Un progetto a sostegno delle famiglie patrocinato da:      Città di Palestrina        Comune di Zagarolo         Città di Cave     Museo del Giocattolo di Zagarolo

Previous Next
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8

La rivista Girotondo è distribuita nelle scuole GRATIS !
Ecco ciò che trovi nell'ultimo numero che puoi anche scaricare daqui >

Nei numeri precedenti:

  • Tutto nasce dalla meraviglia: l’educazione musicale a scuola Open or Close

    bambino che suonaNelle scuole che seguono la pedagogia steineriana ogni mattina la musica porta il suo benvenuto ai bambini che si apprestano a iniziare una nuova e produttiva giornata scolastica. Dalle aule colorate e accoglienti si sentono provenire voci di bimbi che insieme ai loro insegnanti intonano le note più semplici per ringraziare la notte che ha concesso il sonno e il sole che ha annunciato il giorno. 

    Il canto, generalmente accompagnato dal suono del flauto, è quindi lo strumento con cui gioiosamente i bambini mettono in moto le energie e le forze che utilizzeranno per la didattica e per tutto ciò che faranno durante le ore di studio, di arte e di gioco; esso occupa un grande spazio nell’ambito dell’educazione musicale, ossia di quel processo maieutico che dovrebbe condurre il fanciullo a scoprire i suoni che già ascolta nella sua interiorità e a sviluppare competenze nell’ambito dell’ascolto, della riproduzione e della rielaborazione. 

    Tutte le feste dell’anno sono accompagnate dallo studio e dall’esercizio di canti specifici che possano sintetizzare in piccole strofe le loro caratteristiche essenziali: mediante la ripetizione, la scelta ritmica e la tonalità il bambino comprende e fa proprio il tratto tipico di quella festività, inoltre trova la modalità appropriata attraverso cui esprimere la sua natura animica essenzialmente devozionale e gioiosa. Durante il Natale, ad esempio, note allegre ed esultanti saranno alternate con canti più melodici che possano trasmettere la delicatezza e la particolarità dei giorni in cui si celebra la nascita di Gesù; l’arrivo della Primaverà viene festeggiato con ritmi esultanti, briosi, fortemente gioiosi proprio per accompagnare il senso della rinascita che circonda l’umanità in questo periodo dell’anno. Tutto ciò riguarda l’intero ciclo scolastico, dalla scuola dell’infanzia a quella superiore, viene strutturato in maniera diversa a seconda della fascia evolutiva dei bambini, ma mantiene una sorta di tonalità di fondo comune a tutte le età. Le ore dedicate all’educazione musicale sono molte perché in realtà la musica è parte integrante della giornata.

    Ogni argomento trattato può trasformarsi in un’allegra canzoncina che con il suo ritmo facilita la comprensione e la memorizzazione di un contenuto trasmesso non solo frontalmente ma anche con il gioco e la ritmicità: il canto delle sillabe in prima elementare mediante la scala pentatonica e l’uso dello xilofono o il canto delle gesta di un personaggio della storia sono tratti specifici della pedagogia steineriana. A ciò si accompagna lo studio di uno strumento musicale affinché il bambino possa imparare a produrre suoni che divengono melodie non solo attraverso la voce, ma anche mediante uno strumento che gli permetterà di scoprire ed esercitare particolari abilità. La musica porta in sé un senso di vita e profondità molto forte che l’interiorità recepisce ed elabora velocemente, essa accende e stimola l’attitudine alla meraviglia e allo stupore che ogni fanciullo possiede. Il grande filosofo Aristotele scriveva che “Tutto nasce dalla meraviglia”, per cui dare ai bambini la possibilità di essere educati anche musicalmente, significa offrirgli un aiuto per scoprire la bellezza che è in lui e in ogni cosa. •

    a cura dott.ssa Sara Innocenti
    insegnante scuola ispirazione steineriana “Arcobaleno” Roma

  • Educatori e insegnanti: osservatori attenti dei disagi dei nostri bambini Open or Close

    scuolaLa quotidianità e la ritmicità che caratterizza il rapporto tra insegnanti e alunni crea un legame di reciproca fiducia fondamentale per il benessere psico-fisico dei bambini e del gruppo classe a cui appartengono. La maestra o l’educatrice, grazie all’osservazione attenta e alla capacità di comprendere i tratti essenziali della personalità, identifica, giorno dopo giorno, gli elementi caratteristici delle individualità dei propri alunni. E’ per tale ragione che spesso gli insegnanti rilevano dei segnali particolari nel comportamento del bambino e nei suoi elaborati, che costituiscono una sorta di “campanello d’allarme” e di “richiesta inconscia” che l’alunno può inviare; stati di malattia o forme di disagio interiore possono essere chiaramente lette in ciò che il fanciullo realizza ogni giorno a scuola e nei processi di relazione con gli altri.

    Lo strumento più prezioso per comprendere tutto ciò è sicuramente il disegno sia esso in forma grafica o pittorica: attraverso l’espressione artistica i bambini comunicano il loro mondo al mondo, così come il grado di maturazione cognitiva e affettiva raggiunto, e delineano, mediante forma-contenuto-segno, ciò che sono. Un insegnante conosce bene il tratto grafico dei propri alunni, il modo in cui i colori vengono scelti e accostati, la selezione dei temi raffigurati così come la ricchezza e la varietà dei particolari. Nel momento in cui ciò che comunemente caratterizza un determinato bambino subisce dei cambiamenti relativi a “qualcosa” che riguardi una forma di disagio, è determinante per l’educatore “rispondere a tale chiamata” mediante interventi terapeutici a carattere pedagogico mirati ed efficaci. L’utilizzo dei colori scuri e cupi in tutta la spazialità del foglio, il tratto tremante e abbozzato, la mancanza di quelle peculiarità che appartengono alla dimensione reale di una persona, oggetto o evento costituiscono degli elementi conoscitivi determinanti e degli spunti di riflessione che non possono essere ignorati. 

