola di merendine) e dammi un Amico Mostro!!!

La serie di mostri è quasi arrivata al completo! Ci hai tenuti tutti? I Piccoli Mostri sono: il Folle-Serpente, Tritatossi, il Grande Occhio, Tentacolo bavoso, Verme Affamato, l’Occhio Carnivoro, il Sorriso del terrore e i Teneri Umani. Se vuoi mantenerci in forze devi nutrirci e se c’è una cosa che amiamo è... giocare con te!” 

Hei bambini, giochiamo ai Piccoli Mostri e i loro teneri amici?

Spegnete la TV e divertirvi a costruirli: li potete fotocopiare o cercare in altre copie della rivista Girotondo!!!

Questi Piccoli Mostri sono dei cuccioloni e ognuno di loro vi aiuterà con le proprie caratteristiche mostruose, si perchè in ogni numero di Girotondo ne troverete uno diverso con i propri Teneri Amici... allora, siete pronti per la caccia? Buon divertimento!

 

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Giocare con l'acqua

acquaL’acqua è l’elemento che ha permesso la vita sul pianeta, risorsa fondamentale, bene prezioso: conosciamola con un quiz scientifico!

1 Da cosa è composta l’acqua?

  • a- Da Ossigeno e da Idrogeno
  • b- Da tanti piccoli animaletti trasparenti chiamati pesci acquiferi
  • c- E’ uno dei misteri dell’umanità, gli scienziati non riescono ancora a capirlo 

2 A quale temperatura l’acqua si solidifica diventando ghiaccio?

  • a- L’acqua si trasforma in ghiaccio solo nei freezer
  • b- L’acqua si solidifica sempre e solo a 0 gradi
  • c- L’acqua diventa ghiaccio solo a -107 gradi, infatti al polo sud fa così freddo che ci vivono solo i pinguini

3 A quale temperatura evapora l’acqua?

  • a- L’acqua evapora solo nella pentola e sul fornello
  • b- L’acqua evapora solo di giorno quando c’è il sole che la scalda
  • c- L’ acqua evapora ad ogni temperatura sopra lo 0

4 Come si formano le nuvole?

  • a- Sono un insieme di gas prodotti dai tubi di scappamento 
  • degli aerei in volo
  • b- Sono prodotte dalla condensazione del vapore acqueo
  • c- Si sono formate 65 milioni di anni fa con l’era glaciale e l’estinzione dei dinosauri

 

 

ECCO LE RISPOSTE:

1) a “La molecola dell’acqua si compone di un atomo di ossigeno (O) cui sono legati due

atomi di idrogeno (H) ; la sua formula chimica è pertanto H2O.”

2) b “L’acqua raggiunge la sua temperatura di solidificazione a 0° C trasformandosi in ghiaccio.

Inoltre il ghiaccio è meno denso dell’acqua quindi galleggia. Questo fenomeno è molto importante:

lo strato di ghiaccio che d’inverno si forma sulla superficie dei laghi, dei fiumi, dei mari,

impedisce agli strati sottostanti di solidificarsi e permette quindi la vita dei fondali.”

3) c “Quando mettiamo i panni bagnati fuori, questi si asciugano anche se la temperatura e’ molto

bassa. Infatti anche se non riusciamo a vedere il vapore l’acqua evapora a qualsiasi temperatura

sopra lo zero e sempre più in fretta man mano che la temperatura aumenta. A 100 gradi l’acqua

bolle ed è la massima temperatura a cui può arrivare.”

4) b “Le nuvole si formano per condensazione: quando l’acqua evapora

dalla terra si trasforma in vapore acqueo che risale nell’atmosfera perché

è leggerissimo (pensate al vapore che sale da una pentola in ebollizione).

L’aria umida salendo si raffredda e si condensa intorno a piccole impurità (cristalli di sale marino,

particelle di polvere...) generando così piccole goccioline d’acqua e cristalli che unendosi creano

le nuvole. Questi elementi leggeri, rimangono sospesi nell’aria. Quando le goccioline diventano

troppo grandi e pesanti per rimanere sospese, cadono sulla terra sotto forma di pioggia.”

Monster & Co... Occhio Carnivoro

Mostri_n21_dic2016_0.jpg"Ciao! Io sono Occhio Carnivoro!

Ritagliami e costruiscimi, poi sistemami davanti al computer di mamma e papà, ovunque lo abbiano sistemato, sia in camera che in sala, cosi potro’ controllare che il babbo, la mamma e anche tu non stiate troppo tempo attaccati al computer perché fa male agli occhi e alla mente... inoltre stare li’ mi permetterà di difenderti dai cattivi che potresti incontrare in rete: finchè saro’ davanti al computer voi sarete al sicuro!

Mi piace anche avere altri Amici Mostri, quindi cerca altri Occhi Carnivori come me nelle copie della rivista Girotondo oppure fotocopiami, incollami su un cartoncino (come quello della scatola di merendine) e dammi un Amico Mostro!!! 

Nei prossimi numeri di Girotondo troverai la nostra serie completa: il Folle-Serpente, Trita Ossi, il Grande Occhio, Tentacolo Bavoso, Verme Affamato, l’Occhio Carnivoro, il Sorriso del terrore con tutti i Teneri Umani. Se vuoi mantenerci in forze dovrai nutrirci e se c’è una cosa che amiamo è... giocare con te!” 

Hei bambini, giochiamo ai Piccoli Mostri e i loro teneri amici?

Spegnete la TV e divertirvi a costruirli: li potete fotocopiare o cercare in altre copie della rivista Girotondo!!!

Questi Piccoli Mostri sono dei cuccioloni e ognuno di loro vi aiuterà con le proprie caratteristiche mostruose, si perchè in ogni numero di Girotondo ne troverete uno diverso con i propri Teneri Amici... allora, siete pronti per la caccia? Buon divertimento!

 

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 mostri_occhiocarnivoro.jpgMostri_n21_dic2016_0.jpg

Costruiamo la macchina che corre veloce come un missile!

macchinina a reazioneEcco un bellissimo esperimento di scienze che potrete applicare al divertimento assicurato! Costruiamo insieme questa bellissima e velocissima macchinina che sfrutta l'aria per un'azione a reazione, proprio come fanno i razzi aereospaziali. Perché qualcosa si muova in una direzione, una forza deve agire nella direzione opposta: è quello che si chiama “azione a reazione”. L'aria dentro al palloncino gonfiato preme in tutte le direzioni per uscire. Quando lasci andare il palloncino, l'aria esce veloce dal foro, generando una pressione nella direzione opposta e quindi il palloncino fa muovere la macchinina. 

I veri razzi spaziali funzionano proprio con questo principio: il motore del razzo funziona grazie al carburante che scoppia in una camera di combustione che è aperta sul fondo. La forza del carburante che esplode ed esce dal razzo dall'apertura sul fondo del razzo, crea una forza opposta che lo spinge su in alto, fino allo spazio.

E adesso via! Costruisci la tua macchinina-razzo! Cosa occorre?
1 palloncino, 3 cannucce, 2 stuzzicadenti di legno da spiedino, 1 cartoncino, 4 tappi di bottiglie di plastica uguali (tipo quelli dei succhi di frutta), nastro adesivo.

Possiamo dare inizio alla costruzione: ritaglia il cartoncino dando forma alla sagoma della tua macchinina e fissa nella parte bassa della sagoma due cannucce parallele l'una all'altra usando il nastro adesivo. Ritaglia le parti della cannuccia che fuoriescono dalla sagoma della macchinina. Queste due cannucce ti serviranno da guida per posizionare le ruote. 

Ora buca i tappi delle bottiglie facendo un foro al centro del tappo (fatti aiutare da un grande per questa operazione). Fai attenzione: il foro lo dovrai fare proprio al centro del tappo, altrimenti la tua macchinina non correrà alla perfezione!  

Quando hai fatto quest'operazione, prendi uno stecchino di legno e infila alla prima estremità un tappo poi infila lo stecchino nella cannuccia che hai fissato nella sagoma della macchinina e infila anche l'altro tappo. Tieni fermi i tappi con un pezzetto di nastro adesivo.

Ora Prendi la cannuccia rimasta e piegala dal suo snodo e infilala dalla parte lunga dentro al palloncino fino in fondo, lasciando lo snodo e la parte corta della cannuccia fuori dal palloncino. 

Fissa ben bene la cannuccia al palloncino aiutandoti con il nastro adesivo: ruota il nastro adesivo attorno all'apertura del palloncino tante volte quante servirà per attaccare tutti insieme e sigillare molto bene facendo in modo che la cannuccia ed il palloncino diventino un tutt'uno. 

Puoi fare una prova tecnica verificando se riesci a gonfiare il palloncino: soffia nella cannuccia per gonfiarlo ben bene. Se tutto funziona, sei pronto per attaccare il tuo palloncino alla macchinina: fissalo con un po' di nastro adesivo alla sagoma della macchinina… et voilà, la macchinina è pronta! Gonfia il palloncino, metti a terra la tua macchinina e mollala:  partirà come un missile! E se la vuoi ancora più veloce, metti due o più palloncini sulla tua macchinina... vedrai come volerà!

Questo esperimento è stato realizzato nel percorso ludico/didattico con i bambini della sez. Tartarughe - ins. Piera Bellino e Anna Romano - Scuola Infanzia Pensogioco - AL che ringraziamo.

http://mondoludus.blogspot.it/2013/02/costruiamo-la-macchinina-reazione.html

Monster & Co... Trita Ossi

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"Ciao! Io sono Trita Ossi! 

Ritagliami e costruiscimi, poi mettimi in camera tua nascosto in un cassetto o sulla scrivania: mi chiamo Trita Ossi ma in realtà mangio solo avanzi e sono golosissimo soprattutto di briciole di biscotti. Mi puoi trovare nei cassetti, magari vicino a una merendina ben nascosta.. eh, eh, eh! 

Io mi nutro di biscotti, ma anche di... giochi! 

Mi piace giocare con te e con i Piccoli Amici, quindi non lasciarmi sempre nel cassetto! 

Mi piace anche avere altri Amici Mostri, quindi cerca altri Trita Ossi come me nelle copie della rivista Girotondo oppure fotocopiami, incollami su un cartoncino (come quello della scatola di merendine) e dammi un Amico Mostro!!! 

Nei prossimi numeri di Girotondo troverai la nostra serie completa: il Folle-Serpente, Trita Ossi, il Grande Occhio, Tentacolo Bavoso, Verme Affamato, l’Occhio Carnivoro, il Sorriso del terrore con tutti i Teneri Umani. Se vuoi mantenerci in forze dovrai nutrirci e se c’è una cosa che amiamo è... giocare con te!” 

Hei bambini, giochiamo ai Piccoli Mostri e i loro teneri amici?

Spegnete la TV e divertirvi a costruirli: li potete fotocopiare o cercare in altre copie della rivista Girotondo!!!

Questi Piccoli Mostri sono dei cuccioloni e ognuno di loro vi aiuterà con le proprie caratteristiche mostruose, si perchè in ogni numero di Girotondo ne troverete uno diverso con i propri Teneri Amici... allora, siete pronti per la caccia? Buon divertimento!

 

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Bolle di sapone: quanto grandi riesci a farle?

bolle saponeTi sei chiesto perché si formano le bolle di sapone? Perché l'acqua “è elastica”. Le molecole d'acqua sono tenute insieme dalla tensione superficiale: una rete di molecole che si dispongono in superficie come fosse una pellicola invisibile. La tensione superficiale dell'acqua è forte abbastanza da sostenere anche piccoli insetti, come i ragni d'acqua… ma torniamo alle nostre bolle! Quando aggiungi detersivo all'acqua, la tensione superficiale si riduce, le molecole possono andarsene in giro e questo permette di stendere l'acqua in una sottile pellicola. Una bolla di sapone che “fluttua” piena d'aria sarà sempre di forma sferica, come un pallone: è proprio la tensione superficiale che la riporta a quella forma, come fosse un palloncino di gomma. 

Ma dopo questa spiegazione scientifica, facciamo insieme le migliori bolle di sapone per stupire amici e parenti! Ecco cosa ti serve per farle “smisurate”: detersivo liquido per piatti; glicerina o sciroppo di glucosio; una bacinella larga e bassa; una gruccia attaccapanni di metallo; un gomitolo di spago; del nastro isolante; acqua; una brocca. 

Per fare le bolle di sapone buone davvero, per ogni 15 parti di acqua, aggiungi una parte di detersivo per i piatti e un quarto di una parte di glicerina. Puoi comprare la glicerina in farmacia, ma è molto costosa e se hai in programma di fare un sacco di bolle, lo sciroppo di glucosio è un ottima alternativa a buon mercato... tieni presente che la miscela per le bolle si mantiene per parecchi giorni, basta darle una mescolata prima di usarla. 

Metti il detersivo e la glicerina nella brocca, mescola un po’ e  poi rovescia la miscela nella bacinella d'acqua. Dai alla gruccia attaccapanni una forma circolare e fatti aiutare da un adulto a piegare il gancio in dentro in modo da creare un'impugnatura. Avvolgi lo spago intorno alla gruccia partendo dall'impugnatura, e ricoprendo completamente il filo metallico. Quando hai finito, fissa lo spago con il nastro isolante all'altezza dell'impugnatura. A questo punto sei pronto per fare le bolle: immergi il tuo “archetto” per le bolle nella bacinella facendo attenzione che l'acqua bagni tutto lo spago dell'archetto, da tutti i lati… tira fuori l'archetto e lascia che la miscela sgoccioli un po'… fai le tue bolle muovendo l'archetto nell'aria… se giri con un colpo secco il tuo archetto, la bolla si staccherà, liberandosi nell'aria, mentre se muovi l'archetto in orizzontale davanti a te farai una bolla a forma di salsicciotto! 

Insomma, sperimenta e divertiti a fare le bolle più grandi che riesci! •

Monster & Co... Grande Occhio

Mostri_n21_dic2016_0.jpg"Ciao! Io sono Grande Occhio!

Ritagliami e costruiscimi, poi mettimi in camera tua in bella vista sulle mensole o sulla scrivania: mi piace osservarti mentre giochi o fai i compiti e grazie al mio sguardo intenso ti proteggo perchè tutto è tenuto sott’occhio da me: finchè saro’ nella tua stanza tu sarai al sicuro!

Io mi nutro di occhiate, ma anche di... giochi!

Mi piace giocare con te e con i Piccoli Amici, quindi non lasciarmi sempre sullo scaffale!

Mi piace anche avere altri Amici Mostri, quindi cerca altri Grandi Occhi come me nelle copie della rivista Girotondo oppure fotocopiami, incollami su un cartoncino (come quello della scatola di merendine) e dammi un Amico Mostro!!!

Nei prossimi numeri di Girotondo troverai la nostra serie completa: il Folle-Serpente, Tritatossi, il Grande Occhio, Tentacolo bavoso, Verme Affamato, l’Occhio Carnivoro, il Sorriso del terrore con tutti i Teneri Umani. Se volete mantenerci in forze dovrete nutrirci e se c’è una cosa che amiamo è... giocare con te!”

 

Hei bambini, giochiamo ai Piccoli Mostri e i loro teneri amici?

Spegnete la TV e divertirvi a costruirli: li potete fotocopiare o cercare in altre copie della rivista Girotondo e, perché no, regalarli per Natale ai nonni o agli zii che apprezzeranno moltissimo un regalo fatto con le vostre mani!!!

Questi Piccoli Mostri sono dei cuccioloni e ognuno di loro vi aiuterà con le proprie caratteristiche mostruose, si perchè in ogni numero di Girotondo ne troverete uno diverso con i propri Teneri Amici... allora, siete pronti per la caccia? Buon divertimento!

 

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Adesso... via! Stupisci i tuoi amici con il gelato magico

gelatoQuesto esperimento, curato da Valeria Chiodini, viene proposto nel laboratorio d’alimentazione del museo della scienza e della teconologia Leonardo da Vinci di Milano (www.museoscienza.org). Il gelato è un alimento molto complesso: quello che si realizza è un equilibrio tra ingredienti congelabili (acqua) e incongelabili (zucchero). La consistenza morbida è dovuta all'aria che rimane intrappolata, sottoforma di piccolissime bolle, nella miscela di latte e zucchero.
Aggiungendo sale al ghiaccio invece, si abbassa il punto di congelamento dell'acqua e si evita che lo strato superficiale di ghiaccio geli (è per questo che si sparge sale sulle strade d'inverno): in questo modo il ghiaccio inizia a sciogliersi e, nel farlo, assorbe calore dalla miscela di latte e zucchero che così si raffredda velocemente fino a gelare. Lo stesso procedimento avviene nelle moderne "gelatiere".

Sei pronto a preparare il “gelato magico”?
Ecco cosa ti serve per prepararlo:
• 1 barattolo con il tappo ermetico
• 1 sacchetto per alimenti
• 10 cubetti ghiaccio
• 3 cucchiaini sale
• 2 cucchiai zucchero a velo
• 100 ml latte fresco

Ora versa il latte nel sacchetto per alimenti e aggiungi 2 cucchiai di zucchero a velo; mescola velocemente e chiudi con cura il sacchetto.
Prendi dal freezer i cubetti di ghiaccio e mettili nel barattolo, poi inserisci il sacchetto con latte e zucchero posizionandolo in mezzo ai cubetti di ghiaccio.
Spargi 3 cucchiaini di sale sul ghiaccio, poi chiudi bene il barattolo con il tappo e comincia a shekerare il tutto: prendi il barattolo fra le mani e agita energeticamente per almeno 5 minuti!
Apri il barattolo, estrai il sacchetto e controlla il risultato... ecco il tuo fantastico gelato al fiordilatte! Se vuoi cambiare gusto, sostituisci il latte con acqua e aggiungi qualche goccia di sciroppo o succo di limone. Otterrai un fantastico e dissetante sorbetto! •

Giochi da fare al chiuso: il pacco di Natale

pacchiMolte volte dei semplici materiali di recupero possono diventare dei veri e propri giochi da fare in famiglia o a scuola...
Come si realizza?
Prendete una scatola di cartone riempitela di caramelle e un regalino. Cercate tra i giornali e/o riviste varie immagini di animali e varie immagini natalizie, ritagliatele e incollatele sulla scatola chiusa con scotch.
Avvolgete la scatola con carta da giornale come per fare un pacco da regalo e incolalteci sopra un immagine di animale (o natalizia). Avvolgete di nuovo la scatola con carta da giornale e incollare un immagine di animale (o natalizia), uno diverso ogni volta. Fare circa 12/13 strati di carta. Avvolgere l'ultimo strato con carta da giornale e decorare con immagini natalizie incollate sopra.
Come si gioca?
Preparata la scatola (pacco di Natale), i bambini si siedono per terra in cerchio e a gambe incrociate. Al via (l'inizio di una canzone, semmai natalizia) i bambini si passano tra le mani il pacco di Natale seguendo l'ordine in cui sono seduti... quando la musica viene interrotta dall'animatore, il bambino che ha in mano il pacco deve cominciare a scartarlo: se trova l'immagine di un animale deve imitare il verso dell'animale raffigurato, se trova l'immagine natalizia invece deve passare il pacco al bambino alla sua destra.
Quando riparte la musica il bambino che ha in mano il pacco deve passarlo di nuovo agli altri bambini. Si continua così finchè il pacco non è stato scartato tutto. A quel punto il bambino che ha tolto l'ultimo foglio di carta prende per sé il regalino e distribuisce le caramelle agli amichetti.

Età di gioco consigliata:
da 4 anni in su

Numero di giocatori:
da 3 in su

Tempo di gioco:
Variabile

Cosa ti occorre?
Scatola cartone
carta da pacco anche riciclata
carta da giornale
scotch
caramelle
regalino
varie immagini di cagnolini o animali
varie immagini natalizie
colla vinilica

Variante del gioco:
Si può fare con immagini diverse a seconda del momento e/o della festa (esempio Carnevale, Pasqua e altre ricorrenze)

a cura di Pamela Tinti
organizzatrice eventi per bambini

Tazze marmorizzate fai-da-te

tazze-marmorizzate.jpgUn inverno particolarmente rigido sta finalmente cedendo il passo alla bella stagione, i cui profumi già si lasciano avvertire nell’aria mite degli ultimi giorni,

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Una pasta giocosa fra le piccole mani...

regali.jpgQuesta volta v’insegniamo a realizzare delle decorazioni natalizie, perfette per abbellire l’albero, da utilizzare come segnaposto a tavola o per impreziosire e personalizzare i doni che scambierete con i vostri cari a mezzanotte.

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L’anello scomparso

disegno-052017_05.jpgE se c'inventassimo favole? questa è stata inventata durante l'attività integrativa gratuita del progetto Facciamo Scuola Insieme !

I bambini della classe 3° della scuola primaria Mattiuzzi Casali di Bologna ci regalano bellissime storie inventate e disegnate da loro durante il laboratorio gratuito FACCIAMO SCUOLA INSIEME...

L’ANELLO SCOMPARSO

A cura di: Rachele, Amine, Anna, Ricky

C’erano una volta due ragazzi e tre ragazze ed una di queste si chiamava Fiore. Per San Valentino Fiore regalo’ a tutti una moneta d’oro perché era ricca.

Cornuto si innamoro’subito di lei, perché lui amava più i soldi delle persone!

La sera dopo cornuto chiese a suo Fratello Pirla di costruire un proiettore e andare a casa di Fiore per rubarle l’anello della sua bisnonna, poiché era un anello magico che portava nel passato. Il proiettore serviva per proiettare l’anello nella vetrina. Pirla accetto’.

Durante il tragitto per andare a casa di Fiore, Pirla si sporco’le scarpe di fango. Quando arrivo’ riusci’ a prendere l’anello ma lascio’delle impronte di fango sul pavimento senza rendersene conto. La mattina dopo Fiore ando’ a giocare con gli amici mentre la madre spazzava la sala e cosi’ si rese conto che c’erano delle impronte di fango che conducevano alla vetrina. Non c’era più l’anello e nel soffitto c’era un proiettore.

La madre chiamo’ Fiore che arrivo’ immediatamente con le sue amiche del cuore Beatrice ed Emma.

Le tre amiche guardarono le suole di tutti gli abitanti della città e scoprirono che era stato Pirla il quale si difese dicendo: “No! Non sono stato io!”. La notte dopo le tre ragazze andarono a casa di Pirla e Cornuto e per terra trovarono un biglietto con su scritto “Pirla vai a casa di Fiore a rubare l’anello”. La mattina dopo dissero a Pirla e Cornuto che avevano trovato il biglietto e che sapevano che erano stati loro. I due fratelli confessarono la loro malefatta ma alla fine fecero pace e restituirono l’anello a Fiore, anche se Cornuto non l’amava più!

a cura dott.ssa Marzia Di Sessa
giornalista esperta mondo infanzia

Coliandro ed i suoi 30.000 gioielli rubati

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I bambini della classe 3° della scuola primaria Mattiuzzi Casali di Bologna ci regalano bellissime storie inventate e disegnate da loro durante il laboratorio gratuito FACCIAMO SCUOLA INSIEME...

COLIANDRO ED I SUOI 30.000 GIOIELLI RUBATI

A cura di: Giulia, Ilaria, Daniele, Letizia e Leonardo

Coliandro, un agente di polizia del 1976, era sbadato, tanto che una volta si era chiuso fuori di casa in mutande.

Avevano assegnato a Coliandro, il caso irrisolto dei 30.000 gioielli preziosi che erano stati rubati dalla banda di Struzman, formata da Gianframmarcantonio che faceva paura appena lo guardavi, Spiral che era sempre arrabbiata e triste e da Corvinafa che era molto intelligente e cattiva.

Mentre Coliandro era sulla strada per andare nella gioielleria dove era avvenuto il furto dei gioielli, trovo’ un passaggio segreto che conduceva direttamente alla gioielleria.

Il passaggio segreto era un tunnel buio e stretto.

Coliandro entro’ nel passaggio segreto si ritrovo’ nel covo dove i ladri tenevano i gioielli, ma proprio quando Coliandro pensava di aver risolto il caso Strunzman gli diede una mazzata in testa.

Al suo risveglio Coliandro era legato ai polsi e sotto ai piedi c’erano 3.000 piragna.

Quando ormai temeva di essere spacciato si ricordo’ di avere nell’orecchio un chip, cosi’ chiamo’ i suoi colleghi di polizia, che lo localizzarono e lo salvarono.

La polizia venne e a prendere i gioielli, salvarono Coliandro e la banda fu arrestata.

a cura dott.ssa Marzia Di Sessa
giornalista esperta mondo infanzia

Alla ricerca della risata

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ALLA RICERCA DELLA RISATA

A cura di: Federica, Raida, Matteo

C’era una volta un poliziotto di nome Timinen, che stava indagando sul caso irrisolto, cioè il caso di Lucinda che non rideva mai e questo era. Una follia!

Pero’ lui non indagava mai da solo, infatti aveva un cane che si chiamava Teo ed era un cucciolo di pastore tedesco.

Ma Timinen chiamo’ due ragazze del liceo perché da solo con Teo non ce la faceva; queste due ragazze si chiamavano: Gessica e Bo. Le due ragazze lo aiutarono a risolvere il caso.

Cosi’, Timinen e Teo, girarono per tutta Hollywood e trovarono una traccia e la diedero a Teo.

Teo l’annuso’ e ando’ verso una scuola, li trovarono Lucinda e provarono a farla ridere, in due modi. Il primo modo era raccontarle una barzelletta e falli’.

Il secondo modo era farsi del male per finta per finta ed anche questo tentativo falli’.

Ad un certo punto Timinen cadde inciampando sopra ad un sasso e Lucinda rise come una pazza!

 

Alla fine si scopri’ che Lucinda non rideva mai perché nessuno si era mai fatto male in quel modo davanti a lei!

a cura dott.ssa Marzia Di Sessa
giornalista esperta mondo infanzia

La bambina che non rideva mai

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LA BAMBINA CHE NON RIDEVA MAI

A cura di: Elisa, Eleonora, Usine, Tommaso

C’era una volta Lucinda, una bella bimba di tre anni con i capelli neri e gli occhi azzurri ed aveva un segno particolare: non rideva MAI!

Un giorno un pagliaccio la fece piangere e lei corse da sua madre che si chiamava Maria. Gli altri fratelli di Lucinda erano: Donnauomo, Piscia Men e Peperone Men. Donnauomo era un troll e aveva le orecchie da alieno, Piscia men faceva la pipi’ e Peperone Men sparava peperoni dalla bocca. Quando Lucinda torno’ dal pagliaccio con i suoi fratelli, loro gli diedero una bella lezione!

Pisciamen gli fece la pipi’ addosso ed il pagliaccio ci rimase cosi’ male che corse via. Quando Lucinda ed i suoi fratelli chiesero scusa al pagliaccio perché avevano capito di non aver compiuto una bella azione, lui li perdono’ subito. Per dimostrare loro che li aveva perdonati il pagliaccio si mise a ballare la Cucaraccia”.

Lucinda ed i suoi fratelli lo portarono dalla madre, Maria, ed il pagliaccio gli fece vedere il suo “ballo delle scuse accettate”.

Venne sera e cenarono tutti insieme, Maria, Lucinda ed i suoi fratelli ospitarono il pagliaccio la notte a dormire da loro perché il padre di Lucinda era partito per il Canada.

Lucinda, pero’ ancora non rideva. La mattina dopo il pagliaccio si sveglio’ presto per preparare uno spettacolo in canadese per fare una sorpresa a Lucinda ed ai suoi fratelli, sperando di riuscire a farla ridere. La madre Maria voleva fare in modo che Lucinda potesse vedere il suo papà, cosi’ fece una videochiamata per farsi perdonare dalla figlia perché

il padre era andato in Canada appena lei era nata. Quando si svegliarono i bambini videro il pagliaccio esercitarsi sul suo balletto ma Lucinda ed i suoi fratelli intravidero il pagliaccio andare via perché suo padre gli aveva detto di fare attenzione “A quelli li” che sono paurosi ed il pagliaccio aveva ovviamente origliato offendendosi. Lucinda non voleva che il pagliaccio andasse via, cosi’ si volto’ verso di lui e gli disse: “Io e miei fratelli non siamo paurosi, cosa credi?! A questa sua stessa battuta Lucinda comincio’ a ridere a crepapelle. Ah, Ah, Ah. 

a cura dott.ssa Marzia Di Sessa
giornalista esperta mondo infanzia

 

Lucinda e i suoi amici

 

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LUCINDA E I SUOI AMICI

A cura di:

Marco, Victoria e Sara

Nella III C Lucinda un giorno si era stancata della maestra perché urlava troppo e le disse una parolaccia in faccia. La maestra le diede una nota. Il giorno dopo Lucinda era molto depressa perché sapeva che non aveva fatto una bella cosa a dire una parolaccia alla maestra.

La mamma, per farla felice chiamo’ il giorno stesso a casa sua i suoi tre amici per fare una festa. Gli amici invitati erano Alice, Lucy e Tinotimmen. Ad Alice piaceva giocare, a Lucy piaceva ballare e a Tinotimmen piaceva mangiare. Tinotimmen chiese se poteva andare in bagno ma lui in realtà usci’ dalla finestra per andare in cantina dove prese un ratto e lo mise nelle scarpe di Lucinda senza che lei se ne accorgesse ed il ratto fece la pipi’ nelle scarpe.

Quando Lucinda stava per indossare le scarpe noto’ che c’era qualcosa di appiccicoso e caldino e cosi’ anche lei dovette andare a fare la pipi’.

I suoi amici, vedendo questa scena, cominciarono a ridere cosi’ tanto che anche Lucinda rise fino a farsi venire mal di pancia, perché si sa che la risata è contagiosa.

Più serena Lucinda, il giorno dopo ando’ a scuola e prego’ la maestra di scusarla per la parolaccia.

La sera arrivo’ a casa e racconto’ alla mamma che si era scusata con la maestra e la premio per il coraggio di aver saputo chiedere scusa con 10 bustine di figurine.

a cura dott.ssa Marzia Di Sessa
giornalista esperta mondo infanzia

 

Gli Spiriti

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GLI SPIRITI

A cura di: Bilal, Amalia, Gugliemo, Hilary

C’erano una volta tre spiriti: Babbo Natale, il Coniglietto di Pasqua e la Fatina dei Denti.

I tre spiriti durate tutta la loro vita avevano lottato contro l’Aquila della notte, uno spirito maligno che voleva far diventare tristi tutti i bambini.

Il compito dei tre era quello di rendere i bambini felici.

Un giorno gli spiriti andarono nel paesaggio segreto, dove incontrarono l’Aquila della Notte, la quale rapi’ la Fatina dei Denti.

Gli spiriti cercarono di recuperare la loro amica, la Fatina dei Denti, ma lo spirito maligno fu più astuto e veloce e trasformo’ il paesaggio in foto, intrappolando la Fatina all’interno di essa.

Lo spirito maligno scappo’ via facendo la sua perfida e paurosa risata malvagia.

Gli spiriti pero’ non si diedero per vinti ed acchiapparono al volo la foto, che intrappolava la Fatina Dei Denti, e la nascosero in un libro vecchio di più di 100 anni che si trovava nel loro covo segreto, cosi’ pensavano che avrebbero potuto cercare la soluzione per far tornare la Fatina dei Denti uno spirito libero. Lo spirito maligno pero’ non si diede per vinto e comincio’ a cercare in lungo e in largo la foto e finalmente dopo una settimana di ricerche la trovo’ e la rubo’. Il Coniglietto di Pasqua e Babbo Natale cominciarono a loro volta la ricerca della foto, nel covo dell’Aquila.

Ripresero la foto, anche se non con poche difficoltà e le renne di Babbo Natale furono fondamentali per la loro ricerca, mentre la Luna, con il suo grande ed immenso splendore aiuto’ gli spiriti buoni a far tornare la Fatina dei Denti in carne ed ossa.

La fatina dei Denti, era tornata ad essere libera dall’incantesimo e ringrazio’ la Luna, poi le disse: Quanto sei bella, sei cosi’ luminosa e tutti ti ammirano, ma non sanno anche quanto sei potente, mentre io si! Grazie!

a cura dott.ssa Marzia Di Sessa
giornalista esperta mondo infanzia

 

Magie sotto l'albero di Jacopo

C'era una volta un signore di nome Gianfranco, era un uomo di mezza età, alto, magro, con un'espressione sempre arrabbiata sul viso. Viveva a Roma, era un giudice molto cattivo! Ed era sempre vestito di grigio.

Egli odiava il Natale perché quando era piccolo era un po' cattivo e non riceveva mai i regali, così imparò ad odiare il Natale e tutte le feste!

Ma un giorno arrivò il folletto Alessio, l'aiutante di Babbo Natale, era piccolo, simpatico, buono; e accadde che lo andò a trovare e gli porta in dono dei vestiti nuovi, belli, tutti colorati, cuciti direttamente da Babbo Natale!

I vestiti portati in dono dal folletto erano magici, proprio per questo quando Gianfranco li indossò per magia divenne un uomo buono e fu così che cominciò ad amare il Natale. •

Jacopo

Storie di fiabe mai raccontate

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Sono le 9.30 di un lunedi’ di giugno e la maestra Sbirulina decide di raccontare una fiaba ai suoi alunni, ma non una fiaba come tutte le altre, questa è una fiaba al contrario. La maestra comincia la sua narrazione.

«L’agente 00web sta facendo una verifica d’informatica, intanto la signorina Precisini è stata convocata dalla presidente Carmelina per costruire un palazzo.

Irene, campionessa mondiale di nuoto, sta facendo una gara per vincere una quota che equivale a 1.000.000 di dollari. L’intelligentissimo 00Web, per la distrazione prende un misero 6, la signorina Precisini che non sbaglia mai una misura, costruisce un palazzo al contrario: la porta per entrare è nella parte alta e la presidente Carmelina si arrabbia molto ed ordina alla sua professoressa di bocciarla.

La nuotatrice Irene, subito dopo essersi buttata in acqua, si dimentica come si nuota a causa di una tegola caduta da un tetto di un ristorante che era atterrata direttamente sulla sua testa.

Il signor Zombi Rinato che Renato è stato ribattezzato, osservando la situazione decide di organizzare una festa di consolazione.

Il giorno dopo il signor Zombi Rinato, scrive un biglietto che contiene un invito anonimo e lo consegna ai ragazzi “Ci vediamo al bar vicino alla Coop! È importante non mancate!”

I ragazzi arrivano un po’ alla volta, prima la signorina Precisini che arriva sempre puntuale, p o i 00Web che prima era impegnato nella ricerca del mittente sconosciuto del biglietto, poi la nuotatrice che, da vera atleta, arriva correndo ed in fine si presenta Zombi Rinato che si avvicina e li saluta. I tre ragazzi, impauriti restano immobili, ma il signor Zombi Rinato decide allora di togliersi la maschera e svela a tutti che è una bambina come le altre.

I quattro ragazzi cominciano la festa e continuano fino a quando sono troppo stanchi per stare ancora svegli. Vanno ed al mattino seguente quando si svegliano sanno che stanno per cominciare una nuova vita tutti e quattro assieme…

disegni di: Christian; Basma; Elisa; Gabriel; Omar; Alessandro.

a cura dott.ssa Marzia Di Sessa
giornalista esperta mondo infanzia

 

Sparisce un libro del 1200...

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I bambini della classe 5B scuola primaria Barca di Bologna ci regalano una bellissima storia inventata e disegnata da loro...

Oggi è davvero una bella giornata di sole ed io con la mia, collega ed amica Noemi, stiamo passeggiando nel grande parco della nostra città.

Mentre camminiamo ci scambiamo confidenze e ci raccontiamo cosa vorremmo fare nel fine settimana, Noemi mi indica qualcosa di strano vicino ad un albero. «Vieni andiamo a vedere di cosa si tratta!», mi dice Noemi. Certo non me lo lascio ripetere due volete curioso come sono… È un biglietto, che prendo con cura e leggo! Credevo fosse un biglietto d’amore, invece rimango molto sorpreso quando lo leggo: «Il 6 febbraio ci sarà una rapina in biblioteca, fatti trovare alle 20 dietro alla biblioteca! Senza esitare dico: «È pane per i nostri denti!

Per noi detective sarà un gioco da ragazzi smascherare il rapinatore!

Il 6 febbraio, poco prima delle 20 ci ritroviamo già appostati dietro ad un cespuglio che è davanti alla biblioteca. Poco dopo, vediamo arrivare un uomo losco sospetto.

«Seguiamolo!», mi dice Noemi e ci mettiamo al suo inseguimento fino a che, senza troppa fatica, riusciamo a prenderlo. Abbiamo preso il sospettato e lo abbiamo portato in una delle stanze della biblioteca per interrogarlo, ma è grande la nostra delusione quando scopriamo di essere stati ingannati… Lui è solo un complice!

«Allora tu sei il complice di chi?» gli chiedo ma non ricevo nessuna risposta.

«Nessun problema se tu non ci vuoi rispondere, tanto ti arrestiamo!» Ma anche questa volta la sola risposta che riceviamo è un perfido sorriso, quello di chi la sa lunga… Lo abbiamo messo in prigione, nella cella più buia, sperando che magari si decidesse a confessare, ma i giorni passano e lui non si decide a confessare! Qualche giorno dopo Noemi sta leggendo il giornale e nella sezione annunci trova quello che stavamo cercando: “Vendesi libro prezioso del 1200”.

Sembrava proprio il libro sparito il 6 febbraio dalla biblioteca e furbamente abbiamo dato appuntamento al venditore per comprare il libro.

Il giorno atteso per lo scambio è finalmente arrivato. Noemi è convinta che riusciremo a smascherare il rapinatore, io sono più timoroso, ma credo davvero che possiamo farcela.

All’improvviso ecco apparire una donna, ha in mano un grosso pacco e potrebbe essere un libro e ha in mano un fiore rosso, proprio come ci eravamo accordati.

Noemi si avvicina, prende il libro, verifica che sia il libro incriminato e mentre fa finta di prendere fuori i soldi per fare lo scambio io da dietro prendo le manette e la dichiaro in arresto e le dico: «È arrivato il momento di confessare! Lei decide di collaborare e ci racconta: «Il biglietto era un diversivo per poter rubare indisturbata mentre voi eravate impegnati ad interrogare mio fratello. Sapevo che lo avreste arrestato, ma con i soldi della vendita del libro avrei pagato la cauzione e saremmo andati lontano da qui…» 

Abbiamo portato Cornelia, questo il nome della ladra, in prigione dove volevamo trattenerla per tutta la vita, ma l’aver collaborato e l’averci raccontato tutto le permesso di rimanere solo 20 anni in prigione e forse, se sarà brava, uscirà ancora prima! 

disegni di: Aisha; Srabonti; Yosief; Kimberly; Manuel; Fernanda; Ajar. 

a cura dott.ssa Marzia Di Sessa
giornalista esperta mondo infanzia

I bambini in cerca di papà...

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E se c'inventassimo favole? questa è stata inventata durante l'attività integrativa gratuita del progetto Facciamo Scuola Insieme !

I bambini della classe 5B scuola primaria Barca di Bologna ci regalano una bellissima storia inventata e disegnata da loro...

Una mattina soleggiata di giugno, una famiglia composta dal papà e quattro bambini, due maschi e due femmine, si trasferi’ in campagna in una villa enorme. La mamma non era con loro perché era morta qualche anno prima, ma certo sarebbe stata felice se fosse stata la’ con loro loro e la casa le sarebbe piaciuta molto.

Il giorno successivo al loro trasferimento, Martizio, il padre, ando’ in soffitta per sistemare delle scatole vuote e mentre sistemava trovo’ una scatola contenete dei ricordi ed in particolare delle foto. Tra una foto e l’altra, Martizio vide una foto di sua moglie con la famiglia che abitava prima di loro in quella casa. La foto pero’ non ritraeva momenti felici bensi’ la famiglia di prima con sua moglie, impiccati ad un albero nel giardino della nuova casa.

Il padre, scioccato per quello che aveva visto, va a raccontare ai figli tutto quello che era successo, ma maggiori particolari li condivise con Tommaso, il maggiore dei quattro fratelli. La mamma non era morta impiccata, allora perché si trovava in quella foto? Tutto aveva un alone di mistero ed assumeva contorni oscuri.

Tommaso ed i suoi fratelli cercarono di far dimenticare al padre l’accaduto, inventandosi ogni una volta qualcosa di nuovo per farlo ridere, ma loro non riuscivano a dimenticare ed avevano cominciato ad investigare all’insaputa del genitore.

Tommaso propose ai fratelli di dormire un pochino per poi ricominciare le loro investigazioni il giorno seguente. Al mattino pero’, li aspettava una brutta sorpresa, il papà infatti era sparito di casa e non si trovava da nessuna parte! I bambini erano allarmati: che fosse una casa maledetta? E perché nessuno gliela aveva detto? Poi all’improvviso un forte rumore fece scattare Tommaso che con il cuore in gola.