    Nell’ambito delle attività didattiche e artistiche l’acquerello occupa un posto privilegiato: esso comunica e trasmette, mediante l’elemento Acqua, l’interiorità più profonda, delicata ed essenziale della personalità infantile; attraverso il colore e le tonalità scelte i pensieri e le emozioni viaggiano senza posa, arrivano in maniera diretta portando messaggi chiari e definiti che il fanciullo vuole farci conoscere. Il colore troppo diluito ed eccessivamente acquoso comunica la necessità e la volontà di fluidificare, di sciogliere “qualcosa” di eccessivamente contratto o chiuso in se stesso, così come un’eccessiva secchezza si fa portavoce di una rigidità o durezza emotiva che dovrebbe essere supportata attraverso un lavoro mirato.

    Un’insegnante steineriana racconta di come, attraverso il confronto di alcuni disegni in cui un alunno disegnava la propria figura corporea in maniera diversa dal solito, le venne l’intuizione, successivamente confermata dalle radiografie, che il bambino potesse avere una spalla rotta. Ciò testimonia quanto sia importante la relazione educatore-alunno per una crescita sana e serena, ricca di esperienze che anno dopo anno andranno a formare il carattere dell’individuo. Lo psicologo J. Piaget, in uno dei suoi libri più noti, scriveva che “stati affettivi e stati cognitivi, come fattori energetici dell’intelligenza, non possono essere dissociati”; l’insegnante deve adoperarsi ogni giorno affinché tale equilibrio rimanga sempre tale e riceva quella linfa vitale necessaria per tenere lontani particolari stati di malattia. •

    a cura dott.ssa Sara Innocenti
    insegnante scuola ispirazione steineriana “Arcobaleno” Roma

  • Il Natale e il significato dell’attesa Open or Close

    bimbo che scrive letterina a Babbo NataleLa festività del Natale viene da sempre definita come “la festa dei bambini” in virtù del sentimento gioioso che in essi suscita e del giusto stato d’animo che anche gli adulti dovrebbero manifestare. Nella pedagogia steineriana essa rappresenta uno dei momenti più importanti del corso dell’anno e dei suoi motivi stagionali, perché ricorda la venuta della Luce sulla Terra come simbolo della coscienza che ogni individuo dovrebbe sviluppare e che il bambino matura pian piano nel corso delle sue tappe evolutive. 

    Proprio per tale ragione i festeggiamenti iniziano la prima domenica d’Avvento e proseguono fino al giorno dell’Epifania secondo una strutturazione ben precisa che anima nel fanciullo e nella famiglia o nella scuola quell’atmosfera di magia simile al brillio delle stelle in cielo. I giorni che precedono il 25 dicembre sono importanti quanto il Natale stesso perché mediante l’attesa e la preparazione il bambino sperimenta il cammino necessario per poter giungere a qualcosa di importante e di gioioso: l’apertura delle caselline del calendario dell’Avvento, fatta ogni mattina e con la giusta calma, viene attesa quasi con impazienza in quanto ogni giorno, la strada verso la Luce nella capanna, porta un piccolo dono. 

    La prima domenica delle quattro settimane che precedono il Natale può essere organizzata una piccola cerimonia d’apertura nota come “Spirale dell’Avvento”: gli adulti costruiscono a terra una grande spirale con rami d’abete e ogni bambino, mentre si cantano insieme i canti natalizi, percorre tale figura con una candela spenta in mano e posizionata dentro una bella mela rossa, essa verrà accesa dalla candela grande posta al centro e decorata con dei cristalli, poi, nel percorso inverso, il bambino depone la candelina accesa tra i rami e uscendo lascia spazio a un altro compagno. L’effetto finale è veramente molto suggestivo e lascia negli occhi e nel cuore dei fanciulli un’impressione così viva che difficilmente dimenticheranno.

    Il festeggiamento prosegue con l’accensione di una candela blu sulla corona dell’Avvento costruita sempre con rami intrecciati di sempreverdi, e di seguito, nelle settimane successive, verranno aggiunte quella rossa, bianca e viola; tali colori rappresentano le quattro tonalità della veste degli angeli che annunciano la nascita della Luce portando messaggi d’amore e di pace; il tutto può essere accompagnato dalla lettura o dal racconto di fiabe adatte a questo periodo dell’anno.

    Anche la preparazione del Presepe ha la sua particolarità ed è sempre in relazione con il tempo d’attesa; tenendo conto dell’ordine di formazione dei quattro regni della natura, la prima domenica d’Avvento si posizionano su un manto verde solo gli elementi del regno minerale ossia piccoli cristalli e minerali veri e propri, la seconda si aggiungerà il mondo vegetale (muschio, fiorellini, rametti), la terza il regno animale con pecorelle fatte in lana cardata e infine l’ultima i personaggi della Natività.

    Festeggiare il Natale in questo modo dona all’evento in sé una grande sacralità e un grande rispetto che porta a una reale partecipazione interiore anche da parte dell’adulto: attraverso la creazione di piccoli momenti speciali si coltiva nei bambini la capacità dell’attesa, dell’ascolto, dello stupore e della meraviglia di fronte ai grandi misteri del mondo. •

    a cura dott.ssa Sara Innocenti
    insegnante scuola ispirazione steineriana “Arcobaleno” Roma

  • Riportiamo la scuola al centro della comunità Open or Close

    scuolaDopo aver vissuto in passato momenti di eccellenza, la scuola pubblica si trova a vivere vive da diversi anni in una situazione di degrado generale, esponendosi spesso a critiche e attacchi che ne compromettono struttura e funzionalità.

    Grazie all’azione sinergica dei Presidenti dei Consigli di Circolo e Istituto di Zagarolo, prende quest’anno piede un ambizioso progetto sin qui condiviso da diversi operatori scolastici, da molte associazioni locali e da professionisti che, negli anni, hanno dimostrato attenzione ai problemi della scuola.

    Obiettivo del progetto è quello di riportare la scuola, da sempre impegnata a formare culturalmente le nuove generazioni, al centro della comunità affinché sia possibile generare un “risveglio delle coscienze” e contribuire alla ricostruzione di un senso civico e di appartenenza ormai perso ma quanto mai indispensabile. 

    Il progetto di massima è ora al vaglio dell’Amministrazione Comunale e, nello specifico, del Consiglio del 275° Circolo per l’avvio di una “fase sperimentale”, che si auspica velocemente diffusa a tutto il territorio. 