Si sveglio’! A quel punto fu felice di sapere che si era trattato solo di un brutto sogno, probabilmente dovuto alla nostalgia della vecchia casa e soprattutto della loro mamma!

Vi piace questa storia? Cuoriosi di leggerne altre?

Le trovate tutte su rivistagirotondo.it 

 

disegni di: Bianca, Sofia, Alisia, Geremy, Andrea, Ashim

 

a cura dott.ssa Marzia Di Sessa
giornalista esperta mondo infanzia

Piccolo grande Dentino...

Favola_Dentino.jpgCarissimi miei piccoli lettori, bentornati! Sicuramente anche voi conoscete la Fata dei Dentini vero? Ebbene, direte, ma fra poco è Natale, che c'entra lei?

Bè, proprio di lei vi raccontero’: lei che con gioia passa a recuperare i dentini caduti dei piccoli, lasciando traccia del suo passaggio con un soldino, un piccolo dono o dolcissime bontà, cosi da rendere Natale ogni volta che un dentino cade... vi raccontero’ di lei, di Oliver e del suo Dentino. Finalmente giunse la sera e Oliver che aveva perso il suo quinto dentino era impaziente di andare a letto perché la Fatina passasse..… chissà quale dono avrebbe lasciato! Cosi’, Oliver mise il suo bel dentino sotto il cuscino e con uno splendido sorriso stampato sul volto si addormento’ felice. Ma qualcosa ando’ come nessuno si sarebbe mai aspettato: il dentino di Oliver sguscio’ fuori dal cuscino, si avvicino’ alla finestra e decise di voler andare in giro per il mondo, quel mondo che tanto lo aveva incantato... un balzo e fu fuori! Quanta bellezza davanti ai suoi occhi: la natura, i suoi odori, il vento, i colori: la libertà.La Fatina, a mezzanotte in punto arrivo’ e non trovando Dentino, intui’ cosa poteva esser successo. Tutta la magia in suo potere a nulla serviva contro la volontà e la libera scelta di Dentino. Già, Il Libero Arbitrio! Dentino aveva fatto la sua scelta, e non c’era altro da fare se non provare a essere felice per lui. E Oliver? Non ci pensava a lui? A quanto dispiacere gli avrebbe procurato? Evidentemente no, fino ad allora!

Dentino trascorse ore a gustarsi quella meraviglia di mondo e il silenzio della notte lo fecero riflettere profondamente... pur essendo un semplice Dentino, comprese grandi verità: in quel posto incantato chiamato mondo, la natura, ogni singolo essere, anche il più piccolo è stato creato tenendo conto di una complessità, di una totalità molto più grande di quella che in realtà appare ai nostri “piccoli occhi”. Una grande Totalità che ha radici ed esistenza da tutti gli esseri viventi e non.

Piccolo Dentino dal cuore grande e altruista ha compreso e ora sceglie un ideale più grande: il sorriso e la speranza di un bambino! Dentino aveva contribuito a generare la fiducia nei propri sogni. I sogni di Oliver, che a sua volta avrebbe trasmesso a un’altra persona e questa a un’altra ancora e ancora... migliorando l’incanto del Mondo! E se questa magia non è anche l’incanto del Natale, bambini, non so cos’altro lo possa essere! Un fiabesco abbraccio dalla Fata raccontastorie.

a cura di Marianna De Luca
educatrice scuola materna e elementari

 

Un brutto giorno...

favola_brutto-giorno.jpgAmici carissimi, oggi vi porterò con me in un giorno non tanto lontano, un giorno diverso dagli altri, uno di quelli che non si dimenticano facilmente.

Fiabilandia, perché così come nella vita anche nelle fiabe c’è “un brutto giorno”. La calda estate era ormai alle porte, Fiabilandia era in fermento. La famiglia di papà Orso era impegnata nei preparativi; avrebbero trascorso le vacanze estive nella casetta sul lago, poco distante dal Bosco. Le cose da preparare ancora tante, il tempo poco e gli orsetti gemellini troppo birbantelli si divertivano a disfare le valigie preparate con tanta cura dalla mamma, che in realtà non si divertiva affatto! La famiglia di mamma Oca invece era intenta a rendere la propria casa più accogliente che mai, visto che per le vacanze estive avrebbero ospitato i nonni e i cugini venuti da lontano.

Tutti si preparavano a vivere un’altra meravigliosa estate!

E come da tradizione, gli abitanti di Fiabilandia salutavano la nuova stagione con un’allegra festa di benvenuto! Il Bosco in quella serata così speciale, si vestiva di mille luci, tutte colorate, tra i rami degli alberi festoni dai mille colori e un venticello leggero ondeggiava tra i lunghi veli color del cielo messi anche loro li, ad abbellire più di quanto Madre Natura non avesse già fatto. E la musica…i banchetti e le risate di un Bosco in festa lieto di accogliere l’attesa estate che già tanto si respirava. Purtroppo però un avvenimento inaspettato divenne la nota stonata di questa bella serata. Arrivarono silenziosamente, nessuno li aveva mai visti li a Fiabilandia… sugli occhi una benda, nelle orecchie dei tappi...

non ci fu il tempo e cominciarono a distruggere, senza motivo, la meraviglia e la bellezza di un Bosco in festa. Tutto si fermò. Gli abitanti increduli. Cos’era successo? Perché? Chi erano? Della “Benvenuta Estate” era rimasto ben poco, solo la tristezza negli occhi degli abitanti per un gesto a cui non seguirono mai risposte.

Questo, amici cari il giorno più brutto per Fiabilandia, e sarebbe rimasto così, appeso e sospeso ad un mare di “perché” senza risposta alcuna. Cosi’ triste ed abbattuta decisi anch’io di fare ritorno a casa. Qui tutti mi aspettavano, e tutti chiesero notizie. Raccontai il triste episodio. Ma, il più piccolo dei miei aiutanti mi chiese: “Non è possibile… tutto finisce così? dovrà pur esserci una fatina, un cavaliere o un potente incantesimo che riporti pace e serenità per tutti…”

Questo mi colpì, e tanto. Decisi di cercare di porre rimedio. Mi recai nella sala degli incantesimi, e cominciai a sfogliare il grande libro di magia, nella speranza di trovar qualcosa di utile. E lo trovai... l’incantesimo del tempo fu la risposta!

Di corsa tornai al Bosco, radunati gli abitanti spiegai loro che questo incantesimo avrebbe riportato indietro il tempo, ma non ne avrebbe cancellato il ricordo. Decisero che era giusto tentare. Usai l’incantesimo, le lancette magicamente si rincorsero al contrario. Tutto come prima, se non per una variante… ora gli abitanti li aspettavano! Arrivarono. Ad accoglierli i nostri amici del Bosco, i quali tolsero via dai loro occhi le bende, perché potessero “vedere” la bellezza di essere “fratelli”, i tappi dalle orecchie perché potessero “sentire” l’appartenenza in egual misura a questo nostro meraviglioso mondo. E la festa d’estate ebbe inizio…

a cura di Marianna De Luca
educatrice scuola materna e elementari

Il grande cuore di Gibo

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Bentrovati amici carissimi! Oggi vi racconterò una storia speciale che comincia sulle calde coste marine di Fiabilandia quando un bel giorno d’estate il mare decise di lasciare agli abitanti un misterioso dono...

Un grande uovo, ancora completamente chiuso... grossa fu la sorpresa e lo stupore degli abitanti. Tutti si chiedevano “Cosa ci farà questo grande uovo sulle nostre coste? Sarà un uovo di tartaruga o di dinosauro?” La curiosità era tanta e attesero impazienti che l’uovo si schiudesse. Passarono giorni e giorni, quando finalmente notarono delle piccole crepe che disegnavano l’uovo misterioso... il momento tanto atteso era arrivato!

Tutti gli animali del bosco si erano radunati in cerchio lasciando l’uovo nel mezzo con il fiato sospeso e gli occhi spalancati… all’improvviso l’uovo si schiuse. Cosa saltò fuori? Di quale animaletto si trattava? Beh! Amici cari, nessuno lo capì. Si trattava di un buffo e strano animaletto, alto non più di un metro, due dolcissimi occhi a palla, neri e profondi, le orecchie ricordavano quelle di un cane, un delizioso musetto, due grandi ali, troppo grandi per un esserino come lui, ed una lunga coda. Potete immaginare la reazione... davanti a quale strano animale si trovavano? Si guardavano l’un l’altro sbigottiti. Ad un certo punto il misterioso ospite fece un passo avanti e disse: “Salve, io sono Gibo, piacere di fare la vostra conoscenza!”

Ma la reazione degli abitanti non fu delle più belle purtroppo... ignorarono Gibo, solo perché apparentemente “diverso” da loro, e non fu minimamente considerato, rimase solo. Il tempo passò ma la situazione rimase la stessa. E di questo il nostro piccolo amico soffriva, non comprendendo i motivi e le ragioni di tanto rifiuto mascherato da indifferenza.

Ma tutto stava per cambiare. In realtà era un vero e proprio miracolo, un dono concesso dal mare agli abitanti di Fiabilandia, ma non era stato riconosciuto. Il mare rimase a guardare il corso degli eventi, fino a quando decise di intervenire e, in un bel giorno, caldo d’estate, all’improvviso il cielo si oscurò, si aggiunse un vento minaccioso ed il mare diventò scuro e pauroso, si gonfiò, talmente tanto da mettere in pericolo la stessa Fiabilandia. Gibo, che ormai viveva in tutta solitudine in riva al mare, fu il primo ad accorgersi ed intuire il pericolo. E senza alcun indugio, di corsa raggiunse il bosco, allertando i suoi abitanti, gli stessi che lo avevano ingiustamente allontanato, i quali, a questo punto, indifesi davanti alla maestosità e alla forza del mare, erano tutti li, non sapendo cosa fare, vicino a Gibo. Il nostro piccolo amico ebbe poi un’intuizione: costruire un muro, altissimo, tanto da impedire al mare, così arrabbiato, di distruggere il bosco, le abitazioni, Fiabilandia tutta. Ma il tempo a disposizione non era tanto, c’era bisogno della collaborazione di tutti. Così fu. Gli abitanti procurarono dei grossi macigni e Gibo preparava l’alto muro, aiutandosi con le sue grandi ali. Nessun altro sarebbe riuscito in quel difficile compito, il muro era davvero altissimo! 

L’idea di Gibo era stata vincente! Poco alla volta il mare calmò la sua rabbia e il sereno fece ritorno, Fiabilandia salva. Finita la bufera, Gibo, non aspettandosi nulla, s’incamminò senza dire una parola, verso la sua capanna, in tutta solitudine. Gli abitanti del bosco davanti a tanta umiltà, furono commossi e gli corsero dietro abbracciandolo, ringraziandolo e porgendo le scuse più sentite, quelle che provengono dal cuore, a Gibo, che li aveva salvati, non solo dalla bufera, ma da quello stupido sentimento di “paura e di ignoranza” , verso ciò che non si conosce, e non ci appartiene. Gibo aveva insegnato loro questo! A non fermarsi alle apparenze, di conoscere prima di giudicare. Di accogliere il prossimo. 

a cura di Marianna De Luca
educatrice scuola materna e elementari

Illustrazioni di Lucia Zerbinati

 

La mela settembrina...

bambino_mela.jpgC’era una volta la mela settembrina, era piccola, piccola e nessuno la voleva.... 

Lei sola, stava a guardare i suoi fratelli e le sorelle, che uno alla volta, se ne andavano. Fantasticava su di loro. Dove andavano? Che bimbi conoscevano? Che avventure realizzavano? Lei stava lì, nel suo cantuccio, piccola mela settembrina e, d’incanto si trovò tra le mani di un piccolo paffuto bambino. E insieme trotterellando, si trovò nella stanza del bambino: si guardò attorno.
Vi erano giocattoli in ogni angolo, libri con illustrazioni colorate su un piccolo tavolo, matite e pennarelli, un lettino e… meraviglia delle meraviglie, un alberino di mele. Era liscio, senza foglie, rigido, ma aveva tanti rami e riconobbe che era il suo… nido dove era germogliata e poi sbocciata e poi maturata. Il paffuto bambino la osservava con curiosità, poi depose la mela settembrina su di un ramo.
Quasi quasi cadde, ma il paffuto bambino congiunse le manine e lei cadde nel suo interno. Erano calde, quelle manine, lisce e profumate. E piano la riportò su di un ramo, il più alto. Poteva osservare tutto intorno, il paffuto bambino rideva e batteva le manine e anche lei avrebbe voluto battere le manine, ma era tanto stanca, aveva avuto una giornata piena di sorprese e sentì che lentamente gli occhi si chiudevano e incominciò a dormire e… a sognare.

La mela settembrina si era ritrovata al mercato e... osservava tutto il via vai delle persone che giravano tra i banchi, per fare acquisti. Era, lei piccola, tra mele più grandi e riconobbe uno dei suoi fratelli che, con la buccia lucida e tutta rossa, non la degnava di uno sguardo. E in quel momento una signora impellicciata scelse quella mela e la mise in un cartoccio.
Addio fratello, pensò, la mela settembrina! Mentre la fruttivendola la adocchiò, la pose all’interno della tasca del grembiule, andava avanti e indietro dal bancone. Si buscò un colpo, chissà dove aveva sbattuto? E la fruttivendola la sollevò e la pose vicino a dei pomodori rossi, lucidi e al vederla si voltarono dall’altra parte. Perché sono più grandi me? Che sfacciati! E ritrovò sul bancone altri fratelli e qualche sorella che, raffreddati, erano diventati molli, deformati e sudati....
Non riuscì a trattenersi, incominciò a ridere e mentre rideva si muoveva così tanto, che andò a scivolare verso i pomodori che la scansarono e così si trovò a rotolare per terra. Sentì qualche dolorino, qua e là, ma era così stanca per tutte quelle emozioni, che si… addormentò non prima di aver mandato un pensiero ai suoi fratelli... (continua la prossima volta!)

a cura dott.ssa Anna Maria Casadei
esperta di psicologia del disegno infantile e dello scarabocchio

la storia degli "abitanti del paese dell'alfabeto" per Chiara, Elisa e Gaia

paese dell'alfabeto“C'era un volta il paese dell'alfabeto, un paese immaginario, in cui gli abitanti non erano uomini in carne ed ossa, ma lettere... lettere... lettere dell'alfabeto. 

La prima lettera era la A, aveva una casa molto elegante. Lei era una bravissima sarta, infatti le finestre avevano delle tende di broccato. La B aveva una casa molto sportiva. In cielo c'era una luna che faceva riflesso sul mare: era la C.

In ogni casa c'era un tavolo che poteva ospitare quattro lettere, ma quando venivano ospiti si prolungava con una prolunga a forma di D.

Tutte le mamme lettere avevano un pettine (E) per pettinare le lettere bimbe.

La F abitava in un palazzo a tre piani.

In ogni parco c'era uno scivolo a forma di spirale (G) dove ogni letterina scivolava. La H aveva un'abitazione quadrata e aveva un giardino enorme.

La notte si accendeva un faro (I) che illuminava la strada alle navi.

Ogni lettera camminava con le gambe e i piedi che insieme formavano la (L).

Sopra il fiume c'erano tre ponti, uno girava a destra, l'altro a sinistra e il terzo a destra (M). In questa città, per fortuna c'era una stazione, lo snodo dei binari ci faceva ricordare la N.

Al parco giochi c'era un campetto da calcio dove le letterine si divertivano a tirare la palla: era a forma di O

Uno spazioso parcheggio (P) appena fuori la città permetteva alle letterine in vacanza di non affannarsi per lasciare le macchine. Vicino al campo da calcio c'era un campo di bocce dove le O anziane (Q) andavano a giocare, per passare un po' di tempo che avevano libero. Sul marciapiede camminavano lettere mamme che erano incinta (R).

Nella città c'erano strade curve (S) e lunghe. C'erano vie lunghe che alla fine potevano girare a destra o a sinistra (T) ma erano senza via di uscita e per uscire si doveva tornare indietro. Servivano anche dei ferma capelli (U) per legare i capelli alle letterine. Fuori dal paese si vedevano delle montagne a forma di V e percorreva una strada a zig zag (Z)”.

Chiara , Elisa e Gaia

Lo sciopero della cicogna

cicogna.jpg

Miei carissimi amici di lettera e cuore, eccomi di nuovo qui a raccontare del mio ultimo viaggio, ancora una volta al Bosco di Fiabilandia, dove finalmente era arrivata l’estate!

Amo l’estate per la vivacità dei colori che regala, per il suo cielo sempre azzurro e limpido e per quel sole splendente che riscalda anche il cuore! Ma, torniamo all’inconsueta avventura...
Dicevo, era finalmente arrivata l’estate e al Bosco c’era un gran fermento, tutti erano sorridenti e felici, il lungo inverno era finito, e con lui anche la fatica. Già! Finalmente si andava in vacanza! Ora riposo e divertimento per tutti! O quasi… un abitante del Bosco infatti, tutto era, tranne che felice e sorridente…
Chi?? La signora Cicogna in servizio da una vita! Sempre attenta e scrupolosa nella consegna dei bambini… da sempre una lavoratrice impeccabile, puntuale ed instancabile!
Un lavoro importantissimo il suo… non credete? E di grande responsabilità! Per lei non c’erano mai vacanze, ma ora era stanca. Stanca di vedere tutti partire, stanca di lavorare incessantemente… “Basta!” disse “Sono davvero esausta di trasportare testoline pelate che piangono a più non posso! Ora voglio riposarmi! E che sarà mai? Scioperano tutti! Da oggi sono in sciopero anch’io!” ma non credeva neanche lei a quello che diceva. Non a caso era stata scelta tra tantissimi animali per questo delicato compito! Lei adorava quelle testoline pelate!
Così si rinchiuse in casa e trascorse giorni e giorni a riposare nel suo comodo lettino, a sorseggiare dei gustosissimi
frullati sulla sua comoda poltrona… ma per ogni giorno che passava, tanto più grande diventava il senso di vuoto e di incompleto che le attanagliava il cuore, portandole via quella grande gioia che tanto la caratterizzava… si, avete capito bene, la gioia, l’amore e la vitalità della Cicogna avevano un’unica origine: la consegna dei bambini! Era nata per questo. Nel frattempo lo sciopero della nostra amica non era di certo passato inosservato… tantissime le mamme e i papà che aspettavano una Cicogna che non arrivava! Che tristezza, un mondo senza Cicogna… non sarebbero più nati bambini!

Un giorno il Leone re di Fiabilandia, preoccupato e anche un po’ stupito del comportamento della Cicogna, decise di
parlarle, in qualità di amico e in qualità di re. La ringraziò di cuore per aver dato tanta gioia e tanto amore a tutti i genitori del mondo e promise che l’avrebbe aiutata: presto per la consegna dei bambini avrebbe nominato la signora Gru, tanti bambini aspettavano ancora di essere consegnati! A questo punto noi tutti ci saremmo aspettati la gioia della Cicogna! E invece no… l’idea di separarsi da quelle testoline pelate, non riusciva proprio ad accettarla e solo quando stava per perdere tutto, il “ suo tutto”, la Cicogna comprese che consegnare bambini non era un semplice lavoro, era la sua missione e lei, Signora Cicogna era insostituibile!
Grazie signora Cicogna! Un abbraccio dalla Fata Raccontastorie

a cura di Marianna De Luca
educatrice scuola materna e primaria 

Illustrazioni di Lucia Zerbinati

Il termometro... delle emozioni !!!

termometro-emozioni1

Roberta è una bambina simpatica e allegra ma da quando ha cominciato ad andare a scuola ha solo voglia di piangere.
Simone, è un bimbo carino e gentile, ma anche lui non sopporta l'idea di andare a scuola. A Simone non piace stare Seduto!
Roberta e Simone si sono conosciuti a scuola e non si stanno simpatici!
Ne Roberta ne Simone, sanno però che stanno per vivere un'avventura fantastica assieme.

Era uno dei tanti giorni di scuola e Roberta piangeva davanti alla classe, mentre dall'altra parte del corridoio Simone correva e non voleva entrare.
La dada Ornella andò incontro ai due bambini, li prese per mano e li condusse in classe, ma appena entrati si resero subito conto tutti e tre che qualcosa non andava! Erano tutti arrabbiati e litigavano fra loro, senza un motivo!
Anche la dada Ornella fu subito contagiata dalla rabbia!
Roberta e Simone si guardarono in faccia, si trovavano proprio nel mezzo di un bel pasticcio e loro sembravano essere gli unici a non esserne coinvolti!

Roberta cominciò a Piangere forte, anzi fortissimo!
"Roberta non è il momento di piangere, perché piangi?" - disse Simone
"Non so perché... Forse ho paura!"
"Paura? Ma che cos'è la paura?" Simone non lo sapeva.
"Simone, hai presente la paura? Quella del uomo nero, la sera quando devi andare a letto, o la paura di andare in altissimo perché sai che non sai volare..." spiega Roberta.
"La paura, si la conosco anch'io non ci avevo mai pensato! E' quella che mi viene quando devo stare fermo seduto, lontano dalla mia famiglia. Sai Roberta? Anch'io ho paura!"
Roberta e Simone cominciarono a ridere perché in quel momento capirono di non essere tanto diversi.
Era la prima volta che i due bimbi si raccontavano ed ora erano pronti per cominciare una nuova lunga amicizia assieme!
Smisero di ridere e si ricordarono che avevano problemino da risolvere.
A Simone venne un'idea, chiamare la maestra Marcella: Lei saprà come risolvere questa situazione!"
La maestra Marcella, corse nella classe di Roberta e Simone e vide che la situazione è davvero allarmante. Tirò fuori il suo termometro delle emozioni e cominciò a misurare la TEMPERATURA DELLE EMOZIONI e... Din! Tutto sul rosso! Era proprio collera quella che c'era nell'aria!
La maestra aveva la soluzione e andò a prendere il libro delle ricette magiche, lo sfogliò velocemente fino a quando trovò la scritta " scacciare il virus della Rabbia violenta"
"Servono risate, gioia, amore lacrime e anche un po' di tristezza... Vado a prendere il mio acchiappa emozioni!" disse Marcella.

Ecco la ricetta:

un pizzico di tristezza... che è una grande schifezza

4 tazze di risate... ridacchiate e mescolate di dolcezza

7 cucchiai... e non te ne pentirai

tanta tanta bontà... e la pozione eccola qua!

Pian piano i visi dei bambini cominciarono a cambiare espressione da arrabbiati a tristi a felici fino a ridere.
Risero così forte che le loro risate finirono con il contagiare tutta la scuola ed anche la dada Ornella rideva a crepapelle.
La Maestra prese nuovamente il termometro per misurare le emozioni e vide che, erano tutti guariti!
Da quel giorno un termometro delle emozioni fu posizionato in classe così che ogni mattina, quando i bambini arrivavano a scuola potevano dire come si sentivano e se si andava sul rosso, la maestra avrebbe saputo subito come intervenire!

a cura dott.ssa Marzia Di Sessa

giornalista

Jack e le scatoline magiche

Jack e le scatoline magiche

Bentornati dolcissimi e a me tanto cari bambini!

Durante il mio ultimo viaggio ho avuto il piacere e l’onore di conoscere Jack, un bambino davvero speciale, che seppur piccolo e’ riuscito a compiere grandi imprese... 

Tutto ebbe inizio quando il giorno del suo settimo compleanno, tra i tanti regali ricevette anche una grande scatola contenente tantissimi giochi di prestigio, un bel cappello, una bacchetta, un mantello e tre piccole scatoline rosse, molto misteriose… sulla scatola c’era scritto: “MAGIE IMPOSSIILI!” Gli occhi di Jack brillavano di gioia... adorava le magie! “Che bel regalo” pensò. Seguirono giorni di gioco, incredibili trucchi e formule magiche, però non capiva a cosa servissero quelle tre scatoline. Erano 3 scatoline rosse, vuote e su ciascuna di esse c’era una lettera: AL, C. “Si saranno sbagliati!” disse la mamma, ma il piccolo Jack non era convinto, un grande mago come lui sapeva che prima o poi avrebbe svelato il mistero!

Una notte fece un sogno stranissimo: giocava a palla in giardino e all’improvviso una folata di vento la spinse tra i rami di un albero vicino. Jack corse a recuperarla, ma vide sulla pancia dell’albero un grosso buco e si svegliò. Il giorno seguente il suo istinto di mago suggeriva che quel sogno era una magica traccia da seguire! Corse in giardino alla ricerca dell’albero e… lo trovò: il buco dell’albero era un passaggio segreto che conduceva al Bosco incantato di Fiabilandia. Jack entrò nel buco e si ritrovò davanti agli abitanti del Bosco che sembravano impazziti: litigavano tutti! Aveva letto molte Fiabe su questa meraviglia di Bosco, e ne ricordava la gentilezza e la dolcezza degli abitanti. Qualcosa non andava... cosa stava succedendo? Split, un coniglietto bianco si avvicinò e gli raccontò che nel Bosco era arrivato Zagor, un arrogante leone che si era imposto come il re di Fiabilandia, spaventando tutti. Nessuno era più libero e il cattivo umore degli abitanti aveva preso il sopravvento!

Bisognava fare qualcosa... Jack istintivamente tirò fuori dalle tasche le 3 scatoline, non capiva bene il perché, ma lo fece…istinto di mago? Decise di aprire quella con la lettera L. La scatolina fino ad allora vuota, ora conteneva un misterioso messaggio: “La Libertà è la meraviglia del Creato, è l’anima del Mondo.” Comprese che quello era un messaggio destinato a Zagor. Lo incontrò e con la paura di un bambino, davanti a tanta imponenza ma con il coraggio di un grande riuscì a far capire a Zagor, che alla forza non equivale la prepotenza, e che un grande Re può avere un altrettanto grande cuore. Aprì anche la seconda scatolina, quella con la lettera A, dove c’era un altro messaggio: “Amico. La più bella cosa che tu possa avere e la più bella cosa che tu possa essere”. Lesse il messaggio ad alta voce affinché tutti potessero sentire. Il magico effetto di quelle parole non si fece attendere, toccò il cuore di tutti che si abbracciarono felici. Tutto era tornato alla normalità! La missione era compiuta e Jack poteva fare ritorno a casa! Si sentiva un eroe. Quella sera prima di addormentarsi ripensò all’incredibile avventura, quante emozioni! Ma… un momento… le scatoline erano 3! Si alzò dal letto e andò a cercare l’ultima, quella con la lettera C che conteneva questo messaggio:“Il Coraggio non è la mancanza di paura, ma la capacità di vincerla.” Il coraggio di Jack nell’aver affrontato pur avendo paura questa grande missione! Chiuse gli occhi e si addormentò felice.•

La tartaruga Dorotea

La tartaruga DoroteaBambini carissimi .. eccomi!! Pronta e felice a condividere con voi i ricordi e le esperienze dei viaggi intrapresi e degli amici conosciuti nella stagione dei lunghi viaggi, che hanno lasciato traccia e segno sul cuore oltre che nella memoria..

Ricordo con affetto e tenerezza di Dorotea, una tartaruga marina e la sua assurda ostinazione a voler fare sempre tutto da sola... rifiutando il prezioso nonché  generoso aiuto degli altri... bizzarro caratterino anche lei ..amici cari!

Ogni anno, da tempi lontanissimi un folto e nutrito gruppo di tartarughe marine si preparava alla grande traversata oceanica fino a raggiungere TARTISOLA, ricco e rigoglioso puntino verde nell’immensità oceanica, che, da sempre attendeva e ospitava le nostre simpatiche amiche . . prima del grande freddo che, come ogni anno dopo l’estate si preparava ad arrivare. Il viaggio era lungo e faticoso, così da sempre…ma l’ unione e la collaborazione di questi“ piccoli ma grandi” abitanti del mare ,faceva si che tutto andasse a buon fine. 

Il momento era arrivato, le tartarughe erano pronte ..TARTISOLA le attendeva, bisognava solo mettersi in viaggio... o meglio... a nuoto!!Tra loro, Dorotea, insolita tartaruga... ostinata e convinta che per la traversata non occorreva muoversi in gruppo, al contrario... segno questo di assoluta  debolezza, secondo lei... ma quanto si sbagliava Dorotea?! NON molto tardi lo avrebbe capito... Quell’anno addirittura decise incautamente di affrontare il viaggio da sola, nonostante la disapprovazione mista a paura e preoccupazione delle  compagne. Ma la presunzione di Dorotea non si fermava ad ascoltare nessuno! Solo se stessa...”Non ho bisogno di nessuno io! Me la cavo benissimo da sola e vedrete... sarò anche più veloce!” Decise così di partire un giorno prima, sola soletta. La carica e l’entusiasmo pian piano lasciarono il posto alla stanchezza prima, e alla paura dopo . Come di sicuro avrete già intuito miei piccoli e saggi ascoltatori c’era un motivo alla traversata tutte insieme... si sarebbero aiutate e sostenute a vicenda le piccole tartarughe, sarebbero state spalla e mani una per l’altra nel momento del bisogno. Difatti, dopo ore e ore di viaggio, Dorotea era ormai sfinita... affamata e terribilmente stanca, al suo fianco nessuno ad aiutarla, il suo corpo diventava sempre più  pesante, e a stento riusciva a rimanere a galla... Ah! Se ci fossero state  le sue preziose compagne. ..non sarebbe di certo  finita così’! Si era arresa…in fondo non c’era più altro da fare... sarebbe annegata... perché  l’unione fa la forza, e lei per scelta aveva deciso di esser sola. Intanto il resto del gruppo si era già messo in viaggio e felicemente  raggiunto TARTISOLA!! 

Ma preoccupate al loro arrivo di non trovare la loro amica e compagna Dorotea. .intuirono cosa poteva esser successo, d’altronde era inevitabile. .non si poteva affrontare un così lungo e faticoso viaggio da sole... ma la forza di questo bel gruppo di tartarughe non era solo nel numero... ma soprattutto nella sensibilità e nel coraggio di affermare che “UNA PER TUTTE E TUTTE PER UNA” non è solo un motto... ma uno stile di vita, fatto proprio da ciascuna di loro. .per cui... indovinate un po’..provate e stanche dalla traversata, decisero di tornare indietro e di andare in soccorso di Dorotea... la trovarono! Purtroppo in brutte condizioni... ma non si arresero! !Vicine e unite più  che mai trasportarono  sul dorso  Dorotea ,fino a TARTISOLA! !Dorotea fu salva... e comprese sulla propria pelle e con la propria vita cosa effettivamente volesse dire appartenere ad un gruppo ..cosa profondamente significava essere parte di un gruppo di tartarughe marine…essere a pieno una TARTARUGA MARINA ! Miei cari amici... la scuola è quasi finita, l’estate è alle porte... non mi resta che salutarvi affettuosamente,  augurandovi  una magica ed unica estate ,in qualsiasi posto di questo nostro bel mondo, in compagnia del vostro gruppo che tanto vi sostiene e tanto vi vuol bene…la famiglia!!Un abbraccio “marino” dalla Fata Raccontastorie. .

a cura di Marianna De Luca
educatrice scuola materna e primaria 

Illustrazioni di Lucia Zerbinati

La felicità di un arcobaleno

arcobalenoCarissimi bambini e carissime bambine, bentornati dalla Fata Raccontastorie! Vi stavo aspettando... avete mai visto un arcobaleno? Bello... vero? A guardarlo sembra quasi...magico! 

E proprio di un arcobaleno stiamo per narrare, di un arcobaleno “speciale”... quindi, vi presento Alice. Alice, una bambina come tante, ma ahimè con un caratteraccio come poche; per questo spesso triste e sola, nessun amico con cui giocare... nessun amico con cui parlare. Perché?!? Perché arrogante e presuntuosa e soprattutto molto, molto egoista. Non avrebbe mai condiviso i suoi “preziosi” giochi, con nessuno! Che tristezza…un gioco è ancor più bello e divertente se a condividerlo con noi c’e’ un amico!

Rendendosi conto della sua infelicità e della tristezza che questo procurava, Alice si convinse che questa dipendesse dall’arcobaleno. “ Se solo possedes- si l’arcobaleno.., allora si che sarei felice!!” disse. Ma... non tutto si può pos- sedere, alcune cose si possono solo ammirare, e di questo si che possiamo arricchirci, proprio come un arcobaleno. Ma questo Alice non voleva capirlo. Voleva a tutti i costi l’arcobaleno, convinta e speranzosa che possedere l’arcobaleno l’avrebbe aiutata, rendendola felice.

Intanto la sua storia viaggiò e girovagò per mari e per fiumi, per grandi e pic- cole città... fino al Bosco di Fiabilandia, fino al castello di Colorina, Fata e Ma- dre dello stesso arcobaleno, la quale, intenerita dalla storia di Alice decise di intervenire, decise di aiutarla. Difatti... in una magica notte incantata Colorina apparve nei sogni di Alice, rivelando alla bambina una grande verità. “Alice cara... l’arcobaleno, tu lo possiedi già! E’ dentro di te...” Ma, la piccola non riusciva a dare un senso alle parole di Colorina... “L’Arcobaleno dentro di me?” Com’era possibile? Cosa voleva davvero dire la Fata con quelle parole? La risposta forse, non era poi così semplice... per questo Colorina decise di omaggiare Alice con un dono, vero, tangibile ed inequivocabile del suo fiabe- sco passaggio... una pergamena, riportante i sette splendidi e magici colori che armoniosamente compongono l’arcobaleno tanto desiderato.

ROSSO come il cuore... e l’amore che può contenere regalando e ricevendo del bene. ARANCIONE come l’allegria... travolgente e scoppiettante se si è in compagnia. GIALLO come il sole... in una meravigliosa giornata d’estate, in sella ad una bici in compagnia di tanti amici. VERDE come la speranza... la speranza che un amico è per sempre se ad unire ci sono rispetto e comprensione. BLU come la profondità del mare... immenso affetto da regalare. INDACO come il colore della fantasia... sulle cui ali è bello viaggiare in due. VIOLETTO come il colore di un fiore che puoi donare a chi ti vuol bene.

Ora tutto era chiaro, Alice finalmente comprese... la sua felicità era nelle sue stesse mani. Miei cari bambini, ricordate questo: tutti noi, grandi e piccini abbiamo l’arco- baleno dentro. Per cui coloriamolo con la magia dei colori questo no- stro Mondo... tutti insieme si può... e sarà decisamente migliore, grazie a ciascuno di voi. Un colorato abbraccio dalla Fata Raccontastorie! •

a cura di Marianna De Luca
educatrice scuola materna e primaria

Gegi e Gege: le simpatiche fochine gemelline e litighine

fochine gemellineC’erano una volta due teneri cuccioli di foca: Gegi e Gege, le fochine gemelle. Nel bosco di Fiabilandia, tutti conoscevano le simpatiche gemelline, "le gemelline litighine" le chiamavano... e presto capirete il perché. Gemelle però solo di nome... infatti Gegi e Gege pur essendo praticamente identiche, si differenziavano sono per una cosa... una cosa che di certo non passava inosservata...IL COLORE! 

Gegi splendida foca bianca, bianca come la neve, e Gege splendida foca nera, nera come la notte. Entrambe bellissime nella loro diversità, che in realtà le rendeva uniche! Che stramba combinazione è mai questa?!? Gegi e Gege son gemelle! Uno scherzo di Madre Natura forse? Sta di fatto che entrambe le gemelline, pur volendosi un gran bene, spesso litigavano... motivo dei litigi? Sempre il colore! Gegi voleva esser bianca e Gege allo stesso modo voleva esser nera! E nonostante gli innumerevoli tentativi degli abitanti del Bosco, non c'era verso di farle ragionare... altro che foche... dei muli! Testarde più che mai! Finché un giorno accadde qualcosa... che cambiò per sempre l'assurda ostinazione di voler essere diverse da come Madre Natura le aveva disegnate. Un bel giorno, mentre Gegi e Gege, erano gioiosamente occupate in quello che era il loro passatempo preferito, ossia, scorgere più sagome possibili nella grande immensità del cielo, udirono lo spavento degli animali che popolavano il Bosco. Poi li videro correre, tutti. Gli animali erano spaventati, chi cercava rifugio nascosto in una siepe, chi arrampicato sull'albero più alto... avevano paura. Qualcuno minacciava la tranquillità di quel magico Bosco: i cacciatori.

Gegi e Gege, impaurite anche loro, cominciarono a correre, ma non si accorsero d'aver preso direzioni opposte. Con infinita tristezza e tantissima paura presero coscienza anche di questo. Gegi, la fochina bianca, dopo tanto correre, si ritrovò in un enorme distesa bianca, lì non c'erano più gli alberi o le siepi da cui cercare riparo, solo una grande distesa bianca, una distesa di neve.  

La piccola Gegi, non aveva ripari, per cui si raggomitolò su se stessa e chiudendo gli occhi attese gli eventi. Un cacciatore le passò proprio accanto, ma... non si accorse di lei. Il suo colore, l'aveva salvata. Il meraviglioso colore bianco di Gegi, si era perfettamente mimetizzato con la neve. E quanto grande fu la gioia di Gegi quando capì questo! 

Dall'altra parte del Bosco invece, si trovava la piccola Gege. Anche Gege si ritrovò in uno strano posto, che non aveva mai visto, forse, si era davvero allontanata troppo. Il niente, nessun albero, roccia o siepe, solo un enorme distesa vuota. Ormai era scesa la notte, tutto era buio, nessuna luce, solo il chiarore della luna che da lassù stava a guardare. Dove poteva ormai andare la piccola Gege? Cosa poteva fare? I passi del cacciatore erano tanto vicini... così, rassegnata restò anche lei immobile... Il cacciatore le passò proprio accanto, ma... non si accorse di lei. "Sono salva pensò!" Il suo "unico" manto nero si fondeva magicamente con la notte, con il buio... era un tutt'uno, e fu salva. 

Spuntò finalmente il sole, un nuovo giorno, che portò via lontano i cacciatori, e gli animali si ritrovarono tutti al grande Lago del grande Bosco. Erano salvi, ed ora anche felici! Si ritrovarono anche Gegi e Gege, che si  abbracciarono forte, a lungo, felici di rivedersi e ritrovarsi, ma soprattutto felici per il colore che Madre Natura aveva regalato loro. Ora, tutto aveva un senso... da quel giorno non litigarono più, una grande lezione avevano imparato: è bello accettarsi ed essere felici per come e per  quello che si è, sempre. Perchè la diversità ci rende unici e speciali! •

a cura di Marianna De Luca
educatrice scuola materna ed elementari

La stella cometa è il raggio di sole che ogni bambino si porta nel cuore...

Stella cometaC’era una volta, e forse c’è ancora, un simpatico bimbetto di nome Martino. Come tutti i bambini amava tanto il Natale e ogni anno aspettava con gioia che l’orologio del tempo portasse le sue lancette sul mese di dicembre per guardare scendere i fiocchi lenti e lievi della neve e per specchiare i suoi occhietti nelle lucine incantate dell’albero addobbato in salotto. Anche quell’anno arrivò il 24 dicembre e Martino decise di aspettare il caro e vecchio Babbo Natale proprio lì, vicino al suo amico albero, ma prima di addormentarsi prese la sua decorazione preferita, quella che lo aveva sempre fatto sognare: una piccola pallina di vetro soffiato che custodiva, in un bellissimo paesaggio invernale, uno gnomo assai buffo dalla barba tutta blu e una dolce fatina dal vestito color porpora ed ali color di cielo. La strinse delicatamente nella sua manina ed aspettò che il sonno lo avvolgesse. Nel salotto addobbato a festa regnava una strana calma, quella calma misteriosa che annuncia l’arrivo di qualcosa totalmente inaspettato; Martino dormiva profondamente stretto nel caldo abbraccio della notte e delle stelle che la illuminavano, ma quando l’orologio del caminetto ormai spento suonò il dodicesimo rintocco, gli oggetti, i ricordi e i pensieri lasciarono il posto ai sogni e fu così…NOTTE D’INCANTO.