    Attraverso lo sviluppo di progetti mirati e tra loro sinergici si vogliono anche creare nuovi momenti di aggregazione sociale e, se possibile, strumenti di autofinanziamento oggi assolutamente necessari per la scuola. 

    Si opererà, ad esempio, affinché i bambini tornino a essere i grandi protagonisti delle feste che storicamente appartengono loro (Natale, Epifania e Carnevale) con proposte che, partendo dalle scuole e avvalendosi del supporto delle associazioni locali e singoli cittadini, si trasformino in momenti importanti di aggregazione e condivisione per la comunità tutta.

    Al vaglio un progetto teso a trasformare l’ora di refezione in un vero e proprio momento educativo-formativo che preveda la sensibilizzazione del bambino verso i diversi alimenti, la conoscenza dei disturbi alimentari, il contenimento degli sprechi e il recupero del cibo non fruito, da destinare a persone indigenti.

    Anche in tal senso si prevede il potenziamento dell’orto, già realizzato con cura dai bambini lo scorso anno, e la realizzazione di laboratori di cucina per la realizzazione di prodotti che potranno essere oggetto di vendita in occasione del Mercato Contadino di Zagarolo o di altri eventi organizzati dalla scuola come ad esempio quello del cineforum, previsto all’interno del progetto quale estensione pomeridiana del Programma di Offerta Formativa della scuola e che si porrà l’obiettivo di  affrontare, dopo la proiezione, momenti di socializzazione e riflessione sul tema proposto. 

    A questo si integra poi la volontà di un’azione atta a sensibilizzare e informare famiglie e operatori sui grandi temi che sempre più frequentemente ci si trova ad affrontare, quali: anoressia, bulimia e, con i ragazzi più grandi, l’ educazione sessuale, quella stradale e quella civica.

    Per genitori e docenti si prevedono inoltre corsi di “problem solving” e “comunicazione attiva”, affinché siano dotati di strumenti che consentano di gestire al meglio i rapporti con i giovani. 

    Queste e altre le idee che bollono in pentola e che, se si andranno a condividere bisogni, competenze e risorse, siamo convinti possano generare molti interessanti progetti.

    La redazione di Girotondo è stata invitata a far parte delle riunioni preliminari e seguirà con puntualità e simpatia le iniziative del 275° Circolo…

    Ivano Bruno
    Presidente del 275° Circolo Didattico di Zagarolo

  • Il gioco come esperienza per liberare la fantasia e sperimentare il mondo Open or Close

    bambino che gioca al pilotaLa crescita di ogni bambino è scandita da momenti essenziali che colorano le giornate vissute e rendono chiare le sfumature che il mondo nasconde; come piccoli esploratori o avventurieri i fanciulli aprono i loro occhi all’ambiente che li circonda e in cui vivono cercando di comprendere e imparare ciò che il loro potenziale sviluppo richiede. Questa sorta di viaggio, che attraversa tutto il periodo dell’infanzia, avviene in compagnia di un amico speciale che ogni adulto ricorda con il sorriso e un po’ di commozione: il gioco.

    Esso è l’attività più importante mediante cui il bambino libera le proprie forze di maturazione e fantasia, per tale ragione ha un’alta funzione educativa, formativa e sociale; quando il fanciullo gioca mette in atto un processo di imitazione che lo porta a prendere coscienza della natura dell’ambiente culturale in cui è inserito, inoltre sperimenta il mondo con tutti i sensi: osserva, odora, ascolta, assapora e tocca ciò che le sue avventure gli portano a scoprire e in questo modo inizia ad immaginare una realtà non vera ma reale nella sua funzione e soprattutto nelle emozioni che suscita. Attraverso “il far finta di….” il bambino può divenire qualsiasi personaggio e intraprendere qualsiasi attività, magari esorcizzando paure inconscie o liberare brutti pensieri, può vivere momenti che suscitano una grande gioia in quanto esaudiscono veri e propri desideri, per tale ragione è fondamentale, sia per i genitori che per gli insegnanti, osservare senza intromissione o giudizio i fanciulli mentre giocano, ma allo stesso tempo è consigliabile anche organizzare dei momenti ludici insieme al fine di rendere partecipe l’uno della vita dell’altro.

    Ogni attività ludica si presenta come “un qualcosa da inventare, da organizzare, da svolgere e anche da terminare”, per tale ragione essa sviluppa e rafforza le capacità cognitive supportando la nascita del pensiero creativo che gli psicologi definiscono “divergente”. Se gli oggetti che il bambino ha a disposizione sono semplici, duttili e versatili nel loro utilizzo saranno sicuramente di maggior aiuto in quanto, come sostiene il pedagogista Rudolf Steiner, è l’immaginazione del fanciullo come fantasia creatrice che deve compiere la trasformazione e aiutare a entrare in un ruolo: un semplice pezzo di stoffa può divenire una bambolina oppure il velo di una principessa o ancora il mantello di un coraggioso cavaliere!

    L’abilità dell’adulto sta proprio nel comprendere quali siano gli strumenti migliori per sostenere e stimolare i bambini durante un’attività così delicata, senza dimenticare che essa costituisce anche un momento prezioso mediante cui educare ai grandi valori della vita, come il coraggio, la bontà, la lealtà, la pazienza, l’audacia, la perseveranza e la compassione. Il gioco ha quindi un forte risvolto sociale, insegna il rispetto delle regole e degli altri, tinge di forti emozioni e sentimenti i rapporti con gli amici o con gli adulti più cari, mantenendo la sua natura di spazio dedicato all’avvenire, in quanto proprio facendo finta di essere qualcuno che non si è, forse si anticipa a se stessi quel che si potrà diventare un giorno.•

    a cura dott.ssa Sara Innocenti
    insegnante scuola ispirazione steineriana “Arcobaleno” Roma

  • Consigli di lettura dai più piccoli... Open or Close

    bimbi che leggonoTra tv, pc, Playstation e mp3 il tempo che i nostri bambini dedicano oggi alla lettura è notevolmente ridotto, in taluni casi molti dei nostri ragazzi non sanno neanche cosa voglia dire svago ed emozione tra le pagine di un libro… 

    E' preciso dovere di chi è responsabile della crescita completa di un bambino (insegnanti e genitori) integrare questa abilità con le altre di cui invece i nostri ragazzi sono ben forniti: in una società dove si susseguono una varietà di input rapidi e multimediali, attenzione a non perdere di vista approfondimento e riflessione.