 

Martino aprì gli occhi e si ritrovò in un bosco tutto magico, lo riconobbe subito, era proprio il paesaggio innevato della sua pallina; in lontananza vide uno strano bagliore provenire dalla finestra di una graziosa casina costruita sulle radici di un vecchio e saggio faggio, così incuriosito e un po’ impaurito dal posto sconosciuto, s’incamminò lentamente, accompagnato dal chiarore della luna che argentea e curiosa sembrava seguire i suoi passi. Quando si trovò davanti alla porticina il suo cuore cominciò a battere forte come i colpi che da lì a poco avrebbe dato, ma una vocina dolce e gentile lo incoraggiò; Martino si domandò chi fosse e prima di finire il suo pensiero una piccola fatina dal vestito vellutato color porpora si posò sulla sua mano: ebbene si, era proprio la fatina dell’albero di Natale che tante volte aveva guardato incantato nella sua bella pallina. Il nostro caro amico non credeva proprio ai suoi occhi, ora più di prima, eppure era proprio lei e gli chiedeva di bussare, allora Martino raccolse tutto il coraggio che aveva e diede tre grossi colpi sulla graziosa porticina, esattamente dov’era scritto: Bussate e vi sarà aperto. Un piccolo gnomo dalla barba tutta blu e il naso rosso rosso aprì il chiavistello esclamando un sonoro Benvenuto nel Bosco dei mille sogni! Martino entrò con grande emozione e si accomodò su una bellissima poltroncina ricavata da un nodoso ramo di quercia ed imbottita con petali caldi e soffici; si guardò intorno e spinto dalla curiosità domandò subito allo gnomo e alla fatina la ragione di questo straordinario incontro. Lo gnomo, che si chiamava Bluino e viveva in quella casa da quasi un secolo, rispose che lo Spirito del Natale quest’anno gli aveva concesso un dono speciale, un dono che avrebbe portato con sé per tutta la vita; Martino non riusciva ancora a comprendere, allora la fatina decise di farglielo capire in un modo tutto suo: con le piccole ali scintillanti e leggere cominciò un volo danzante assai misterioso, ogni battito faceva nascere un suono e così, suono dopo suono, un’armoniosa melodia. La fatina Scintilla, così si chiamava, aveva scelto il linguaggio più bello, quello che non ha bisogno di parole né di spiegazioni: la musica. Martino e i suoi nuovi compagni uscirono dalla casina innevata e si recarono in un posto veramente magico; il gufo Rufo, un fedele amico dagli occhi capaci di vedere nel buio, li accompagnò volando alto alto sul paesaggio incantato. Giunsero velocemente davanti ad un grosso abete, i rami lunghi e sempre verdi coprivano una porta tutta d’oro su cui era scritto: Natale nel cuore è un messaggio d’Amore. Lo gnomo pronunciò una strana parola e la porta si aprì: mille ghirlande addobbate di cristalli preziosi blu, rossi e gialli segnavano il sentiero da percorrere e tanti elfi dalle orecchie appuntite e il sorriso elegante gli indicavano la strada. Martino, Bluino e Scintilla arrivarono in un giardino veramente incantato: con grande stupore alzarono gli occhi al cielo acceso da milioni di stelle ma…ne videro una più luminosa e dorata di tutte; non era una stella come le altre, era la stella cometa che Martino aveva sempre sognato di vedere. La fatina intonò un canto misterioso e alcune stelle cominciarono a muoversi formando una scritta nel cielo: 

La stella cometa è il raggio di sole che ogni bambino porta nel cuore. 

In un attimo arrivò un silenzio irreale e Martino si ritrovò sulla poltrona del suo salotto: aprì gli occhi e ricordò un sogno speciale. Guardò la pallina che teneva ancora nella sua mano e vide lo gnomo e la fatina immobili come li aveva sempre visti, ma nell’altra manina stringeva forte un piccolo sacchetto cucito con filo dorato: lo aprì e vide tre bellissimi cristalli, uno rosso, uno giallo e uno blu. Forse il ricordo che aveva non era stato solo un sogno ma un modo speciale che qualcuno aveva scelto per augurargli Buon Natale!

"Questa storia è dedicata ai bambini della Classe terza della Scuola Arcobaleno…che tante volte hanno ispirato e ascoltato racconti un po' magici custoditi nei loro occhietti incantati".
Sara Innocenti
insegnante specializzata in pedagogia steineriana 
I.C. Margherita Hack, Roma

l'Angolo delle Fiabe

Fata raccontastorie

"Ciao a tutti bambini e bambine all'ascolto: è un vero piacere fare la vostra conoscenza... Fiabesco direi !!! 
Chi sono io? Sono una piccola Fata: la Fata Raccontastorie... 
insieme faremo la conoscenza di tanti amici, che puntualmente avranno da insegnarci qualcosa o semplicemente regalarci un sorriso prima di chiudere gli occhi ed entrare in un altro magico mondo... quello dei sogni... Siete pronti?? Bene! Allora cominciamo!" 

favole scritte da Marianna De Luca
educatrice scuola materna, elementari

e illustrate da Lucia Zerbinati
illustratrice libri per bambini, counselor relazionale

Daniele, 12 anni scrive e racconta una storia fantastica: una spia a Castello

castelloScrivere significa raccontare….raccontare storie. Cosi era ai tempi di Omero e così è ancora oggi. Un mestiere antico come il mondo ma sempre affascinante. Vi propongo la “fantasia” di un giovanissimo che  ama scrivere. Spiccano le descrizioni naturalistiche come quadri di un pittore. 

“Sono nato e cresciuto in una famiglia nobile, primogenito sempre accontentato dai miei genitori e spesso al contatto con il sovrano. Vivevo in un castello.

La mia non era una vita normale come quella delle persone che vivevano al di fuori delle grandi mura, era diversa ma io mi sentivo uguale a loro. Una vita da feudatario monotona prima che diventassi maggiorenne. Gli anni passarono e tutto cambiò in un modo assurdo. Tutto accadde con il nuovo Re, un personaggio con un’aria di strano attorno, alto molto alto, con una lunga barba marrone, la sua testa calva e lucida rifletteva il rosso del tramonto e le cicatrici di guerra incidevano i suoi muscoli possenti. Quando passò a controllare il castello vide me. Mi guardò con i suoi occhi verdi quasi ad ipnotizzarmi e solo dopo qualche istante mi parlò, obbligandomi a svolgere per lui un incarico dall’esito molto complicato: fare la spia ad un altro castello.

Arrivò l’alba. Al suono della tromba il portone delle grandi mura si aprì di fronte a me, come le acque a Mosè, e una scia di uomini mi accompagnarono a metà tragitto. Durante il mio cammino un meraviglioso spettacolo naturale si presentò ai miei occhi. Le valli come specchi riflettevano quella stella rossa immensa che il cielo colorava e che come rugiada sul vello affascinava i nostri occhi.

Quando arrivò il giorno senza un minimo di ritardo la natura si risvegliò: i mandorli sembravano sbocciare confetti, i pini come grandi guardie rigide vegliavano il monte innevato, i fiori danzavano al vento impollinando l’aria pulita e il cielo limpido come l’acqua del ruscello alla fonte, ornava il paesaggio. Arrivò il pomeriggio ed io ero con lui al castello nemico. Mi vestii da mercante entrando insieme al corteo che faceva ritorno al castello dopo una festa. La prima cosa che notai era l’immensa torre che con i suoi arcieri vegliava su tutto il territorio circostante. Immensa davvero immensa. Proseguendo vidi affascinato una grande scuderia contenente almeno mille cavalli. La cavalleria dunque e le difese erano i loro punti di forza. Non finii di scriverlo sul taccuino quando i miei occhi brillarono di fronte ad un cannone lancia giavellotto. Però logica vuole che chi ha punti di forza abbia anche punti deboli. La difesa basata su gruppi di soldati con l’arco perché la freccia sparata da grande distanza è lenta e schivabile. Infilai il taccuino di papiro nella mia tasca e correndo me ne andai. Non fu intelligente correre infatti le guardie insospettite mi catturarono. Arrivai dinanzi all’Alta Corte del Castello che voleva condannarmi alla pena di morte per aver violato il castello e aver disonorato lo spirito benigno. Per mia fortuna e senza capire perché decisero di liberarmi. Tornai cosi in patria e appena arrivato al castello un tornado investi la valle circostante inghiottendo tutto al suo passaggio. Giunse la notte. Il mattino seguente il sovrano seppe del mio ritorno e arrivò al castello. Fedele alla promessa gli consegnai il taccuino di papiro. Lesse e uscì una risata malefica. I suoi occhi si erano iniettati di sangue il suo desiderio era diventato realizzabile." •

Daniele, 12 anni, Palestrina (RM) 

a cura di
Francesca Cristofari

Daniele racconta la sua classe...

maniL'ambiente “scuola”, i rapporti con le insegnanti, nonché i legami che si instaurano fra alunni sono tutti elementi importanti che se funzionano costituiscono un enorme stimolo alla curiosità e alla voglia di imparare dei bambini. Per questo vi propongo lo scritto di Daniele, un bambino di 9 anni che racconta la sua classe con solare entusiasmo e vivo attaccamento alle sue insegnanti e al suo gruppo scuola.

“Mi chiamo Daniele e quest'anno frequento la  quarta elementare. La mia classe, insieme ai miei amici, è una classe stupenda, anzi bellissima, con alunni bravi anche se un po' vivaci!
L'anno scorso è stato sicuramente impegnativo, ma abbiamo imparato moltissime cose su tutte le materie, storia, geografia, italiano e matematica. Abbiamo lavorato anche su diversi progetti come il progetto del museo “Gioca con l'antico” che ci ha permesso di conoscere più a fondo la nostra città a livello storico. Il progetto “Sapere i sapori” che ci ha fatto conoscere le ricette tipiche del nostro paese. Abbiamo riscoperto la lingua dei nostri nonni: il dialetto prenestino.
Proprio in dialetto abbiamo fatto la recita di fine anno, bellissima e divertente!
Insomma abbiamo lavorato tanto, ma ci siamo anche divertiti. Le nostre maestre ci hanno trasmesso la voglia di andare a scuola e quindi di imparare. Ora siamo pronti per ricominciare l'anno scolastico!!”

Francesca, mamma di Jacopo e di Jari

belle storie da leggere sotto l'albero!

libri_natale.jpgQuando tutti cominciano a divertirsi, il tram riparte per riportarli in città… ma, quasi avessero vissuto in un sogno, le lancette segnano lo stesso orario del momento della partenza. È il primo giorno di primavera e tutto può accadere!

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tradizione... che emozione!

bruschetta.jpgBambini sapete cos'è la tradizione?

E' come un vecchio scatolone ricco di storie, segreti e passioni, dialetti ed espressioni, sapori e buoni odori, abitudini e ricette, nonostante le lancette!!

E' la nonna che prepara il sugo al mattino, il suo profumo nel vicoletto del paesino, pane, olio e pomodoro per il nostro spuntino!

E’ la tavola imbandita con la famiglia in festa, il cappello di carta che nonno porta in testa,

Sono gli utensili che oggi non usiamo più, perché ce ne sono di migliori, o perché siamo diventati un po’ pigroni?

Hai mai visto un passino? Al sugo di pomodoro toglieva ogni semino... oggi lo compriamo già pronto in un barattolino!

E lo schiacciapatate? Per il purè!

Il mancinino, sapete, triturava i chicchi di caffè!

Sono i piatti tipici del nostro paese, il pesto genovese, l’orecchietta pugliese, dell’Emilia-Romagna è il tortellino, siciliano l’arancino, la ribollita toscana, la cacio e pepe romana, la pizza napoletana!

E’ la pasta fatta a mano, è il paesaggio italiano!

Ma lo ha ogni paesino, ogni regione, ciascuno nel mondo ha una sua tradizione!

Si conserva nel cuore, è un prezioso valore, e se condiviso, porta un sorriso! Chiedete a Nonni, zii, mamme e papini cosa mangiavano da bambini, oggi tutto è confezionato, già pronto, come si preparava invece un tempo? Tante cose sono migliorate, altre perdute, ma la tradizione non scompare, se ce la facciamo raccontare, e tante ricette antiche possiamo assaggiare!

La mia ricetta preferita, che mi preparava la mia nonnina a merenda, è la Panzanella, ecco gli ingredienti:

1 fetta di pane raffermo, ammorbidito con un po’ di acqua, e condito con dei bei pomodori freschi di stagione dell’orto, un filo di olio extravergine e una foglietta di basilico profumatissimo!

Ora tocca a voi!

a cura dott.ssa Alessandra Augusti
biologa, nutrizionista

missione spesa: un gioco a sorpresa!

nutrizione_gelato.jpg

Se un aiuto a mamma ci sentiamo di dare, sarà un po’ come mangiare... riempiremo la pancia di cose buone, allegria, amore e gustoso stupore! Bastano piccole cose, saranno sempre meravigliose!

Come aiutare la mamma a fare la spesa, puo’ diventare un gioco a sorpresa! Ricordiamole, innanzitutto, una borsa capiente, e la lista da tenere a mente!

Detective ora siam pronti a diventare, per ogni etichetta che andremo a spulciare!

Attenzione a zucchero e grassi come primo ingrediente, l’elenco più corto è quello vincente!

Di stagione verdura e frutta, nel carrello facciamo la scorta!

 

E per una merenda speciale, ecco cosa possiamo comprare:

lo yogurt bianco è quello migliore, lo coloreremo noi con tante sfumature!

Di succosa e dolce frutta strepitosa, croccanti mandorline, e cioccolato in goccioline!

Missione compiuta, ragazzi... La mamma, l‘ambiente e la salute vi ringraziano da pazzi!

Ed ora ci godiamo la nostra merenda: 1 yogurt bianco, 1 pugnetto di frutta secca (mandorle, noci, nocciole), 1 frutto fresco di stagione o miele o marmellata, goloso cioccolato, una bella coppetta e tanta, tanta fantasia!

a cura dott.ssa Alessandra Augusti
biologa, nutrizionista

 

Fantasia di verdure natalizie

Fantasia di verdure natalizie.jpgSapete bambini che le verdure ci permettono di preparare dei coloratissimi piatti per aprire il pasto?

È arrivato il Natale, presto andiamo a preparare! Nonni, zii, nipoti e cugini, sorelline e fratellini, Tutti insieme siederemo intorno al tavolo imbandito, in compagnia assaggeremo piatti da leccarsi il dito!

E tra racconti e risate, resoconti e chiacchierate, ecco che Gesù Bambino scalderà il nostro cuoricino!

Intanto prepariamo un antipasto di verdurine, per riempire già un pochetto le pancine, al forno, cremose o in padella, fresche o alla griglia, per gustarci poi tutto l’Amore della famiglia!

In più, ci aiutano a digerire meglio tutti i golosissimi cibi che ci saranno, aiutandoci anche a non esagerare con la forchetta, perché ci saremo saziati un po’ prima!

Non dimenticate che, dopo la Vigilia, ci saranno tantissimi altri pasti, fino alla Befana, in cui avremo occasione di mangiare tantissime altre bontà! E se iniziamo il pasto con qualche verdurina colorata, eviteremo anche un bel mal di pancia per aver mangiato troppo, avremo più tempo invece di farci tante risate e stare in compagnia della nostra famiglia!

Possiamo sorprenderli, ad esempio, con una bellissima Carota-Candela segnaposto, da sgranocchiare mentre aspettiamo il primo piatto! Cosa ci serve? Solo una carota per ciascun posto a tavola, e un bel peperone colorato con cui creare la base e la fiamma della nostra candela, insieme a qualche stuzzicadenti! Oppure, che ne dite di un Albero di Natale fatto di pisellini verdi, palline e fili di carota, stelline di zucca, e un tappetto di cavolfiori? Basterà prendere in prestito qualche verdurina cotta in cucina e, dopo aver messo insieme la “chioma”, aggiungeremo le decorazioni con le formine!

Tantissimi auguri di un sereno e felice Natale e Anno Nuovo, a voi e alle vostre famiglie!

a cura dott.ssa Alessandra Augusti
biologa, nutrizionista

 

I biscotti unici al mondo...

biscotti.jpgMastri pasticcini, indossate i grembiulini, andiamo a preparare una merenda eccezionale... con formine e mattarello, cucinare è proprio bello!

Senti che profumo e che sapore il biscotto fatto con amore!

Golosi e sani, perché li hai preparati tu, con le tue mani!

Basta mettere in terrina un pochino di farina, poi le uova di gallina, prese dalla nonna Pina, l’olio, la buccia del limone grattugiata, tanta marmellata, il lievito, un pizzico di sale e si inizia ad impastare!

E, come per magia, tra le mani e fantasia, la farina è diventata una pallina colorata, che andiamo a trasformare in tanti biscotti da mangiare, dalle forme più speciali, come dei razzi spaziali!

Colorati fiorellini, tanti tanti cuoricini... non resta che infornare e andiamo ad assaggiare!

Per preparare i nostri biscotti speciali, ecco tutto quello che ci occorre!

Una volta pronti, poniamoli su una teglia con carta forno e insieme ad un adulto li inforniamo in forno pre-riscaldato a 180 gradi 15 minuti. Terminata la cottura, lasciamoli raffreddare e serviamoli nel vassoio che preferiamo o custodiamoli in un portabiscotti per sorprendere chi lo aprirà desideroso di qualcosa di buono da stuzzicare!

Quando li assaggeremo, ci renderemo conto di aver preparato dei biscotti unici al mondo!

Il perché è presto detto: li abbiamo preparati noi, con ingredienti che più ci piacciono e, soprattutto, li abbiamo pensati e cucinati con tutto l’amore che serve per fare le cose più buone!

Che cosa state aspettando? È arrivata proprio l'ora di fare una bella scorpacciata... buona merendaaaa !!!

a cura dott.ssa Alessandra Augusti
biologa, nutrizionista

 

La coppetta furbetta che nessuno s'aspetta!

coppetta-furbetta.jpg

Un bel piatto prepariamo, per mostrare a chi ci è caro, quanto bene a lui vogliamo e cucinando in compagnia, tra chiacchiere e fantasia, sarà presto una magia!

Mestoli e forchette, per realizzare tante ricette, e condividere un momento di sapore, in un piatto, con il cuore!

Che ne dite di un morbido panino, per il nonno contadino?

Un soffice ciambellone, per l’amico golosone... Cuori di cioccolato, per il nostro fidanzato!

Biscotti a forma di fiore, per l’amica del cuore... Una piccola frittata, per la mamma indaffarata...

La minestra colorata per la nonna raffreddata!

Bambini, vi è piaciuta la mia filastrocca ?

Allora Bimbi, visto che è quasi arrivata l’estate, vi propongo la ricetta della coppetta furbetta di gelato, da preparare e condividere con chi preferite!

Cucinare sarà bello, insieme a nostro fratello! E per il papà appena tornato, dal lavoro un po’ accaldato, ecco un cremoso gelato per rinfrescare il palato... azionate il frullatore, sarà una sorpresa per tutti, che sapore!

Per il nostro gelato ci serviranno solo 2 ingredienti: 1 banana e 2 cucchiaini di cacao in polvere! Non c’è zucchero aggiunto, panna o latte....Non ci credete?!

Ecco come si fa!

LA COPPETT A FURBETTA>

Sbucciamo la banana e la tagliamo a rondelline in un contenitore e la riponiamo in freezer per 2-3 ore.

Una volta surgelata, la inseriamo nel frullatore, e con l’aiuto di una persona adulta lo azioniamo.

Mentre si frulla, se necessario aggiungiamo 1-2 cucchiaini di acqua e poi il cacao in polvere, e... il nostro gelato è pronto da gustare, e perché no magari con l’aggiunta di qualche goccia di cioccolato!

a cura dott.ssa Alessandra Augusti
biologa, nutrizionista

 

Con il pane avanzato, lo gnocco è preparato

polpette1.jpgIndovina, indovinello, si trova nel panino che porti a scuola per spuntino, è trasformato prima in farina, che il fornaio impasta e cucina, in un forno grande e caldo, dove cresce e si trasforma in una pagnotta grande e tonda! Lui è piccolo e dorato, è il Chicco innamorato!

Ma di chi si è innamorato?

Dei bambini che ha sfamato, riempiendo il loro piccolo pancino di un morbido panino! Ma se avanza e vien buttato, sarà triste e sconfortato! Allora mettilo da parte a riposare, in un panno morbido ad arieggiare, e se anche è un po’ invecchiato, con tante ricette gusterà lo stesso il tuo palato!

Bambini, vi è piaciuta la mia filastrocca sul Chicco innamorato?

E’ proprio dai chicchi di grano delle spighe dorate, che la Natura ci regala, che con tanto lavoro, possiamo mangiare molte cose buone: il pane, la pizza, la pasta, i biscotti, i ciambelloni…

Non solo! La Natura, oltre ai chicchi di grano, ci offre tanti cibi che riempiono tutti i giorni il nostro piatto! Ma spesso gettiamo gli avanzi, rendendola triste e inquinata…Se la rispettiamo, invece, aiuteremo a stare bene lei e anche noi! Cosi’ sarà felice!

E come possiamo fare? Riutilizzando gli avanzi buoni del piatto e gettando solo le bucce o gli scarti non più commestibili nella raccolta dei rifiuti organici, che saranno utilizzati dai contadini per concimare la terra. Dovete assolutamente provare la ricetta friulana degli Gnocchi di pane della mia cara zia Gianna!