    Quindi, genitori, armatevi di fantasia e di qualche piccola strategia per fornire ai vostri figli un incredibile strumento: incoraggiateli, fin da piccolissimi, a sfogliare ogni tipo di libro (cartonati, album illustrati, senza parole); comprate spesso libri e, oltre a dare l'esempio leggendoli nel tempo libero, lasciateli in giro per la casa. Inoltre fate attenzione a non cercare di contrapporre la cultura della carta a quella digitale ma evidenziate il fatto che le narrazioni appassionanti possono coinvolgerci tanto tra le righe di una pagina di carta quanto su un monitor o un touchscreen… cio che conta non è il mezzo ma la possibilità di immedesimarsi nei personaggi, l'emozione che le parole sanno suscitare, i pensieri a cui sanno dare vita.

    Quindi via libera a iPad o Kindle… vostro figlio potrebbe diventare un divoratore di ebook con ottimi risultati… basta che ogni tanto gli occhi vengano fatti riposare!

    Approfittiamo quindi dell'estate alle porte per far entrare nelle nostre case un nuovo amico: il libro, che accompagnerà nei momenti di relax in maniera divertente e coinvolgente. Alcuni alunni della scuola primaria “De Amicis” di Zagarolo, intervistati sul tema, hanno voluto esprimere un loro giudizio e consigliarci delle letture che hanno particolarmente gradito.

    FRANCESCA (V B) consiglia CINEMA SEGRETO (D. Luciani, Giunti) un libro semplice e divertente che narra le avventure di due cugine accomunate dalla passione per il cinema. Una storia semplice per lettori alle prime armi con un pizzico di qualcosa in più che lo rende unico: il voler insegnare a chi legge a vivere la vita cogliendone sempre il lato positivo. 

    FRANCESCO (II C) ci riporta nell'affascinante mondo della mitologia greca con STORIE DELLA STORIA DEL MONDO (L.Orvieto, Giunti Junior) Paride, Achille, Menelao, Ettore, Agamennone e i più grandi eroi dell'antica Grecia raccontati in un linguaggio accattivante e accessibile da una mamma ai suoi bambini; e inoltre i capricci degli Dei, le storie di regine e palazzi, di viaggi e di guerre, di donne bellissime e di uomini che se ne innamorano, di Sparta e di Troia, di un cavallo di legno…un mondo che ancora oggi riesce a comunicare qualcosa ai ragazzi, evidentemente non attratti esclusivamente dai miti moderni proposti dalla TV.

    Greta (I B) ci porta a vivere “LA NOTTE DEL CASTELLO STREGATO”(Emme edizioni), un libriccino che offre brividi e horror a quei piccoli lettori che, appena appresi i primi rudimenti della lettura, vogliono cominciare a leggere in modo autonomo. Una storia in 10 minuti da leggere con facilità, arricchita da una grafica accattivante e innovativa. 

    ANTONIO (V B) ci consiglia SCUOLA MEDIA. GLI ANNI PEGGIORI DELLA MIA VITA (J.Patterson-T.Chris, Salani editore) narra le vicissitudini di un ragazzo timido dotato di molta fantasia alle prese con la realtà e i problemi della scuola media; per sopravvivere agli atti di bullismo che puntualmente vengono perpetrati, il protagonista escogita una strategia di sopravvivenza piuttosto singolare: infrangere una per una le oltre 100 regole previste dal Codice dell'Istituto…questa illuminazione scatenerà un rocambolesco susseguirsi di disastri. 

    FEDERICO (IV B) ci porta in giro per la capitale con E MO' TE SPIEGO ROMA (F.Totti, Mondadori): dopo il clamoroso successo delle sue barzellette, Totti ritorna in libreria con una breve guida all'antica Roma raccontata con allegria e ironia: una passeggiata leggera e senza noia alla scoperta di luoghi ed eventi storici particolarmente rilevanti, dialogando gioiosamente con i personaggi che hanno fatto la storia della città. Uno sgambetto per l'Altare della Patria, un takle in scivolata per la Domus Aurea, un'entrata da dietro per le Catacombe di S.Callisto…buone risate a tutti! 

    DAFNE(III B) ci porta a Topland con CINQUE AMICHE PER UN MUSICAL (T.Stilton, Piemme): cinque ragazze davvero speciali si incontrano in occasione delle prove del musical tratto dal libro ”Il mago di Oz” che i ragazzi del college mettono in scena al termine dell'anno; le Tea sisters affrontano le prove con entusiasmo superando paure e timori del palcoscenico. •

    a cura di Gioia De Angelis,
    insegnante scuola primaria “De Amicis”, Zagarolo

  • Sulle ali di un libro per imparare a volare... Open or Close

    mamma che legge libro al bimboIl libro rappresenta sicuramente un mezzo privilegiato di studio e di scoperta mediante cui azionare pensieri, sentimenti e voglia di fare; esso costituisce un piccolo mondo da esplorare e da vivere con intensità, un viaggio emozionante unico nel suo genere, in cui ogni bambino può trovare qualcosa di diverso e scorgere significati nascosti. 

    Quando si apre un libro è come salire su ali invisibili: le pagine, una dopo l'altra, sono il sentiero da percorrere che condurrà alla meta da raggiungere.

    Nella didattica steineriana il momento della lettura, sia in classe che a casa, occupa un posto speciale; mediante il racconto delle fiabe e della vita dei grandi personaggi storici il bambino vive interiormente, ossia sperimenta su se stesso, gli avvenimenti che sta ascoltando o leggendo, in questo modo prepara quella parte di sé che dovrà scontrarsi con le grandi questioni esistenziali caratterizzanti lo sviluppo di ogni persona. 

    Soprattutto attraverso la conoscenza della mitologia classica e delle biografie di chi con le sue azioni ha scritto la storia, il fanciullo percepisce metaforicamente il concetto di individualità che lo porterà a comprendere l'importanza dell'agire e delle sue conseguenze nella vita. 

    La letteratura per l'infanzia è ricchissima di storie affascinanti, profonde e divertenti che possono mettere in moto tutto ciò; di seguito qualche piccolo consiglio narrativo:

    • Per chi ha voglia di conoscere le bellissime storie degli dei e degli uomini… Miti greci; 

    • Se ci si vuole divertire con le avventure di un burattino e scoprire chi diventerà… Pinocchio di C. Collodi; 

    •Prendersi cura di una rosa, parlare con una volpe… il Piccolo Principe di A. de Saint-Exupery; 

    •Se ti piace volare insieme alle fate e scoprire i segreti della natura… le fate dei fiori di Cicely Mary Barker;

    •Come divertirsi con un piccolo coniglietto… la storia di Peter Coniglio di Beatrix Potter;

    • Un viaggio appassionante e misterioso tra sirene, ciclopi e mari in tempesta... Odissea. I viaggi di Ulisse;

    •Per principi e principesse, maghi ed incantesimi, gnomi e fatine… le più belle fiabe dei Fratelli Grimm.

     

    Per augurare a tutti Buona lettura ecco un piccolo pensiero del grande scrittore Italo Calvino...

    “Prendi la posizione più comoda: seduto, sdraiato, raggomitolato, coricato… appena sarai sprofondato nella lettura non ci sarà più verso di smuoverti!” •

    a cura dott.ssa Sara Innocenti
    insegnante scuola ispirazione steineriana “Arcobaleno” Roma

  • Dentro ai ricordi dei sogni dei bambini Open or Close

    Spesso i bambini, al mattino, raccontano le belle o brutte avventure che hanno accompagnato il loro sonno durante la notte; ricordano con chiarezza e lucidità ciò che li ha fatti gioire o impaurire, evocando un'atmosfera simile a quella del mondo delle fiabe. Nelle loro narrazioni, ricche di particolari e dettagli, traspare tutto il mondo immaginativo che li caratterizza e che esprimono con vivezza soprattutto nei disegni.

    Ecco cosa hanno risposto alcuni bambini di 6 anni alla domanda: “cosa ricordi dei tuoi sogni e per te che cosa sono?”

     

    “Per me i sogni sono infiniti, sono come le storie incantate, sono come delle cose che sono successe ma che poi in realtà non sono successe!”

    Atai

    ----

    “Il mio sogno più bello è stato un prato fiorito di campanelle con tante farfalle, in quello più brutto ero dentro il castello della paura e cadevo dentro il fuoco.”

    Lorenzo

    ----

    “Nel mio sogno più bello camminavo sopra un arcobaleno.”

    Alessandro

    ----

    “Per me la cosa che si avvicina di più al sogno è la fantasia, i sogni sono delle cose che a volte sono vere e a volte no.”

    Liam

    ----

    “Nel mio sogno più bello ero in cima ad una montagna, ho fatto un bel salto e sono arrivata sull'arcobaleno!”

    Giulia

    -----

    “Uno dei miei sogni più belli è stato quello in cui volavo e un uccellino mi dava dei bacini.”

    Ramon

    ---- 

    “Sogno sempre le cose che mi fanno pensare al Sole brillante e splendente verso cui volano i bambini.”

    Luca

     

    a cura dott.ssa Sara Innocenti
    insegnante scuola ispirazione steineriana “Arcobaleno” Roma

     

  • L'insegnante nella pedagogia steineriana Open or Close

    educatriceLe scuole in cui vengono seguiti i principi pedagogici steineriani attribuiscono molto valore e importanza al ruolo dell' insegnante, in quanto l'attività scolastica, insieme alla famiglia, accompagna e sostiene lo sviluppo psico-fisico del bambino.

    Una piccola filastrocca, che generalmente recitano gli alunni della prima elementare, sintetizza e rende chiaro tale concetto: “a casa, a destra ho la mia mamma, a sinistra ho il mio papà, ma a scuola, la mia maestra (o il mio maestro), sempre nel centro sta”.

    Soprattutto nel corso della scuola primaria la figura dell'insegnante riveste un compito particolare in relazione alla fase evolutiva che il fanciullo sta attraversando, infatti egli ha bisogno di conformarsi a un modello che rappresenti un'autorità naturale e non imposta sulla quale poggiare nei momenti difficili della crescita. Venerazione e rispetto sono le forze mediante cui il bambino sviluppa e matura un giusto rapporto con il mondo, verso cui deve sentirsi accolto e non respinto; l'educatore, con la sua autorevolezza vivente, rappresenta la personificazione dei principi conoscitivi e morali che la scuola dovrebbe trasmettere.
     
    L' insegnante di classe deve essere ben cosciente dell'altissimo ruolo che gli viene conferito, pertanto necessita di una preparazione conoscitiva e didattica approfondita, cui si unisce un forte senso di vocazione verso tale professione: il senso di umanità che caratterizza l'operato scolastico viene supportato e accompagnato dalla conoscenza dei principi pedagogici su cui si fonda il metodo Waldorf, ossia le fasi evolutive del bambino, l'arte come strumento educativo, l'importanza delle singole discipline e del modo in cui esse debbono essere presentate, la pratica delle attività manuali.

    L'educatore è colui che trasmette al bambino ciò di cui necessita per uno sviluppo sano e armonico, proprio per tale ragione è richiesto un forte senso di responsabilità. Durante le ore trascorse in classe insegnante e alunno costruiscono pian piano un rapporto unico e assoluto fondato sull'accoglimento e sulla fiducia reciproca: con la parola e i racconti del/la maestro/a il fanciullo apprende  contenuti e sviluppa competenze, mediante il disegno, l'acquerello; lo studio della forma matura il senso di meraviglia verso il creato e si accorge della bellezza del mondo.

    Tutto l'operato scolastico va quindi ad agire sulla facoltà del sentimento, che richiede cura e attenzione; essa viene stimolata dall'insegnante attraverso la vivificazione dei contenuti proposti come ad esempio i personaggi del paese dell'alfabeto o il magico castello dei numeri, per questo l'educatore steineriano deve essere dotato di grande fantasia creatrice e di una sensibilità particolare nel comprendere le caratteristiche e le necessità di ogni bambino come individuo unico e assoluto.