RICETTA DEI GNOCCHI DI PANE >

Pane raffermo avanzato ammollato nell’acqua, 1 uovo, prezzemolo, erba cipollina, sale e pepe q.b. Se nel frigo ci sono anche avanzi di affettati, si possono aggiungere a pezzettini, o se abbiamo qualche fungo secco da finire, mettiamo anche quello. Insomma è un piatto della serie: non butto via niente! Poi aggiungiamo un pochino di farina e prepariamo delle palline della grandezza che preferiamo (lei ci consiglia come un mandarino circa). Li buttiamo nell’acqua calda che bolle, e quando vengono a galla aspettiamo ancora qualche minuto. Poi li scoliamo e li condiamo a piacere. Possiamo anche cuocerli e mangiarli in brodo! Buon appetito!

a cura dott.ssa Alessandra Augusti
biologa, nutrizionista

 

Merenda, merendina... e tv in cantina!

bambina_cibo.jpgMolti studi evidenziano che i bambini tra i 3 e i 10 anni passano in media due ore al giorno davanti alla tv (e non vengono contate le ore con videogiochi alla mano!) e questo li espone alla probabilità dell’ 80% che diventino più grassi rispetto ai bambini che non hanno questa abitudine. Il problema non è solo legato al fatto che il bambino si “impigrisce” ed è sempre più sedentario o che i messaggi spesso sono diseducativi ma quello che è preoccupante (e che ha portato a me come mamma a scegliere di eliminare la tv in casa) sono le pubblicità ingannevoli che minano la salute del bambino forse più della televisione in generale. Non è un caso che il 90% degli spot televisivi propongono cibi spazzatura contribuendo ad aumentare l’incidenza di obesità infantile.

La “ciliegina sulla torta” è: con chi guarda la tv il bimbo? la merendina! Molti genitori mi chiedono “cosa è meglio proporre al bambino a merenda?”

ma prima ancora di suggerire la giusta merenda consiglio sempre di spegnere la tv in quanto ormai è un equazione matematica: “merenda-tv” ma questo crea inevitabilmente un atteggiamento e una visione distorta del cibo e del senso di sazietà percepita dal bambino in quanto il cervello è distratto dalla televisione e come per gli adulti, si mangia più del dovuto.

Quindi per prima cosa, abituate il bambino a fare merenda in cucina con voi o all’aria aperta. Detto questo, lo scopo della “merenda” è quello di fornire il giusto quantitativo di energia e spezzare intervalli troppo lunghi tra un pasto e l’altro; per questo il panino con prosciutto o una merendina e una bibita industriale risulta eccessiva e poco salubre da un punto di vista nutrizionale (anche se il bambino andrà a fare sport). La merenda ideale dovrebbe essere costituita in buona parte da frutta o yogurt e miele o una spremuta e un pugno di semi oleosi o un bel frullato con frutta e cacao o una piccola porzione di torta fatta in casa magari proprio insieme ai vostri figli ( i bambini amano molto cucinare con noi). Quello che andrebbe evitato è quindi il cibo che fornisce molte calorie ma che è povero di nutrienti come merendine confezionate, panini super farciti, patatine fritte e bevande zuccherate.

La proposta che spesso faccio alle mie pazienti mamme è quella che io stessa ho sperimentato cioè provare a ridurre (o come ho fatto io, a eliminare!) l’ uso della tv. Chi ne guadagna sarà non lo solo la salute fisica ma anche il suo umore, la sua capacità di concentrazione e anche la “salute familiare” per poi scoprire un giorno che farne a meno, anche nel 2016, è possibile e soprattutto piacevole!

a cura dott.ssa Alessandra Cremonini
biologo nutrizionista, etologo alimentare, naturopata, esperta in alimentazione psicosomatica

 

Nonni, coccole e merende

albero_natale_cibo.jpgSiete pronti per la merenda?

Chiedete ai nonni di raccontarvi come facevano merenda loro quando erano piccoli... e la magia ha inizio!

Nonna la merenda raccontamela tu: io la preparo con te e spengo la TV!

Le merende dei nonni non le vedrete in TV, perché sono merende troppo segrete da poter svelare nelle pubblicità! E sono tantissime, tutte diverse e da scoprire... merende genuine, proprio da leccarsi i baffi!

Quindi bambini attenzione! Le merende delle pubblicità hanno tanti zuccheri e grassi e non ci fanno bene… Conoscete la storia del lupo travestito da mamma capretta? Ecco le merende viste in TV sono proprio come il lupo..… vogliono entrare dentro le vostre pance e farvi diventare troppo tondi!

Scegliere merende salutari che vi fanno stare bene, vi aiuta a crescere forti e sani.

Le merende che vediamo in TV possiamo mangiarle ogni tanto, ma fatevi aiutare a leggere con attezione sempre le etichette: ricordate, vince la merenda che ha meno ingredienti perchè è già buona senza troppi ‘’travestimenti’’! Gli altri giorni riscoprite le merende di una volta e chiedete ai nonni di prepararvele, per una merenda gustosa, ricca nella sua semplicità, da condividere insieme come un momento di festa! Che aspettate! Io intanto vi racconto quelle che mi preparavano i miei nonni, con cui facevano merenda loro quando ancora non c’era la TV!

Dal semplice pane olio e un pizzico di sale, al pane con del goloso cioccolato fondente sciolto in un pentolino, alla Panzanella, la mia preferita, fatta con del pane di farina grezza raffermo, ammorbidito con dell’acqua, un filo d’olio e una cascata di pomodori colti col nonno dall’orto. Mela o pera con noci da sgusciare e formaggio, o la ricotta con marmellata o miele o cioccolato, anche da spalmare sul pane. Ancora pane, burro e marmellata o un ovetto sbattuto!

a cura dott.ssa Alessandra Augusti
biologa, nutrizionista

 

Filastrocca di Natale delle mani

buon-natale.jpgLe cinque dita in silenzio stan pensando che manca poco, Natale sta arrivando... per questo ognuna prende un foglio e inizia a scrivere: “io voglio...”

Il pollice desidera un pallone, una macchinina e bolle di sapone. L’indice vorrebbe un orsetto, dei pennarelli colorati e uno zainetto.

Il medio chiede dei pantaloni, un giubbotto e due maglioni. L’anulare ha un elenco di CD, si ferma e dice: “tutto qui!”.

Il mignolino, il più saggio del gruppo, dice: “forse vi sembrerà brutto, ma nemmeno a Natale si può avere tutto!”. 

 

E siccome fra poco è Natale, oggi prepariamo un fruttoso Albero di Natale super goloso!

Divertitevi a crearlo insieme a mamma, papà e ai nonni con tanti grammi di semplicità, bontà e amore infinito! Ma occhio all’ingrediente: tanta frutta fresca biologica di stagione! Per realizzare il nostro alberello abbiamo bisogno anche di 1 mela e 1 carota per fare il tronco, degli stuzzicadenti, formine a stella piccola e grande. Per il tronco basta tagliare l’estremità della mela del picciolo e unirla alla carota con uno stuzzicadenti.

Poi infilate gli stuzzicadenti come fossero dei rametti. Attaccate ad ognuno un frutto a forma di stellina e componete l’albero dando spazio alla vostra fantasia e vedrete realizzarsi il vostro fruttoso Albero di Natale.

Buon appetito!

LEO PANCAKE: una colazione che...ruggisce!!!

leo-pancake.jpgCiao bambini! C’è uno sport che amate fare, magari in compagnia degli amici?

Fatelo, perchè lo sport fa bene alla salute e ci rende più forti e felici! E ora, preparate con me questa ricetta da leoni, per diventare dei veri campioni!

Fra momenti di gioco e risate so che voi siete già diventati dei campioni e proprio per questo voglio svelarvi il segreto per diventare ancor più “super” nel vostro sport preferito: fare sempre una buona colazione! La colazione è il pasto più importante, e ancor di più se siamo dei piccoli sportivi, perché ci dà energia, forza e la giusta concentrazione... Proprio da leoni!

Leo Pancake non vede l’ora di essere preparato e… Gustato! In più, alternarlo a tante altre idee arricchirà la vostra colazione!

Ingredienti per un paio di Leo Pancake: 1 uovo piccolo, 1 banana matura non troppo grande, 1-2 cucchiai di farina integrale, 1 fetta di melone, qualche mandorla, 1 piccola carota e gocce di cioccolato quanto basta.

Ma prima di iniziare…

OCCHIO ALL’INGREDIENTE!

La banana! Il frutto preferito dei campioni! Dolce e cremosa, è uno dei frutti più graditi dai bambini di tutte le età. Ricca di proprietà benefiche, contiene zuccheri “complessi” a lento rilascio, utili per fare il pieno di energia, ma anche fibre e vitamine A, C e B6, e sali minerali. In particolare il potassio, rende la banana un frutto molto “sportivo”, in quanto previene i crampi, favorisce la trasmissione degli impulsi nervosi e, insieme al magnesio, contribuisce alla contrazione dei muscoli. Inoltre, grazie alla sua digeribilità e al fatto di non essere un alimento allergizzante, la banana è ideale per la dieta dei più piccini. Diamo il via alla preparazione del nostro Leo-Pancake!

Per prima cosa schiacciamo la banana con una forchetta, aggiungiamo l’ovetto, la farina e mescoliamo bene per ottenere un composto liscio ed omogeneo. Ungiamo con poco olio una padella antiaderente e la facciamo scaldare per qualche minuto. Versiamo l’impasto nella padella, cercando di dargli una forma rotonda, e non appena vediamo delle piccole bollicine in superficie, lo giriamo. Una volta cotto possiamo dare forma al nostro leoncino, preparando una bella criniera di melone e carote, due occhi grandi e attenti di mandorle e aggiungendo i dettagli che più preferiamo!

Mamme e papà, abituate i vostri bimbi a consumare una buona prima colazione, sempre! In questo modo i vostri “cuccioli” diventeranno leoni per affrontare la “giungla” del loro piccolo-grande mondo!

a cura dott.ssa Alessandra Augusti
biologa, nutrizionista

Cosa c’è nel piatto... dei topini?!? niente paura, ci pensa micio Fragolone!!!

Micio-fragolone.jpg

Molto spesso ai nostri bimbi non piace la frutta. Per fare in modo che imparino a mangiarla allora, potrebbe esserci di aiuto provare a tornare un pò bambini noi. Attraverso ciò che a loro piace fare di più, giocare, possiamo far conoscere e apprezzare alcuni cibi che difficilmente riusciamo ad inserire nella loro alimentazione.

Diamo alla merenda un tocco di colore, creatività e allegria… sarà più facile trasformarla in un momento divertente, di scoperta, di gioco e non di costrizione. La frutta, dal sapore dolce e dai colori brillanti, prende la forma di personaggi, animali o oggetti che più ispirano la loro fantasia: invece di disegnare con una matita, facciamolo utilizzando della frutta fresca e la Gioco merenda ha inizio!

Ecco quello che ci serve realizzare il Micio Fragolone e i suoi topini:

fragole fresche, qualche mandorla, gocce di cioccolato, delle formine e… tanti ‘’grammi’’ di fantasia! Un’idea semplice ma coinvolgente e spiritosa, che potrete realizzare insieme ai vostri bambini! Ma prima: Occhio all’ingrediente!

Bimbi, sapete che la fragola in realtà è un falso frutto? Quello che noi consideriamo il frutto, è in realtà il contenitore dei veri frutti: i semini piccolissimi di color giallo-bruno, posti sulla superficie.

Secondo la leggenda, le fragole erano consumate specialmente nel periodo delle festività in onore di Adone, il dio della bellezza. Alla morte di Adone, la bella dea Venere, che ne era innamorata, pianse per l’accaduto, ma le lacrime, cadute a terra, si trasformarono in tanti piccoli cuori rossi, le fragole.

Dolci, rosse, succose, ricche di sostanze preziose per il benessere nostro e dei nostri cuccioli, rinforzano le difese immunitarie, sono uno dei frutti più amati dai bambini, stiamo parlando delle fragole. Oltre agli zuccheri facilmente assimilabili e ai sali minerali, come potassio, fosforo, calcio e ferro, le fragole sono ricche di vitamina C, A, e B e importanti per la salute dei nostri occhi, mantengono le ossa forti e sane, sbiancano i denti e sono ricche di fibre!

Fate attenzione a scegliere un prodotto biologico, per evitare la presenza di pesticidi e lavatele accuratamente poiché, crescendo a contatto con il terreno, possono trattenere microrganismi.

Le fragole vanno introdotte nell’alimentazione del bambino dopo il primo anno di età e sotto indicazione del pediatra, perché possono essere causa di fenomeni allergici. E’ bene in ogni modo evitarne il consumo quando non completamente mature. Ora tocca a voi! Fate largo alla fantasia per preparare la vostra merenda super giocosa!•

FONTI

Libro: Verso la scelta vegetariana.

Il tumore si previene anche a tavola, Umberto Veronesi.

Libro: Mangia bene, cresci bene, Alberto Fiorito.

a cura dott.ssa Alessandra Augusti
biologa, nutrizionista

La natura ci cura anche a tavola: polpette di fagioli...magici!!!

polpette.jpgCari bambini, conoscete la fiaba del fagiolo magico?

E’ la storia di Giacomino, un bimbo povero, che grazie alla pianta nata da 5 piccoli fagioli, ha potuto raggiungere un posto magico e procurare doni preziosi per vivere con la mamma felice e contento...

Se non la conoscete, correte a farvela raccontare mentre creeremo la nostra ricettina! Questa volta infatti utilizzeremo dei fagioli ‘’magici’’ per preparare delle polpette speciali...!

I fagioli sono dei semi che insieme a piselli, ceci, lenticchie e fave costituiscono la categoria di alimenti dei legumi. Nonostante siano piccoli, rappresentano una grande ricchezza che ci dona la Natura! Mamme, papà e bimbi, sapete che il 2016 è l’anno dedicato proprio a loro? Coltivando questi piccoli semi aiutiamo l’ambiente a ridurre l’inquinamento e a mantenere in salute il suolo per la crescita di tante altre piantine importanti per il nostro nutrimento. La Fao li ha definiti infatti semi nutrienti per un futuro sostenibile!!

Ma quali sono i ‘’poteri’’ che hanno? Occhio all’Ingrediente! I legumi hanno un basso contenuto di grassi e un forte potere saziante.

Nonostante siano stati considerati per molto tempo ‘’carne dei poveri’’ sono ricchi di sostanze nutrienti e fibre. Presentano proprietà importanti per la salute dell’intestino, aiutano a ridurre i valori del colesterolo plasmatico, rinforzano le difese dell’organismo e prevengono diversi disturbi cronici. Sono un’importante fonte di aminoacidi e proteine.

Il loro consumo in associazione ai cereali integrali, come da buona abitudine dei nostri nonni, permette di avere un piatto unico che garantisce un apporto nutrizionale completo, con proteine di alto valore biologico, rappresentando una valida alternativa alla carne. Sono maggiormente digeribili se cotti dopo essere stati in ammollo per 12-24 ore, privati della buccia o consumati passati. I fagioli in particolare si presentano di sapore, forma e colore differenti: bianchi, rossi, neri, variegati, piccoli, grandi, tondeggianti, schiacciati. Sono ottime fonti di fosforo, ferro, potassio, calcio e vitamine.

Ed ecco gli ingredienti per le nostre polpette di fagioli magici!!

Per 5-6 polpette: 300 g di fagioli secchi (5 fagioli li teniamo da parte), 1 uovo, 40 g di parmigiano grattugiato, 80 g di pane integrale sbriciolato, pangrattato, sale, prezzemolo tritato e olio extravergine di oliva q.b.

Preparazione: Frulliamo grossolanamente i fagioli cotti, poi in una terrina mescoliamo il composto ottenuto con l’uovo, il parmigiano, il prezzemolo, un pizzico di sale e il pane sbriciolato. In base alla consistenza ottenuta, aggiungiamo del pangrattato se necessario. Andiamo a creare le nostre polpette e le passiamo nel pangrattato. Le cuociamo in una padella antiaderente con un goccio di acqua, un filo di olio oppure in forno a 180 gradi per 15-20 minuti fino a doratura! E finite le polpette, bimbi... prendete un contenitore trasparente, i 5 fagioli che avete conservato come Giacomino, ricopriteli di ovatta bagnata e posizionateli in un punto della casa dove arrivano i raggi del sole... Non vi resta che aspettare di veder crescere la vostra piantina.. farà prestissimo!!

Per maggiori informazioni e approfondimenti:

http://www.slowfood.it/la-fao-dichiara-il-2016-anno-internazionale-dei-legumi-semi-nutrienti-per-un-futuro-sostenibile/

http://www.slowfood.it/wp-content/uploads/blu_facebook_uploads/2014/09/legumi.pdf

http://www.guidagenitori.it/la-crescita/alimentazione/2560-inserire-piu-spesso-i-legumi-nellalimentazione-aiuta-il-benessere/ 

a cura dott.ssa Alessandra Augusti
biologa, nutrizionista

 

Mangiare sano e senza glutine si può

bambini_cibo_05.jpgLa difficoltà maggiore per un celiaco oggi, non è trovare degli alimenti che siano privi di glutine, ma piuttosto alimenti che siano biologici e integrali.Molti bambini celiaci che arrivano nel mio studio sono sovrappeso o hanno problematiche di pelle, allergie, problemi intestinali, intolleranze, ecc...

Non basta eliminare il glutine dalla dieta, ma è fondamentale che ci sia qualità nel cibo che si propone.

Sono celiaca anch’io dalla nascita e ho sempre sentito parlare della celiachia come una “malattia”. Oggi posso permettermi di dire che la celiachia non è una malattia, è piuttosto una “condizione”: le malattie si curano con farmaci, la celiachia si cura con il cibo! Ecco perché gran parte del mio lavoro consiste nel fornire strumenti per una corretta educazione alimentare.

Se andiamo a curiosare tra i cereali concessi ai celiaci e quelli consigliati dai protocolli sanitari “ufficiali”, noteremo che l’assunzione quotidiana dei cereali consiste principalmente in paste aproteiche senza glutine, biscotti o miscugli di fecola di patata, amido di riso, amido di mais, farina di soia digrassata, isolato proteico di pisello, emulsionante E 471, semi di guar, carragenani, oli idrogenati di pessima qualità e spesso ricchi in zucchero bianco o peggio ancora, sciroppo di glucosio fruttosio.

Tutto questo è incoerente con una sana “dieta senza glutine” poiché i cibi raffinati e pieni di zuccheri sono estremamente “pro infiammatori” per tutti gli intestini, e ancora di più per l’intestino del celiaco. Pochi sanno della grande differenza tra cereale in chicco integrale e cereale raffinato (o bianco). Si può spaziare ad esempio in cereali senza glutine come miglio, grano saraceno, teff, sorgo, quinoa, amaranto...

Ma non è solo un problema di aziende alimentari, business ecc, a volte, è l’atteggiamento dei familiari che peggiora la condizione del celiaco: credendo di donare affetto al bimbo che, “poverino, non può mangiare tante cose” spesso genitori e nonni lo rimpinzano di prodotti da forno, dolciumi, patatine in busta, o altri prodotti che si trovano nel prontuario AIC… sicuramente sono senza glutine, ma decisamente deleteri per la salute del bambino, se consumati spesso. L’aspetto “emozionale” è da tenere in netta considerazione ma non si vince “permettendo” al bimbo di mangiare qualsiasi cosa.