    Ogni insegnante ha quindi un posto speciale nel cammino evolutivo infantile, così scriveva Steiner nel 1907: “Va stimato felice chi non soltanto in momenti solenni della vita, ma sempre potè alzare lo sguardo ai suoi insegnanti ed educatori come alle sue naturali autorità”. •

    a cura dott.ssa Sara Innocenti
    insegnante scuola primaria d'ispirazione steineriana "Arcobaleno" Roma

  • L'arte nella pedagogia: il metodo educativo di Rudolf Steiner Open or Close

    bambini a scuolaNel panorama pedagogico attuale molti genitori affidano l'educazione dei propri figli a realtà scolastiche alternative che propongono un viaggio d'istruzione e formazione volto allo sviluppo di tutte le facoltà che il bambino possiede nel suo essere.

    La pedagogia steineriana fa parte di questo scenario alternativo ormai da molti anni, le scuole che la propongono sono anche conosciute con il nome Waldorf in ricordo del primo istituto che venne aperto  a Stoccarda nel 1919. Tale metodo educativo, ideato dal filosofo tedesco Rudolf Steiner nei primi anni del ventesimo secolo e sintetizzato nel libro Educazione del bambino e preparazione degli educatori, fonda i suoi principi sulla conoscenza del cammino evolutivo infantile diviso in tre settenni - da 0 a 7 anni, da 7 a 14 anni, da 14 a 21 anni - nel corso dei quali il fanciullo sviluppa le facoltà del pensiero, del sentimento e della volontà.
     
    Tale sviluppo avviene prima attraverso il principio dell'imitazione nell'ambiente familiare poi, con l'inizio della scuola primaria, a esso si sostituisce l'autorevolezza e l'individualità dell'insegnante, colui che risponde alla necessità primaria che il bambino manifesta con la sua curiosità, ossia il bisogno che il mondo gli venga raccontato attraverso la parola.

    Il percorso d'apprendimento che il fanciullo si appresta a iniziare si fonda sull'insegnamento delle discipline tipiche della scuola italiana, ma il tutto avviene mediante l'utilizzo della facoltà infantile per eccellenza, ossia l'immaginazione, la fantasia creatrice, la quale fin dalle origini della storia dell'uomo ha avuto come sua massima espressione l'Arte. Il principio del Bello, del Buono e del Vero ispira la struttura di ogni lezione, permeata sia da elementi teorici che pratici: tutti gli argomenti di studio, dalla presentazione delle vocali al teorema di Pitagora, passano mediante l'elemento artistico affinché il bambino non apprenda “qualcosa di già fatto”, ma qualcosa a cui lui stesso giunge con le sue immagini di pensiero.
     
    Le discipline fondamentali di cui si avvale la pedagogia steineriana abbracciano l'intero mondo dell'arte: acquerello, pittura, disegno, studio della forma, scultura, ceramica, musica, canto ed euritmia (la parola espressa attraverso il movimento); esse caratterizzano ogni momento della giornata scolastica e spesso rappresentano il momento di sintesi del contenuto studiato.
    L'acquerello è sicuramente la tecnica pittorica che maggiormente caratterizza tale metodo in quanto mediante il suo utilizzo il bambino sperimenta il mondo del colore e delle sue sfumature, entrando facilmente a contatto con quella sensibilità profonda di cui egli stesso è portatore; la scultura risponde alla gioia che l'alunno immette nella sua volontà di costruzione e di sperimentazione del mondo che ha intorno. Le attività manuali come il telaio, il cucito, il lavoro a maglia o a uncinetto, educano il senso pratico e la capacità di concentrazione sostenendo lo sviluppo del pensiero logico.
    Tutti i materiali utilizzati, dai colori alla lana, dovrebbero essere di origine naturale affinché il bambino possa vedere le cose per come esse sono realmente in natura e non alterate da elementi di tipo artificiale, per questo si predilige il legno, la lana cardata, il cotone, i colori vegetali, etc.

    Un approccio educativo così strutturato matura nel fanciullo la giusta facoltà del sentimento, con naturalezza e senza costrizione egli si sente libero di esprimere ciò che realmente è e sarà in divenire. L'insegnante ha una grande responsabilità per il sano sviluppo del bambino, per questo Steiner formulò tale pensiero rivolgendosi a tutti gli educatori: “compenetrati di fantasia, abbi il coraggio della verità, affina il tuo sentimento di animica responsabilità”. •

    a cura dott.ssa Sara Innocenti
    insegnante scuola primaria d'ispirazione steineriana "Arcobaleno" Roma

  • Un'estate a fare i compiti? Open or Close

    bimba“Maestra, alcuni genitori mi hanno chiesto dei compiti estivi…” E' così che un lunedì dei primi di maggio arriva da una rappresentante di classe l'annoso tormentone. Proprio quando i progetti scolastici si concludono, prima delle fatidiche prove....

    Proprio quando si fa la conta delle ore che rimangono per portare a termine i programmi… i compiti per le vacanze! Questo tema non costituisce un fardello solo per alunni e famiglie, ma anche per i maestri è motivo di riflessione. All'interno del corpo insegnante esistono in merito diverse opinioni: c'è chi sostiene che tre mesi di vacanze siano eccessivi e che quindi è bene fornire agli alunni dei materiali di ripasso. L'editoria scolastica provvede a questa esigenza offrendo libri estivi dai disegni accattivanti e dai colori brillanti che si possono trovare anche nelle comuni librerie. Alcuni insegnanti invece preferiscono preparare di proprio pugno delle attività più aderenti al programma svolto.
     
    Dall'altro lato ci sono colleghi che sostengono che se gli alunni padroneggiano le tecniche, se hanno interiorizzato le conoscenze proposte e soprattutto se hanno lavorato tutto l'anno si meritano riposo, divertimento e svago. A settembre un ripasso permetterà di rimettersi velocemente in carreggiata. Inoltre si chiedono con quale entusiasmo un alunno inizi la scuola dopo aver lavorato ed essersi impegnato, seppur in misura minore, durante l'estate.

    Tra le due opzioni esiste una larga gamma di possibilità educative estive che in qualche caso sono create dalla scuola e sostenute dal territorio. Un esempio è quello delle biblioteche che verso la metà di maggio inviano alle scuole delle liste di libri consigliati per il primo e secondo ciclo scolastico ricordando orari di apertura e modalità del prestito. Ci sono biblioteche che consegnano agli alunni una tessera e applicano un timbro per ogni libro preso in prestito e alla fine di agosto premiano il bambino che ha letto di più con una fornitura di materiale scolastico. Queste iniziative sono molto apprezzate dagli insegnanti. La lettura è fonte di nuove competenze, stimola la fantasia e arricchisce il lessico dei nostri bambini fornendogli un bagaglio di conoscenze variegato e fruibile.

    Ci sono poi associazioni che operano sul territorio che offrono servizi educativi estivi che propongono ai bambini attività ludiche, esperienze a contatto con la natura, possibilità di cooperare con i coetanei imparando anche altre lingue.

    Comunemente si afferma che andare in vacanza non significa non fare niente, ma fare altro, uscire dalla routine e dalla consuetudine. Questo vale anche per i bambini che comunque possono scoprire le caratteristiche degli invertebrati anche al mare o in un prato, possono ripassare le equivalenze attraversando le gallerie, possono andare soli a fare spesa usando i soldi e la logica per riportare a casa ciò che gli è stato richiesto e magari anche il resto, possono manipolare utensili e costruire oggetti sperimentando forme e dimensioni ed esercitando il polso e la mano alla prensione della matita o della penna, rendendo più fluido il gesto della scrittura.

    L'estate, per la distensione del tempo familiare, è il miglior momento per condividere senza stress i compiti affidati dagli insegnanti e per scoprire che l'entusiasmo e le passioni dei nostri bambini sono un ottimo veicolo per consolidare e interiorizzare conoscenze. •

  • Regole per educare? Il metodo di Maria Montessori Open or Close

    bimbi risateIn modo erroneo si associa all'educazione concepita da Maria Montessori un approccio metodologico basato sulla libertà del bambino. Quello che poco si sa è che tale metodo mira a far sì che i piccoli conquistino la loro libertà nell'interesse collettivo.

    Nel suo libro “La scoperta del bambino” la studiosa parla di una “disciplina attiva” e con ciò vuole indicare che l'educatore deve mettere in opera una tecnica speciale per condurre il bambino ad essere padrone di se stesso, conscio del suo agire. Questa consapevolezza dà al bambino la disciplina per seguire una regola di vita. La prima nozione che i “fanciulli” debbono acquistare per essere disciplinati è quella del bene e del male. Il compito degli educatori è di disciplinare all'attività, al lavoro, al bene, non all'immobilità e alla passività.

    Il testo “L'Autoeducazione” è nato dalla richiesta di avere un manuale per l'educazione del bambino e il titolo è tanto esplicativo quanto emblematico: la Montessori dà dignità al bambino che va rispettato già in tenera età come individuo e nutrito per il suo benessere non solo di cibo, ma anche di gioia.

    Un errore che la studiosa recrimina agli adulti è quello di farsi imitare dai bambini (fai come me…), in questo modo il piccolo asseconda il grande, ma non riceve ciò che vorrebbe, perché non sperimenta, e per questo è spesso insoddisfatto e viene definito maleducato e capriccioso. Talvolta ciò che viene richiesto a un bambino (ascolto prolungato, immobilità…) non potrebbe essere sopportato neanche da un adulto!

    Così le regole Montessoriane per educare si riassumono in pochi chiari concetti:
    permettere al bambino di muoversi in autonomia in un ambiente adatto alle sue esigenze e stimolante per il suo sviluppo spontaneo;
    concedere tempi, cosa difficile per i ritmi della vita odierna, per fargli sperimentare e ripetere esercizi utili per crescere;
    osservarlo e guidarlo a scoprire cosa gli piace, un bambino interessato è troppo occupato per commettere atti disturbatori.
     
    La Montessori ha inoltre creato una serie di materiali che sono particolarmente attraenti per i piccoli e soddisfano le loro necessità di apprendere. Oltre alle scuole, che si avvalgono di questi materiali e che ispirati da questa metodologia ne hanno creati di nuovi, educatori e genitori negli ultimi anni l'hanno riscoperta affollando il web di consigli per creare angoli e materiali in casa propria con costi minimi e qualche accortezza in più alle necessità dei più piccoli. Vale la pena di curiosare! •

    a cura di Valentina Degano
    insegnate scuola primaria

  • T'insegno i miei giochi! Facciamo giocare la tradizione popolare... Open or Close

    bimba salta cordaCome insegnanti e come genitori ci poniamo numerosi interrogativi su quali siano le attività ludiche più funzionali alla crescita dei bambini e allo sviluppo delle loro abilità. In alcune occasioni ci troviamo in difficoltà su cosa proporgli e come condividere con loro il tempo-gioco.

    Una nostra importante risorsa sono i cosiddetti “giochi tradizionali” che costituiscono dei preziosi mediatori per la strutturazione spazio-temporale e inoltre assecondano lo sviluppo della sfera espressiva e relazionale dei bambini. A livello pedagogico se ne riconosce il valore educativo ed è bene proporli anche dal momento che essi vanno ormai scomparendo dalla cultura popolare e familiare per motivi diversi, quali la mancanza di spazi, il diverso uso del tempo (la necessità di ottimizzare il tempo del bambino tra scuola, doposcuola e sport in funzione dell'orario lavorativo dei genitori) e la sollecitazione dei media (televisione, internet e ora anche di cellulari).
    Ho sperimentato vari “giochi tradizionali” nelle ore laboratoriali di quattro classi prime in un laboratorio bilingue dal titolo Parola d'ordine: Spielen!, e i bambini ne sono rimasti affascinati!