Il genitore non deve dimenticarsi che quel bimbo, più degli altri, merita attenzione dal punto di vista della QUALITA’ alimentare. I prodotti speciali senza glutine, forniti dalla farmacia e dalle industrie dovrebbero avere un ruolo minore nella dieta del celiaco abituandosi a comprendere l’importanza di non vivere con “surrogati”. Mi auguro che una positiva e corretta informazione possa portare l’uomo di oggi e del domani (i nostri figli…) a scelte alimentari consapevoli e benefiche per tutti. 

a cura dott.ssa Alessandra Cremonini
biologo nutrizionista, etologo alimentare, naturopata,
esperta in alimentazione psicosomatica

 

Casetta di pan di spezie

casetta_pan_zenzeroIngredienti per la glassa
Coloranti alimentari in gel
Albumi 100 gr (circa 3 albumi)
Zucchero al velo 600 gr


Ingredienti per decorare
Caramelline d'argento
piccole q.b.
Tutto quello che
vi suggerisce la fantasia


Ingredienti per il pan di spezie
Spezie in polvere:
Anice stellato 3 gr
Cacao amaro 20 gr
Cannella 8 gr
Cardamomo 3 gr
Chiodi di garofano 4 gr
Noce moscata 3 gr
Zenzero 8 gr
Un pizzico di sale
Farina di segale (o "00") 1 kg
Lievito per dolci 1 bustina
Miele 500 gr
Burro 250 gr
Uova 2 + 1 tuorlo
Zucchero 250 gr

Ponete burro, zucchero, miele e tutte le spezie in un tegame e fate sciogliere lentamente a fuoco dolce mescolando. Fate raffreddare e unite le uova, la farina, il lievito, il sale e impastate fino ad ottenere un composto omogeneo e liscio che avvolgerete nella pellicola trasparente e porrete in frigo per 3-4 ore (potete prepararlo anche la sera prima e lasciarlo in frigorifero tutta la notte). Preparate le sagome in cartoncino: disegnate per la facciata e il retro della casetta una sagoma che abbia base di cm 20, altezza laterale di cm 15, altezza al centro (dalla base alla punta del tetto) di cm 23, e lunghezza traversale (dal centro del tetto al lato della facciata) di cm 13; per le 2 pareti laterali, disegnate un rettangolo di cm 24 di base per cm 15 di altezza; per il tetto (formato da due sagome identiche), disegnate un rettangolo di cm 24 di base per cm 14 di altezza. Disegnate anche le finestre e la porta. Accendete il forno a 180°. Stendete l'impasto su di una spianatoia infarinata dello spessore di 1/2 cm: poggiateci sopra le varie sagome e ritagliate con precisione (tranne la porta e le finestre che ritaglierete dalle sagome già cotte) servendovi di un coltellino dalla lama liscia e sottile, e adagiate sulla teglia foderata con carta forno e
infornatele per 15 minuti. Se durante la cottura le sagome non hanno mantenuto le loro proporzioni, appena tiepide, potete rifilarle con un coltello e riportarle alle dimensioni originali; ritagliate con delicatezza finché tiepido anche la porta e le finestre.
Con un tagliapasta a forma di cuore tagliate la finestra in alto sulla facciata della casetta che più tardi decorerete con la glassa colorata e lasciate raffreddare tutto. Preparate la glassa con uno sbattitore elettrico, montando a neve fermissima gli albumi insieme a un pizzico di sale, incorporando lo zucchero al velo un cucchiaio raso alla volta. Dovrete ottenere una crema densa, liscia ma scorrevole, che dividerete in piccoli contenitori proporzionalmente ai colori che userete di più, e colorate con i coloranti alimentari a seconda dei vostri gusti. Mettete nei sac-apoche e usate la glassa per unire fra loro le parti della casetta e decorarla
a vostro piacimento. Buon divertimento!

a cura di Ilaria Zamboni
counselor relazionale

La pizza natalizia di quinoa e golosi Babbi Natale di fragole

babbo_natale_fragolaCari piccoli cuochi, manca pochissimo a Natale, perciò ho pensato di proporvi una ricetta tutta speciale, con cui potrete fare un regalo goloso per augurare Buone Feste a tutta la famiglia, portando a tavola un originale antipasto preparato da voi... la Pizzetta Natalizia!

Non si tratta però di una semplice pizza.. E' semplicissima da preparare e l'ingrediente principale è davvero molto particolare.. Siete curiosi di scoprire qual è? Allora... OCCHIO ALL'INGREDIENTE!
La quinoa è una pianta appartenente alla stessa famiglia degli spinaci e delle barbabietole, ma spesso è scambiata per un cereale per via dei suoi chicchi. Arriva dalle Ande del Perù e dalla Bolivia ed è un alimento molto antico, anche se ancora poco conosciuto.. Pensate bimbi, risale ad oltre 5000 anni fa ed era soprannominata '' 'Mamma' di tutti i semi''.
Quando viene messa nell'acqua, dopo la cottura, lascia fuoriuscire un piccolo ''ricciolo'' bianco, il germe del seme, che la rende molto simpatica!
Ha tantissime proprietà nutritive: ottima fonte di proteine vegetali, contiene tutti i 9 aminoacidi essenziali, necessari al corretto funzionamento dell'organismo, che da solo non è in grado di produrre. E' un'importante fonte di vitamina B2, fondamentale per i processi metabolici delle cellule dei muscoli e del sistema nervoso. Tra le altre vitamine, troviamo anche la vitamina C e la vitamina E, importante antiossidante, protettiva nei confronti dell'apparato circolatorio e dei tessuti corporei.

E' ricca di minerali come potassio, fosforo e magnesio, ma anche di calcio, ferro e di fibre. Inoltre, non contiene glutine e può essere consumata con tranquillità in caso di intolleranza.

E' ricca di tante proprietà quindi, che la rendono un alimento adatto sia per gli adulti che per i bambini.

Ed ora, piccoli pizzaioli, pronti, mani in pasta e via! 

Ecco gli ingredienti: 250 g di quinoa, 150 ml di acqua, 2 bocconcini di mozzarella, passata di pomodoro, spinacini
cotti, peperoni gialli e rossi, olive e pomodorini, sale e olio extravergine d'oliva qb.

Preparazione: Sciacquiamo la quinoa e la mettiamo a bagno in acqua per almeno otto ore (magari prima di andare a dormire ;)). Passato questo tempo, la scoliamo e la sciacquiamo nuovamente. Con l'aiuto di mamma e papà, la frulliamo con 150 ml di acqua e qualche pizzico di sale. Versiamo il composto (che risulterà molto liquido) in un testo rivestito da carta da forno e unto con un po' d'olio. Facciamo cuocere in forno preriscaldato a 180° per circa 25 minuti. Successivamente, passiamo al condimento con passata di pomodoro, mozzarella a pezzetti e gli spinacini cotti per il colore verde. Facciamo cuocere altri 10 minuti ed una volta cotta, la dividiamo in tanti spicchi a cui andiamo a dare la forma di un alberello di Natale.
Infine, lo ''addobbiamo'' con le ''palline'' di olive e pomodorini pachino e le stelline di peperoni, che avremo creato prima con le formine.

Volete un'idea semplicissima e carina per portare a tavola la frutta durante il pranzo e il cenone di Natale? Allora dovete assolutamente fare i babbi natale di fragola e panna che renderanno il pranzo più allegro e sicuramente riceveranno molti consensi.
Solo 3 ingredienti semplicissimi: Fragole fresche (3-4 a persona), una busta di zucchero a velo e mezzo litro di panna fresca (mettetela in frigo una mezza giornata prima di montarla).
Preparazione: montiamo la panna con un po di zucchero a velo e mettiamola in frigo. Laviamo per bene le fragole, tagliamo le estremità verdi con un taglio orizzontale, facendo in modo che la punta della fragola in altezza, sia la metà della parte restante del frutto. Mettiamo le fragole in "piedi" sul piatto. Prendiamo la panna e mettiamola in un sac-a-poche senza beccuccio.
Tagliamo l'estremità del sac-a-poche e poniamo un ciuffo di panna tra le due estremità di ogni fragola e poi un piccolo ciuffo sulla punta come pon pon. E buon Natale!

a cura dott.ssa Alessandra Augusti
biologa, nutrizionista

Golose merende di regni di fiaba incantati per maghi e fatine provetti !!!

bacchetta magicaPer trasmettere ai bambini l’importanza di una alimentazione sana e genuina dobbiamo passare del tempo con loro,  coinvolgerli in cucina e realizzare insieme ricette divertenti, sfiziose e sane. Le attività pratiche per i bambini consentono di coniugare il desiderio di imitazione dell’adulto con la soddisfazione profonda che deriva dal “fare davvero”. Da oggi cercherò di proporvi piatti simpatici e divertenti da realizzare insieme! Saranno di semplice esecuzione, ma allo stesso tempo bilanciati dal punto di vista nutrizionale. 

Bambini e bambine, ciao! Mi chiamo Alessandra e da oggi realizzeremo insieme tante ricette buone e colorate!! Ma prima vorrei sapere...Qual è il vostro supereroe o la vostra principessa preferiti? Bene, vi svelo qual è il segreto per diventare come loro!.Crescere in salute, belli, forti e pieni di energia grazie alle proprietà magiche degli alimenti!...Scopriamo insieme quali sono e come utilizzarli con l'aiuto dei genitori, pasticciando e giocando...Mi raccomando bambini, serve un ingrediente importantissimo....tutta la vostra fantasia !! Allora cuochini...pronti, mani in pasta e via! 

Piccoli amici, mamme e papa', l'idea che vi propongo è un ricetta da veri maghi, per una merenda o una colazione magiche!

Prima di tutto serve un grembiulino ma anche... una bacchetta magica...!!! Che maghi siamo senza bacchetta ;) Partiamo da questa allora! Per realizzarla bastano degli stampini a forma di stella, uno stecchino, 1 frutto che preferite e un bastoncino di legno.

Dopo aver lavato e sbucciato il nostro magico frutto, ne tagliamo una fetta e con lo stampino formiamo la nostra stella. La inseriamo nel bastoncino per formare la punta…et voilà!                  

Ora abbiamo davvero tutti i super poteri per creare una merenda o una colazione ricca di magie che ci donerà tanta energia!! ..ma prima..

 

OCCHIO ALL'INGREDIENTE!

Per realizzare la nostra merenda utilizzeremo è la farina integrale!

In genere Per i prodotti da forno, pane o pasta fresca la farina di frumento di tipo 00 è quella più utilizzata ma purtroppo la meno ricca di elementi nutritivi. La farina di frumento integrale, invece, apporta crusca, vitamina E, vitamine del gruppo B e una maggiore quantità di sali minerali, oltre ad avere un indice glicemico inferiore.

Per iniziare ad usarla è opportuno procedere per gradi, così il nostro gusto si adatterà al nuovo sapore e alla consistenza della farina integrale.

 

Ecco gli ingredienti per il nostro STELLOTTO IL CIAMBELLOTTO:) :

100 g di farina integrale, 100 g di farina tipo 00, 150 g di zucchero di canna, 3 uova, 1 yogurt, mezzo bicchiere di latte, due dita (della mamma :D) di olio extravergine di oliva, 1 bustina di lievito vanigliato, a piacere: una manciata di nocciole o mandorle, delle gocce di cioccolato,1 cucchiaio raso di cacao amaro o della frutta.

 

Preparazione: 

Mettiamo in una ciotola capiente tutti gli ingredienti uno dopo l'altro, nell'ordine, e mescoliamo bene con una frusta. Da parte, prepariamo un testo rivestito con carta da forno, dove andiamo a versare l'impasto. Se vogliamo, prima di versarlo, possiamo trasferire una parte dell'impasto in un secondo recipiente dove aggiungere 1 cucchiaio di cacao. Mescoliamo bene e poi versiamo entrambi gli impasti nel testo. A piacere potremmo aggiungere le nocciole, le mandorle, le gocce di cioccolato o della frutta (come ad esempio delle mele); oppure possiamo scegliere di realizzare uno Stellotto a più gusti: in una parte dell'impasto metteremo le gocce di cioccolato, in un'altra le nocciole o la frutta, così come ho fatto io. 

Non dimenticate di pronunciare la vostra formula magica segreta (Mangia cadabra!)...!!! E via nel forno a 180 gradi per 20 minuti circa. Una volta cotto, la mamma o il papà lo tireranno fuori dal forno. Lasciamo raffreddare per un po' e poi inizia la magia! Tuffiamo gli stampini a forma di stella nel nostro ciambellone... ed eccolo!!!!! Stellotto il ciambellotto, pronto e buonissimo da gustare a colazione o a merenda! Ora che la bacchetta non ci serve più possiamo mangiarla!

a cura di Alessandra Augusti
biologa nutrizionista

 

Gnocchi di... Cappuccetto rosso!

gnocchi di cappuccetto rossoRicetta dello chef Julio De Carolis

Ingredienti:  300gr di farina tipo “00”; 1kg di patate di Avezzano; sale e pepe qb; pomodoro maturo da insalata; 25g di concentrato di pomodoro; origano a scelta. Per la salsa: 400gr calamari puliti; 300gr pomodori ciliegini; 8dl brodo vegetale; 2 cucchiai di pesto alla genovese; basilico fresco.

Lavorazione: prendiamo le patate e dopo averle lavate, lessiamole per circa 20 minuti fino a quando la forchetta non le buchi facilmente.

Spelliamo le patate e lavoriamole con schiacciapatate fino a diventare una purea. Nel frattempo disponiamo la farina a fontana su spianatoia, aggiungiamo sale e pepe e le patate precedentemente lavorate. Creiamo il composto fino a che non diventi omogeneo. 

Prendiamo un pomodoro rosso maturo, passiamo la polpa interna in passaverdure, mentre quella esterna la sbollentiamo con poca acqua, scoliamo, spelliamo e riduciamo in poltiglia quello che rimane. Prendiamo una ciotola e aggiungiamo il concentrato, il succo della polpa interna e infine la nostra polpa esterna sbucciata. Creiamo una salsa morbida che aggiungeremo al composto di patate e farina prima di completare la lavorazione. Avvolgiamo in carta pellicola e facciamo riposare 30 minuti in frigorifero.

Presentazione al piatto: tritiamo sedano, carote e cipolle e in una padella aggiungiamo olio e il trito e facciamo saltare per circa 2 minuti a fuoco lento. Aggiungiamo i calamari tagliati a julienne e portiamo a cottura per 5 minuti aggiungendo un cucchiaio di vino bianco.

Nel frattempo tagliamo a 4 i pomodori ciliegini e li incorporiamo ai calamari alzando la fiamma per circa 10 minuti e, se serve, aggiungiamo brodo vegetale. Cuociamo la pasta fino a venuta a galla degli gnocchi e aggiungiamo  2 cucchiai di pesto alla genovese mantecando per circa 2 minuti a fiamma viva. Serviamo a tavola con una foglia di basilico e un ciuffo di calamaro. E ora… buon appetito! •

a cura dott. Giustino Coccia
Hotel Stella - Palestrina RM

L’antica ricetta dei tortellini: nati a Bologna, famosi nel mondo!

Tortellini bolognesiIl “Vero Tortellino di Bologna” con la classica e originale forma, la particolarità del ripieno, la naturale genuinità della sfoglia, per essere un tortellino bolognese D.O.C. deve risultare del peso di 5 grammi. Ciò è scritto nell’antica ricetta depositata alla Camera di Commercio di Bologna. 

Ma come si fanno i tortellini? Semplice: i tortellini vanno in brodo... un bordo esclusivamente di cappone, come vuole la tradizione che ogni famiglia bolognese perpetua da sempre e rinnova in particolar modo il giorno di Natale (e non solo!). Natale non è Natale senza i tortellini, ma in verità nell’unica variante concessa, i “Tortellini alla panna” è la panna il problema, che dovrebbe essere scremata direttamente dal latte appena munto perchè le panne industriali fanno diventare i Tortellini “mortificati” perdendo, sotto la bianca coltre, l'esaltazione del ripieno. Tuttavia, in casa di ogni Bolognese d’origine, a Natale si lascia ai commensali l’ardua sentenza, offrendo loro un piatto di tortellini in bordo ed uno con la panna. 

La preparazione del “Vero Tortellino di Bologna” deve essere molto accurata. Il lombo va tenuto in riposo per 2 giorni in frigo con sopra un battuto composto di sale, pepe, salvia e rosmarino, quindi va cotto a fuoco lento con un po' di burro e poi va tolto dal tegame e ripulito del suo battuto. Infine, si trita molto finemente il lombo, il prosciutto e la mortadella e poi impastato il tutto con il parmigiano, le uova la noce mocata e il sugo del lombo filtrato dagli odori. L'impasto si deve mescolare a lungo fintanto che risulti ben amalgamato e deve essere lasciato riposare per almeno 24 ore, prima di riempire i tortellini. 

Naturalmente la bontà del ripieno dipende dalla qualità delle materie prime impiegate. Per gustare un buon tortellino è indispensabile disporre di un ottimo brodo che si ottiene mettendo nella pentola un cappone ruspante (non allevato con i mangimi) con aggiunta di quelle parti di carne di manzo notoriamente adatte per fare il brodo.

Ecco la ricetta depositata per circa 1000 tortellini (5-6 persone)  

Sfoglia:

3 uova

300 gr. farina     

 

 

 

 

Ripieno

300 gr. lombo di maiale 

rosolato nel burro con

sale, pepe, salvia, rosmarino 

300 gr. prosciutto crudo 

300 gr. vera mortadella di Bologna   

450 gr. Parmigiano Reggiano 

3uova 

odore di noce moscata q.b.

Brodo:

1 kg. carne di manzo (doppione,  

(punta di petto, falata, ecc...) 

1/2 kg. cappone ruspante 

2 coste sedano 

2 carote 

1 cipolla 

sale q.b.

 

Vuoi saperne di più? vai su: www.confraternitadeltortellino.it

dolce corona di cheese cake ai mirtilli & yogurt greco

cheese cake ai mirtilli e yogurt grecoIngredienti x la base
130 gr circa di biscotti digestive
1 cucchiaio di zucchero
60-70 gr di burro

Ingredienti x la salsa di mirtilli
200 gr di mirtilli 
1 cucchiaino di fecola di patate
2 cucchiai di zucchero 
100 ml di acqua
100 ml di Rum

 


Ingredienti x il ripieno
400 gr di yogurt greco
200 ml di panna da montare
3 cucchiai di zucchero a velo 
essenza di limone ( qualche goccia)
3 fogli di gelatina

Preparazione:
Mettere in ammollo la gelatina in acqua fredda intanto che preparate tutto il resto. Riducete in polvere i biscotti con il robot, metteteli in una ciotola e miscelateli con lo zucchero e il burro precedentemente sciolto, amalgamando il tutto. Compattatelo bene con il dorso di un cucchiaio nella tortiera a cerniera apribile dal diam. di 20 cm e riponetelo in frigo. 

Lavorate lo yogurt greco con lo zucchero a velo e aggiungete l'essenza al limone. Montate la panna e unitela allo yogurt mescolando dal basso verso l'alto in modo delicato x non smontarla troppo. In un pentolino sciogliete la gelatina strizzata in due cucchiai di acqua, stando attenti a non farla bollire e unitela al composto di yogurt. trasferite il tutto nella tortiera, livellate bene e riponete in frigo x almeno 3-4 ore in modo che si rapprenda bene. 

Ora preparate la salsa di mirtilli che vi servirà per ricoprire la cheese cake: in un pentolino mettete i mirtilli lavati con l'acqua e lo zucchero e cucinateli finché non cominceranno a disfarsi. Frullate i mirtilli e passateli al setaccio per eliminare le scorze, rimetteteli nel pentolino e aggiungete il Rum e cuocete per qualche minuto. Lontano dal fuoco aggiungete la fecola di patate, mescolate bene x evitare la formazione di grumi e rimettete sul fuoco ancora un paio di minuti in modo che si addensi. Lasciatela raffreddare e al momento di servire il dolce, distribuitela sulla superficie.•

a cura di Ilaria Zamboni
counselor relazionale, esperto marketing & comunicazione

Torta di grano sareceno e mirtilli a prova di celiaco

torta grano saracenoIngredienti per l’impasto:

  • 250 g di farina di grano saraceno, 
  • 250 g di burro, 
  • 250 g di zucchero, 
  • 250 g di mandorle spellate, 
  • 6 uova, 
  • 50 g di zucchero a velo, 
  • 1 bustina di zucchero vanigliato, 
  • 1 bustina di lievito senza glutine per dolci, 
  • un pizzico di sale.

Ingredienti per il ripieno: 

  • 500 g di marmellata di mirtilli rossi

Ricetta dello Chef Pasqualino Montoni 

Preparazione:
Lavorare il burro a temperatura ambiente con 150 grammi di zucchero, unire i tuorli, uno alla volta, e mescolare fino a ottenere un composto spumoso. Aggiungete un pizzico di sale, la farina di grano saraceno, il lievito, le mandorle tritate, lo zucchero vanigliato e continuate a lavorare l'impasto.

Montate gli albumi a neve molto ferma unendo, poco alla volta, lo zucchero rimasto. Incorporare delicatamente gli albumi all'impasto.

Imburrate e infarinate una tortiera a cerniera, versate il composto e cuocete in forno a 180°C per circa un'ora, controllando la cottura con uno stuzzicadenti. Sfornate e lasciate raffreddare la torta prima di tagliarla in senso orizzontale. Farcitela con la marmellata di mirtilli e richiudetela, spolverizzando la superficie con lo zucchero a velo. •

a cura del Ristorante Montoni

Stella di Natale crema, mandorle e polvere magica...

stella di NataleIngredienti per la pasta:
4 tuorli,
1/2 bicchiere d'acqua,
150 gr di zucchero,
30 gr di zucchero a velo,
4 albumi,
70 gr di margarina,
70 gr di farina,
1 bustina di vanillina,
1 bustina di lievito,
aroma alla mandorla 

Ingredienti per la crema:
100 gr di mandorle,
200 gr di zucchero a velo,
200 ml di panna,
4 albumi,
200 gr di mascarpone,
200 ml di crema pasticcera

Ingredienti per la copertura:
100 gr di mandorle a lamelle,
100 gr di marmellata,
zucchero a velo q.b.

ricetta dello Chef Pasqualino Montoni

Preparazione:
Montare a neve gli albumi con 50 gr di zucchero ed aggiungere la vanillina. Montare a schiuma i tuorli con l’acqua calda ed aggiungere gradualmente l'aroma alle mandorle, lo zucchero semolato, lo zucchero a velo. Mescolare insieme la farina con l'amido di frumento ed unire anche il lievito per dolci.