    Quali “giochi tradizionali” proporre ai bambini?
    Tracciando dei semplici segni a terra ci torna alla mente il gioco della campana. Molto diffuso tra i giochi popolari di tutto il mondo, si presenta con schemi diversi, di crescente difficoltà, ma mantiene sempre le stesse caratteristiche funzionali e di strutturazione, richiede esercizi di valutazione delle distanze, equilibrio, coordinazione oculo-manuale, riconoscimento di regioni interne e confini.
    Il salto della corda invece rappresenta un valido espediente per potenziare la capacità di anticipazione e consente molteplici variazioni esecutive di grande interesse per bambini.
    Anche la palla a muro ha molte versioni popolari e generalmente è associata a filastrocche o conte dialettali: si tratta di lanciare la palla verso una parete e riprenderla dopo aver eseguito gesti di volta in volta più complessi e rapidi come battere le mani, toccare terra, girare sul posto.

    Giochi semplici, che non hanno un costo rilevante in termini economici, ma hanno un valore importante per chi li insegna. •

    a cura di Valentina Degano 
    insegnante scuola primaria

  • pianeta "scuola" Open or Close

    Sara Innocenti

    insegnante scuola primaria
    d'ispirazione steineriana "Arcobaleno", Roma

    vai alla scheda di approfondimento >

     

     

    Valentina Degano

    insegnante scuola primaria
    Istituto San Giacomo di Laivez (Bz)

I bambini si esprimono con i disegni: come interpretarli?

bimbaPer il bambino disegnare è una manifestazione di piacere, di gioia e nello stesso tempo di interesse per il mondo esterno.

Il disegno è certamente l'espressione più autentica ed originale della personalità infantile; infatti, oltre a costituire un mezzo per analizzare, descrivere e narrare gli avvenimenti e le cose, è uno specchio di dinamiche funzionali e dello sviluppo cognitivo. Naturalmente il suo felice sviluppo è strettamente dipendente dalla capacità di controllo della motricità della mano, dallo sviluppo della vista e dalla coordinazione occhio-mano ed anche dal livello di sviluppo del linguaggio. Difficilmente il bambino disegna spontaneamente oggetti che non è in grado di denominare. Il disegno infantile subisce un'evoluzione progressiva attraverso fasi successive che non costituiscono stadi rigidi e prefissati. I primi tentativi grafici a 18-20 mesi, detti scarabocchi, sono essenzialmente il prodotto di colpi energici della matita sul foglio per un controllo motorio ancora limitato. Intorno ai 2 anni il bambino scopre l'esistenza di un rapporto tra i suoi movimenti e i segni ottenuti; pertanto inizia a creare a piacere linee verticali, orizzontali o circolari.

L'intenzione di controllare il gesto è il frutto di una maggiore maturazione motoria: la matita viene mossa con movimenti guidati dallo sguardo. Dai 3 ai 4 anni il bambino non scarabocchia solo per il piacere del movimento e per sentire la resistenza della matita contro il foglio, ma per rappresentare qualcosa ed esprimere sensazioni interne (intenzionalità rappresentativa). A quest'età si inizia a denominare lo scarabocchio, mostrando così l'intenzione di volergli attribuire dei significati ("scarabocchio a significato"). I segni grafici che il bambino denomina verbalmente, mentre li produce, hanno così inizialmente un carattere puramente simbolico (ideogrammi) che in gran parte prescinde dalla somiglianza e attendibilità della figura disegnata. Questo elemento ha particolare importanza per consentire la “proiettività emozionale”del bambino, che raggiunge il livello massimo tra 6 e 10 anni.

Verso i 4-5 anni gli scarabocchi acquistano organicità ed un significato comprensibile anche all'adulto. Emergono le prime schematiche figure umane (fase “figurativa”): inizialmente traccia un cerchio per rappresentare la testa da cui partono dei raggi che sono le braccia e le gambe (omino cefalopode), successivamente compaiono gradualmente gli altri dettagli. La rappresentazione degli oggetti nel disegno diventa progressivamente nel tempo meno soggettiva ed arbitraria e sempre più fedele al modello e quindi meno proiettiva. Inizialmente il bambino non copia la realtà ma la rappresenta, riportando quello che per lui ha più importanza e significato (“realismo intellettivo”). Verso i 4-6 anni i rapporti tra le varie parti della figura diventano più attendibili, restano ancora prevalentemente “topologici” (rapporti spaziali di vicinanza, di ordine e successione, di separazione, di posizione interna ed esterna). Dagli 8-9 anni in poi compaiono i rapporti spaziali “euclidei” con rispetto delle dimensioni e distanze reciproche, rispetto degli angoli, delle rette e della rappresentazione della prospettiva (realismo visivo). Si può dedurre che il grafismo infantile rappresenti un compromesso fra le competenze psicomotorie, la parziale e imperfetta rappresentazione nozionale degli oggetti e il vissuto emozionale di oggetti e situazioni rappresentati cioè il “senso”che essi hanno per il bambino.

I temi dei disegni importanti per la rappresentazione del mondo interiore del bambino sono il disegno libero, in cui vengono esplicitati i conflitti e le ansie personali, l'autoritratto, che riproduce con discreta fedeltà la percezione che il bambino ha di sé e il livello di adattamento all'ambiente circostante, e il disegno della famiglia, che invece fornisce elementi interessanti sul rapporto genitori-figli e su come questo si modifica con il progredire dell'età. •

a cura dott.ssa Mariangela Pinci
neuropsichiatra infantile

sosFarmaci >
Ospedali >
Numeri utili >
Emergenze >

medico
  Cerchi uno
  specialista?
             vedi > 

kids 
  Vacanze
  con bambini
              trova >

rivista girotondo

 
  la Rivista
  Girotondo
         scarica >

week end
  Eventi
  divertenti
          scopri >

sconto
  Sconti
  gratis per te
          scarica >

letture
  Consigli 
  di lettura
            vedi >

amici  
  Vuoi essere

  dei nostri?
        scopri >

 

  • Tecnologia Ortopedica
  • Fisiosar
  • Venere Beauty Center
  • Grandi Magazzini Sebastianelli
  • Beauty & Lux
  • Fiorentini Scavi
  • Azienda vinicola Cilia
  • Baby Parking Il Pesciolino d'oro
  • M&M Geo
  • Asilo dei bambini Isola che non C'è
  • Il Camaleonte
  • Traversi Ottica
Ci trovi anche su Linkedin