Setacciare il composto di polveri sulla crema di tuorli ed amalgamare bene senza che si formino grumi. Unire per ultimi i tuorli montati a neve e versare il composto in uno stampo a stella precedentemente imburrato e infarinato e cuocere in forno a 175° per 30 min. Quando la torta è pronta sfornarla e farla raffreddare.

Nel frattempo preparare la farcitura. Montare lievemente le chiare ed unirvi lo zucchero a velo e le mandorle precedentemente mescolati tra loro, mescolare bene il tutto, quindi unire la panna liquida e la crema pasticcera setacciata. Setacciare anche il mascarpone ed unirlo alla crema.

Tagliare la torta in tre stati, farcire il primo strato con metà della crema e ricoprirlo con l'altro strato, quindi farcire anch'esso con l'altra metà della crema e ricoprirlo con l'ultimo strato torta. Ricomporre il dolce e ricoprirlo interamente con la marmellata setacciata e riscaldata e decorare con mandorle a lamelle a piacere e zucchero a velo. • 

a cura del Ristorante Montoni

Sogliola in turbanti di Mago Merlino

sogliolaFar mangiare il pesce o le verdure ai bambini è un’impresa per la maggioranza delle mamme... allora, facciamoci aiutare dalla creatività per proporre ai nostri figli ricette sane, buone ma soprattutto così fantasiose che attireranno la loro curiosità, per lo meno ad assaggiare! 

E spesso il primo boccone basta per “convinverli” che il sapore non è così male come s’immaginavano e che “quella cosa estranea” proposta nel piatto è abbastanza gustosa da poter esser mangiata volentieri.. .e magari anche fare il bis! 

Oggi vi porponiamo una ricetta di pesce semplice, molto gustosa e di sicuro effetto da cucinare ai bambini, basta presentarla condita di tanta “fantasia”! Ecco a voi i “turbanti di Mago Merlino”, una ricetta dello Chef Pasqualino Montoni:

Ingredienti
80g filetti di sogliola, 100g patate, 90g zucchine, 80g carote, un cucchiaino di formaggio grattugiato tipo grana padano, sale e pepe q.b.

Preparazione
Lava le verdure, pela le patate, spunta e gratta le carote, spunta le zucchine. Taglia il tutto a pezzetti piccoli e cuoci gli ortaggi ridotti a cubetti per circa 20 minuti in acqua bollente salata. Filtra e tieni da parte il brodo vegetale. 

Sciacqua con cura sotto l'acqua corrente i filetti di sogliola già puliti e tagliali a metà per il lungo, aggiusta di sale e di pepe e poi arrotola i filetti creando degli involtini. Adagiali delicatamente a testa in su in una piccola teglia rivestita di carta da forno.

Versa mezza tazza (100 ml) di brodo delle verdure e cuoci in forno già caldo a 180° C per 15-20 minuti circa. Estrai la teglia, spolvera il pesce con il formaggio grattugiato e fai dorare per altri 5 minuti. •

a cura del Ristorante Montoni

golose e invitanti crocchette di pesce per piccoli marinai!

crocchette di pesceRicetta dello Shef Pasqualino Montoni

Il merluzzo o nasello è un pesce povero di grassi e quasi tutti polinsaturi Omega 3 che riducono il colesterolo cattivo (LDL-Colesterolo) e aumentano quello buono (HDL-Colesterolo). È ricco anche di proteine, vitamine del complesso B e di sali minerali come fosforo, calcio, iodio e ferro. Insomma fa veramente bene ai nostri bambini e anche a noi! 

Ecco come preparare una succulenta ricetta veramente semplice da eseguire ma che farà un figurone e che soprattutto farà felici anche i più piccoli!

Ingredienti:
500 gr. di merluzzo o nasello (fresco o congelato);
3 uova; 
farina q.b.; 
pangrattato q.b.

Preparazione: fate lessare il pesce facendo attenzione a non cuocerlo troppo (andrà fatta anche la cottura al forno). Quando è cotto, scolatelo per bene, tritatelo grossolanamente e mettetelo in una ciotola capiente. Aggiungete un uovo, il sale e la farina necessaria per ottenere un impasto compatto. 

Sbattete le altre due uova e mettete il pangrattato in un piatto piano. Create delle polpettine dalla forma allungata, immergetele una alla volta nell'uovo sbattuto e quindi passatele nel pangrattato. Mettete le crocchettine in una pirofila e cuocete in forno a 180° per 10 minuti circa, fino a quando non diventano leggermente dorate. Servitele calde.

Per un’occasione speciale è una buona idea accompagnarle da una fetta di pomodoro e un po di salsa di maionese, il tutto racchiuso in un succulento pane da tramezzino.•

a cura del Ristorante Montoni
Palestrina (RM)

Carbone dolce della Befana

carboneSecondo la tradizione, il carbone vero veniva portato al posto dei regali a tutti i bambini che durante l’anno erano stati cattivi... Oggi, il carbone dolce sostituisce quello vero ed è portato ai bambini per scherzo o... meritatamente!

La preparazione del carbone dolce non è particolarmente difficile, ma il vero problema è reperire il colorante alimentare nero, quindi vi proponiamo una calza della Befana in tanti colori allegri e vivaci... siamo certi che ai vostri bambini piacerà molto!

Per il carbone cominciate preparando lo sciroppo: mettete in una pentola dal fondo spesso in acciaio, non antiaderente, 300 gr di zucchero semolato e coprite lo zucchero con acqua fredda. Mescolate velocemente e lasciate bollire fino a che il caramello non diventi biondo (10-15 minuti).

Nel frattempo preparate la glassa: montate l'albume a neve aiutandovi con una planetaria o con un robot da cucina; aggiungete 200 gr zucchero, un cucchiaio di alcol (o vodka), lo zucchero a velo e il colorante alimentare (se utilizzate il colorante alimentare in polvere ne occorrerà solo la punta di un cucchiaino, una dose maggiore se utilizzerete i coloranti liquidi). Mescolate per ottenere un colore omogeneo e una glassa piuttosto densa.

Quando il caramello comincia a diventare biondo, versate all'interno della pentola (tutta in una volta) la glassa colorata e mescolate velocemente il composto per amalgamarla bene, quando si sarà amalgamato attendete qualche secondo che il composto aumenti di volume. Durante questa operazione abbassate il fuoco, in modo tale che il composto non si attacchi alla pentola.


Preparate uno stampo raccolto e alto (tipo quello da plum cake), e versate il composto all'interno, poi schiacciatelo delicatamente con il dorso di un mestolo di legno per renderlo ben compatto e fate raffreddare. Una volta raffreddato tagliate il carbone dolce della befana a pezzettini e mettetelo nelle calze dei vostri bambini!    

Ingredienti per lo sciroppo:
Acqua: q.b.
Zucchero semolato: 300 gr
Per la glassa:
Alcol puro: 1 cucchiaio
Uova: 1 albume
Zucchero: al velo 100 gr
Zucchero semolato: 200 gr
Coloranti alimentari: q.b.

La Videoricetta è consultabile sul sito: http://ricette.giallozafferano.it/Carbone-dolce-della-befana.html

Gelati... che passione!

gelatoIl gelato viene considerato un alimento completo e sano, tanto che molti nutrizionisti lo consigliano, soprattutto nel periodo estivo, come un valido sostituto del pasto. Il gelato infatti contiene buone percentuali di proteine, carboidrati, grassi, fosforo, calcio e vitamine A, B1 e B2. Vediamo come preparare un ottimo gelato in casa con un solo ingrediente indispensabile: la gelatiera!

Cos'è il gelato? E' un insieme di sostanze mescolate che congelando ingloba aria, grazie al movimento meccanico della pala.
Le sostanze che abbassano il punto di congelamento sono lo zucchero liquido e l'alcool.  L'albume ha qualità schiumogene, che possono aiutare a ottenere un gelato più cremoso. I gelati sono buonissimi quando sono appena stati preparati. Se li dovete preparare in anticipo, toglieteli dal congelatore 15 minuti prima di servirli e trasferiteli nella parte alta del frigo. Si ammorbidiranno leggermente. Conservatelo in contenitori ben chiusi.

Per rendere il gelato "casalingo" cremoso oltre allo zucchero che apporta dolcezza, si può usare il miele, preferibilmente quello di Acacia, che è piu' neutro come sapore. Per chi volesse utilizzare il fruttosio al posto dello zucchero, tenete conto che dolcifica di più e dovrete inserirlo rispetto allo zucchero nella proporzione di 3:4. Nella maggior parte di ricette per gelatiere viene messo il tuorlo d'uovo anche in gusti che non lo necessitano (ad es. il cioccolato)… Perchè?
L'uovo tra le tante proprietà ha anche quella di contenere la lecitina, che e' il più potente emulsionante in natura, per questo viene introdotto in molte ricette casalinghe, per dare un' emulsione ai grassi. Allora perchè non è stato introdotto nelle ricette sotto riportate? Il vantaggio nel mettere il tuorlo è quello di avere un gelato più caldo e più stabile. Lo svantaggio è quello di avere dei gusti (non di crema) con un retrogusto di uovo. Visto che il gelato a casa viene preparato per essere consumato se non subito dopo qualche ora, il consiglio è quello di evitare di mettere il tuorlo là dove non è caratterizzante per quel gusto. Ecco come miscelare le materie prime: è sempre bene riscaldare i liquidi (latte, panna o acqua, miele), per poi inserire gli zuccheri e gli altri ingredienti (cacao, tuorlo).  E' sempre buona norma far raffreddare le miscele in frigorifero prima di metterle in gelatiera.

Al Cioccolato: mettiamo a scaldare latte e panna, nel frattempo misceliamo lo zucchero con il cacao e quando siamo vicini al punto di ebollizione inseriamo il tutto e giriamo con una frusta. Accertarsi che il cacao sia completamente sciolto, ci possiamo avvalere anche di un mix da cucina per omogeneizzare meglio la miscela.

Al Fondente: mettiamo a scaldare l'acqua, portarla ad ebollizione e aggiungere lo zucchero, poi togliamo il pentolino dal fuoco e inseriamo i blocchi di cioccolato che aiuteremo a sciogliere con una frusta. Questa operazione è bene non farla sopra il fornello acceso, dove rischiamo di bruciare il fondente.

Alla crema: consiglio di aggiungere alla miscela zucchero-tuorlo un pò di limone grattato fino, oppure delle scorze di limone direttamente nel pentolino con latte e panna a scaldare per poi essere tolte prima di introdurre la miscela di zucchero-tuorlo.

Alla frutta (fragola,limone): scaldiamo l'acqua e aggiungiamo lo zucchero, agitiamo con una frusta per sciogliere bene lo zucchero. Lasciamo raffreddare la miscela e successivamente inseriamo le fragole e frulliamo con un mix da cucina, o nel caso del limone aggiungiamo il Succo senza dover necessariamente frullare. Nel caso della fragola potete aggiungere del succo d'arancia alla ricetta per esaltarne il sapore.


Ecco le dosi:
ricetta

 

 

 

 

 

 

 

a cura di Ilaria Zamboni

Meringata ai lamponi e cioccolato bianco

meringataPer prima cosa preparate le scaglie di cioccolato bianco che serviranno per guarnire: passate sulla tavoletta di cioccolato bianco il pelapatate formando dei ricci che metterete in freezer.

Ora preparare la meringa: con le fruste elettriche montare a neve fermissima gli albumi con il sale, lo zucchero ed il fruttosio per almeno 20 minuti, aggiungendo solo alla fine il succo di limone. Disegnate un cerchio diametro 24 cm su un foglio di carta forno e sistematelo sulla placca con la parte bianca verso l'alto. Mettete circa 1/4 della meringa in una tasca da pasticciere e distribuitela sul foglio, seguendo il disegno. Preparate allo stesso modo altri 3 dischi di meringa che serviranno come basi per la vostra torta. Con la meringa restante preparate delle piccole meringhe per guarnire la torta. Infornate a  60-70 gradi e lasciatele cuocere per almeno 4 ore, tenendo la porta del forno leggermente socchiusa.

Lavate e tagliate i lamponi a piccoli pezzetti, quindi irrorateli con qualche goccia di limone e metà dello zucchero. Frullate la ricotta con il resto dello zucchero fino ad ottenere un composto liscio e cremoso al quale unirete con delicatezza la panna precedentemente montata e il cioccolato bianco sciolto a bagnomaria ed oramai tiepido. Unite ora anche i lamponi a pezzetti ma senza il succo che hanno prodotto. Ora componete la torta: prendete un disco di meringa e bagnatelo con un po di succo dei lamponi che avete tenuto da parte e poi ricopritelo con uno strato di farcia, e procedete a strati fino a ultimare i dischi di meringa. Nell'ultimo strato ricoprite la farcia con i lamponi interi, le piccole meringhe rimaste e le scaglie di cioccolato bianco e... Buon appetito!

Ingredienti per la base di Meringa:
qualche goccia di succo di Limone
1 pizzico Sale
Albumi 400 gr
Fruttosio 200 gr
Zucchero a velo 100 gr

Per guarnire:
Lamponi (o fragole) 200 gr
qualche piccola meringa
scaglie di cioccolato bianco 50 gr





Per la farcitura:
Lamponi (o fragole) 400 gr
qualche goccia di succo di Limone
Ricotta freschissima 500 gr
cioccolato bianco 200 gr
1 pizzico Sale
Zucchero a velo 100 gr
Panna montata 250 ml

Tronchetto bianco: una dolce golosità in versione tradizionale e "light"

tronchetto NatalePer la farcia: amalgamate la ricotta al cacao precedentemente setacciato (od alla crema di nocciole), aggiungete il miele, le nocciole tritate e mescolate con una frusta a mano. Mettetela in frigo a riposare.

Per la base biscotto: con la frusta elettrica montate a neve gli albumi e 2 cucchiai di fruttosio (o zucchero). Montate anche i rossi con il resto del fruttosio (o zucchero) e quando cominceranno a "scrivere", amalgamate le farine e il lievito. Aggiungete delicatamente i bianchi montati a neve, facendo attenzione a non smontarli. Ricoprite di carta la teglia del forno e versatevi il composto che dovrà essere alto circa 1 cm.
 
Versate "a pioggia" un paio di cucchiai di fruttosio (o zucchero) su uno strofinaccio da cucina pulito della gradezza della teglia del forno. Tirate fuori dal frigo la farcia. Cuocete il dolce nel forno ventilato a 150° per circa 6-7 minuti, finché non diventa dorato in superficie. Rovesciate il dolce sullo strofinaccio e spalmateci velocemente la farcia. Il dolce va composto appena sfornato, altrimenti non riuscirete ad arrotolarlo perché si rompe. Aiutatevi prendendo lo strofinaccio dal lato lungo e arrotolate il dolce su se stesso formando un salsicciotto. Lasciate freddare un paio d'ore. Potete preparare in dolce anche il giorno prima, conservandolo in frigo.

Decorazione: montate la panna con la frusta elettrica e a metà operazione aggiungete il futtosio (o zucchero) a velo (potete tritarlo voi con il mixer ad alta velocità), la fecola di patate e la scorza di limone continuando a montare fino a giusta consistenza. Mettete in frigo.

Prendete il rotolo e tagliatelo a metà. Tagliate in diagonale l'estremità della prima metà per formare il ramo in alto. L'altra metà va tagliata sempre in diagonale a circa tre quarti della lunghezza. A questo punto avrete 4 pezzi. Prendete il più lungo (che avrà un lato tagliato in diagonale e l'altro dritto) e mettetelo sul piatto da portata. Cominciate a ricoprirlo di panna montata che spatolerete sul dolce per simulare la neve. Per fare il ramo in alto, vicino alla casetta, prendete il pezzo più corto e attaccatelo con la faccia diagonale al tronchetto già spalmato di panna montata. Prendete gli altri 2 pezzi e fate aderire la faccia diagonale di ognuno al tronchetto già spalmato di panna, in modo da formare una Y (vedi foto). Il pezzo più lungo va in basso e quello più corto in alto.

Ricoprire tutto di panna montata facendo attenzione a lasciare le facce dei tronchi libere, come da foto. Ora potete sbizzarrirvi a mettere le decorazioni che potrete acquistare in pasticceria, oppure prepararle voi.
Staccionata: sciogliete 100 gr di cioccolato fondente e mettetelo in una sac a poche. Disegnate la staccionata su un foglio di carta forno facendo delle righe verticali parallele lunghe circa 3 cm e 2 righe orizzontali che collegano il tutto.  Lasciare indurire la cioccolata. Casetta: per fare le pareti unite 4 tavolette di cioccolato a foglia sottile (tipo “Nero Perugina”) con un po' di cioccolato fuso rimasto nel sac a poche. Con altre foglie e lo stesso procedimento realizzate il tetto ed il comignolo. Una volta asciugata la cioccolata, potete "imbiancare" il tetto e la staccionata con un po' di panna montata. Sistemate le decorazioni a piacere sul dolce. Il lavoro è finito: buon appetito!

INGREDIENTI dalla Tradizione
Per la base biscotto:
4 uova
4 cucchiai di zucchero
(più un po’ per la decorazione)
4 cucchiai farina OO
1 cucchiaino di lievito x dolci

Per la farcia:
200 gr ricotta
400 gr crema spalmabile di nocciole

Per decorare:
500 ml panna da montare
50 gr zucchero a velo vanigliato
200 gr cioccolato fondente
a sfoglia sottile
2 cucchiai fecola patate (o farina riso)
100 gr cioccolato fondente
5 meringhe
zucchero q.b.
scorza limone

INGREDIENTI versione “light”
Per la base biscotto:
4 uova
4 cucchiai di fruttosio
(più un po’ per la decorazione)
1 cucchiaio di farina integrale
1 cucchiaio fecola patate
2 cucchiai farina di kamut (o farro)
1 cucchiaino di lievito x dolci

Per la farcia:
500 gr ricotta
8 cucchiai nocciole tritate
6 cucchiai cacao amaro
2 cucchiai miele acacia

Per decorare:
500 ml panna da montare
40 gr futtosio vanigliato
200 gr cioccolato fondente a sfoglia sottile
2 cucchiai fecola patate (o farina riso)
100 gr cioccolato fondente
5 meringhe - fruttosio q.b.
scorza limone

Torta di Arlecchino

torta arlecchinoAccendete il forno in modalità “statico” a 180° (se avete questa opportunità per evitare rigonfiamenti o gobbe indesiderate che si formano durante la cottura). Montate gli albumi con 60gr di zucchero, poi montate i tuorli con il restante zucchero fino a che non diventeranno una crema spumosa chiara. Aggiungete a questo composto l'olio, mescolate bene, poi versate lo yogurt, ed infine la farina setacciata con il lievito. Per ultimo, incorporate lentamente con movimenti che vanno dall'alto verso il basso gli albumi montati a neve.

Dividete l'impasto in 4 parti e colorate con i coloranti alimentari. La parte scura la otterrete con il cacao amaro sciolto in poche gocce d'acqua. Per distribuire l'impasto nella tortiera ed ottenere l'effetto del colore a striscie, procedete versando un cucchiaio di una crema colorata al centro della tortiera ben imburrata, a questo aggiungete sempre al centro del mucchietto appena versato un altro cucchiaio d'impasto del colore diverso, al quale aggiungerete un altro cucchiaio al centro del precedente di un altro colore e così via, fino ad esaurire le preparazioni.

La crema della torta si distribuirà pian piano formando in superficie tanti cerchi colorati, che in cottura rimarranno ben distinti e formeranno un disegno a onde. Mettete nel forno caldo per circa 30 min. e lasciate la torta nel forno per altri 10. Non oltrepassate questi tempi per non seccarla troppo. Servire con la panna montata a parte. Buon appetito!

Per gli ingredienti: 3 uova, 150gr di zucchero, 150gr di farina Manitoba, 100 gr farina di mandorle, 120ml olio semi, 1 vasetto yogurt, 2 cucchiaini di lievito per dolci, colorante alimentare rosa e azzurro. 1 cucchiaio di cacao amaro sciolto in un dito di acqua. Panna montata per servire (facoltativo). •


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